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La noche del Diablo

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Mallorca. 1946. En un sanatorio de tuberculosos, un hombre solitario va a morir. Abrumado por la culpa, su memoria viaja obsesivamente al centro del dolor, la guerra, cuando este hombre, el padre Julián, se vio arrastrado a una danza de muerte siguiendo los pasos de un personaje siniestro. El conde Rossi. ¿Qué recuerdos perturban la paz de su alma? Y, sobre todo, ¿cómo pudo venderla a un siervo del Diablo?

A raíz del golpe militar del 36, Mallorca quedó en manos de los nacionales. Aparentemente la isla estaba bajo control, pero a las pocas semanas el desembarco de los republicanos desencadenó la tragedia. Tras varios días de angustiosa incertidumbre, llegó a Palma un fascista italiano, carismático y violento, con la misión de expulsar a los invasores rojos. Apoyado por algunos aristócratas locales, reclutó un pequeño ejército de jóvenes sanguinarios, quienes se dedicaron a sembrar el terror en todo el territorio.

Testigo mudo de los hechos, el padre Julián irá descubriendo los rostros de la comedia humana en personajes tan vivos como el propio Rossi, el marqués de Zayas, el falangista Emilio Lozano, el oscuro fotógrafo Bontempi, la viuda rica doña Francina, el bondadoso doctor Ciria, Madame Elena, propietaria de un burdel, o los jóvenes asesinos que matan en nombre de Dios.

En esta novela rigurosamente documentada, Miguel Dalmau narra un episodio muy poco conocido de nuestra guerra civil, con agudo instinto para captar historias y personajes de una fuerza extraordinaria. La noche del Diablo plantea, pues, una incursión sin concesiones en los páramos del Mal, encarnado aquí por el fascismo. Y lo hace con un estilo diáfano, vigoroso, inquietante, ajeno a toda estridencia verbal gratuita. En suma, una gran novela alejada de los maniqueísmos al uso, que consigue alumbrar todo el horror agazapado que anida en el corazón humano.

336 pages, Paperback

First published May 7, 2009

13 people want to read

About the author

Miguel Dalmau

17 books4 followers
Miguel Dalmau (Barcelona, 1957). Hijo de un médico catalán y de una pintora educada en Cuba. Estudió en un colegio religioso de su ciudad y más tarde inició la carrera de medicina, que interrumpiría para dedicarse a escribir. Tras una primera novela, La grieta, se ha convertido en el retratista literario más notable de su generación con La balada de Oscar Wilde y Los Goytisolo (que resultó finalista del Premio Anagrama de Ensayo XXVII, que confirmó su prestigio). En 2008, Dalmau obtiene el XV Premio de Novela Breve Juan March Cencillo con El reloj de Hitler. Ha pasado largas temporadas en París y Siena. Desde hace quince años reside en Mallorca y colabora en diversos medios de comunicación.

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15 reviews
September 27, 2021
Aunque no es una novela al uso, la narración no es aburrida y se puede leer con facilidad ya que el vocabulario es franco y entendible. Se basa en hechos reales y se nota el trabajo de investigación del autor.
Profile Image for Sakura87.
419 reviews105 followers
November 12, 2023
La guerra, a ben vedere, è una passeggiata nel Giardino del Male.

Estate 1936. In seguito all'uccisione del deputato cattolico Calvo Sotelo, un gruppo di nazionalisti e conservatori insorgono contro il governo del Fronte Popolare di Spagna: è l'Alzamiento, il colpo di stato che inaugura la guerra civile spagnola. A Maiorca prende il controllo la Falange, ma lo sbarco dei Repubblicani e le vicendevoli rappresaglie che ne seguono dividono politicamente l'isola. Le autorità repubblicane, in particolare, scatenano una violenta repressione anticattolica che si riversa contro chiese e conventi, scuotendo il mondo privato del giovane sacerdote Julián Alcover.
L'accordo tra Francisco Franco e Mussolini determina l'arrivo a Palma del conte Aldo Corsini, demoniaco ufficiale fascista inviato a reclutare giovani maiorchini per trasformarli in perfetti falangisti e a respingere la minaccia comunista. Grazie all'appoggio della Chiesa e degli aristocratici dell'isola, Corsini ne diventa quasi il despota, circondato dai sanguinari Dragoni che lui stesso ha addestrato. Julián, in grado di parlare l'italiano, viene convocato dal priore e designato interprete ufficiale di Corsini. Capovolgendo il senso della frase, sul condottiero è proprio il caso di dire che il diavolo non è brutto come lo si dipinge: marziale e virile, pomposamente eloquente, feroce e superbo, Corsini è abilissimo nel sedurre le donne e nell'incantare gli uomini con la sua personalità, tanto da legare a sé Julián trascinandolo negli inferi della guerra dopo averlo strappato al suo eden di studio e preghiera. Nel sacerdote, che segue il generale non solo a parate e riunioni, ma anche a battaglie, razzie, esecuzioni, stupri, mantenendosi sempre in bilico tra semplice concilianza e vera e propria complicità, si alternano terrore, rispetto, ammirazione e colpa, che traduce in una fedeltà quasi incondizionata al generale, contraccambiata da una sorta di ruvido affetto in cui si mescolano scherno e consapevolezza della propria influenza.
Maiorca, intanto, soccombe sotto i colpi di rossi e neri: eliminata l'immediata minaccia comunista, i falangisti si dedicano a cercare – anche dove non esiste – quella probabile, sequestrando e giustiziando sommariamente chiunque possa essere sospettato di simpatie repubblicane.
A narrare è la stessa penna di Julián, dieci anni dopo, in un sanatorio per tubercolotici: il sacerdote ripercorre le fasi di quell'anno maledetto, la notte del diavolo, in cui ha venduto l'anima a un affascinante ufficiale fascista. E' un lungo resoconto di guerra, dunque, della cui attinenza alla realtà non posso testimoniare perché è arduo reperire informazioni su Maiorca durante gli anni del franchismo. Se pure non fedelissimo, in ogni caso, è un rendiconto narrato in modo tanto dettagliato e credibile che potrebbe riportare plausibilmente avvenimenti e persone reali: gli effetti della guerra su vittime, carnefici e complici (si pensi non solo al popolo oppresso e al potere oppressore, ma anche a Chiesa e aristocrazia che appoggiano il golpe per non perdere i loro privilegi a causa dell'avanzata dei repubblicani, o al civile che incolpa il proprio vicino di idee repubblicane per semplici discordie) vengono resi con una minuzia psicologica ragguardevole, e realmente potente (non mi viene altro modo per descriverla) è la figura di Corsini, di cui vengono descritte luci e ombre. Se a tutto ciò si aggiunge che Dalmau scrive in modo impeccabile, tanto che ho avuto difficoltà a scegliere una frase adatta con cui aprire questa recensione, ne risulta che, resoconto di fatti reali o no, questo è un libro da leggere se si ama la letteratura di guerra.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
January 12, 2012
Estate 1936. In seguito all'uccisione del deputato cattolico Calvo Sotelo, un gruppo di nazionalisti e conservatori insorgono contro il governo del Fronte Popolare di Spagna: è l'Alzamiento, il colpo di stato che inaugura la guerra civile spagnola. A Maiorca prende il controllo la Falange, ma lo sbarco dei Repubblicani e le vicendevoli rappresaglie che ne seguono dividono politicamente l'isola. Le autorità repubblicane, in particolare, scatenano una violenta repressione anticattolica che si riversa contro chiese e conventi, scuotendo il mondo privato del giovane sacerdote Julián Alcover.
L'accordo tra Francisco Franco e Mussolini determina l'arrivo a Palma del conte Aldo Corsini, demoniaco ufficiale fascista inviato a reclutare giovani maiorchini per trasformarli in perfetti falangisti e a respingere la minaccia comunista. Grazie all'appoggio della Chiesa e degli aristocratici dell'isola, Corsini ne diventa quasi il despota, circondato dai sanguinari Dragoni che lui stesso ha addestrato. Julián, in grado di parlare l'italiano, viene convocato dal priore e designato interprete ufficiale di Corsini. Capovolgendo il senso della frase, sul condottiero è proprio il caso di dire che il diavolo non è brutto come lo si dipinge: marziale e virile, pomposamente eloquente, feroce e superbo, Corsini è abilissimo nel sedurre le donne e nell'incantare gli uomini con la sua personalità, tanto da legare a sé Julián trascinandolo negli inferi della guerra dopo averlo strappato al suo eden di studio e preghiera. Nel sacerdote, che segue il generale non solo a parate e riunioni, ma anche a battaglie, razzie, esecuzioni, stupri, mantenendosi sempre in bilico tra semplice concilianza e vera e propria complicità, si alternano terrore, rispetto, ammirazione e colpa, che traduce in una fedeltà quasi incondizionata al generale, contraccambiata da una sorta di ruvido affetto in cui si mescolano scherno e consapevolezza della propria influenza.

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