Nell’Impero Austro-Ungarico, in Croazia, nello Zagorje, in una valle nascosta nel tempo chiamata Dobrovac si consuma attraverso una serie di occasioni mancate la storia d’amore di Pavao Petrovič e di Ljudmila Borkovič.Lui rampollo di una famiglia contadina imborghesita, lei discendente dei signori di Dobrovac. Alla perfida impossibilità di ogni incontro duraturo, la quale senza tregua priva l’azione del proprio scopo, fa da sfondo la rinuncia del vecchio Borkovič, padre di Ljudmila, al piccolo regno.Il fallimento di un amore, il tramonto del sovrano di Dobrovac e del suo castello appaiono così, infine, citazioni visionarie della fine del “vecchio mondo” – deliziose miniature slave della grande catastrofe paterna che si abbatterà sulla Mitteleuropea, immagini che Janko Leskovar consegna idealmente a Joseph Roth e a Stefan Zweig affinché tessano l’arazzo.
Po završetku učiteljske škole, službovao je kao učitelj u mnogim mjestima, a u književnosti se javio kao tridesetogodišnjak svojom novelom "Misao na vječnost" koja je objavljena u "Vijencu" 1891. godine. U svom desetogodišnjem književnom stvaralaštvu Leskovar je bio zaokupljen psihološkom analizom likova naglašeno nezainteresiranih ili nesposobnih za životnu borbu. Njegovi junaci postaju žrtvama vlastitih fikcija, kao ljudi kontemplacije koji život motre sa strane umjesto da u njemu djeluju.
un romanzo del 1896, ma solo da pochissimo (2005) tradotto in italiano, probabilmente grazie alla passione della traduttrice che ha tutta l'aria di aver caldeggiato e promosso particolarmente questo autore, altrimenti sconosciuto. Una storia d'amore tra due giovani appartenenti a diverse classi sociali, storia che però non è a lieto fine, il che farebbe pensare che non si può mescolare il sangue blu a quello rosso, ma questo concetto, anziché sembrare una presa di posizione dell'autore, è più una semplice, triste, costatazione della realtà allora attuale. Lo sfondo di questa travagliata storia d'amore sono gli anni difficili di quando la Croazia era ancora impero Austro-Ungarico, e non mancano piccoli accenni politici, come quando il protagonista rifiuta l'idea di assumere un "ufficio" pubblico perché Secondo Petrovic tutte le cariche pubblice, di fatto, formavano un'unica grande catena che ostacolava la liberazione della patria. Come poteva diventare anch'egli un anello di quella catena! Oh, non poteva tollerarlo.