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La fine dell'impero ottomano
Il libro racconta i decenni che dalla fine dell’800 alla Grande Guerra portarono alla dissoluzione dell’impero ottomano e alla nascita della Repubblica turca nel 1923. Gli eventi sono letti nel quadro del crescente processo di globalizzazione: dai tentativi di riforma delle strutture imperiali alle spinte secessioniste dei movimenti nazionali, dalla crisi violenta della coabitazione islamo-cristiana alla nascita di uno Stato-nazione turco riconosciuto a livello internazionale, ma anche indebolito dalla fine del suo pluralismo interno.
- GenresHistory
208 pages, Paperback
First published October 30, 2012
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Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
June 19, 2019
Giorgio del Zanna è un professore di storia contemporanea all'Università Cattolica del Sacro Cuore, ed ha scritto molto sulle relazioni tra Vaticano ed impero ottomano; credo che questo si noti nel suo libro, sempre molto attento alle questioni dei cristiani (ma anche per forza di cose, dato che la convivenza secolare tra diverse religioni salta proprio nell'Ottocento). Detto questo, credo proprio che cercherò di rintracciare i suoi articoli e le altre pubblicazioni perché il suo campo di studio è molto interessante e soprattutto è quello su cui vorrei lavorare anch'io.
La fine dell'impero ottomano non è un libro molto lungo, sono solo 200 pagine, ma credo che sia comunque un testo molto importante per chiunque voglia studiare l'impero ottomano: è ben scritto, ben ricercato (la bibliografia alla fine di ogni capitolo è una vera e propria miniera d'oro) e spiega molto bene una fase della storia ed un attore politico che sono stati per molto tempo schiacciati dalla storiografia europea, certe volte macchiata di orientalismo o pregiudizi: l'impero ottomano non era "il malato d'Europa" nell'Ottocento e, anche se non era più la potenza straordinaria di qualche secolo prima, non era nemmeno sul punto di disgregarsi. La "questione d'Oriente", e cioè che l'impero fosse in netto declino e che bisognasse intervenire per evitare che l'intero continente venisse travolto dalla fine di un soggetto politico secolare, emerge in realtà come una scusa per le ingerenze delle potenze europee. Naturalmente è anche vero che l'impero è costretto a dichiarare bancarotta e che le riforme modernizzanti delle Tanzimat non sono state un completo successo, ma la questione d'oriente è figlia del periodo storico in cui si trova: l'epoca dell'imperialismo, del grande gioco tra Russia e Gran Bretagna, dell'unificazione della Germania (e dell'Italia) e tutto ciò che questo comporta.
Insomma, un ottimo libro sul tema che secondo me andrebbe tradotto in altre lingue perché è conciso ma efficace, e si basa anche su molte opere di storici turchi.
La fine dell'impero ottomano non è un libro molto lungo, sono solo 200 pagine, ma credo che sia comunque un testo molto importante per chiunque voglia studiare l'impero ottomano: è ben scritto, ben ricercato (la bibliografia alla fine di ogni capitolo è una vera e propria miniera d'oro) e spiega molto bene una fase della storia ed un attore politico che sono stati per molto tempo schiacciati dalla storiografia europea, certe volte macchiata di orientalismo o pregiudizi: l'impero ottomano non era "il malato d'Europa" nell'Ottocento e, anche se non era più la potenza straordinaria di qualche secolo prima, non era nemmeno sul punto di disgregarsi. La "questione d'Oriente", e cioè che l'impero fosse in netto declino e che bisognasse intervenire per evitare che l'intero continente venisse travolto dalla fine di un soggetto politico secolare, emerge in realtà come una scusa per le ingerenze delle potenze europee. Naturalmente è anche vero che l'impero è costretto a dichiarare bancarotta e che le riforme modernizzanti delle Tanzimat non sono state un completo successo, ma la questione d'oriente è figlia del periodo storico in cui si trova: l'epoca dell'imperialismo, del grande gioco tra Russia e Gran Bretagna, dell'unificazione della Germania (e dell'Italia) e tutto ciò che questo comporta.
Insomma, un ottimo libro sul tema che secondo me andrebbe tradotto in altre lingue perché è conciso ma efficace, e si basa anche su molte opere di storici turchi.
August 25, 2026
As hard to read as it is interesting.
Spunti:
Greco contemporaneo è una lingua diversa dal greco classico/antico, per rimuovere ogni influenza slava/ottomana. Operazione di europeizzazione;
La secessione dei Balcani segue ad una politica di omogenizzazione religioso-etnica, che porta paradossalmente alla frattura tra i gruppi confessionali. I cristiani, ortodossi, sono spinti dalle chiese nazionali, e dalle cancellerie europee, all’indipendenza.
Spunti:
Greco contemporaneo è una lingua diversa dal greco classico/antico, per rimuovere ogni influenza slava/ottomana. Operazione di europeizzazione;
La secessione dei Balcani segue ad una politica di omogenizzazione religioso-etnica, che porta paradossalmente alla frattura tra i gruppi confessionali. I cristiani, ortodossi, sono spinti dalle chiese nazionali, e dalle cancellerie europee, all’indipendenza.
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