Saggio molto interessante che parte dalle origini della stregoneria fino ai giorni nostri. Si fa un breve excursus sulla religione celtica e romana, per arrivare al folclore medievale e rinascimentale. Quasi tutte le donne e gli uomini (omosessuali) accusati di stregoneria: d'invocare il Diavolo, calpestare o rinnegare la fede cristiano cattolica; colpire gli uomini/donne/bambini con malattie o morte; provocare pestilenze, siccità, alluvioni, terremoti; uccidere bambini per sacrificarli a Satana provenivano quasi tutte dalle valli montane (bresciane, bergamasche, piemontesi ecc). Questo perché le donne di valli isolate erano spesso più ignoranti e i contadini avevano più terrore dei diversi. Spesso le persone confessavano di essere streghe, ma dopo essere state sottoposte a giorni di torture. In molte città, i documenti relativi ai processi sono stati distrutti per evitare sentimenti anticlericali. Alcuni teologi, comunque, già nel XV secolo credevano che la fantasia, la superstizione e l'ignoranza avessero gioco facile nella stregoneria. Infatti, anche nella popolosa Milano le donne accusate provenivano dai quartieri più poveri, ma si occupavano di solito di guarire con le erbe, interpretare i segni della natura, far nascere i bambini, far abortire, preparare filtri d'amore e veleni. Su denuncia, i parroci (nella propria giurisdizione ecclesiastica) si recavano armati con spade e archibugi (e sbrirri), entrando a forza nelle case, saccheggiando e trascinando via le donne per bruciarle.