C’è Pia, la contessa matriarca, con granitiche certezze e inaspettate fragilità, e poi Roberto, suo marito adorante, che «più che pensare, funziona». Quando Giuliano, il loro unico figlio, si sottrae al copione già scritto della sua vita dorata, i Monteleone imbracciano sorte e futuro in un viaggio che, fra il tragico e il lieto, dal 1931 li condurrà fino ai giorni nostri. Cinque generazioni affollano questo ritratto corale, insieme alle gioie e ai dolori di una famiglia irripetibile, ma a ben guardare qualunque. Si avvicendano suocere sofisticate e nuore cafone, Natali in città ed estati sul lago, padri integerrimi e zii faccendieri. Ma soprattutto, segreti inconfessabili e verità tramandate, come pure una pericolosa vendetta e qualche insperata rinascita. In una corsa a perdifiato fra passato e presente, spostandosi fra la Roma occupata e la Milano da bere, Lucia Tilde Ingrosso intesse una saga privata piena di ironia e tenerezza, un inno intonato a squarciagola alle famiglie legate dal sangue o, meglio ancora, dal semplice amore.
Lucia Tilde Ingrosso vive a Milano, dove lavora come giornalista. La morte fa notizia, il suo primo giallo (Pendragon, 2005), è stato finalista al premio Scerbanenco (Courmayeur Noir in Festival 2006). Ha pubblicato poi A nozze col delitto (Kowalski, 2007; Feltrinelli, 2008), Io so tutto di lei (Kowalski, 2008; Feltrinelli, 2010), Nessuno, nemmeno tu (Kowalski, 2010), Uomo giusto cercasi (Piemme, 2010), Milano in cronaca nera (con Giuliano Pavone; Newton Compton, 2010); Milano per i tuoi bambini (con Giuliano Pavone; Newton Compton, 2014), Curtun. Il segreto degli Etruschi (Salani, 2016) e Il sogno di Anna. Voglio diventare reporter (Feltrinelli Up, 2016).
Un secolo di storia, cinque generazioni, Milano a fare da co-protagonista, un segreto (ma sarà davvero solo uno?) che nessuno conosce. Questi sono gli ingredienti scelti da Lucia Tilde Ingrosso per quello che dovrebbe essere il primo volume di una trilogia che vede protagonista la famiglia Monteleone: avvocati, magistrati, ma anche stilisti, ogni personaggio di questo libro racchiude in sé pregi e difetti delle persone comuni. Ma i Monteleone non sono persone come gli altri!
I personaggi sono davvero numerosi e si fatica a riconoscerli tutti. Utile, almeno in parte, l'albero genealogico presente a inizio romanzo.
Saga familiare che non mi ha entusiasmata particolarmente, tanto che più volte ho pensato di abbandonare la lettura. Non è un libro scritto male, o una brutta storia. È che sono abituata ormai a saghe familiari di un altro spessore, di un altro livello. Non mi è piaciuto il continuo andare avanti e indietro tra presente e passato, mi ha creato solo molta confusione. Così come la quantità di personaggi: fino all’ultimo ho continuato a guardare l’albero genealogico per raccapezzarmi. Ma il problema non è la quantità in sé, anche perché ho letto libri con un numero maggiore di personaggi e non ho avuto queste difficoltà. Qui il problema è l’approfondimento che manca, la caratterizzazione minima, non dettagliata che non ti aiuta nel focalizzare subito chi è chi. Ora della fine è un libro che mi ha lasciato poco e nulla. Ho scoperto che ci sarà anche un seguito, ma non sono minimamente interessata a continuare.
I Monteleone, prestigiosa casata originaria di Milano. Tutto il racconto si snoda attraverso le vicende di cinque generazioni, dagli anni Trenta del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel mezzo, ovviamente, tutto quello che la vita ti offre e ti toglie. I successi, le sconfitte, le disgrazie, le vittorie, le paure, i tradimenti, le bugie e i segreti. Una storia famigliare densa di realtà è di sentimenti, una famiglia unita e disunita, le ripicche, le storie di ognuno che possono essere le storie di tutti noi. Sullo sfondo, una Milano da bere e una Roma nel dopoguerra, co-protagoniste indiscusse del romanzo. Consigliato.
Non sono i legami "Non sono i legami di sangue che fanno una famiglia. Una famiglia è formata da persone che si amano, si aiutano e si proteggono."
La mia prima lettura di questa calda estate 2023, si intitola I MONTELEONE di Lucia Tilde Ingrosso, un romanzo corale che racconta gli amori e le tragedie di una famiglia influente, nell'arco di cinque generazioni.
"Le tragedie non avvisano prima. Non danno segni premonitori. Non mettono le persone nelle condizioni di prepararsi. Succedono e basta. Deflagrano in tutta la loro potenza da un momento all'altro, insinuandosi nella quotidianità. Sconvolgendola."
La trama si snoda tra passato e presente e mi ha coinvolta fin da subito, grazie agli intrighi e le passioni dei vari personaggi. Preparatevi agli svariati colpi di scena, perchè I MONTELEONE hanno un mare di cose da nascondere e molte verranno rivelate, mano a mano che la lettura procede. Il vero Segreto, la scioccante bugia su cui la stessa famiglia è stata costruita, ebbene quello lo scoprirete solo verso il finale, ma non crucciatevi troppo, I Monteleone cadono sempre in piedi!
🌀 " I Monteleone avevano un grande, grandissimo senso della famiglia. Erano sempre presenti, compatti, solidali. In ogni circostanza, a prescindere. Se c'era di mezzo la famiglia, partecipavano anche a matrimoni che non condividevano. Finanziavano imprese che giudicavano destinate al fallimento. Assicuravano il loro voto pur turandosi il naso. Frequentavano parenti di sangue e acquisiti di cui non avevano alcuna stima. Tante e spiccate le personalità .... "
🪄 Una saga famigliare potente dove spesso l'amore vince su tutto esattamente come il dolore, la passione alimenta le giornate e il coraggio stempera le paure. I segreti creano legami indissolubili tra diverse generazioni e gettano radici profonde.
🏵️ La scrittura sapiente e disinvolta dell' autrice delinea le vite dei molteplici personaggi in modo elegante e garbato, inserendole nel veritiero contesto storico dai primi anni del '900 oltre gli anni 2000, in una trama convincente e accattivante fino all' ultima pagina. In perfetta sintonia ed equilibrio l' uso degli spazi temporali che aggiungono valore alla narrazione e donano al racconto dinamicità e una coinvolgente lettura. Sullo sfondo angoli nascosti di una Milano tutta da scoprire che accolgono il lettore in un' atmosfera profonda ed elegante dallo stile raffinato che tanto si addice ai Monteleone.
I Monteleone (vol.1) Lucia Tilde Ingrosso Baldini + Castoldi 2023 432 p.
Una lettura piacevole e intensa, tante le storie intrecciate dei personaggi che vengono raccontate in step alternandosi l'una all'altra con finestre sul passato e ritorno al presente tenendo il lettore sempre attento e curioso. Ovviamente, il segreto da svelare è un incentivo ben imbastito che invoglia a completare lettura il più velocemente possibile.
Quella de i Monteleone è una storia familiare che ci porta nella Milano "bene". Nei salotti aristocratici, nei party delle persone facoltose e nei luoghi più affascinanti del capoluogo lombardo. Allo stesso tempo racconta le bellezze e le fragilità di una famiglia grande, composta da persone che combattono una loro personalissima battaglia cercando di ricavarne sempre del buono.
E' un periodo sufficientemente fortunato per le mie letture e dopo aver concluso una saga fantasy impegnativa avevo bisogno di libro certamente bello. Ecco, "I Monteleone" non ha deluso le aspettative. Grazie ad un agevole albero genealogico iniziale ci buttiamo subito a capofitto in questa famiglia composta da molte persone. Non c'è un narratore unico, ogni paragrafo è visto dal punto di vista di uno dei personaggi e se all'inizio questo dettaglio può un po' scoraggiare, una volta presa la mano con i vari nomi diventa tutto semplice e simpatico (sicuramente dinamico).
Cinque generazioni di una famiglia milanese e italiana (perché la storia accompagna, anche se in maniera non approfondita, le vicende dei singoli Monteleone) dal 1931 ad oggi, tra incontri, matrimoni, antipatie, separazioni di classe sociale, malattie e un segreto che passa di mano in mano nel tempo.
Un libro leggero, molto molto milanese (con riferimenti a ristoranti, negozi, prodotti che a me - che vivo a Milano - hanno fatto sentire come una poverella fuori dai giri che contano - in testa 'we! Ma davvero non sai cos'è la Torta Enrico della Pasticceria Castelnuovo?') che ho letto per un gruppo di lettura, con un forte pregiudizio (spesso confermato) legato allo stesso titolo, che nella mia mente ricalcava (e tenta di ricalcare) gli stessi meccanismi di saghe familiari che non ho amato (sto parlando de 'I leoni che Sicilia' che almeno aveva il pregio di rispolverare le sorti di una famiglia potentissima quasi dimenticata). Anche se la scrittura a me non pare interessante, Lucia Tilde Ingrosso delinea, però, dei personaggi che fanno simpatia nella loro imperfezione e che paiono perfetti per una serie TV per un pubblico ampio (di cui io non sarei il target di riferimento). Ci sarà un interesse tale da arrivare a un volume 2?