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Ferite a morte

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Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: «E se le vittime potessero parlare?» Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l’ironia, l’ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. Ferite a morte vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi. Ma non mi sono fermata al racconto e, con l’aiuto di Maura Misiti che ha approfondito l’argomento come ricercatrice al CNR, ho provato anche a ricostruire le radici di questa violenza. Come illustrano le schede nella seconda parte del libro, i dati sono inequivocabili: l’Italia è presente e in buona posizione nella triste classifica dei femminicidi con una paurosa cadenza matematica, il massacro conta una vittima ogni due, tre giorni. Lo so, molti commentatori storcono il naso davanti al termine femminicidio, certo se ne possono trovare altri più aggraziati o pertinenti: chiamiamolo pure come ci pare ma almeno affrontiamo il dramma per quello che è, senza far finta che non esista. Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta di un iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. Ma tanto si può ancora fare: ecco perché abbiamo voluto aggiungere anche le leggi e le pratiche virtuose che altrove, nel mondo, sono già state attuate con successo. Finché anche in Italia il tema non sarà al primo posto della famosa agenda di qualsiasi nuovo governo, le donne non si fermeranno e si faranno sentire con ogni mezzo. Mi auguro che Ferite a morte diventi uno di questi. Serena Dandini

224 pages, Paperback

First published February 1, 2013

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249 people want to read

About the author

Serena Dandini

17 books63 followers
Serena Dandini, all'anagrafe Serena Dandini de Sylva (Roma, 1954), è una conduttrice televisiva, scrittrice e autrice televisiva italiana. Ha ideato e presentato programmi cult come La tv delle ragazze, Avanzi, L’ottavo nano e Parla con me. Con Rizzoli ha pubblicato diversi libri tra cui Dai diamanti non nasce niente, Ferite a morte, da cui è stata tratta una pièce teatrale rappresentata in tutto il mondo, e Avremo sempre Parigi (Premio Cesare Pavese).

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8 (2%)
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1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 37 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,109 reviews350 followers
Read
October 19, 2025
“E se le vittime potessero parlare?” questo si è chiesto Serena Dandini che dodici anni fa pubblicò questo volume falsamente fantasioso.

Falsamente perché se le voci narranti inventano i nomi ma non i fatti.
Sono voci sceniche.
Declamazioni pronte per essere rappresentate su un palco ( e così è stato e su YouTube trovate tutto) per poter raggiungere più persone possibile.

Ci sono corpi che reclamano una sepoltura degna, giustizia giudiziaria o anche solo orecchie disponibili ad ascoltare anche se ormai è troppo tardi.

Dandini ci parla di un dilagante un analfabetismo sentimentale, ossia una mancanza di strumenti adeguati per esprimere la propria rabbia, il dolore.

Io mi convinco sempre più che non bisogna partire dalle scuole ma agire prima perché probabilmente lì è già tardi.
Sarebbe necessario partire dai genitori che imparino a crescere figli senza quell’Io spropositato che lievita fin dalla culla; aiutarli a crescere gestendo gioie e dolori con gli strumenti adeguati.

Eppure sembra impossibile perché siamo ancora qui a parlarne e non ci stancheremo finché avremo voce.
Non dimentichiamo, però, di usare orecchie ed occhi.
Non voltiamoci dall’altra parte..
Profile Image for Saturn.
631 reviews80 followers
October 5, 2018
Questo libro raccoglie una serie di monologhi in cui le vittime di femminicidio raccontano la loro stessa morte. Sono storie purtroppo comuni di cui si coglie la loro tragica universalità. Non ci sono barriere economiche, confini nazionali, religiosi o culturali che proteggono le donne dagli abusi, le violenze e gli assassinii. A questi racconti segue un breve saggio sui dati della violenza sulle donne in Italia e nel mondo, davvero molto interessante, e un glossario con le definizioni dei vari tipi di violenza. Sono molto utili inoltre i riferimenti nazionali delle istituzioni e associazioni e l'elenco delle fonti. Bellissime le citazioni che aprono ogni monologo.
Profile Image for Christine.
7,226 reviews572 followers
May 6, 2015
Disclaimer: ARC via Netgalley

If I call this excellent book the Italian response to the Vagina Monologues, will that give you the wrong idea?

Perhaps in terms of structure, a reader could say it is derivative of the Monologues, but that would be insulting to both.
Dandini’s book presents short stories (basically monologues) told by women who were killed simply because they were women (femicide). While the stories lean toward more Italian based, there is a nice range from abusive lovers or husbands to honor to abortion.

Yes abortion, but considering the gender preference that is occurring in some countries, abortion because the fetus is female should be included here. (Incidentally, I have no idea what Dandini feels about abortion. The monologue that deals with abortion is not anti-abortion in general, just anti-abortion because the fetus is female. Pro-choice people will not feel like they are being lectured too. I didn’t).

While the structure of the book lends itself to performance, its primary focus simply seems to be simply to raise awareness. The stories are short, but all are based on real crimes or issues. Some undoubtedly only known in the various areas, but a few will be easily recognized by the well informed reader. Each story is told by the victim, not all of which are sweet, and most of the voices are individualized.

The last few chapters of the book present general facts that deal with the various femicides described. There is a section about gender preference, a section about honor killings and so on. The book ends with a list of countries that have legislation that is pro-woman (like Sweden’s laws about prostitution). The stories and then the facts make the book suitable for use in a classroom, be it a women’s studies course or a theatre course. While the crimes are murder, most of the stories do not have an excess of gory description making the book suitable for high school students.

It really is a good companion, sister, to the Vagina Monologues.

Profile Image for Samantha Spencer.
44 reviews4 followers
December 1, 2018
Serena Dandini ha dato prova di grande sensibilità e intelligenza, scrivendo un libro che denuncia la violenza contro le donne e presentando delle statistiche che dovrebbero (si spera) far riflettere i lettori su quanto questo fenomeno sia pericoloso e devastante.
Bravissima autrice.
Profile Image for Quinn.
365 reviews
March 20, 2025
Toccante sicuramente, però onestamente i dati bo non mi sono piaciuti molto, ti aprono gli occhi quando ti spiegano di ogni paese si, ma i dati no.
Profile Image for Simona.
975 reviews228 followers
July 24, 2017
Ferite a morte è la voce di chi non ha voce. Serena Dandini sceglie di raccontare, a modo suo, le vittime di femminicidio. Dà voce a tutte quelle donne che in ogni parte del mondo e non solo in Italia, subiscono ogni giorno, ogni ora soprusi, violenza fisica e psicologica, privazioni e perdita di ogni dignità.
Dall'Italia dove leggiamo e ascoltiamo di donne uccise, violentate sino al Messico, a Ciudad Juarez, dove migliaia di donne scompaiono, sino all'aumento della violenza domestica in Giappone, per non parlare delle donne lapidate o decapitati nei territori del Medio Oriente.
I capitoli sono brevi e quasi didascalici accompagnati ognuno da citazioni di autori e autrici che ci fanno conoscere ancora più da vicino la triste realtà.
Il quadro che Serena Dandini traccia è davvero desolante. Leggere un libro del genere fa male, indigna, fa soffrire, ma va letto per conoscere sempre più questa piaga terribile de femminicidio che ormai si propaga sempre più e che uccide sempre più vittime.
I capitoli sono brevi e quasi didascalici accompagnati ognuno da citazioni di autori e autrici che ci fanno conoscere ancora più da vicino la triste realtà.
Profile Image for Lucia.
218 reviews29 followers
March 27, 2020
too tough to read, there millions of stories around the world about how women are murdered, happening still nowadays and is very frustrating and sad for me.
Profile Image for Anesa.
200 reviews14 followers
March 29, 2020
This has been a tough one to read... I'm a little brokenhearted, I'm angry towards the world. It is not fair for us to live like this. Still, Dandini has provided the most accurate representation of what women all over the world are still nowadays suffering from and being murdered for. The main flaw I find in this book is that I believe it would have been a great idea not only to talk about this theme specifically, but also intertwining it with other kinds of violence (both physical and mental) women are subjected to all over the world. Nevertheless, given that Dandini decided to restrict the story to femicide, I cannot help but giving it a 4'5/5.
Profile Image for Vicki.
400 reviews42 followers
September 16, 2014
I received this book through NetGalley to review.
This book is about all the violence women are subjected to, be it domestic violence, honor killings, etc.
The book starts out with stories of women that have been killed by whatever violence she was subjected to. It is told through the women's voices as they are killed and then dead. I was leery for the first couple of stories because no names were used but then I realized the power of these women's stories, whether they were identified or not. This is a very powerful book and I feel every woman out there should read this.
The only downside to me was there weren't statistics for the United States as much as other countries, mainly Italy. However this is reality of what is happening everywhere and I can't stress enough how much we all need to read this book. The atrocities that women and even young girls are subjected to every day of their lives is appalling. I would highly recommend it and then maybe after we all read it, it will encourage us to take a stand for women everywhere.
I thank the author for such an amazing story and hope she continues to write books about this subject. It's not just someone else, it is all women!
3 reviews
January 23, 2022
Il libro di Serena Dandini, dove ha deciso di dare una voce alle vittime di una società patriarcale dove la donna è vista come essere inferiore, è stato un pugno in pieno viso. Venire a contatto con i dati alla mano di associazioni ed enti mi ha fatto rabbrividire: numeri e percentuali che aumentano con lo scorrere del tempo.
Donne uccise in quanto donne, in quanto debbano essere alla mercé del compagno, marito, fidanzato, l'eventuale ex, addirittura dei membri maschili della sua stessa famiglia. Donne vittime di soprusi fisici, verbali, sessuali e psicologici che giungono alla morte per suicidio o per mano di terzi.
Per non parlare dello stigma affibbiato all'essere donna in culture dove la verginità è considerata una virtù da mantenere fino al matrimonio, perpetrando mutilazioni ai genitali di bambine e ragazzine.
In alcune zone del mondo anche il nascere donna è considerato negativo e, per prevenirne la venuta alla luce, vengono eliminate non appena si scopre il sesso.
Assurdo che queste oscenità vengano attuate ancora oggi, che le statistiche non mostrino "miglioramenti", che alcuni governi non aiutino fino in fondo le donne sopravvissute a certi misfatti. In alcuni paesi, piccoli o grandi che siano, vengono addirittura chiusi i centri antiviolenza!
Una realtà dura per chi cerca di sopravvivere, per chi è amic* o parente di una vittima di tali soprusi.

Una cosa ho capito: il femminicidio non è un capriccio, non è una parola tirata fuori dal cilindro magico. Il femminicidio è un crimine, e come crimine deve essere punito.
Profile Image for Larva.
89 reviews10 followers
January 30, 2022
Serena Dandini crea un paradiso per le donne vittime di femminicidio, un luogo in cui si sentono finalmente al sicuro dagli uomini (spesso padri, mariti, fratelli, amanti, ma non solo) che le hanno zittite per sempre e per rispetto alle famiglie ha scelto di non renderle facilmente identificabili. Sono storie che purtroppo ognuno di noi ha incontrato personalmente, per sentito dire o leggendo sui giornali, ma nessuno fino ad ora aveva immaginato di ascoltare la loro voce.
Leggendo ci rendiamo conto che per una donna la sicurezza non è data dai soldi, dalla posizione, dall'essere sposate, dall'appartenere a questa o quella religione e che spesso c'è un momento in cui ci si rende conto del pericolo e se alcune lo nascondono a se stesse per molti motivi (per paura, per i figli, perchè sono sole, perché son cresciute pensando di meritarlo, ...), altre reagiscono ma non trovano un aiuto sufficiente.
La grande emozione che scaturisce nel leggere li monologhi viene incanalata in una seconda parte in cui si esaminano i dati di cosa succede nel nostro paese e di cosa è stato fatto altrove, quantomeno per provare ad arginare questa tragedia.
Un libro da leggere e da far leggere, nella speranza che aumenti in tutti la consapevolezza .
Profile Image for Minimerecensioni .
168 reviews19 followers
December 4, 2020
Ferite a morte di Serena Dandini e Maura Misiti (Rizzoli 2013).

25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Ferite a morte è un progetto di Serena Dandini, nato come spettacolo teatrale. Si tratta di una serie di monologhi, in cui le vittime di femminicidio si raccontano in prima persona, attraverso i corpi, le voci e le anime delle attrici che si alternano sul palcoscenico.
Il libro è la raccolta di questi monologhi, una sorta di Antologia di Spoon river tutta al femminile in cui l'autrice, con linguaggio semplice, diretto, familiare, ci mette di fronte alla banalità del male, che per queste donne ha il volto di mariti, fidanzati, compagni, padri, fratelli, ex o innamorati respinti.
La seconda parte, curata da Maura Misiti (ricercatrice del CNR) è dedicata ad un approfondimento sul fenomeno del femminicidio nel mondo.
Una lettura che aiuta a prendere coscienza, una volta di più, di un fenomeno che ha assunto proporzioni sempre più allarmanti (in Italia si registra mediamente una vittima di femminicidio ogni 3 giorni).
Una lettura per tutti, per non dimenticarci di tutte quelle donne che "dormono sulla collina", a causa di un uomo che diceva di amarle.
Profile Image for EC_Shivers'.
87 reviews
April 9, 2019
RECENSIONE COMPLETA: https://ecshivers.com/2019/03/26/feri...

[...]La bellezza, se così la vogliamo chiamare, del libro curato dalla Dandini, è quella di dar finalmente voce a queste donne a volte sopraffatte dalla paura e dalla vergogna, donne di ogni estrazione sociale e di ogni parte del mondo, che raccontano in prima persona la loro esperienza, al fine di lanciare un monito alle altre donne lettrici: non fate il nostro stesso sbaglio, reagite, denunciate, fuggite, salvatevi.

Certo non è semplice; quanti ne abbiamo contati di casi di cronaca, in cui viene puntualmente sempre fuori che la vittima aveva denunciato e che la giustizia si è rivelata vergognosamente incapace di proteggerla. Quando poi si legge sui giornali di questi giorni che ben tre giudici di sesso femminile hanno assolto uno stupratore, perché la vittima era troppo somigliante ad un uomo (e quindi brutta) per poter essere stuprata, si capisce chiaramente che abbiamo toccato il fondo, anzi lo stiamo scavando.[...]
14 reviews
June 30, 2021
Questo non è un semplice libro. Dopo una prima introduzione riguardo la situazione femminile e il femminicidio troviamo monologhi di donne, ragazze e addirittura bambine, che muoiono non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. Non si parla di semplici omicidi, ma di femminicidi annunciati, mutilazioni, sfruttamento. È un libro forte che provoca rabbia e ci informa di quanto in tutto il mondo le donne soffrano e si trovino in situazioni al limite del possibile. Dopo i monologhi infatti si può trovare uno spazio dedicato ad alcune definizioni utili, dati reali sull’argomento e contatti utili. Potrebbe essere un semplice libro ma per me è un vero e proprio manuale di sopravvivenza e informazione.
Profile Image for Antonio.
107 reviews
July 17, 2018
un "bel" libro, ben strutturato in due ben distinti grossi argomenti, il primo formato dalla "testimonianza" postuma delle vittime delle violenze. Il secondo molto più descrittivo e sotto forma di "trattato" con tanto di numeri per i vari scenari e ambienti mondiali. Mette i brividi, personalmente sono rimasto shockato, non credevo che il femminicidio assumesse tante forme e su così larga scala. Dovrebbero leggerlo tutti, le donne per rendersi conto di quanto possano essere purtroppo in pericolo, gli uomini per rendersi conto di quanto possiamo essere terribile se non ci sforziamo di cambiare.
Profile Image for Tommaso Fallacara.
39 reviews
April 8, 2022
Un libro tanto particolare, che ti mette dinanzi alla verità, dinanzi alla fresca confessione e alla ""fresca"" morte di DONNE innocenti, vittime dei loro assassini (e non fidanzati!).
Un libro che mi ha fatto molto riflettere e andare oltre alla solita notizia del "telegiornale".
Ora, finalmente, queste donne con la D maiuscola hanno potuto parlare e dire finalmente la loro testimonianza, la loro verità, la PURA e REALE confessione!
Dovrebbero leggerlo tutti, affinché non si verifichino continuamente e quotidianamente tali delitti e tali "silenzi".
Profile Image for Marco Rossetti.
131 reviews5 followers
June 7, 2017
Una Spoon River dei mille volti del femminicidio. Un puzzle di storie forti, dal peso specifico del piombo e dalla consistenza di un muro fatto di pregiudizi, stereotipi e una sottocultura radicata.

Un libro che tutti gli uomini dovrebbero leggere.
Profile Image for Ele Bozzy.
159 reviews
March 3, 2019
Libro incredibile, da fare leggere nelle scuole, è un ottimo punto di partenza per diverse riflessioni sul ruolo della donna nelle diverse società e come ella venga trattata.
Scritto magistralmente, consiglio assolutamente
Profile Image for Antonella.
322 reviews10 followers
September 11, 2020
Il testo è datato e sfortunatamente ancora troppo attuale. Lo useremo, con l'Associazione Noi4you di cui faccio parte, per una lettura pubblica in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne del prossimo 25 novembre
Profile Image for Valentina.
29 reviews
February 28, 2021
Un libro da leggere assolutamente!
Storie vere di donne uccise per mano di mariti, ex fidanzati, padroni..
Un cazzotto nello stomaco che non si può schivare.
Ripeto, da leggere!
Profile Image for Silvia Tonini.
16 reviews
January 5, 2024
Brevi monologhi, fortissimi. Induce a una riflessione potente, che ferisce, ma che è necessaria.
Profile Image for Mar.
55 reviews
March 31, 2024
Come può esistere tutto questo male?
Profile Image for ✨Virè.
445 reviews7 followers
June 16, 2025
Sconvolgente questo libro, semplicemente sconvolgente. Durante la lettura mi sono pentita ancora una volta di non essere andata a vedere lo spettacolo teatrale e mi auguro di averne presto la possibilità. Il tema è scottante e non può lasciare indifferenti: la cronaca riporta quotidianamente più di un caso di femminicidio e violenza sulle donne, l'uno diverso e più inquietante dell'altro, tutti con lo stesso tragico finale.
In questo libro l'autrice vuole trattare il tema da una prospettiva nuova, quella delle vittime, dar loro voce e far raccontare, senza eccessivi drammi, la loro storia. Il tentativo è molto ben riuscito.
La prima parte del libro è costituito da storie brevi, la maggior parte ispirate a casi di cronaca che, anche se sono utilizzati nomi di fantasia, è molto semplice ricondurre ad episodi che sono stati sulle prime pagine dei giornali. Tra questi non ritroviamo solo la nostra Italia, ma tutto il mondo, si dà voce a donne dell'Asia, dell'Africa, dell'America. Alcuni sono racconti individuali, altri, pur trasmessi in prima persona, vogliono mettere in luce la condizione di interi gruppi, a volte di intere nazioni. Si affronta il tema delle donne indiane che muoiono per la dote, di quelle africane che si ammalano per non usare il preservativo, di quelle sudamericane che si lavorano duramente per poi morire perchè troppo emancipate e tanti altri casi ancora. Non si parla, quindi, soltanto di casi isolati, ma vengono messe in luce anche realtà che ci toccano soltanto marginalmente o di cui non sospettiamo nemmeno l'esistenza. Il tutto raccontato dalla voce delle vittime, che riescono a narrare la propria tragica esperienza, a volte addirittura strappando un sorriso nel lettore.
Le emozioni sono tante: sdegno, paura. angoscia, preoccupazione, ti accompagnano dalla prima all'ultima pagina, ma non ti fanno venir voglia, nemmeno per un attimo, di abbandonare la lettura , ma anzi, ti spingono ancor di più a terminarla.
La seconda parte del libro è dedicata all'informazione, sono riportati dati reali, numeri e statistiche per dare la dimensione della gravità del fenomeno; viene illustrata la condizione delle donne in diversi paesi, in diverse circostanze ed alla fine si pone l'attenzione su leggi, norme, per finire con associazioni e indirizzi utili per aiutare chi è in difficoltà.
Questa seconda parte è importante quanto, se non più, della prima, l'ho trovata molto interessante e per nulla noiosa, ma mi rendo conto che qualcuno potrebbe dissentire, nonostante il tema sia così scottante e a mio parere rilevante. La prima parte, invece, penso che vada consigliata davvero a tutti, donne ed uomini, a chi è più sensibile all'argomento, a chi ne è totalmente indifferente, a chi non ne ha la percezione, a chi vive quotidianamente una qualsiasi forma di abuso. Credo che tutti vadano sensibilizzati e probabilmente quello utilizzato qui è uno dei modi migliori per farlo. Oltre a porre l'attenzione sul fenomeno, l'autrice è riuscita a rendere onore a tutte le vittime, quelle che già lo erano quando è stato scritto il libro, quelle che purtroppo lo sono diventate in seguito. Davvero un ottimo lavoro.
Profile Image for Alisea.
499 reviews13 followers
January 20, 2014
"Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: E se le vittime potessero parlare? Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l'ironia, l'ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. Ferite a morte vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi."

Prende spunto, come idea, dall'Antologia di Spoon River e ne è stato tratto uno spettacolo teatrale.
C'è una bella parte finale con una carrellata sui dati mondiali, sulle leggi "da copiare" perché hanno saputo dare una svolta ad una situazione che, da noi, sembra in una fase di stallo.
Una Dandini incisiva, una scrittura senza orpelli.
Per il resto ogni commento è superfluo....
Profile Image for _eles.libri_ Elena.
36 reviews
January 1, 2024
UN LIBRO, MOLTE STORIE
In questo libro, dopo l'introduzione, vengono narrate varie storie di donne, ragazze e bambine che sono state uccise da uomini aggressivi, che non accettavano loro la libertà.
Attraverso la scrittura dell'autrice decisa e realista, viene lasciato un segno nel cuore dei lettori e ciò permette di ragionare e comprendere come nel mondo accadano brutalità ingiustificate.
Per i temi forti e toccanti non è stata una lettura facile, ma vi assicura che ha meritato ogni minuto speso.
Infatti, penso che gni storia dovrebbe essere letta, ogni donna dovrebbe essere ascoltata e accettata per quella che è.
.
Alla fine del libro trovate anche una parte dedicate a dati riguardanti i femminici e la lotta contra la violenza sulle donne.
Inoltre, nella nuovo volume pubblicato nel 2022 “Ferite a morte. Dieci anni dopo”, troverete informazioni aggiuntive positive e negative in tema con l'argomento riguardanti il periodo che va tra la prima e questa seconda pubblicazione.
Profile Image for Jaq.
329 reviews37 followers
June 21, 2015
Bellissimo e struggente.
Si da voce a chi una voce non ce l'ha più.

Un libro che fa ridere -pieno di sarcasmo ed ironia- ma che piano piano si insinua nell'animo del lettore.
Un libro che è stato capace di trasformarsi.
E se all'inizio era partito facendo quasi sorridere il lettore, giunti alla fine non si può fare a meno di versare almeno qualche lacrima amara.
Profile Image for Lupurk.
1,106 reviews34 followers
November 7, 2013
Letto in preparazione a uno spettacolo teatrale, tratta l'argomento in modo a volte delicato, a volte quasi ironico, a volte drammatico, ma mai in modo inadeguato o esagerato. Un libro interessante e importante.
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