Un testo visionario, scritto nel buio della Seconda guerra mondiale, che parla con lucidità e coraggio di un’Europa unita non come sogno astratto, ma come necessità storica. Spinelli e Rossi, con straordinaria intelligenza politica, denunciano il fallimento del nazionalismo, il dominio di élite economiche sulla libertà reale dei cittadini, e propongono una rivoluzione non solo sociale ma istituzionale: superare lo Stato-nazione attraverso una federazione europea democratica.
Nel leggere il Manifesto oggi, si avverte tutta l’amarezza per ciò che non è stato realizzato. L’Unione Europea attuale è lontana dall’ideale di Ventotene: non ha una vera sovranità politica, né una voce unitaria, né una piena giustizia sociale. Ma proprio per questo, rileggere queste pagine è un atto politico e civile.
Un testo che, in qualche modo, supera Rousseau e Marx, e che forse possiamo collocare tra Kant e Bobbio: razionale, utopico, concreto. Da leggere oggi più che mai.