Dal titolo e dalla breve descrizione, ma anche dalla cover, mi aspettavo un classico shonen mentre si tratta di un manga altamente atipico. La grafica di Terada ha delle chiare influenze europee, soprattutto francesi e questo primo volume sembra richiama molto il suo lavoro di illustratore: si susseguono pagine prive di dialoghi, aeree, fluide, sfuggenti. Alle volte vorrei dire anche poco chiare, ma è comprensibile quando ritraggono una visione o una premonizione.
Il senso di sospensione è dato anche dal continuo aprirsi di vicende e l'ingresso di personaggi e situazioni che non trovano, per ora, alcuna chiusura.
La mia attenzione è stata catturata, ora spero solo che il secondo volume sappia saziare la mia curiosità.
Unico difetto, gravissimo, ma che non compromette l'opera, è l'impaginazione dell'intervista a Terada che è all'occidentale ma non ne viene data alcuna indicazione.