Tuttavia, le lacrime che versò non furono di dolore. No, furono di gratitudine, e speranza, e piacere, tutto in uno. Liberazione. Erano lacrime di liberazione.
Il quinto volume di questa strepitosa serie non può essere raccontata in poche parole, va letto pagina dopo pagina, metabolizzato in ogni sua parola e adorato in ogni scena che porta a esprimere l’essenza stessa di tutti i protagonisti, ciò che sono l'uno per l’altro, l’amore verso i propri compagni, l’amore genitoriale, l’amore verso i propri amici.
Erano i disadattati che non appartenevano a nessun altro posto se non al fianco l’uno degli altri. Avevano trovato una sicurezza e un’accettazione, in quella triade, che non avrebbero potuto ottenere da nessun altro, a prescindere da quanto fosse aperto e comprensivo il branco.
La bellezza di questo volume sta nella bravura della Phoenix che ci regala una storia che va oltre la solita storia d’amore, infatti racchiude il bisogno, il dolore, la voglia di darsi un’opportunità e della necessità di non potercela fare da soli, ma solo con l’aiuto di chi il destino ha messo al proprio fianco.
«Quanto a me…» Duer sospirò. «Non sono del tutto sicuro di quello che sarò in grado di insegnarti. Sto ancora scoprendo chi sono, sai? Ma devo credere che qualcosa di buono possa venire da quello che ho passato. E forse ispirerà qualcun altro a mantenere la fede, a non arrendersi quando le tenebre si chiuderanno su di lui. E se quel qualcuno sei tu, io sarò qui per te.»
Duer tirò su col naso, e a Yitro si strinse la gola. «Ti terrò la mano nell’oscurità, resterò con te finché sarà necessario. Perché ci sono dentro anch’io, e forse non conosco la via d’uscita, ma nessuno dovrebbe essere solo mentre è lì. Questo è ciò che posso darti, suppongo. La promessa che ti terrò la mano ogni volta che ne avrai bisogno.»
Ho dovuto estrapolare gli estratti postati, solo così vi sarà più facile capire il mio pensiero e, chissà, sollecitare a non farvi sfuggire questa lettura.
Alla prossima ❤️