Francesca si è persa. La depressione del padre come un uragano ha spazzato via legami e certezze. Quando va a vivere da sola arrivano nella sua vita Paolo e Gemma, cuore e ragione, amore e rifugio. Il districarsi da un groviglio di sentimenti non sarà facile, così come riannodare i fili del rapporto con i genitori e con la voglia di fuggire da Paolo per evitare di amare. Una vita che scorre incessante tra emozioni, fughe, rifugi, confronti e ripensamenti. Francesca, come un’eroina contemporanea non teme nulla, ha un solo compito: riprendersi in mano la vita facendo i conti con il suo passato.
Opera prima. Romanzo d'esordio. Lineare. Dolce e schietto, pur nella crudezza. Spesso "l'elaborazione di un lutto", in qualsiasi forma avvenga, qualsiasi il lutto, completa il suo percorso con un ultimo tuffo nel buio. Un ultimo, intimo, grido di dolore consuntivo, prima della rinascita. La... "summa" delle scorie di cui ci sta per liberare. O forse la verifica ultima di non avere dimenticato nulla. Una sorta di commiato dallo stato d'animo grave, torvo, che ci ha accompagnato. Perché sappiamo, avvertiamo, che presto non ci apparterrà più. In questo breve romanzo, quell'intimo grido è un monologo appassionato, annotato dalla protagonista in due giorni di fatti significativi e fondanti, ancorché semplici. Vi si pesano gli smarrimenti; vi si ripassano le esperienze, di fronte (e di fianco) al "male"; le proprie, con lucidità sincera, progressiva consapevolezza, assunzione di ruolo, senza risparmiarsi dubbi sul sé, esitazioni, né critiche; quelle altrui, per quanto diverse nella forma, nella forza e nelle scelte, con riserbo, curiosità, rispetto. Ogni passaggio di narrazione ad accreditare, oggettivandolo, un passo; una crescita avvenuta.
Scrittura sensoriale. Scrittura per immagini. Scrittura curata nelle minime sfumature. Ci sono romanzi che rivelano la cura che c'è dietro. Questo è uno di quelli. Ma, sia chiaro, non ha nulla di costruito. Fluisce come acqua corrente, come un racconto davanti a un caffè, come una confidenza tra amiche. E' intimo, accorato, svelato, sincero. Senza pudori. E affronta un tema che tocca nel profondo perché sono tante le famiglie in Italia lasciate ad affrontare una situazione di disagio mentale senza alcun supporto professionale e umano. Cosa succede a una figlia che vede la propria madre annullarsi nell'assistenza al marito? Quali meccanismi scattano nei sensi di colpa, nella rabbia, nella disperata richiesta d'aiuto intrecciata a un altrettanto disperato bisogno di sganciarsi dal cordone ombelicale? Dalla sua parte non pretende di rispondere a questa e altre domande. Ma disegna una situazione, esplora disagi, traumi, sofferenze. Poi lascia intravedere una luce. Nessun happy end consolatorio, solo un'istantanea di vita. Difficile chiedere di più a un romanzo. Difficile trovare una maggiore sensibilità/abilità in una scrittrice. Da leggere.