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Anna Göldin. Letzte Hexe

1743 wird Anna Göldin als Kind armer Bauern geboren. Die Eltern sterben früh, Anna wird Dienstmagd, geschwängert und, weil der uneheliche Säugling kurz nach der Geburt stirbt, wegen Kindsmord verurteilt. Nach Verbüßen ihrer Strafe findet Anna Arbeit bei der Familie von Regierungsrat Tschudi. Als eine Tochter Tschudis Stecknadeln spuckt, wird die Magd beschuldigt, sie verhext zu haben. Göldin flieht ins Toggenburg, wird steckbrieflich gesucht, verraten und schließlich verhaftet. Unter Folter gesteht sie, die Kräfte des Teufels zu nutzen. 1782 wird sie hingerichtet. Eindringlich und einfühlsam hat Eveline Hasler das Leben der unglücklichen Frau zu einer Geschichte gestaltet, die niemanden kaltlässt.

224 pages, Paperback

First published February 28, 2013

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About the author

Eveline Hasler

81 books15 followers
Eveline Hasler wurde in Glarus geboren, studierte Psychologie und Geschichte in Fribourg und Paris und war einige Zeit als Lehrerin tätig. Heute lebt sie im Tessin. Sie schreibt vor allem historische Romane, aber auch Lyrik, Kinderbücher, Kolumnen, Reportagen sowie Radio- und Zeitschriftenbeiträge. Ihr Werk wurde vielfach ausgezeichnet, unter anderem mit dem Schubart-Literaturpreis, dem Meersburger Droste-Preis für Dichterinnen und dem Justinus-Kerner-Preis. 1990/91 war sie Guest Lecturer am German Department der City University in New York. Ihre Bücher wurden bisher in zwölf Sprachen übersetzt.

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Community Reviews

5 stars
80 (16%)
4 stars
184 (38%)
3 stars
151 (31%)
2 stars
50 (10%)
1 star
18 (3%)
Displaying 1 - 30 of 34 reviews
Profile Image for Michael Bohli.
1,107 reviews56 followers
January 17, 2017
Lange wehrte ich mich dagegen, dieses Buch zu lesen. In meinem Kopf hatte ich von der Sprache eine sperrige Vorstellung und auch die frühere Zeit der Schweizer Bauern ist nicht mein liebstes Thema. Zum Glück aber habe ich mich nun durchgerungen und Eveline Haslers Roman über die wahre Geschichte der letzten "Hexe" in der Schweiz bewältigt. Denn eigentlich sollte der Fakt, dass hier mithilfe alter Dokumente die Geschehnisse aus dem 18. Jahrhundert nacherzählt werden, genügend Grund sein um "Anna Göldin" zu lesen.

Mit einer interessanten und den damaligen Gegebenheiten angepasste Schreibweise, führt uns Hasler nicht nur durch die letzten Tage im Leben von Göldin, sondern auch parallel durch alle Widrigkeiten in ihrem Leben. Dabei werden immer grössere Verbindungen zu der heutigen Zeit ersichtlich, schliesslich handelt es sich hier nicht um mehr als die Zermürbung einer Aussenstehenden durch die Gesellschaft (oder besser gesagt, deren oberen Schichten). Wer sich nicht der Sichtweise des Geldes fügen will, der wird aus dem Spiel geschafft. Und was damals mit einer Hexen-Verurteilung geschah, wird in der heutigen Zeit mit anderen Mitteln bewerkstelligt.

"Anna Göldin, letzte Hexe" ist ein erschreckendes und trauriges Zeitzeugnis der Schweizer Geschichte und zeigt dem Leser stark auf, dass sich die Menschen wohl nie ändern werden. Auch wenn der Schreibstil teilweise etwas holprig ist und sich nicht immer mit den heutigen Gewohnheiten verbinden lässt, die Lektüre lohnt sich auf jeden Fall.
Profile Image for Kate♡.
1,537 reviews2,143 followers
April 21, 2019
3/5stars

read for class - a fictional reaccount of the last witch trial in a german-speaking country. Definitely could see fans of "burial rites" liking this one
Profile Image for leti.
159 reviews2 followers
July 12, 2023
Muy chulo, tiene una forma de narrar muy particular que no me esperaba en absoluto.

El final se me ha hecho muy aburrido, demasiadas citas a documentos reales que cortaban todo el rato la narración... Me ha sorprendido para mal que todo el ritmo del libro sea tan bueno y (en mi opinión) la cagase con el final.
Profile Image for Annina.
502 reviews88 followers
March 27, 2026
Anna Göldin, eine Frau, deren Namen man in meinem Wohnort immer wieder liest, da sie in der gleichen Region lebte. Ausser dass sie die letzte Frau war, die der Hexerei angeklagt und hingerichtet wurde, wusste ich bisher nichts über sie.
Der Roman von Eveline Hasler erzählt die Geschichte von Anna Göldin sehr anschaulich und spannend. Was sie doch für ein Leid und Unrecht ertragen musste! Auf jeden Fall lesenswert, insbesondere, wenn man die Gegend (Glarus / St. Galler Rheintal) kennt und sich die Szenen in den rauhen Tälern gut vorstellen kann.
Profile Image for Jara.
212 reviews8 followers
August 9, 2023
Es el libro perfecto para cualquier signo de agua. Yo, como buen signo de aire y mucha presencia de tierra en mi carta, me ha parecido un pelin difuso y repleto de metáforas.
Aun así me ha gustado mucho, por la justicia que se hace escribiendo sobre esta injusticia.
Profile Image for Magdalena Erni.
8 reviews
February 2, 2026
Bei der Lektüre diese Buches wohl mehr über das Leben in der Schweiz des 18. Jahrhundert gelernt als im Geschichtsunterricht. Musste das Buch mehrfach weglegen, weil mich die bewegend beschriebenen und herausgearbeiteten Ungerechtigkeiten in dieser zutiefst patriarchalen Gesellschaft so getroffen haben.
Profile Image for FerroN.
146 reviews25 followers
August 29, 2026

☆☆☆½

Anna Göldin
“Sta’ lontana dagli uomini, in ciascuno di essi c’è un angelo e una bestia.”
È l’ultimo consiglio che Anna Göldin (Göldi) riceve dalla madre prima di essere allontanata da casa all’età di quattordici anni.
Sfuggita pochi mesi prima a un tentativo di stupro, Anna deve cambiare aria: inoltre, con la famiglia finita in uno stato di estrema povertà in seguito alla morte del padre, è anche venuto il momento che si guadagni da vivere al pari di fratelli e sorelle.
Il primo lavoro che trova è quello di domestica nella modesta abitazione di un contadino; presto però ha l’opportunità di essere assunta presso case più prestigiose e, più tardi, anche da famiglie benestanti. Sempre in qualità domestica, nel volgere di trent’anni cambierà molti posti di lavoro, in un ininterrotto andirivieni tra i cantoni di San Gallo e di Glarona (nella Svizzera tedesca orientale, a poca distanza dal confine con l’Austria).

La famiglia Tschudi
Nel settembre 1780 Anna si trasferisce presso la dimora signorile del dottor Johann J. Tschudi, medico e giudice nel Consiglio dei Cinque di Glarus (Glarona).
Anna ha quarantasei anni ma non li dimostra – può facilmente dichiarare di non averne ancora compiuti quaranta. Non passa molto tempo che il padrone, dopo averla sorpresa a lavarsi, cominci a osservarla con crescente interesse (“Continua a guardare, il signore. Ne ha il diritto. Anna faceva parte della sua casa, dirà al tribunale mesi più tardi”).
La padrona di casa, Elsbeth, che si avvia verso i trent’anni, ha già cinque figli; accoglie Anna con scetticismo, quasi intimorita dal suo fisico prorompente, energico e dal suo imprevedibile successo con i bambini piccoli. Ma quando si accorge degli sguardi insistenti del marito in direzione della nuova domestica (e dei pettegolezzi che ciò suscita tra i conoscenti) la diffidenza si trasforma in ostilità.
Dei cinque figli (quattro femmine) chi si affeziona di più ad Anna è la secondogenita, Anna Maria (soprannominata “Anna Migheli”), una bambina di sette anni che vive nell’ombra della sorella maggiore, la bella e brillante Susanna. Eppure è lei che un anno dopo – all’improvviso e senza apparente motivo – comincia a mostrare verso la domestica un comportamento aggressivo, insolente, da bambina viziata e un po’ isterica.

Glarus, 1781
L’abitazione del dottor Tschudi è spesso visitata da ospiti di rango: autorità, persone facoltose e qualcuno dei numerosi appartenenti al “clan” degli Tschudi – una delle famiglie più importanti del Cantone. In questa sorta di circolo privato si riuniscono pertanto i notabili del paese, madonne altezzose e padreterni boriosi profondamente convinti che ricchezza e potere spettino loro per volontà divina: “Dove andremmo a finire se la plebe acquistasse la cultura della gente di qualità? La provvidenza ha disposto in modo che il popolo comune nascesse senza intendimento”; “Sono differenze volute da Dio… Chi le cancella agisce contro l’ordine. Mantieni l’ordine e l’ordine ti manterrà. Chi lo turba cade.”
E Anna con la sua semplice presenza, il suo essere libera (nubile), l’aspetto giovanile e l’abbigliamento curato, appare decisamente fuori dalle consuetudini: gli illustri ospiti non le risparmiano occhiate curiose, ambigue, a volte astiose. Sono soprattutto le donne, specie la signora Tschudi, a sussurrare alle sue spalle nascondendo a fatica la propria invidia (“Noialtre dobbiamo essere sottomesse alla volontà del marito, di giorno come di notte, persino a letto”).
Quando Anna Migheli comincia a trovare spilli nella tazza del latte la responsabilità è naturalmente attribuita alla domestica, che poco dopo viene licenziata.

Glarus, 1782
Qualche settimana dopo – quando ormai Anna Göldin si è trasferita in un altro paese – la bambina comincia a soffrire di violenti attacchi di convulsioni e a vomitare una quantità di spilli, uncini e altri oggetti metallici: opera dell’ex domestica, ne sono tutti convinti, che ora è accusata di stregoneria.
La cerchia delle amicizie del dottor Tschudi e il “clan” appoggiano ciecamente la famiglia che chiede il processo alla strega. In paese e nel circondario non sono pochi coloro che insorgono contro una simile assurdità – nelle città si sono già diffuse le idee illuministiche – ma vengono presto neutralizzati o ignorati.
Le persone comuni e i contadini, una comunità superstiziosa che fatica duramente tra montagne aspre e incombenti, sottomessa a poche famiglie benestanti e con l’animo sferzato dalle prediche del pastore dal pulpito, si eccitano all’idea di aver vissuto a contatto di un essere malvagio, un emissario del maligno (“L’immaginazione della gente, che di solito si inaridisce nella quotidianità, era rattizzata dagli avvenimenti strani”).
Se per la gente di Glarus questa è l’occasione per ravvivare e dare un senso a un’esistenza monotona – per alcuni ricca, per altri povera, ma per quasi tutti miserabile – per Anna Göldin è il principio del supplizio.

«L’ultima strega»
Con il romanzo storico «Anna Göldin – Letzte Hexe» nel 1982 la scrittrice glaronese Eveline Hasler riporta alla luce la vicenda che esattamente due secoli prima fece scalpore anche oltre i confini elvetici.
Il testo, basato soprattutto sulle copie degli atti giudiziari (gli originali furono distrutti) e su documenti e scritti dell’epoca, è redatto in uno stile scorrevole. La presenza di qualche vocabolo in disuso non disturba la lettura, che è resa un po’ difficoltosa dalla scelta di riportare il discorso diretto senza l’ausilio delle virgolette (utilizzate invece, insieme al carattere corsivo, per riportare citazioni o estratti di documenti ufficiali). A questa forma narrativa – in realtà non troppo inconsueta – ci si abitua presto: tuttavia a volte, anche a causa di improvvisi cambi di punto di vista, non è semplice comprendere immediatamente il soggetto che sta parlando o esprimendo un pensiero.
La struttura del romanzo prevede il racconto cronologico degli eventi a partire dal giorno in cui Anna Göldin prende servizio presso casa Tschudi, cui sono alternati episodi del suo passato al fine di metterne a fuoco la personalità: l’effetto è molto efficace, specie verso il finale, quando il “montaggio” diventa più serrato.

Glarus, 2008
Respinta l’anno precedente, viene finalmente accolta la richiesta di riabilitazione di Anna Göldin inviata alle autorità statali ed ecclesiastiche dal giurista e giornalista glaronese Walter Hauser.
Nonostante una forte opposizione, il 10 giugno il Consiglio di Stato scagiona Anna dalle accuse di avvelenamento mentre il Governo presenta al Parlamento la proposta di qualificare il processo del 1782 come «omicidio perpetrato dalla giustizia»; e infine, il 27 agosto, il Consiglio cantonale delibera la sua riabilitazione.
Sei anni dopo, la sera del 13 giugno 2014, all’ultimo piano del palazzo del tribunale di Glarona si accendono due luci che non saranno più spente: illumineranno per sempre due finestre, a perenne ricordo di Anna Göldin e di tutte le vittime dell’ingiustizia e dell’arbitrio delle autorità.
Tutto ciò non restituisce ad Anna un solo minuto della vita che le è stata rubata e non le risparmia un solo istante delle sofferenze subìte in diciassette settimane passate sotto tortura. Ma costituisce un invito, una preghiera a non dimenticare, perché storie come questa – sebbene in altre forme – sono sempre attuali.
Scrive Nelly Valsangiacomo (docente di Storia contemporanea presso l’Università di Losanna) nella Prefazione all’edizione del 2013 intitolata «Anna, l’ultima strega?»:

“La strega è infatti al contempo elemento di disturbo e capro espiatorio nei momenti di crisi e di cambiamento. [...] L’esecuzione di Anna appare così un ulteriore tentativo per restaurare un ordine sociale minacciato, che usa in questo senso anche i rapporti di genere.
Anna, in sintesi, nello sguardo delle persone che la circondano, è «l’altra»: la strega come metafora dell’alterità, come è evidenziato dalla costruzione sociale che ne fanno il potere giudiziario, i media, l’opinione pubblica. In questo senso, la storia della stregoneria, come «un capitolo della storia del fanatismo» è una storia attuale, poiché il fanatismo, a geometria variabile, è sempre pronto a risorgere, sviluppando una cieca e distruttiva lotta contro il «male», e contro l’altro, che ne diventa l’incarnazione.”


☆☆☆½

Grazie a PlayRSI
Ho conosciuto la storia di Anna Göldin grazie alla visione tramite PlayRSI del bellissimo documentario “La metà di noi”, scritto e presentato da Jonas Marti; si tratta di una puntata del programma “La storia infinita” (4° stagione) dedicata a storie, spesso dimenticate, di donne e delle loro lotte che hanno cambiato – o cercato di cambiare – il Canton Ticino e la Svizzera (03.11.2025, durata 66’).

[PlayRSI è un’applicazione della televisione della Svizzera italiana analoga a RaiPlay ma a differenza di quest’ultima non richiede registrazione. Scaricabile gratuitamente su tv, smartphone, tablet ecc. per questioni legate a diritti televisivi non permette la visione di gran parte dei contenuti (film, sport) fuori dal territorio svizzero: programmi autoprodotti e molti documentari sono invece disponibili.
In alternativa all’applicazione gli stessi programmi si possono trovare sul sito internet rsi.ch/play/tv (purché il browser permetta di accettare almeno i “cookies necessari”): in questo caso, la ricerca più rapida si ottiene con le parole chiave “La storia infinita”.]
Profile Image for Irene Ramírez.
Author 1 book116 followers
October 28, 2025
Una historia brutal sobre cómo era la vida para las mujeres en el siglo XVIII. Cuando la brujería era la mejor herramienta para deshacerse de mujeres que no formaban parte del canon establecido.
La narración me ha parecido diferente, con esta voz que habla en presente. Me ha costado un poco coger el ritmo de lectura porque mi cabeza me transportaba al pasado pero el narrador tiraba de mí al presente. Pero ha sido original y muy guay.
La historia en sí me parece increíble y más sabiendo que fue un caso verdadero. Es una locura la injusticia que tuvo que vivir Göldin y cómo todo pareció ponerse en su contra sin tener opción a defenderse.
El libro en sí me ha parecido entretenido e interesante, y creo que he elegido la época del año perfecta para leerlo.
Pero sí es cierto que ha habido momentos en los que me ha aburrido un poco, y más al final por los textos que se intercalan en la lectura.
Profile Image for Larissa.
Author 1 book19 followers
June 23, 2017
Eindrucksvolle Schilderung des Lebens der Anna Göldin, und eines Justizmordes, der in der Schweiz zu dieser Zeit nicht mehr hätte stattfinden dürfen. Eveline Hasler gelingt es, die Landschaftsbeschreibungen des Glarnerlandes und Annas Gefühl, nie anzukommen, ein Leben lang gehetzt zu werden in einem Text zu vereinen, der zum einen aus alten Gerichtsprotokollen, zum anderen aus der Phantasie der Autorin hervorgeht. Ein Schweizer Klassiker.
Profile Image for Izzy.
190 reviews
June 14, 2019
Ein Eindrücklicher Roman über die letzte Hexe und den letzten Hexenprozess der Schweiz. Man erfährt viel über das Leben in dieser Zeit vor allem als Frau und dazu noch als Magd.
Profile Image for Sasha.
8 reviews
December 31, 2024
Read this book in a rush for class but it was really interesting as a blend between historical archives and fictional narrative. The last witch hunt of Europe in 1782.
Profile Image for La Blackwood.
386 reviews
July 11, 2022
⭐⭐⭐⭐
Bel libro, peccato per alcuni dettagli stilistici

Eveline Hasler ci racconta la storia di Anna Göldin (o Göldi o spesso trascritto con il dittongo Goeldi), una donna svizzera tristemente famosa per essere stata l'ultima donna bruciata sul rogo con l'accusa di stregoneria.
Lo fa in maniera diretta, lineare, semplice e immediata. Ci fa entrare subito nel vivo e non si perde in dettagli di poco conto. Ci parla come parlerebbe a una sua conoscente. In maniera precisa e netta eppure coinvolgente. Non chirurgica e fredda ma neppure troppo poetica: trova il sapiente equilibrio tra l'incanto dell'emozione con la descrizione delle sensazioni che un determinato pensiero/azione scatena e la pragmaticità del pensiero.

Entri subito nella storia ed è una meraviglia. Non molleresti più il libro, vuoi sapere.
Però c'è un difetto enorme, almeno ai miei occhi. Non c'è uno stacco tra la parte dei dialoghi, la sezione introspettiva e la narrazione esterna.
Il testo è un flusso continuo, e ci salva dal mal di mare solo appigliarci alla punteggiatura e al nostro senso. Ho fatto una fatica pazzesca a restare concentrata dovendo continuamente oscillare tra Anna che conversava coi suoi padroni, tra i suoi flussi di coscienza/pensiero e la narrazione vera e propria. Non è che non ci si riesca - lo stile non è orpelloso - però si fa fatica.

Il libro parte con una breve ma assai funzionale prefazione a cura di Nelly Valsangiacomo, docente di Storia Contemporanea all'Università di Losanna, che ci racconta chi fosse Anna Göldin prima dei tristi eventi e di come fosse insensata quell'accusa di stregoneria in pieno illuminismo.

Anna ci viene presentata, nella storia raccontata dalla Hasler, che ha già 40 anni. Ancora avvenente e domestica molto esperta. Donna di fiducia, forte e determinata. Ha prestato servizio sempre presso ottime famiglie e da parte di tutte ha delle invidiabilissime referenze. Allora come mai ha smesso di lavorare per loro? E come mai non fa vanto di queste illustri esperienze?
La realtà dei fatti è che questa sua avvenenza, unita alla forza d'animo e alla resilienza, le hanno sempre giocato contro: ha avuto relazioni clandestine che hanno portato a gravidanze complicate che ne pregiudicheranno - una volta venute a galla - l'innocenza. Sono anni politicamente e socialmente complicati nei cantoni svizzeri, e lei ne paga le conseguenze.

Il problema esplode a causa di una delle bambine dell'ultima famiglia dove presta servizio. Anna Maria è bisognosa di attenzioni, è viziata e capisce ben presto che deve attirare le attenzioni. E se non può farlo grazie a particolari doti o talenti come le sue sorelle maggiori, allora ne sarà capace vomitando spilli e accusando Anna di essere una strega artefice di rifarsela con lei a causa di dissapori vari.

Peccato per quel dettaglio non di poco conto della confusione tra dialogo e narrazione, perché a questo libro avrei dato volentieri 5 stelle. Ma non mi riesce.

Eppure va a finire dritto tra i libri migliori dell'anno.
Profile Image for Julia.
48 reviews
April 13, 2026
2.5☆

War mir persönlich zu distanziert.
Der Schreibstil ist auch nicht ganz meins, obwohl sehr viele schöne Abschnitte im Verlauf der Geschichte verstreut sind.

Die Geschichte an sich ist unendlich traurig und wie alle Hexenprozesse macht sie mich sehr sauer. Ein dunkles und ungerechtes Kapitel der Schweizer Geschichte.
Profile Image for Yvonne Leutwyler.
229 reviews
August 23, 2009
Another history novel that I devoured. This one is about the last woman who was officially sentenced to be burned alive due to her involvement in witchcraft, in Switzerland. This took place in the mid-18-hundreds, if you can believe it! It shows clearly that confident women were perceived as a nuisance and a threat, and how society was obsessed with keeping control over misfits like that. It also shows how easily people can be manipulated with scare tactits - then and now! Eveline Hasler has written several historic novels based on events that are not widely known. She knows her guild, and I like her style.
Profile Image for Jessica.
4 reviews1 follower
August 18, 2023
Libro que recomendaría totalmente.
Aunque la forma de redactar, a momentos, se me ha hecho un poco complicada, hace que quieras seguir leyendo.
Quizás lo que no me ha gustado es el final, no le hace justicia, a mi parecer. Una lástima.
Profile Image for Bruno Laschet.
762 reviews25 followers
August 21, 2017
Toll geschrieben, sodass man sich gut in die Zeit um 1780 versetzen kann. Diese Geschichte sollte jeder Schweizer mal gelesen haben...
Profile Image for Céline.
37 reviews
June 25, 2022
3.5 stars
not the best classic - not the worst
Profile Image for ~•verena•~.
561 reviews9 followers
July 30, 2026
3 ⭐️
Anna, traurige Berühmtheit...

- Anna Göldin. Letzte Hexe, S. 1

Ein Buch für das ich mir Zeit nehmen musste.
Ich brauchte jedes Mal wenn ich es zur Hany nahm, lange um rein zu kommen.

Ich denke es hätte mir mehr gefallen, wenn die Geschichte chronologisch erzählt worden wäre. So war es zeitweise verwirrend.
Teilweise ist auch die Sprache recht blumig, gepaart mit einigen schweizerischen Bezeichnungen aus der Zeit war es eine Herausforderung.

Annas Geschichte ist super traurig, wie viele Menschen sie schon verloren hatte und wie schwierig ihr Leben war, bevor es zu den verheerenden Anschuldigungen kam.
Auch wie wenig Wert Menschen ihres Standes ("Dienstboten") waren, während die Herrschaft mit Gott gleichgesetzt wurde ist schockierend. Der Klassismus, der hier vorherrschte ist einfach nur widerlich.
... Immer müsse es doch Wesen geben, die minderer seien als die andern, sonst müßten die Herren am Ende noch den Dreck selber tun...

- Anna Göldin. Letzte Hexe, S. 80

Ein bisschen ist es eine schweizerische Version von Margaret Atwoods "Alias Grace".

Definitiv ein interessanter Fall, mit einigen tollen Stellen.
... Worte, die man nicht sagen kann, werden schwer und schwerer, Steinmüller! Bleiben im Bauch drin mit der Wut. Als hätte man Brocken verschluckt, Steine!...

- Anna Göldin. Letzte Hexe, S. 82


... Die Leute lebten ihre sechzig oder siebzig Jahre banalen Dingen entlang: fressen, saufen, schlafen, Kinder zeugen; in tiefere Zusammenhänge wollten sie nicht schauen, lieber blind sein wie ans Licht gescharrte Maulwürfe. Wer mehr wisse, mehr spüre, sei verdächtig. Man fürchte, er verlasse seine gottgewollte Stellung im Leben, rüttle an der festgefügten Ordnung der Dinge. Dabei sei die Ordnung nicht festgefügt, sondern voller Abgründe, Fallen, Schlaglöcher...

- Anna Göldin. Letzte Hexe, S. 98
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Profile Image for Antigonalectora .
19 reviews54 followers
December 25, 2024
Señala Mona Chollet, en su libro Brujas, que tener cuerpo de mujer podía bastar para convertirse en sospechosa. Si a esto le sumas el ser una mujer pobre que no encaja dentro de los convencionalismos sociales de la época, esto era motivo suficiente para estar en peligro y es, precisamente eso, lo que le ocurrió a Anna Göldin.
Sorpresa para nadie, la caza de brujas fue un acto de misoginia que podríamos considerar incluso como terrorismo político y que formó parte del discurso del terror, para ejemplificar a otras mujeres acerca de lo que debía ser aceptable o inaceptable de su conducta. La peculiaridad con este caso es que Anna Göldin fue juzgada en Suiza en la era de la Ilustración. Fueron hombres ilustrados y modernos, lectores de Rosseau y Voltaire los que la juzgaron y ejecutaron. Una comisión masculina que antepuso la fatria y el corporativismo del poder frente a la razón.
Anna Göldin, La última bruja se publicó originalmente en 1982 y fue llevada al cine en 1991, convirtiéndose en una de las producciones suizas con mayor éxito de la época. Eveline Husler traza un relato sobrecogedor de la que fue la vida de Anna Göldin. Hilvanando la historia como narradora omnisciente, a partir de documentos de la época, y una narración que alterna diferentes líneas temporales hasta llegar al fatídico desenlace de nuestra protagonista. Una historia de desarrollo lento, pero no por ello tedioso o aburrido, repleta de descripciones detalladas del paisaje que conforma la región de Glaris. Paisajes que se convierten en testigos silenciosos de las injusticias que se comenten en contra de Anna y de los parias de la tierra.
Gracias a la labor de vegueta ediciones, de la mano de Eva Moll, hoy podemos conocer la historia de Göldin. Historia que hace justicia a todas aquellas mujeres que han sido vejadas y silenciadas a lo largo de la historia.⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Profile Image for Mónica  Leequelee.
236 reviews15 followers
May 12, 2025
Tantos hombres odiando a las mujeres a lo largo de la historia, que eran capaces de quemarlas, hacerlas sufrir torturas insospechadas o decapitarlas ante sociedades que parecían impertérritas.

Eso fue lo que le sucedió a Anna Göldin. Que se topó con ellos. Concretamente con su “amo”, capaz de acabar con ella si así su reputación no se veía manchada. Buceando en toda la información que hay sobre Göldin he podido leer que años después de su fatídico final, se encontró en Glaris (Suiza), donde sucedió todo, una queja que nunca salió a la luz que interpuso Anna por acoso sexual contra él, pero casualmente era el juez de paz. Cero unidades de sorpresa…Eso y su pasado, fueron motivos para tacharla de bruja, envenenadora de niños, vasalla del mismísimo diablo.

Anna Göldin fue bautizada como la última bruja que fue sentenciada a muerte en Europa.

Fue tal su persecución y trato, que hasta para el siglo XVIII era descabellado, incluso algo del pasado, eso de acusar a una mujer de brujería. Por eso, se puede ver como en los escritos que aún se conservan, palabras como bruja o magia oscura se obviaron. Aunque para el escarnio público era una bruja con todas las letras. Esto es también un ejemplo de cómo el juicio sobre alguien corre como la pólvora.

Así se refleja perfectamente la misoginia y sus formas en las que se ha ido representando a lo largo de los siglos. También se puede ver la opresión a las clases sociales, pues Anna era sirvienta. Mujer y pobre era el combo perfecto para esos hombres que querían quitarse de en medio a mujeres que a su juicio no cumplían según qué estándares de comportamiento y moralidad. O que, tras escarceos con ellas, nos les temblaba la mano en acusarlas si su nombre se veía comprometido.

Eveline Hasier hizo un ejercicio de novelar la realidad y así traer a nuestros días a Anna. Un ejercicio de justicia, memoria histórica y hasta de denuncia de lo que fue una enorme campaña de acoso y derribo contra las mujeres a lo largo de los siglos como fue la acusación por brujería.

Mirad, yo siempre que leo sobre esto os digo lo mismo. Así que allá va una vez más: leed a Silvia Federici.
1 review
July 7, 2021
Eine sehr eindrückliche Geschichte, die erzählt werden muss.

Die Geschichte ist so aufgebaut, dass sie dort startet, wo Anna Göldin ihre letzte Stelle antritt, in Form von Rückblenden wird dann ihre bisherige Geschichte erzählt. Am Anfang fand ich das etwas schwierig, da ich jeweils ein paar Zeilen brauchte, bis ich merkte, ob es sich nun um eine Rückblende handelt oder nicht. Ausserdem hatte ich manchmal Probleme, all die Personen zu unterscheiden, die in den Rückblenden und der Erzählgegenwart auftauchen.

Der Erzähler ist auktorial, was in meinem Empfinden einen gewissen Abstand geschaffen hat zu Anna Göldin, da sie nicht die einzige Person ist, von der man die Gefühle und Gedanken mitbekommt.

Die Sprache ist sehr einfach gehalten, es gibt viele Aufzählungen, Parataxen und Ellipsen, was die Geschichte zum einen wie einen Bericht wirken lässt, aber auch zu der einfachen Bevölkerung passt, um die sich die Geschichte hauptsächlich dreht.
Passend zu der Zeit der Aufklärung, in der die Geschichte spielt, benutzt die Oberschicht viele Gallizismen und passend zur Ortschaft, in der die Geschichte angesiedelt ist, tauchen auch einige Helvetismen auf.

Die Geschichte hat nicht an Relevanz verloren, es geht um eine Frau, die in die Fänge der Mächtigen gerät und sich nicht wehren kann, um Fremdenfeindlichkeit und darum, wozu Vorurteile und Stereotype führen können.
Profile Image for Elisa Dietrich.
159 reviews
May 8, 2025
I like the story a lot, like i‘m so interested in annas life. But the book did not really catch me and i had to torture myself to get trough. And it didn‘t make it easier that it was partially written in like glarner deutsch.
Anyways i love Anna shes quite a character and did not deserve to die like that. And it‘s all so mysterious, like HOW????
But yeah
2.5 stars
Profile Image for Aurel.
Author 2 books1 follower
September 21, 2019
Eveline Hasler erzählt in ihrem auf historischen Originaldokumenten basierenden Roman aus dem Leben der Dienstmagd Anna Göldi, die 1782 durch das verhängnisvolle Zusammenwirken diverser Umstände in einem mehr als dubiosen, unter der Bezeichnung „Göldi-Handel“ geführten Gerichtsfall, als „Verderberin“ eines Kindes in Glarus zum Tod durch das Schwert verurteilt und enthauptet wurde.

Anna Göldi bzw. Göldin, wie sie die Autorin in der damals gebräuchlichen, weiblichen Form nennt, war eine intelligente, vitale, selbständig denkende Frau. Sie wurde 1734 als viertes von acht Kindern einer armen Familie in Sennwald geboren und musste früh ihren Unterhalt als Dienstmagd verdienen. Ihre letzte Stelle trat sie 1780 in Glarus im Hause des Arztes und Fünferrichters Johann Jakob Tschudi an. Es verging gut ein Jahr, bis das zweitälteste Mädchen der Familie, Anna Maria, auch Anna Migeli genannt, in seiner Milchtasse wiederkehrend Stecknadeln vorfand. Laut Akten soll das auslösende Moment für diese Vorfälle ein Streit zwischen dem Anna Migeli und Anna Göldi gewesen sein. Der Tatverdacht fiel auf die Magd. Kurz darauf wurde sie fortgeschickt. Aufgebracht über die Ungerechtigkeit beschwerte sie sich beim Landammann, einem Verwandten der Tschudis, der umgehend den Hausherrn informierte. Auch beim ansäßigen Pfarrer fand sie kein Gehör. Im Ort verbreiteten sich die Gerüchte um Anna Göldi und die Vorkommnisse im Hause Tschudi und als die Kunde umging, dass sie einst des Kindsmordes an einem unehelichen Kind bezichtigt wurde, blieb ihr nur die Flucht. Anna Migeli begann unter Krämpfen Nadeln und andere Eisenstücke zu erbrechen, fantasierte, konnte sich nicht mehr fortbewegen. Die Rufe, Anna Göldi zur Rechenschaft zu ziehen, wurden lauter, man nahm ihre Verfolgung auf und nachdem sie, einen Monat nach ihrer Verhaftung, auf Geheiß des Gerichts das Anna Migeli innert kurzer Zeit von ihrem Leiden heilte, betrachtete man dies als Bestätigung ihrer Zauberkräfte. Drei Monate später, nach diversen Verhören, teils unter Folter, war ihr Schicksal besiegelt.

Eigenartigerweise wurde das „Gufenspeien“ des Anna Migeli vom Gericht nie hinterfragt, gab es doch zur Zeit des Göldi-Handels in der Schweiz bereits dokumentarisch belegte Fälle von Kindern, die Nadelspeien und „gichterische Zuckungen“ nachweislich simuliert hatten. Auch die Ärzte versagten komplett. In der heimischen Presse wurde der Göldi-Handel aufgrund der Zensur nicht thematisiert. Im übrigen Europa löste er eine Welle der Entrüstung aus. So beginnt ein Artikel der holländischen Zeitschrift Haarlemse Courant vom 14. Januar 1783 mit der Einleitung: „Sollte man glauben, dass in diesem Jahrhundert, das so manchmal das erleuchtete, das philosophische Jahrhundert genannt wird, und selbst noch in diesem vergangenen Jahr, in einer der reformierten Religion angehörenden Ortschaft ein Frauenzimmer wegen Zauberei, eingefangen, gepeinigt und nachher unter dem Namen Giftmischerin (weil man Gelächter befürchtet hatte, wenn man sie als Zauberin verbrennen ließe) mit dem Schwert zum Tode gebracht wurde?“

Den Nährboden, auf dem der Göldi-Handel zur Zeit eines weithin aufgeklärten Europa des 18. Jahrhunderts in einer abgeschiedenen Gegend zur letzten Hexenhinrichtung der Schweiz heranwachsen konnte, lieferten der noch immer tief verwurzelte Glaube an Zauberei und die Machtverhältnisse zwischen Volk und herrschenden Familien. Aber führte als auslösendes Motiv tatsächlich ein angeblicher Racheakt eines Kindes zur Hinrichtung der Dienstmagd? Könnte man aus den vollständigen Prozessakten eindeutige Schlüsse ziehen, aus den im letzten Verhör erwähnten Protokollen zur Befragung Anna Göldis über ihr Verhältnis zu J.J. Tschudi vielleicht, wären sie nicht nach dem Prozess teilweise unwiderbringlich verschwunden? Welche Rolle spielte der Freund des Hauses, Schützenmeister Tschudi, wirklich? Er, der gemäß Zeugenaussagen, dem Anna Migeli die Nadeln zwischen den Zähnen hervorzog, wenn es nicht bei Sinnen war. Und warum erfand Anna Migeli eine zweite Geschichte vom Teufel und dem „Leckerli“, die einem weiteren Menschen, Rudolf Steinmüller, zum Verhängnis wurde?

Eveline Haslers Ausführungen fördern Ungereimtheiten zutage, werfen im Spannungsfeld zwischen Fakten und Unschärfen Fragen auf. Indes verzichtet die Autorin auf Antworten. Eveline Hasler berichtet und erzählt, verwebt dokumentierte Ereignisse mit einer darauf aufbauenden, einfühlsamen poetischen Geschichte. Daraus entstanden ist ein ergreifender und geheimnisumwobener biographischer Roman.

Eveline Hasler, geboren 1933 in Glarus, studierte Psychologie und Geschichte an der Universität Freiburg und in Paris. Ihre Romane behandeln meist Stoffe aus der Schweizer Geschichte. Ihr Werk wurde vielfach ausgezeichnet. 2012 erhielt sie die Ehrendoktorwürde der Universität Bern.

( Seit 1960 bis heute sind in Afrika, Lateinamerika und Südostasien tausende von Menschen, mehrheitlich Frauen, wegen Hexerei erniedrigt, verstümmelt oder umgebracht worden. Vermutlich mehr als während der gesamten europäischen Verfolgungsperiode.
„Es hat immer mit einer grossen wirtschaftlichen, familiären oder sozialen Not zu tun, für die man ein Opfer sucht.“ Lorena Jenal )
Profile Image for Hamish Stares.
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April 11, 2025
country #4 - Switzerland. grim but interesting read! huge Burial Rites vibes.
Profile Image for Anna.
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April 19, 2026
had to read this for school
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October 26, 2023
Read this for school to write the "Facharbeit"
I honestly really enjoyed it, however the time jumps were a bit off putting while reading.
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October 15, 2013
"Anna, traurige Berühmtheit"


Ein äusserlich spannender und ergreifender Roman in dem Eveline Hasler die tragische und wahre Geschichte der Anna Göldin schildert. Die letzte Frau in Europa, die in der Schweiz als Hexe hingerichtet wurde.

Als am 18. Juni 1782 Anna Göldin als Vergifterinn angeklagt und durch das Schwert hingerichtet wurde, wussten alle im Glarnerland von der Hexe, die das guffenspeiende Kind des Arztes und Fünferrichters Tschudi verdorben haben soll.

Die Schreibweise von Eveline Hasler ist hervorragend und macht viel an der Geschichte aus, besonders wichtig für die Geschichte sind auch die Dokumente aus dieser Zeit, die der Geschichte enorme Glaubwürdigkeit verleihen. In ihrem Roman greift Eveline Hasler die Hintergründe und Umstände auf, die schlussendlich zum Hexenprozess führten.


Anna Göldin, hat nirgends ein festes Zuhause, sie ist frei und unabhängig, steht am Rande jeder Gesellschaft und passt nicht in die gesellschaftliche Vorstellung einer damaligen Frau hinein. Sie weist eine starke Unabhängigkeit und innere Autonomie auf, Charakterzüge die den Männern der herrschenden Schichten vorbehalten war. Anna Göldin als unabhängige, kluge, eigenwillige, schöne und starke Frau ist für Verhältnisse des 18. Jahrhunderts eine „moderne“ Frau und sticht heraus, trotzdem muss sie als Magd arbeiten und sich der sozialen Ordnung fügen. Eveline Hasler spricht dadurch die Innere Unabhängigkeit einer Einzelperson von der gängigen Gesellschaft an. Sie greift auf die Verachtung der Frau auf, die nicht in das Gesellschaftsbild hinein passt, auf das Misstrauen und die Verfolgung des Aussenseiters.

Das Wort einer einfachen Magd steht schliesslich gegen das einer angesehenen und mächtigen Familie. Im Prozess gegen einen bornierten, subjektiven und misogynistischen Justizapparat hat die alleinstehende Frau keine Chance. Anna Göldin musste weg, der Teufel kam ihnen da gelegen und der Strafprozess stand somit unter dem Schutz des Aberglaubens. Die Anschuldigung der Hexerei wurde als Werkzeug benutzt um Angst in der Bevölkerung zu schüren, die das Unbewusste, das Dunkle und Zwielichtige gerne nach aussen hin projiziert, in Menschen, die anders sind als die gesellschaftlich anerkannte Norm, die verteufelt werden und schliesslich als Sündenbock benutzt werden.

Im Fall Anna Göldin, konnte mit einer blossen Anschuldigung einer mächtigen Familie die Aussenseiterin in den Köpfen der Gesellschaft machtvoller werden, sie wuchs und wurde gross und grösser, schwoll ins Ungeheure, wurde zu einer Zauberin mit gefährlichen Kräften. Sodass man sich im Zeitalter der Aufklärung plötzlich wieder im Mittelalter befand, beim Teufel. Das Zwielichtige, aus den glänzenden Zentren Europas von den illuminierten Köpfen weggejagt, fand schliesslich Zuflucht in den Täler des Glarnerlands und es kam zum letzten Hexenprozess Europas, in einem Zeitalter, in der anderswo die Vernunft die kühnsten Triumphe feierte.

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