Desde su terraza, Samuel observa el trajín cotidiano como quien está de vuelta sin haber llegado a nada. Él es una persona que no se compromete con nada ni con nadie. Una madrugada, alguien le anuncia por teléfono que Clara ha muerto en un accidente. Aunque Samuel no conoce a ninguna Clara, decide asistir a su funeral, empujado por una mezcla de curiosidad y aburrimiento. Fascinado por la posibilidad de suplantar a la persona con la que lo confunden Samuel se inventa una relación con Clara para Carina, la hermana de ésta, y entra en un juego del que va perdiendo poco a poco el control; al poco tiempo no tiene nada claro si el amor que está inventando lo va a salvar o a acabar de hundirlo. Una novela que combina la intriga del thriller con la inmediatez del reportaje. Narrada en primera persona, a través de una voz cercana, inquisitiva e irónica, el protagonista va desvelando las imposturas del amor y al mismo tiempo su absoluta necesidad.
Nacido en Madrid en 1958. Licenciado en Geografía e Historia. Ha vivido varios años en Alemania y Bruselas y vive en la actualidad en Madrid.
Ha publicado novelas, libros de cuentos, poesía, teatro y libros de viajes. Ha recibido los premios Ciudad de Irún de poesía, Grandes Viajeros de libros de viajes y Primavera de novela.
Sus artículos y relatos han aparecido en diferentes periódicos y revistas, tanto en España como en el extranjero.
Ha dado conferencias en universidades e instituciones culturales en España, Italia, Estados Unidos, Bélgica, Francia, Argentina, Ecuador, México y otros países.
Es miembro de la Asociación Internacional de Literatura y Cine Españoles Siglo XXI (Alces XXI)
La scena iniziale apre una prospettiva e un mondo: il protagonista in prima persona racconta, dalla terrazza di casa sua, a Madrid. Un luogo elevato, da cui può praticare l’osservazione distaccata della propria vita di quarantenne, reduce da una serata con gli amici suoi coetanei, poco meno o poco più; gli amici di sempre, le serate di sempre...in cui col favore dell’alcol si discute a briglia sciolta, certi di trovare, in ciascun altro della compagnia lo specchio dei propri limiti e l’argine delle proprie contraddizioni. Samuel conduce una vita superficiale e lo sa. Ne ha la misura quando vede sbiancare la notte dalla sua posizione privilegiata, quando il filo rosa dell’alba annuncia il ritorno di un giorno uguale a quello che si è appena spento. Poi l’inaspettato; suona il telefono: “E nel cervello si fa strada un allarme […] e ti rendi conto che potrebbe trattarsi del repentino avviso che l’ordine delle cose può essere stravolto in qualunque momento.” Ecco l’annuncio: Clara è morta. L’avventura di Samuel, d’ora in poi, è questo salto nel vuoto: deve sapere chi è Clara, deve (ri)costruire la sua relazione con lei. Cioè deve inventarla, insieme alla propria vita. Perché Samuel non ha mai conosciuto Clara.
Geniale espediente dell’autore che consente al narratore di “ascoltare quella storia che non è la mia, proprio perché sia anche la mia, allo stesso modo in cui leggiamo un romanzo per aggiungere storie alla nostra vita”. L’occasione di reinventare la propria storia, insomma, a partire da Clara. Come se da quella “zattera di Medusa” costituita dalla situazione iniziale e rappresentata dalla terrazza alta sulla città, Samuel spiccasse il volo, lanciandosi verso l’inaudito e il mai visto prima, vincendo l’inerzia di un’esistenza guidata ormai soltanto da un principio di pura negazione: evitare la noia, scampare il dolore. Camminare dunque sul ciglio di un precipizio e vedere che succede, scrivendo e correggendo il copione della propria storia man mano che ogni svolta della strada rivela una sorpresa. Chissà che anche la conoscenza di se stessi possa svelare qualcosa di diverso, aprire una falla nel già detto e già vissuto da cui trapeli novità, forse felicità, di sicuro movimento, quindi trasformazione, e finalmente: vita.
Samuel sperimenta così il brivido della trasformazione, la vertigine del rischio: “Quell’istante prima dell’accelerazione definitiva, prima di schiantarti sul fondo, quell’istante in cui cominci a essere vivo.” La sfida alla paura, vera nemica della felicità, è il sottotesto di questa storia che ci costringe a guardare dietro il velo dell’impostura per scoprire che talvolta è proprio cavalcando la finzione che si giunge alla verità. Una metafora della letteratura, certamente, ma anche della vita, perché la vita di ciascuno attraversa il setaccio del ripensamento e acquisisce la forma del racconto che se ne fa.
La trama atrapa desde el principio porque parte de un equívoco: Samuel recibe una llamada con cierta familiaridad en la que le dicen que Clara, a quien no conoce, ha muerto. Si el autor nos hiciera girar alrededor de esta situación únicamente, dejando de lado las justificaciones de Samuel por llevar la vida que tiene, sería un thriller perfecto. Las descripciones de la vida de Clara, su hermana, el vecino son geniales. Hasta que el personaje principal nos aburre con su catarsis; la misma que hace poco convincente su cambio de personalidad al final.
(Ascoltato su Storytel) 3.5/5 Un bel romanzo, scritto bene e con una storia abbastanza accattivante e coinvolgente. Il narratore, Oliviero Corbetta, è assolutamente perfetto.
"Non uso mai la parola amore. Non leggo mai romanzi d'amore. Per un periodo, quando civettavo con l'idea di diventare scrittore, senza mai concretizzarla per mancanza di forza di volontà, immaginavo un libro di racconti che si sarebbe intitolato "L'amore è un racconto". Poi ho scoperto che quel titolo esisteva già, che tutto ciò che si può pensare sull'amore è già stato detto, che è impossibile raccontare una storia d'amore perché sono già state tutte raccontate. Ho sempre creduto che il pensiero sia più originale dell'emozione. È più facile pensare cose nuove che sentirle. Gli amori felici si assomigliano, anche quelli infelici."
Apesar de q tiene algunas frases e ideas rescatables, me parece un libro poco creíble, mal construído, sigue la formula de Javier Marías, de encuentros fortuitos y misterios irònicos pero con poca pericia. Otra prueba q los premios de las editoriales son un fiasco!
Samuel vive alla giornata, ama perdersi nelle consuete e inutili discussioni con i soliti amici fino all'alba: le ripetizioni lo rassicurano, gli ricordano chi è davvero. Ha circa quarant'anni e predilige donne che gli permettono di godere della loro compagnia senza tutto l'impegno che richiede una lunga convivenza, e che non pronunciano la parola sempre. Una mattina, molto presto, la telefonata di uno sconosciuto gli annuncia che una certa Clara è morta in un incidente. Per quanto Samuel si sforzi di cercare nella memoria, ripassare i volti ormai scomparsi, ricostruire i pezzi della sua disordinata vita sentimentale con le facce delle amiche e amanti, non riesce proprio a ricordare nessuna Clara. Decide di partecipare ugualmente al funerale, sostituendosi di fatto, alla persona con la quale lo avevano confuso. Si insinua nella vita della giovane defunta. Un usurpatore che pian piano perde il controllo della situazione...
L'invenzione dell' amore di Josè Ovejero è una lettura costituita da più dimensioni. Ci si può soffermare sulla storia in se: fluida, scorrevole, coinvolgente, oppure andare più a fondo, e immergersi nella profondità dell'analisi psicologica che l'autore in maniera delicata, ma decisa, compie sul personaggio principale. Man mano che le pagine del romanzo scorrono, piccoli frammenti della personalità del protagonista, vengono alla luce e si amalgamano alla storia, in un tutt'uno che la completa e arricchisce.
La vita di Samuel è come sempre, scandita dalla monotonia dei giorni in cui tutte le mattine sono uguali, e ci si corica la sera senza che sia accaduto nulla di particolare. L'uomo è stanco di interpretare il ruolo dell'uomo serio e responsabile. Non viaggia, non lascia mai quella piccola torre d'avorio per accrescere le sue esperienze, conoscere il mondo e se stesso. Lo squillo del telefono, l'avviso della morte di Clara, una perfetta sconosciuta e la decisione di partecipare al suo funerale, invece di farlo sentire in colpa, gli restituiscono in un certo senso la libertà, lo svincolano dalla serietà. Samuel non è mai stato trasgressivo, mai una ribellione. Si sente stanco della pantomima della sua vita da cui sente di poter uscire soltanto facendo altro teatro. E' consapevole di essere un impostore, ma questo lo fa sentire autonomo rispetto all'accettazione passiva dei giorni. Il racconto è in prima persona. Molto efficiente nel rendere il flusso di pensiero di Samuel. Ho apprezzato le poche descrizioni ambientali, mai fini a se. Funzionali per racconto si fondono con esso, conferendo maggiore spessore al protagonista. Da segnalare, per importanza, l'episodio dei rondoni che Samuel si sofferma pigramente ad osservare dalla sua terrazza. Ritroveremo nelle pagine successive dei rimandi ad esso come simbolo della situazione dell'uomo, che stanco dello stato di apatia in cui versa la sua esistenza, cerca una sensazione di vertigine.
L'impostura di Samuel man mano che il racconto procede, perde i netti contorni fino a dissolversi in sfumare dalle declinazioni indefinite. La menzogna diventa inscindibile dalla realtà. La figura della donna deceduta, Clara, ritorna alla vita attraverso le parole di Samuel, il quale racconta aneddoti totalmente inventati, talvolta contraddittori, che si fondono assieme a quelli della sorella e del vero amante di Clara.
Una lettura piuttosto interessante, ricca di personaggi e suggestioni, con un finale che si apre alla speranza di nuove possibilità. La trama convince e vince.
Ugh, another review about another book about solitary people occupying empty lives. Do you really want this in your life? It won an award, this book... but why?
What I liked best about this book was that it is written in Spanish and uses the imperfect subjunctive more than anyone has the right to use in a lifetime. Never the -ra form, always the -se form, which I thought was a literary form, but the author often has it embedded in dialogue. "Si fuese...", "Si hubiese...", in my mind I kept changing it to si fuera, si hubiera and so on until I got tired of fighting it. I guess this is what my Mexican-American students are thinking when their favorite YA novels are translated into Spanish, they pounce on them during reading period and then I see the bitterness creep into their expressions as they realize, friggin´ Castilian Spanish. That makes me laugh-- "Surprise! John Green sucks in Spanish! Why not try this book by Esmeralda Santiago..." So maybe this book isn´t so bad if it managed to give me a dose of my own medicine. I´ll give it two stars.
Hay crímenes que suponen tendrán un culpable, una víctima y un motivo. ¿Pero qué sucede cuando el crimen es el amor mismo? Inventado, claro está, como su nombre lo dice. El resultado es este, una trama que roza lo policíaco y en donde el azar es el único responsable. Una trama en la que una historia lineal se lleva de encuentro otras más pequeñas, aunque no menos importantes, que a uno lo mantienen en el borde. Algo que se siente como vértigo, pero que es más parecido a las ganas de aventarse.
Me quedo con mucho de este libro y me alegra saber que es el último de este año. Es memorable, muy sencillo de leer pero lo suficientemente profundo para que escarbe en la imagen que tenemos del amor; sobre su fragilidad y lo fácil que resulta inventarlo.
No me gustó nada y cuando estaba comenzando a parecer interesante faltaban cinco páginas para terminarlo, así que al final no me dejo ninguna satisfacción.
La mayor parte del tiempo me pareció muy aburrido y hubo partes de la historia en las que Samuel divagaba bastante, otras que no tenían nada que ver con la historia, relleno fastidioso, y al final no se concluyó nada de nada... total se cierra el telón y la obra nunca termino...
No todos los premios de editoriales son bien merecidos, aquí el ejemplo.
Ho letto la versione e-book di questo romanzo e mi sono pentito! Avrei dovuto procurarmi la versione cartacea di questo splendido romanzo. La metamorfosi Samuel, un apatico uomo prossimo ai 40 anni che, suo malgrado, per mera omonimia, si trova coinvolto nelle vicende di Clara, morta in un incidente d'auto. Clara aveva un amante di nome Samuel...non ha senso raccontare altro della trama, trovo invece sensato evidenziare quanto possa essere straordinaria la vita, con le sue trame insondabili ma che talvolta riservano sorprese meravigliose: si scopre l'amore! Buona lettura
Una telefonata imprevista, uno scambio di persona, un equivoco. Un certo Louis comunica a Samuel che la sua amante, Clara, è appena morta. Sebbene Samuel abbia avuto diverse donne nel suo passato, non ricorda nessuna con quel nome. Men che meno, nel presente c’è stata qualcuna che si chiamasse in quel modo. Chi è, o meglio, chi era, Clara?
Samuel, arrivato a quarant’anni senza una compagna, con un lavoro in cui non mette impegno, annoiato e mediamente pigro, si fa coinvolgere in questa situazione. Per prima cosa, sfutta il funerale di Clara come una scusa per uscire prima dall’ufficio: “Ho l’impressione di aver commesso un’infrazione liberatoria, di aver fatto qualcosa per non continuare a seppellirmi nell’accettazione dei giorni come se non esistessero altre scelte, modi diversi di essere me stesso”.
Ed è con questa consapevolezza, e con un sapiente uso delle parole da parte di José Ovejero, che Samuel a quel funerale ci andrà per davvero, iniziando a imbastire una serie di bugie che, paradossalmente, comincieranno a fare chiarezza su di sé.
Clara, in fondo, non la conosceva nessuno per davvero. Né il marito, né la sorella Carina, né il vero amante. Samuel ne traccerà i contorni con sempre maggiore lucidità, anche se ha visto solo un paio di foto che la ritraggono, dando a ogni personaggio della storia una versione leggermente diversa, quella che vogliono sentire, o quella che devono ascoltare, per andare avanti.
Samuel proverà per la prima volta un sentimento autentico nei confronti di una persona che non ha mai visto, o forse nei riguardi dell’idea di un noi che sarebbe potuto essere, di una coppia che magari sarebbe potuta stare bene insieme. E, mentre lo fa, passa sempre più tempo con Carina, imparando a conoscere lei, le sue spigolosità e le sue peculiarità, donandole solo (o comunque, in larga parte) bugie fino a una richiesta, esplicita ma senza rancore, di verità.
Dalla quale ripartire, con una nuova storia.
José Ovejero traccia sentimenti ed emozioni quanto mai contemporanee, concedendosi lunghi momenti carichi di pensieri che non annoiano mai, anzi. Le sue doti di narratore, tra le pieghe delle quali si scorge una intelligente ironia e il lavoro sapiente del traduttore Bruno Arpaia, regalano pagine di riflessioni interessanti. Sull’amore, sull’eros, sulla vita di coppia, sulla vita da soli.
Imagine getting a phone call to say Clara has died but the protagonist, Samuel, doesn't know any Clara. Samuel attends the funeral curious to see who is this Clara (maybe he dated her a long time ago?) and Samuel is punched in the face by Clara's husband, accusing Samuel of being her lover, and "how dare you show up." Enter Carina, her sister who offers to help Samuel leave the funeral home and also wonders why Clara's lover shows up (perhaps she is curious about her sister's sordid past?).
You would think this book is a simple case of mistaken identity? Imagine that our protagonist begins to make up stories that he is the lover and then the story becomes so twisted that one is easily absorbed into the mix of what is true or not? A very good read right till the end.
I would give this a 4.5 of 5 stars because this protagonist is driven to lie more than reality. The title of the book is very true. This is an "Invention of Love." What is true? What is a lie? It is an invention and leaves the reader either drawn in or repulsed. I have to admit I was a mix of both.
Me gusta la forma en la que se describe el amor desde diferentes puntos de vista, sobre todo alejados de las clásicas explicaciones de "mariposas en el estomago". En este, se puede leer como va surgiendo poco a poco a partir de pequeños pedazos de historia contado por terceros, que se unen con una explicación propia. Hay partes un poco flojas, pero son un precio menor por todas las buenas frases que se encuentran a lo largo del libro.
En una aparente calma José Ovejero nos narra la historia de Samuel, una historia llena de mentiras que se va construyendo a partir de un error y que llega a un punto de no retorno; me pregunto cuántas cosas en esta vida suceden alrededor de nosotros partiendo de mentiras... Me gustó mucho el final.
Creo que no termina por atraparnos la historia, a pesar de las reflexiones que tiene sobre el amor y la soledad. Algo falta, pero es una lectura agradable.
“El amor es eso, dos perdonas que se abrazan, como dos púgiles agotados: se golpean sin mucha fuerza, quieren imponer su superioridad y sus deseos, pero necesitan al otro, su apoyo, el contacto con su cuerpo para no derrumbarse"
Un libro que desde hace mucho tiempo me llamó la atención. Tiene al menos tres momentos, el inicio un tanto flojo y plano, el nudo interesante, detallado, profundo. Y el desenlace un tanto amorfo, queda debiendo mayor presencia en el final, pero que se disfruta en términos de la narrativa y los personajes.
Me mantuvo atrapada gran parte de las páginas, sencillo me llevaba y me atrapaba la lectura, pero el cierre lo sentí desabrido sin nada de lo q esperaba.
Samuel s’inventa, letteralmente, una relazione con Clara, una ragazza che non conosce e che perde la vita in un incidente stradale. Originale, toccante, brillante.
Cosa faresti se un giorno ti telefonassero e ti dicessero che Clara è morta? E se tu non avessi di idea di chi sia Clara?
Questo è ciò che accade a Samuel, un uomo sulla quarantina che conduce un’esistenza superficiale, vive alla giornata e non si è mai legato a nessuno. La telefonata improvvisa però, arrivata in un giorno qualunque, gli scatena qualcosa dentro, è capace di smuoverlo e lui stesso è curioso di vedere dove potrebbe portarlo.
Inspiegabilmente, dopo essere stato al funerale di questa donna che non ha mai conosciuto, si affeziona e comincia a fantasticare su di lei, a costruire nella sua mente i castelli della loro relazione. Conoscerà così Carina, sorella della defunta, che forse sarà l’unica capace di restituirgli un briciolo di emozione che solo il pensiero di una menzogna sapeva dargli. A mano a mano, però, entrerà in un vortice dal quale non sarà più capace di tornare indietro, rischiando - bugia dopo bugia - di perdere anche se stesso.
Ovejero crea una storia dalla trama pazzesca, che non appena ho letto mi ha incuriosita da matti. La porta avanti con una scrittura estremamente scorrevole che invoglia il lettore ad andare avanti per capire come andrà a finire. Il problema è che - mentre dalla trama sembra un romanzo a carattere psicologico - in realtà si rivela un romanzo tenuto in piedi da una concatenazione di avvenimenti anche abbastanza banalotti (il finale è un vero cliché) e non riesce a penetrare più a fondo. Per questo motivo anche i personaggi sono appena abbozzati, quasi delle ombre. Forse sono partita con delle aspettative sbagliate e mi aspettavo una più approfondita introspezione psicologica, quasi un romanzo emblema della follia dell’amore impossibile, mentre così non è stato.
Incipit E adesso salgo le scale, esco sulla terrazza e sento l’aria secca dell’alba che mi ripulisce la faccia dal dormiveglia dovuto all’alcol e all’ora tarda. Continua su Incipitmania
Una premisa muy original que arranca con fuerza pero que se va desinflando según avanza el libro. Una historia bastante inclasificable cuyo mayor acierto es jugar con el lector al cuestionar al propio narrador en determinados momentos de la historia.
La menzogna la fa da padrona in questo romanzo. Mentire inizialmente per scherzo, per curiosità, fino a credere fermamente alla menzogna messa in piedi. Inquietante... "... Siamo tutti consapevoli di non conoscere gli altri. Condividiamo la nostra vita con degli estranei. Possiamo vivere con qualcuno per decenni e non sapere ciò che prova davvero quando ci dice "ti amo" o quando risponde alla nostra domanda con un "non sono arrabbiata"... a cosa sta pensando qualcuno a cui domandiamo "A cosa pensi?" e risponde "A niente, tesoro"? Non lo sapremo mai, con certezza, non sappiamo chi ci mente, chi si mente, viviamo con fantasie che ci costruiamo per spiegare l'altro e per creare una relazione - cosa importa se non è vera? - che ci tranquillizzi e ci dia ciò che desideriamo."
Me ha gustado mucho este libro . Al principio no sabía si lograría leerlo, estaba desubicada porque me parecía muy surrealista . Sin embargo, el libro fue in crecendo y esa perspectiva cambió porque descubres el sentido real del libro. Esa búsqueda del ser humano , de sus sentimientos . Ante el desconocimiento o la incapacidad de emociones , el protagonista va transformándose y dividiéndose . A veces me ha arrancado una sonrisa, me ha ido continuamente sorprendiendo su impresionante capacidad de inventarse , de transformar la realidad. Me ha parecido una lectura interesante que da para plantearse muchos temas . Por cierto, increíblemente acertado su título , fundamental en el desarrollo del libro , no ya porque sea una frase del propio libro sino pq define perfectamente el sentido de lo que se pretende .
Un libro que me ha dejado múltiples sensaciones, dulces y amargas, aunque en la balanza final acaban pesando más los aspectos positivos.
A destacar la originalidad de la trama, la forma de escribir y narrar, la creación de personajes, las reflexiones del protagonista sobre su vida, su pasado y su futuro.
Por el contrario, me ha dejado frío el devenir de la historia principal y cómo, según se desarrolla, genera situaciones cada vez más inverosímiles, como si el autor hubiera ido avanzando en la escritura sin saber muy bien como rematar la trama.
Sin duda repetiré con Ovejero, confiando en encontrar otras obras suyas que me resulten más redondas y satisfactorias.
¡Qué trama tan interesante! Enganchando desde el inicio y con un final bastante abrupto que te deja con todas las preguntas que te llevas haciendo mientras vas leyendo la novela. Entre ellas, ¿por qué Samuel decide hacer lo que hizo desde un principio? Cada persona tiene una perspectiva de uno, pero también se debe a que uno se comporta distinto con cada persona. Nunca nadie nos conocerá del todo, es algo imposible.
Li algures numa crítica a esta obra que a narrativa se assemelhava às de Javier Marías: nada mais errado! "A invenção do amor" é um bom livro, não é um livro extraordinário, tão pouco chega sequer aos calacanhares de qualquer obra de Marías, mas lê-se com tranquilidade, talvez demasiada tranquilidade, sobretudo depois de se ler Edward St Aubyn, como foi o meu caso. De vez em quando encalhamos numa frase, numa metáfora, numa descrição de que abdicaríamos, ou pelo menos eu abdicaria, por proximidade ao tão evitável lugar comum. Também o enredo anda num constante salto entre o verosímil e o inverosímil. Não me parece que alguma relação amorosa - como a que aqui se relata - se consiga erguer sustentada em tamanha mentira. Um bom livro, no geral, mas falta-lhe a vertigem de Javier Marías, apenas para tomar como exemplo o já citado escritor.
¿Que es la verdad? Muchas veces dicen que existe una verdad, pero también existen otras distintas verdades de acuerdo a la percepción de cada persona, que en conjunto se puede acercar a la verdad general.
El libro me intrigo mucho, y me pareció muy bueno. A veces lento pero siempre había algo que lograba mover la trama aún más. Concuerdo que la verdad que empieza a vivir Samuel (el protagonista), es el resultado de la invención que él mismo realizó para poder salir adelante del recuerdo de alguien que no conocía, pero que posteriormente logró crear una propia historia: logró inventar o crear ese recuerdo que lo atormenta.
Excelente libro con bastante análisis y que te deja pensando en muchas cosas. Como una persona se puede volver otra persona al estar buscando la verdad de ella
]La lectura de este libro ha sido una experiencia intensa y apasionante, de vez en cuando es necesario detenerse, releer un párrafo y respirar hondo antes de continuar. Pero se continúa, porque quien empiece a leer esta historia narrada por Samuel no va a querer dejarla. Las de Samuel son invenciones honestas, mentiras verídicas que se irán confirmando con cada nueva invención. La verdad, la realidad, no es más que la materia que tenemos en las manos para forjarnos nuestro propio mundo y la imagen que de él queramos dar a los demás. Lo único necesario es tener el valor para vivir la vida y el amor que seamos capaces de inventar.
É tão bom quando os livros nos arrepiam por nos serem tão próximos - por nos conseguirmos identificar com as personagens, por deixarmos que as sensações passem para nós. 'A Invenção do Amor' é um desses livros: queremos sempre conhecer a pessoa por detrás da máscara, mas também queremos que consiga manter o disfarce para descobrirmos até onde pode ir uma história de falsa identidade - que não existe se não para lhe dar uma identidade verdadeira.