Crisso è uno schiavo. L'unico modo che ha per conquistare la libertà è entrare a far parte della guardia privata del vecchio Gaio Mario, nemico storico di Silla. Diventato un soldato, Crisso potrà conoscere una vita diversa, e partecipare all'assedio di Roma al fianco di uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi. Ma all'interno della città dilaniata dalle guerre civili, il Senato resiste agli assalti, convinto dal console Ottavio, tenace sostenitore dell'ordine costituito. La sua schiava, Giunilla, segue le vicende del padrone e dell'Urbe con trepidante attesa. Quando alla fine gli assediati sono costretti a cedere, seguono giorni di terrore, di stragi e vendette. E i destini di Crisso e Giunilla si intrecciano in una spirale sempre più drammatica.
Nato a Roma nel 1963, consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, i saggi Le grandi battaglie di Roma antica; I grandi generali di Roma antica; I grandi condottieri che hanno cambiato la storia; Le grandi battaglie di Alessandro Magno; L’ultima battaglia dell’impero romano e Le grandi battaglie tra Greci e Romani. Ha scritto inoltre i libri 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e 101 battaglie che hanno fatto l’Italia unita, e i romanzi storici 300 guerrieri; Jerusalem; Un eroe per l’impero romano; la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare, quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011), Marathon; La dinastia e Il tiranno di Roma. Gli Invincibili – Alla conquista del potere è il primo volume di una quadrilogia dedicata al futuro imperatore Augusto. Le sue opere sono state tradotte in cinque lingue.
Sinceramente mi ha dato più l'idea del compitino svolto per accontentare l'editore che, suppongo, ha chiesto all'autore un romanzo breve per la collana Live (0,99 euro la copia cartacea). Oppure Frediani ha tirato fuori dal cassetto qualche racconto e l'ha ampliato per la pubblicazione. Insomma, senza lode e senza infamia. Si legge in un paio d'ore, ma lascia poco. Prima opera di Frediani che leggo, leggerò altro di più corposo, questo "Tiranno di Roma" non mi ha entusiasmato, per quanto sia ben scritto, ma proprio non sono riuscito a empatizzare con nessuno dei due protagonisti, troppo bidimensionali (per non dire mono).
Andrea Frediani: ti odio per il finale! Sono un pò indecisa se mettere 3 o 4 stelle a questo libro. Da un lato, la ricostruzione del periodo romano e la buona qualità delle descrizioni mi sono piaciuti molto, ma da un lato umanistico i personaggi hanno lasciato molto a desiderare. In più, dopo aver letto il nome "Spartaco", mi sono sentita mancare nell'apprendere che il libro era già finito ç_ç Però sono contenta di essere riuscita finalmente a leggere qualcosa di questo scrittore
Come dico sempre, il fascino dei romanzi storici, per quanto mi riguarda, aumenta esponenzialmente con la distanza temporale dell’ambientazione. In particolare i romanzi di epoca romana, anche perché non ne trovo tanti come accade per altre epoche, mi emozionano sempre. La storia viene raccontata da due rispettivi punti di vista quello di Crisso, arruolato da Mario con la speranza della libertà, e Giunilla, schiava in casa di Ottavio, principale nemico politico di Mario. La narrazione cinematografica di Frediani alterna immagini crude e flash di vita quotidiana dell’antica Roma in cui si incrociano i destini tremendamente umani di schiavi e soldati, generali e senatori. Una storia che si incontra, tra lotte, scontri, spargimenti di sangue, epidemie, ma anche vendette e rivincite. Fidarsi una volta può starci per poi sbagliare, ma dare una seconda possibilità forse è troppo vista l’avidità e l’avidezza d’animo del soggetto. Lo stile è gradevole, racconta il mondo romano senza perdersi in spiegazioni, ma mostrandocelo con la vita dei personaggi. La minuziosità delle descrizioni e l’indugiare sulla psicologia dei personaggi avvincono il lettore, trascinandolo in una lettura senza soste. è un libro piacevole che indaga un pezzo di storia romana che personalmente non conosco molto, e un aspetto che invece è piuttosto famoso: la schiavitù. Il romanzo bilancia il realismo storico con un po’ di romanticismo e mantiene queste caratteristiche anche nel finale. Insomma, un gradevole romanzo storico che dosa bene le due componenti essenziali del genere di realismo e fiction, con un’ambientazione accurata e protagonisti interessanti.
Nel primo capitolo Crisso riconosce l'uomo che uccise i suoi genitori. Ho trovato un po' strano che lo accettasse e giustificasse così in fretta, stando al suo fianco per tutto il tempo. Ci sarebbe stato bene un conflitto interiore, un odio profondo per quell'uomo, ma che si sforzava di ignorare per via della promessa di diventare un uomo libero. Invece ha accettato subito il suo incarico di guardia del corpo, e a quel punto mi aspettavo il momento in cui decidesse di uccidere Mario, quando meno se lo aspettasse.
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Nonostante sia la prima volta che leggo qualcosa di Andrea Frediani, devo dire di non essere rimasto molto impressionato. Sicuramente non è un libro da buttar via, ma, per svariate ragioni, questa lettura mi ha lasciato in una sostanziale indifferenza.
Innanzitutto, è il primo romanzo storico che vedo sull'epoca repubblicana di Roma, e almeno questa mi sembra una scelta abbastanza originale. Ma a ciò si accosta la scontatissima storia d'amore tra i due schiavi che era assolutamente da evitare, una narrazione abbastanza piatta e troppo veloce, dei personaggi molto poco delineati e caratterizzati e dei dialoghi che sembrano tutti uguali, come se uscissero tutti dalla stessa bocca. Per non parlare poi della loro poca verosimiglianza o della loro artificiosità, come se, oltre ad essere pronunciati tutti dallo stesso personaggio, questo personaggio fosse anche un magistrato che redige il verbale di un processo... Ma siamo grati all'autore, ché perlomeno ha evitato un altrettanto scontato lieto fine!
Tuttavia, un aspetto positivo dell'opera è sicuramente la bravura dello scrittore a riproporre i conflitti politici dell'epoca spogliandoli di quella carica idealista di cui vengono solitamente investiti. Dopo la storia d'amore così banale, sarebbe stato il colpo di grazia che avrebbe stroncato sul nascere il mio apprezzamento per questa "nuova scoperta".
Inoltre, un tema che mi è sembrato di poter individuare e che ha fatto guadagnare qualche punto a questo libro, è quello dell'immobilità sociale (mai sparita) e della disillusione che pare pervadere tutto il racconto. Interessante è anche la fine: l'incontro con Spartaco ci fa intendere che il protagonista è un personaggio realmente esistito (anche se ho ragione di supporre che tutta la storia narrata sia inventata), il che dà un po' più di credibilità a quanto si legge, e, a chi conosce la storia del gladiatore trace, fa immaginare tutto un implicito svolgimento futuro che, in poche parole, porterà la storia appena letta a ripetersi, attraverso la ricerca di un riscatto sociale e della vendetta verso i fautori delle proprie disgrazie, ma che terminerà ancora una volta con un nulla di fatto e con una ricostituzione dell'ordine prestabilito. Ciò dà ancora più peso a questa tematica che pare quella più evidente nel libro.
Tutto sommato, posso gli si può anche dare una seconda opportunità.
Il giovane schiavo Crisso viene liberato da Gaio Mario e ne diventa un soldato della guardia personale; contemporaneamente Giunilla, affascinante schiava, serve fedelmente il suo padrone Ottavio e la moglie. Crisso e Giunilla si ritroveranno, loro malgrado, invischiati in una delle tante guerre di potere, dove l'Urbe viene invasa, saccheggiata, violentata e depradata, dove gli schiavi vengono liberati ma solo per diventare nuovamente sudditi di altri padroni e dove l'amore non può crescere se la cosa più importante, per certe persone, è solamente la sete di potere.
Classico romanzo storico: e con questo ho avuto conferma che a me i romanzi di questo tipo proprio non piacciono. Gli ho assegnato 2 stelline perchè son generosa e perchè, dopotutto, era talmente corto che sono anche riuscita a digerirlo. Ma le storie ambientate in epoca romana dove il più grosso della trama consiste in un resoconto di chi-assalta-chi e di chi-difende-chi .. anche no.
Forse non sono stato attento durante la lettura, ma dopo aver finito il libro non ho ancora capito a quale personaggio si riferisce il titolo. Chi è il tiranno? I nomi abbondano, ma i personaggi sono solo abbozzati, perfino Crisso sembra una comparsa. Nel complesso storia frettolosa e ripetitiva. Il finale lascia intendere che questa storiella avrà un seguito... Dio ce ne scampi e liberi! Unico punto a favore è il prezzo: 99 centesimi.
Il sangue, il sudore, la Storia Trascinato nelle sanguinose lotte di potere per il comando supremo di Roma, il punto di vista del protagonista apre uno scorcio sulla Storia della capitale dell’impero romano intorno agli anni 80 a.C. Limitato dal numero di pagine, il romanzo riesce comunque a raccontare e ad interessare il lettore ad un frammento della storia capitolina. Interessante il finale... "aperto" ;-)
Comprato in un impeto di curiosità a fronte del modico prezzo, ovvero 0,99 centesimi. L'ho trovato assai deludente e privo di fascino. Troppe poche pagine, troppo poco sviluppo. A fronte di questo, a poco serve dimostrare una buona conoscenza del contesto storico, perchè tutto si perde e si spreca in queste poche pagine. Monco è l'aggettivo con cui lo si potrebbe definire meglio. Peccato.
Un gradevole romanzo storico che dosa bene le due componenti essenziali del genere di realismo e fiction, con un’ambientazione accurata e protagonisti (sia i personaggi veri che non) interessanti.
La storia di Crisso, prima schiavo poi guardia del corpo del folle generale Gaio Mario ai tempi di una Roma ormai in decadenza. Trama e personaggi essenziali (per 120 pagine di libro!) ma tutto sommato molto carino e godibile e poi il prezzo aiuta :)
I normally don't like short stories because it finishes around the time I get into the story and start to like it. But this story, short as it is, I immediately got into and wanted to go on reading without stopping. Really good to read!
Per fortuna è un libro breve. Io trovo che non valga la pena di essere letto perché cerca di toccare più piani (storico, romantico, psicologico) senza approfondirne nessuno: non è storico, la storia tra i due è banale e gli approfondimenti psicologici dei personaggi sono ridicoli. Sconsiglio
Scritto male per fare un pochino di soldi. Mi dispiace per Frediani, io ho letti molti dei suoi libri e sono un suo grande fans e posso dire che ha dedicato davvero poca attenzione a questo libro. Per qualcuno che non lo conosce sicuramente non è una buona pubblicità. Resta la stima !
Breve racconto abbastanza preciso sul piano storico, ma dal finale un po' frettoloso e superficiale. Il finale aperto, con allusione a una probabile adesione di Crisso alla rivolta degli schiavi capeggiata da Spartaco, non mi è dispiaciuto.
Un libro interessante, a tratti eccessivamente cruento. Ho impiegato un po' di tempo ad immedesimarmi nei personaggi e ad interessarmi alla vicenda narrata. Non un libro da leggere per rilassarsi.