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Ditos e feitos dos padres do deserto

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I maestri cristiani del deserto fiorirono tra il III e il IV secolo dopo Cristo. Da poco Costantino aveva restituito ai cristiani il diritto di esistere e sottratto con dolcezza la giovane religione al terreno meravigliosamente umido del martirio, alla stagionatura incomparabile delle catacombe. Questo significava consegnarla a quel mortale pericolo che rimase tale per diciotto secoli: l’accordo col mondo. Mentre i cristiani di Alessandria, di Costantinopoli, di Roma rientravano nella normalità dei giorni e dei diritti, alcuni asceti, atterriti da quel possibile accordo, ne uscivano correndo, affondavano nei deserti di Scete e di Nitria, di Palestina e di Siria. Affondavano nel radicale silenzio che solo alcuni loro detti, raccolti da discepoli, avrebbero solcato come bolidi infuocati in un cielo insondabile, pervenendo fino a noi.
Questa scelta di detti e fatti dei Padri del deserto, curata da Cristina Campo e Piero Draghi, ci avvicina al continente misterioso dei terrificanti e dolcissimi zen cristiani. Intorno a questi «grandi leoni giacenti dello spirito», il mondo delle forme, come quello della narola, è pressoché abolito e dunque più terribilmente violento. «Non credo occorra neppure accennare», scrive Cristina Campo nell’introduzione «ai gradini fondamentali della scala coeli dei Padri: la totale amputazione dal mondol’affinamento estremo delle potenze - semplici strumenti loro stesse per la metamorfosi dell’uomo interiore - attraverso il silenzio, il digiuno, il canto dei salmi, il lavoro manuale: tutto ciò è canone costante, direi ovvio, dell’intero monachesimo tradizionale cristiano. Ma con i Padri del deserto un bagliore particolare, che la loro stessa taciturnità non attenua, cade su elementi altrove e più tardi soltanto impliciti, altrove e più tardi praticamente perduti, e che sono tuttavia le pietre angolari del loro insegnamento, e del loro soltanto. La soprannaturalizzazione dei cinque sensi, per esempio: o per meglio dire l’esistenza di “quei sensi soprannaturali” che l’hesychìa - la quiete divina o santa impassibilità - ha chiamato alla vita, per cui un corpo ancora vivente può divenire qualcosa di molto simile a un corpo glorioso e l’acqua nella quale alcuni Padri si sono semplicemente lavati le mani, esorcizzare da un novizio tentato lo spirito impuro».

264 pages, Paperback

First published January 1, 2003

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About the author

Various

1,358 followers
Various is the correct author for any book with multiple unknown authors, and is acceptable for books with multiple known authors, especially if not all are known or the list is very long (over 50).

If an editor is known, however, Various is not necessary. List the name of the editor as the primary author (with role "editor"). Contributing authors' names follow it.

Note: WorldCat is an excellent resource for finding author information and contents of anthologies.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Armando Sousa.
27 reviews18 followers
April 11, 2022
É pena a estrutura escolhida para conteúdo com tanto potencial, na sua maioria sobre monges anónimos mas também de grandes nomes da literatura anacorense como os abades Macário ou Arsénio
Profile Image for Claudia.
114 reviews11 followers
Read
July 28, 2023
non c'è più deserto, ormai. va' dunque in un luogo popoloso, nel mezzo della folla, restaci e conduci te stesso come un uomo che non esiste.
4 reviews
July 31, 2019
Libro breve e denso. Da rileggere e rileggere
Displaying 1 - 3 of 3 reviews