Esiste davvero la globalizzazione? O, in altri termini, esiste davvero un nemico radicale chiamato globalizzazione? Che cosa intendiamo con globalizzazione? Mette in circolo idee che mutano il corso degli eventi o produce eventi che mutano il nostro modo di pensare? Alessandro Baricco prende le mosse da un assunto molto preciso: non dare nulla per scontato. Ecco perché, posto il primo quesito, lo scrittore procede attraverso una serie di numerose domande e di esemplificazioni alla ricerca di una percezione di quel fenomeno che abbiamo imparato a chiamare globalizzazione.
Alessandro Baricco is an Italian writer, born at Torino in 1958. He's the author of several works, including the novels Lands of Glass (Selezione Campiello Award and Prix Médicis Étranger), Ocean Sea (Viareggio Prize), Silk, City, Emmaus or Mr. Gwyn, among others.
He is also the author of the majestic rewrite of Homer’s Iliad, the theatrical monologue Novecento, the essays Next: On Globalization and the World to Come or The Game.
Baricco hosted the book program "Pickwick" for Rai Tre, which, according to Claudio Paglieri, "invited Italians to rediscover the pleasure of reading." In 1994, he founded a school of "writing techniques" in Turin called Holden (as a tribute to Salinger), which, under his direction, has been a resounding success. Since the publication of Silk, which has become a long-standing bestseller both in Italy and internationally, Baricco has established himself as one of the great Italian writers of the new generations.
He was awarded the Fondazione Il Campiello Prize in 2020 and the Penna d’Oro Prize in 2022 for his body of work.
Na početku izgleda da je ovaj esej na 60-ak strana (uz to sa velikim fontom i ogromnim proredom) zastareo u svojoj kritici globalizacije. Napisan 2001, zvuči kao da autor vodi bitku protiv nečega protiv čega je bitka izgubljena u prethodnoj deceniji. Međutim, iz reda u red shvataš da nije sve tako jednostavno, da se Bariko tek zagreva, i kad u trećem delu donese originalna razmišljanja na temu brendova i kulturne uravnilovke, shvataš da je vredelo.
"Znam da će se mnogi uzbuditi ako ovo kažem, ali ono što nam stvara neprijatan utisak kada se radi o patikama ili hamburgerima, kada su u igri uzvišenije stvari - postaje doživljaj kome se prepuštamo bez imalo otpora. Betoven je firma. Firma su i francuski impresionisti. I Kafka. I Šekspir. [...] Ne verujem da je potrebno da objašnjavam da je svet koji je izgradio Kafka bogatiji, kompleksniji i inteligentniji od sveta koji je osmislio lanac restorana Mekdonalds. To znamo. Ali to ne treba da nas spreči da shvatimo da je reč o istoj igri, o istom tipu doživljaja, da Kafkin svet nije realniji od Mekdonaldsovog, da poseta izložbi francuskih impresionista pokreće naš mozak na isti način kao šetnja po tržnom centru Najki..."
"Mogu li da navedem još jedan nezgodan primer? Kulturna uravnilovka. Da li je istina da globalizacija dovodi do monokulturnog sveta, zgusnutog na liniji osrednjosti bližoj donjoj granici? Verovatno je tačno. Ako želite da napravite film koji bi se, apsurdno, dopao celoj planeti (a to je upravo ono što rade u Holivudu) morate da se držite stereotipa, da budete svima jasni do granice idiotluka, da koristite univerzalni jezik, da sintetizujete i pojednostavite sve do bola. Stotine filmova tog tipa doprineće da se kod publike stvori jedan određen ukus, svrstavajući je na liniju priproste osrednjosti. I tako se stvara začarani krug koji u stvari teži da sažme beskrajne razlike planete u jednu sintetičku gomilu u centru. A kad smo već kod toga: ma koliko želimo da smatramo Travijatu umetničkim delom, možda treba podsetiti da je, u vreme kada je stvorena, Travijata bila, u svemu i po svemu, proizvod koji bi se mogao uporediti sa nekim boljim savremenim holivudskim filmom. Poštovala je pravila određenog stvaralačkog sistema, namena joj je bila da se dopadne širokom sloju tadašnje publike, jezik joj je bio očajno prost, svodila je ljudski rod na nekoliko prilično površnih modela, a muzički nije prezala da se razmeće pasažima koji su ušima naviknutim na Betovena sigurno zvučali kao čist prostakluk."
Questo saggio è stato scritto nel 2002, quasi 20 anni fa. Eppure è attuale perché ora, nel pieno della globalizzazione, che in quegli anni stava sbocciando come concetto economico e culturale, abbiamo modo di identificare, senza mai riuscire a dare una definizione netta, il fenomeno che sta attraversando il mondo.
E' una lettura breve e raccoglie articoli già pubblicati sui quotidiani. Alcune riflessioni sono proprio acute, come quelle che mettono in relazione Beethoven e le Nike, ma anche serie e preoccupanti come la distribuzione delle risorse che vanno in maggior parte a pochi, mentre i molti faticano e arrancano per sbarcare il lunario.
A me piace Baricco saggista, più che romanziere, è ironico e sorprendente e, al di là dei contenuti specifici, riesce a dare una metodologia analitica per affrontare i problemi della realtà. Quindi un testo didattico che aiuta anche a prendere alcune decisioni importanti.
genial. todos deberíamos aspirar a leer y escribir libros así. lo he leído dos o tres veces. quizás la primera hace más diez años. y sigue diciendo cosas importantes. es un libro honesto e inteligente. es una verdadera "carta a los amigos". ¡qué academia ni que ocho cuartos! así se escriben las humanidades y las ciencias sociales. así se comunican las pizcas de conocimiento a las que aspiramos tras la observación. es una joya concisa.
Alcune vecchie considerazioni sulla globalizzazione scritte quando la ferita di Genova 2001 era ancora fresca. Venti anni e molte cicatrici dopo, le ho trovate fra le proposte di lettura che la mia biblioteca ha messo in evidenza per questo anniversario. L'opinione di Baricco sarebbe stata per me abbastanza inutile all'epoca dei fatti, quando ero troppo piccola per comprenderli mentre accadevano, e lo è ugualmente oggi, perché superata oltre ogni previsione, dalla personale esperienza politica di lotta e dalla dura consapevolezza del mondo presente. Non sarà facile trovare ancora dei giusti tasselli da aggiungere a questa tavola di storia mai archiviata. Però, avendo praticamente svuotato lo scaffale della biblioteca, conto di trovare qualche contenuto più affine al mio pensiero nelle nuove pubblicazioni a tema delle ultime settimane e nelle riedizioni recenti di testi prodotti dal movimento in passato e la cui lettura non ho affrontato finora.
Netyčia užtikau šią knygelę ieškodama knygos socialine tema iššūkiui. Ir nustebau, kad Alessandro Baricco knyga galėjo atsidurti prie socialinių klausimų knygų. Pasirodo, gali, nes joje nagrinėjama globalizacijos tema. Tai ne grožinis kūrinys, bet ir ne mokslinis. Veikiau žmogaus paieška atsakymų į klausimą, kas ta globalizacija ir ką ji reiškia. Pasirodo, ne taip lengvai randamų atsakymų. Sakyčiau, tai daugiau knygelė apie klausimus šia tema, parašyta paprastai ir suprantamai (nors joje yra ir keletas sunkesnių žodžių). Perskaičiau vienu prisėdimu. Ir dabar žinau daugiau, nei anksčiau, o svarbiausia, žinau, kad daug ko nežinau, ir kad ne viskas taip paprasta.
Ensayo clarísimo y aleccionador, bastante breve, que empieza bien y luego, sobre todo en la última parte, deja algunas dudas, tal vez porque luego de veinte años de escrito, no queda muy claro como se podría tener esta "globalización limpia" que se menciona y, por otro lado, lo que a veces le genera poca convicción al autor (como la relación entre Internet y el comercio) ahora es una absoluta certeza. Tal vez esta trilogía de artículos ha envejecido un poco mal o se pudo decir mucho más. Le achunta en el tema del consumismo, fenómeno que no es tan simplón como a veces se presenta.
Lettura interessante: libro scritto vent'anni fa, appena dopo il G8 di Genova e pochi mesi dopo l'attentato alle torri gemelle, si interroga sulla natura della globalizzazione. Interessante soprattutto vedere quali fossero le paure, le preoccupazioni e le speranze e come sono evolute in questo quinto di secolo.
Este llibre es va escriure en 2002, m’encantaria que Baricco contestara a les preguntes que ha deixat escrites avui en dia a 2024 que estem. La forma d’escriure d’este home es super ingeniosa i fa que la lectura siga lleugera i, en certa manera, “refrescant”. Sols ha fet que pujar-me les expectatives de Seda, el pròxim que tinc pendent!!
A me Baricco fa un'antipatia incredibile. Non riesco a tollerarlo e già il suo nome da solo basta a farmi venire l'orticaria. Certo, è vero che ho questo odio (semi) inspiegabile, ma a mia leggera difesa c'è da dire che ho letto alcuni suoi libri.. Quindi diciamo che l'80% del mio pensiero è frutto di antipatia a pelle, il restante 20 è invece imputabile al suo scrivere. Questa è una premessa importante, perché verosimilmente non sono riuscita ad essere oggettiva nella lettura di questo, UHM? libro. Però dai, viva l'onestà, no? :D Fu così che mi ritrovai a dover leggere PER FORZA questo libricino causa Blocco del lettore nella sfida dell'OSA.. Ho scelto il libro con il minore numero di pagine (vabbé che Baricco è quasi patologicamente incapace di scrivere un libro con un numero ragguardevole di pagine..) perché so che avrei retto ben poco con il suo stile e le sue fesserie. Così è stato, infatti! Se fosse andato avanti un altro po', in barba alla sfida, avrei gettato il libro fuori dalla stanza, come minimo! Ma andiamo con ordine: leggendo la premessa (VOLEVO saltarla, lo ammetto: ma quando sono andata al primo capitolo mi sono accorta che mi ero bruciata già il 15% del totale.. XD Ho deciso di fare il grande sforzo di leggere tutto il libro, quindi), già mi era presa l'ulcera. Vi riporto la prima parte, magari mi capite:
Questo libro è nato qualche mese fa. C'era il G8 a Genova. E successe quel che successe. Io ero da tutta un'altra parte, e come tanti stavo davanti al televisore, a cercare di capire. Tra le tante domande che mi passavano per la testa c'era anche: perché non sono lì? Perché, per l'ennesima volta, c'è gente che sfila, o si picchia, o muore, e io non sono li? Una volta tanto avevo anche la risposta: non sono lì perché non saprei da che parte stare, perché so poco della globalizzazione, forse non so nemmeno esattamente cos'è, e quindi non sono lì.
Fidatevi, peggiora. BARICCO! TI DETESTO! TI ODIO! SEI.. Sei.. Sei un pessimo scrittore, ecco! :D Non so se sono io la prevenuta (possibile), ma in queste pagine io riuscivo quasi a sentire la presenza COMPIACIUTA di Baricco, quasi come un gatto che si crogiola al sole dopo aver catturato un topo.. Grrrr. e vabbé, ho stretto i denti, (cercato di) allontare i miei enormi pregiudizi e ho continuato la lettura. Il problema è che Baricco NON ha assolutamente NULLA da dire. E riecco qui che riutilizza la sua trappola con cui è riuscito a catturare miliardi di lettori: il non-ho-niente-da-dire-ma-povero-idiota-ti-infinocchio-con-le-belle-parole-e-le-frasette-alla-Baricco (citazione dovuta: http://www.youtube.com/watch?v=x-5dXq... ) Insomma, riporta venticinque milioni di volte gli stessi esempi, gira e rigira i tre concetti che ha capito (largo circa) ma ce li spaccia per verità stile Santo Graal. In realtà alcuni esempi mi sono anche piaciuti, non lo nego.. Ma sono anche questi in pure Baricchismo. Fumo, fumo, fumo e ancora fumo.. Tutto molto bello, ma dov'è la carne?! A me il libro ha dato l'idea che Baricco ne sappia meno di tutti noi, sulla globalizzazione.. Tralaltro, e qui per una volta non è colpa di Baricco, il libro è del 2001. Quindi perdonami Mr scrittore-io-scrivo-le-cose-chiare-e-posso-spiegare-la-globalizzazione-meglio-di-un-docente-universitario**, se non prendo sul serio il tuo continuo esempio: "Su duecento persone, solo una compra libri su internet". Insomma, per alcuni versi direi che il libro è bello che superato!!
**SI'! HA AVUTO IL CORAGGIO DI SCRIVERE UNA COSA SIMILE!
Written just after the particular moment of "anti globalist" protests in Genoa and globally shocking fall of the Twin Towers. After that came Iraq, Syria, Guantanamo, refugees, the Lehmans & the crisis, brexit, Obama & Trump, Facebook and Google. Now it's 2017 and watching the media reports of the riots at G20 summit in Hamburg we can pose the same simple, clever question Baricco sets back then - Why are the politicians meeting on these summits? After all, they have hundreds of other possible locations and means of communication. Because these meetings serve as even more pompous promotional tools for the myths they build.
No doubt, you could find some mispredictions or outdatedness in Next. I bet Tibetan monks do use (Chinese?) internet now and the proportion of books bought over the web has by far exceeded those 1 out of 200 from 2001.
But all this fast-changing symptoms of globalisation are easily outweighed by Baricco's honest, unheroic, self-ironic tackling of the paradoxes of life that are now even stronger than back then.
There are few answers in the book, but the method of "thinking simple, especially when things seem complicated" is unstained by time passed.
Why is the book - or author's approach - daring? Because Baricco focused on the subject (globalisation) where back then in times of Bush jr. and Putin (yes, the same Putin) everybody was more or less either having pro or contra stance. Either 1 or 0. Of course, the author of Baricco's capacity could have capitalized on "convincing the convinced" of any chosen side.
But he didn't.
Therefore we got a short, but relevant text which is a supreme proof that economics should not be left to economists who mainly use their complex models and mathematic equations to prove their preconceived views.
No, economics concerns us all, especially in the world where economics - hand in hand with technology - has overshadowed all the other areas of human life.
And the lucid, creative (i mean creative in terms of easily getting out of the paths that have been walked a 1000 times) writers like Baricco can light up the relevant points missed by all the other "experts"!
I wish there were more non-specialist and non-muscular books about economy, society, life like that!
Tante domande,risposte nessuna. Addirittura in una delle ultime pagine Baricco ci fa i suoi più sentiti auguri,prima di lasciarci soli davanti al nostro mare di interrogativi. Nessuna definizione,molti giri di parole,ma alla fin fine qualcosa si riesce a capire. Come sempre,Baricco ci regala delle perle di poesia pura sparse nel libricino. Come ci riesca,su un argomento noioso e burocratico come la Globalizzazione,questo non ci é dato di sapere. Utile,utilissimo da leggere prima di un incontro importante,o se si vuole fare bella figura sull'argomento citando decine e decine di esempi plausibili...ma la vera domanda,ovvero cos'è la globalizzazione rimane irrisolta. Baricco ci mostra gli effeti,le concause,i testimonial,il meccanismo che la tiene in piedi. Se manca un'ora ad un incontro d'affari o un meeting e non si ha la minima idea di cosa si parli,conviene divorarlo. Se non si necessita di chiarimenti in tema,conviene goderselo per le stupende perle di poesia che comunque si trovano all'interno del libricino. 5 Stelle a Baricco,che trova il modo di scrivere un saggio pieno di poesia e lirismo,senza prendere posizione su niente e senza fornire spiegazioni su nulla (Come ci è riuscito? E come mai gliel'hanno pubblicato?) . Un applauso.
PRIMA LETTURA: 2003 Come lo stesso autore dice, questo libro potrebbe benissimo essere intitolato "la globalizzazione spiegata a mio figlio". In modo semplice, chiaro e diretto Baricco fa un percorso alla ricerca della definizione di Globalizzazione, di cosa sia, di quali siano i suoi effetti. Piacevolissimo da leggere, leggero e metodico.
SECONDA LETTURA 2010 Curiosando un po' nelle recensioni degli altri utenti, ho notato alcune critiche. Voglio solo dare la mia opinione con questi due concetti: - Ritengo che un eventuale "nero su bianco" definitivo (leggasi: globalizzazione si o no?) da parte dello scrittore sarebbe stata una mossa leggermente disonesta. O quantomeno non in sintonia con quello che credo sia il suo modo di fare. Come altre volte, lascia ai lettori degli strumenti per ragionare sull'argomento, evitando che il suo pensiero risulti un indottrinamento, una predica o una qualsiasi sorta di propaganda socio-politica. - E' un saggio che non pretende di spacciarsi per libro di economia, ma neanche credo stia lì a sproloquiare a dir niente. E' un buon apripista.
Baricco no es un experto, y lo aclara a cada rato. Pero sabe (con cierta falsa modestia) que es un autor muy criterioso y observador.
Se pone en rol de observador que piensa en frío, con un razonamiento muy del tipo "Navaja de Ockham": No le demos muchas vueltas y observemos la realidad. Un trabajo tanto periodístico como filosófico, que Alessandro se niega a calificar de "ensayo".
Le falta rigor, claro. Y falla en varios puntos. Escribe durante el año 2002, resta importancia a Internet y le pifia. Pero -sin estar de acuerdo con algunas cosas que plantea- puedo decir que llega a conclusiones muy frescas y sencillas (en el buen sentido del término), como pocos teóricos de la sociología podrían haber conseguido.
Globalización for dummies... y para burócratas academicistas.
Este libro debió de ser brillante cuando salió publicado en 2002, pero quince años después el mundo globalizado ha tomado una dirección acelerada (¿tal vez gracias al 11 de septiembre, como apunta en su primer artículo?) y nos ha explotado en la cara, por lo que muchas de sus conclusiones hoy en día quedan un poco obsoletas. No obstante, aún tiene muchos otros puntos que exponer y para el ciudadano medio que no se interesa (o se interesa, pero vagamente) por la economía, el mercado y la política este es un buenísimo punto de partida. Es muy fácil de leer, lleva el apartado «Bonus tracks» donde explica y ejemplifica sus teorías de forma más accesible. El tercer artículo, dedicado a las marcas, es excepcional.
Il Baricco commentatore socio-politico è lucido e profondo, ma soprattutto diretto nella sua analisi da 'cittadino comune'. La globalizzazione è trattata con ampiezza di vedute, non c'è mai presunzione, ma tanti tentativi di vedere le cose da tutti i punti di vista possibili, con esempi e approfondimenti che chiariscono perfettamente la complessità della tematica. La trattazione è di ampio respiro, come ci si aspetta da un uomo di cultura e amante dell'arte. Interessante, scorrevole e brillante; rende molto bene la fluidità del Baricco oratore (che, per chi non avesse avuto l'opportunità di ascoltarlo, è eccezionale).
Come ho letto in qualche commento è vero che genera nella mente tante domande a cui fornisce ben poche risposte! Ma penso anche che un po tutti dobbiamo iniziare a porci più quesiti invece di ricoprire un ruolo passivo nella società! È proprio a questo che puntano: una società accondiscendente e credulona è molto più semplice da gestire!
Like always ... Baricco take me to other level and other aspect of globalisation ....very little book with BIG windows ... i am searching how to answer lot of questions that i asked myself here ... thank you <3
Il libro è corto e gli argomenti non troppo approfonditi: il livello lo definirei buono per articoli su una rivista (da cui proviene il grosso del testo) ma deludenti per un libro. Valutare una dissertazione sul "mondo che verrà" più di venti anni dopo la sua pubblicazione è impietoso, ma anche considerandolo non posso che essere insoddisfatto. Per raggiungere un numero di pagine che non lo facesse ricadere nella categoria opuscoli, a mo' di glossario, sono state aggiunte considerazioni e dettagli che integrano il testo principale. Poco pratico e non troppo soddisfacente; avrei apprezzato una ristesura degli articoli includendo queste informazioni aggiuntive. Due note positive: la buona scrittura e la dissertazione su cosa sia considerabile brand. Mi verrebbe da non consigliarlo, ma poiché la lettura richiede un'ora scarsa potete azzardare.
Mayéutico e inesperadamente desactualizado. Me gusta la manera en que nos invita a no dar por sentados algunos conceptos pero definitivamente no lo recomiendo.
Ha visto il mondo che "verrà". Veggente e ancora attuale. Quei tratti di ironia non mi sono dispiaciuti! Tratta il problema della verità delle informazioni, all'ora solo all'inizio e non recepito come tale. Precursore dei tempi, ha visto ciò che sarebbe dilagato!
Come dice il titolo è un piccolo libro sulla globalizzazione, si limita a dare delle linee guida su un argomento che definire ampio è un eufemismo. Ciò che ho apprezzato di più di questo saggio è stato il voler mitigare l'isteria che circonda la globalizzazione. Un fenomeno così complesso e che nasce principalmente dal denaro, o meglio dal "spicciolo" fare soldi, è inevitabile che venga demonizzato, ma demonizzare un fenomeno che tanto incide sulla nostra realtà quotidiana è ridicolo, ipocrita e soprattutto controproducente . Quindi, bravo Baricco a partire dalle basi senza dare per scontato nulla. D'altronde non l'ho trovato un saggio esaltante, le argomentazioni di Baricco su molti punti non mi hanno convinto, l'invito finale a trasformare la globalizzazione "cattiva" dei banchieri e delle industrie in una globalizzazione "buona" dei popoli mi è sembrato utopistico e fa sorgere un bel "Come?".
Concludo con questa frase contenuta nel libro che ho trovato molto azzeccata. "Non ci infastidisce pensare che tutto il nostro sapere è poggiato su una bolla di ignoranza."
Insapore. Baricco si immerge in un argomento su cui fa riflettere il lettore senza dargli però documentazione di ciò che dice. Indubbio il valore di scrittore, ma questa specie di saggio insapore propone molte domande e poche risposte. Domande, tra l'altro, che non suggeriscono risposte o riflessioni ac ... (continua)
Baricco si immerge in un argomento su cui fa riflettere il lettore senza dargli però documentazione di ciò che dice. Indubbio il valore di scrittore, ma questa specie di saggio insapore propone molte domande e poche risposte. Domande, tra l'altro, che non suggeriscono risposte o riflessioni accurate sulla globalizzazione. Indisponente la parte in cui descrive grandi lobby quali Coca-Cola, Nike, Mc Donald's, ecc. Emerge quasi la paura di esporsi troppo per evitare di districarsi in argomenti "pericolosi". Timoroso e inconcludente aggira l'argomento senza entrare nel merito. Così così... Mi aspettavo di più.
Baricco, quando si mette a scrivere libri che non siano romanzi, sembra metter su un'altra scrittura. Le cose che scrive possono o meno interessare o si può o meno essere d'accordo, ma la scrittura rimane per me buona (diversa, ma buona...per dire, chi non lo apprezza per i suoi romanzi, spesso invece approva questi suoi altri testi). Detto questo, su Next, si incentra sulla globalizzazione (il libro è una raccolta di suoi articoli , rivisti e corretti, su questo specifico argomento). Si parla dei fatti di Genova del 2001, dei no-global, di economia mondiale, cosa può essere considerato un brand (spoiler: Beethoven). Lui stesso ammette che alcune delle cose che scrive faranno incavolare alcune persone, parte delle cose che scrive son sicuramente dettate anche dal tempo in cui è stato scritto questo libro (nel 2001, pubblicato nel 2002) e sarei curiosa di capire se il suo pensiero sia o meno mutato. Interessante come lettura
Cosa altro posso aggiungere? Il solo nome basta a dire tutto! la visione di un nuovo mondo visto dagli occhi di chi forse la globalizzazione lanintwnde in un modo divers, riuscendo a farci fermare per un attimo e chiederci: ma dove sto andando? è questo quello che voglio fare? per chi sa cos'è la globalizzazione e vuole un altro punto di vista
Il Baricco saggista è molto acuto e divulgativo, chiaro e mai banale. Next non è male, alcuni concetti sono ulteriormente ripresi e sviluppati sul saggio uscito a puntate su Repubblica, "I barbari". Questo è molto chiaro, ma anche molto meno acuto e a fuoco di I barbari.