L'altro giorno, navigando in rete, sono incappato in una notizia che mi ha sbalordito in modo inquietante. L'Overshoot Day, cioè il giorno in cui una nazione finisce le scorte naturali che il pianeta riesce a rigenerare ogni anno. Per l'Italia quel giorno, quest'anno, è stato il 15 Maggio. In soldoni, abbiamo consumato le risorse che il nostro Pianeta ci dona ogni anno, in meno di 6 mesi. Inquietante a dir poco. Da quando ho iniziato ad interessarmi alle tematiche ambientali, forse da una quindicina d'anni, l'Overshoot Day si è sempre più anticipato. Qualche anno fa, non ricordo bene quanti, l'Overshoot Day era caduto a fine Luglio, già di per se inquietante, ma a Maggio non è solo inquietante, ma assurdo.
Infatti se tutti e oltre 8 miliardi di abitanti umani della Terra, vivessero come noi italiani, ci vorrebbero quasi 3 pianeti per soddisfarci. Per tirarci su un po' il morale, o forse sarebbe meglio dire per non sentirci troppo in colpa c'è chi fa peggio di noi, tipo gli statunitensi, dove con il loro tenore di vita ce ne vorrebbero ancora di più di pianeti, se non ricordo male all'incirca 4. Ovviamente c'è chi muore di fame e di sete, di malnutrizione ecc... Nel 2023 pare un'assurdità, visto i grandi proclami dei "Grandi" del Mondo, che tanto vorrebbero e "lavorano tanto" per l'uguaglianza tra i popoli. Ma già solo per il fatto che si definiscano "Grandi", fa decadere il discorso ad una farsa da quattro soldi se non peggio.
Nel 1989 Ende scrive questo libretto, destinato ad un pubblico giovane, dove due animali, un gatto ed un corvo, si battono per la salvezza del Mondo.
Il racconto è da subito umoristico e soprattutto satirico. L'antropomorfizzazione dei due animali, non è marcata, anzi è sfumata, come se essa apparisse soltanto nelle parti più prettamente magico/fantastiche della storia.
Ende, grande autore de "La storia infinita", qui ne "La notte dei desideri" ci confeziona una storia fantasy ecologica, come cita la copertina. Di solito mi irritano le varie frasi di copertina, le leggo sogghignando, perchè mi paiono sempre ridicole e acchiappaconsensi, però qui ci calza a pennello.
Sulle prime i due si chiesero se non fosse il caso di rivolgersi semplicemente a un passante, ma scartarono ben presto quell'idea: in primo luogo perchè era altamente improbabile che un essere umano normale potesse comprendere il loro miagolare e gracchiare (magari si sarebbe limitato a portarseli via e rinchiuderli in gabbia); in secondo luogo perchè sapevano che ci sono ben poche speranze di successo quando gli animali chiedono aiuto agli uomini. Lo si era visto più che a sufficienza. Perfino quando sarebbe stato nel loro stesso interesse prestare ascolto alle invocazioni d'aiuto della natura, gli uomini erano rimasti sordi. Avevano visto tanti animali piangere lacrime di sangue - e avevano continuato come se nulla fosse.
"Scusa" riprese poi Jacopo sottovoce, "noi facciamo sempre così quando da qualche parte si sta preparando qualcosa di brutto. Perchè noi queste cose ce le sentiamo in anticipo. Io non so ancora cosa ci hanno in testa quei due, ma ci scommetto le mie ultime penne che è un gran umaneria".
"Una - cosa?"
"Embè, gran porcheria non si può mica dire perchè i porci non fanno niente di male."