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Il panico quotidiano
Durante un turno di notte in fabbrica, all'improvviso la paura. Proprio così, dal nulla. Come se gocciolasse dalla testa un brivido lunghissimo. E poi di colpo caldo, caldo fino quasi a smettere di respirare.
Da quel momento il protagonista deve fare i conti con le crisi di panico, mentre la sua vita a poco a poco va in frantumi. Il suo rapporto con Lucia, il lavoro alla catena di montaggio, le amicizie: tutto salta in aria per il deflagrare continuo di quell'ordigno sempre innescato.
Sarà l'incontro casuale con un anziano ex operaio e con uno psichiatra a spingerlo a risalire fino a monte quel fiume di terrore. Anche se farlo significherà scivolare spesso sul fango dei ricordi. Dopo aver raccontato con forza e leggerezza le emozioni adolescenziali, Christian Frascella torna con un romanzo in cui dimostra di avere la maturità, innanzitutto letteraria, per affrontare i propri fantasmi ed evocare quelli del lettore, in una seduta spiritica coraggiosa e commovente.
Ci sono cose che puoi dire, e dire così, solo se le hai vissute.
Da quel momento il protagonista deve fare i conti con le crisi di panico, mentre la sua vita a poco a poco va in frantumi. Il suo rapporto con Lucia, il lavoro alla catena di montaggio, le amicizie: tutto salta in aria per il deflagrare continuo di quell'ordigno sempre innescato.
Sarà l'incontro casuale con un anziano ex operaio e con uno psichiatra a spingerlo a risalire fino a monte quel fiume di terrore. Anche se farlo significherà scivolare spesso sul fango dei ricordi. Dopo aver raccontato con forza e leggerezza le emozioni adolescenziali, Christian Frascella torna con un romanzo in cui dimostra di avere la maturità, innanzitutto letteraria, per affrontare i propri fantasmi ed evocare quelli del lettore, in una seduta spiritica coraggiosa e commovente.
Ci sono cose che puoi dire, e dire così, solo se le hai vissute.
198 pages, Paperback
First published April 1, 2013
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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
March 1, 2018
Christian Frascella - Il panico quotidiano
L'autore racconta la sua malattia, ovvero le crisi di panico che da un certo punto della sua vita senza motivo, hanno iniziato ad accompagnarlo, rovinando la sua salute fisica e mentale, il suo lavoro e le sue relazioni, quella sentimentale con Lucia e quella con gli amici. Il percorso che lo porterà all'accettazione del suo stato, sarà lungo e doloroso, non c'è una cura vera e propria, ma un mettere le pezze a tutte le situazioni provocate, cercando di prendere coscienza della propria condizione.
Il libro è un documento di come si svolge la vita per un malato di questo tipo, quindi non ha le condizioni di contorno per essere un bel racconto, a tratti è un manuiale farmaceutico, quindi non mi è piaciuto come romanzo, ma parla di un argomento scomodo e difficile da raccontare che l'autore ha avuto il coraggio di proporre.
Finito il 21/12/2015
L'autore racconta la sua malattia, ovvero le crisi di panico che da un certo punto della sua vita senza motivo, hanno iniziato ad accompagnarlo, rovinando la sua salute fisica e mentale, il suo lavoro e le sue relazioni, quella sentimentale con Lucia e quella con gli amici. Il percorso che lo porterà all'accettazione del suo stato, sarà lungo e doloroso, non c'è una cura vera e propria, ma un mettere le pezze a tutte le situazioni provocate, cercando di prendere coscienza della propria condizione.
Il libro è un documento di come si svolge la vita per un malato di questo tipo, quindi non ha le condizioni di contorno per essere un bel racconto, a tratti è un manuiale farmaceutico, quindi non mi è piaciuto come romanzo, ma parla di un argomento scomodo e difficile da raccontare che l'autore ha avuto il coraggio di proporre.
Finito il 21/12/2015
October 22, 2013
"Una crisi spezzò in due la mia notte, il mio sonno agitato. Tirai via le coperte e, il respiro affannoso, mi misi seduto e m'impegnai a contrastare quella sensazione. Era la prima volta che rispondevo al suo attacco. - Non rompere le palle! - quasi gridai. - Vattene, io non ho niente, tu non sei niente. Sono stanco, e devo dormire. Levati di torno, sparisci e non tornare...io voglio stare bene! - La mia malattia, la mia dannazione restò come stordita dalla mia reazione veemente. Ma non volle saperne di mollare la presa. M'inchiodo le gambe, aumentò i battiti del mio cuore fino a farmeli quasi esplodere nella testa. "Vinco io", parve ghignarmi nelle orecchie.
- No! - risposi. E staccai i piedi dal pavimento, controllai la respirazione inspirando col naso e espirando con la bocca. - Tu perdi. Tu te ne vai affanculo. Io sono stanco, e tra poche ore devo andare ad aiutare un amico che sta male, voglio mettergli a posto il giardino, voglio che passi i suoi ultimi giorni guardando maturare le nespole e le melanzane. Ho preso un impegno.
Ed eccomi: un ventisettenne che grida al nulla nelle ombre più fosche della notte, deciso a non arrendersi, pronto alla battaglia coi pochi mezzi a disposizione, addosso soltanto il coraggio e la speranza che il coraggio serva davvero a qualcosa nella vita.
Durò tre quarti d'ora, la lotta: a ondate. Vinceva il panico, vincevo io, tornava a vincermi lui, lo ricacciavo indietro.
Parlavamo. C'insultavamo. Lui voleva la mia anima unicamente per trastullarcisi. Non era una questione fondamentale - mi voleva insieme a chissà quanti altri nel suo girone infernale, gli interessava solo fare numero, ampliare il suo regno. Però io non volevo essere il numero di nessuno. E il panico s'incaponiva.
Non accesi la luce, non ingollai benzodiazepine. Era uno scontro, e non intendevo scappare. Gli ultimi attacchi li subii da sdraiato, sotto le coperte, la testa fredda. E a quanto pare li respinsi, poiché mi addormentai fino al mattino."
Alla fine Frascella riesce sempre a farmi commuovere: tocca quelle due o tre corde giuste e...giù lacrimoni.
Anche se questo libro è stato duro da digerire.
E un Frascella così, dopo "La sfuriata di Bet" e "Mia sorella è una foca monaca" proprio non me lo aspettavo, o meglio, mai avrei potuto immaginare che dietro quei due romanzi ci sarebbe potuto essere quel Frascella. Che, all'età di 27 anni, ha dichiarato guerra ai suoi attacchi di panico, arrivati così, all'improvviso, in un banalissimo giorno di lavoro in fabbrica, e mai più andati via.
Ha dovuto imparare a conviverci, anche se spesso si ritrova ancora a chiedersi perché. "Non ho risposte. Però, se me lo domando, significa che sono ancora vivo. E' qualcosa, ed è abbastanza."
Un romanzo vero, forte, sconvolgente.
Il racconto coraggioso e dettagliato della lotta contro uno dei mali più subdoli dei nostri giorni, e della tenacia di chi, pur sapendo di non potersene liberare, è riuscito a metterlo all'angolo e a giocare ugualmente la propria partita.
- No! - risposi. E staccai i piedi dal pavimento, controllai la respirazione inspirando col naso e espirando con la bocca. - Tu perdi. Tu te ne vai affanculo. Io sono stanco, e tra poche ore devo andare ad aiutare un amico che sta male, voglio mettergli a posto il giardino, voglio che passi i suoi ultimi giorni guardando maturare le nespole e le melanzane. Ho preso un impegno.
Ed eccomi: un ventisettenne che grida al nulla nelle ombre più fosche della notte, deciso a non arrendersi, pronto alla battaglia coi pochi mezzi a disposizione, addosso soltanto il coraggio e la speranza che il coraggio serva davvero a qualcosa nella vita.
Durò tre quarti d'ora, la lotta: a ondate. Vinceva il panico, vincevo io, tornava a vincermi lui, lo ricacciavo indietro.
Parlavamo. C'insultavamo. Lui voleva la mia anima unicamente per trastullarcisi. Non era una questione fondamentale - mi voleva insieme a chissà quanti altri nel suo girone infernale, gli interessava solo fare numero, ampliare il suo regno. Però io non volevo essere il numero di nessuno. E il panico s'incaponiva.
Non accesi la luce, non ingollai benzodiazepine. Era uno scontro, e non intendevo scappare. Gli ultimi attacchi li subii da sdraiato, sotto le coperte, la testa fredda. E a quanto pare li respinsi, poiché mi addormentai fino al mattino."
Alla fine Frascella riesce sempre a farmi commuovere: tocca quelle due o tre corde giuste e...giù lacrimoni.
Anche se questo libro è stato duro da digerire.
E un Frascella così, dopo "La sfuriata di Bet" e "Mia sorella è una foca monaca" proprio non me lo aspettavo, o meglio, mai avrei potuto immaginare che dietro quei due romanzi ci sarebbe potuto essere quel Frascella. Che, all'età di 27 anni, ha dichiarato guerra ai suoi attacchi di panico, arrivati così, all'improvviso, in un banalissimo giorno di lavoro in fabbrica, e mai più andati via.
Ha dovuto imparare a conviverci, anche se spesso si ritrova ancora a chiedersi perché. "Non ho risposte. Però, se me lo domando, significa che sono ancora vivo. E' qualcosa, ed è abbastanza."
Un romanzo vero, forte, sconvolgente.
Il racconto coraggioso e dettagliato della lotta contro uno dei mali più subdoli dei nostri giorni, e della tenacia di chi, pur sapendo di non potersene liberare, è riuscito a metterlo all'angolo e a giocare ugualmente la propria partita.
September 8, 2015
Consigliato dalla mia prof, aveva tutti i presupposti per piacermi ma purtroppo è stato un disastro. Sono stata un mese su questo libro il che non è mai un buon segno a meno che non stia leggendo un enciclopedia. Arrivata ad oggi e non avendolo ancora finito (mancano 50 pagine) ho deciso di mettere un punto tra me e lui. Non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi, anzi se avessi potuto avrei sputato nell'occhio a ognuno di loro compreso il protagonista, penso sia una storia vera ma io non stavo cercando qualcosa di così estremista e catastrofico. Forse non ero in cerca della verità ma solo della rassicurazione sull'Ansia, chi lo sa. Sta di fatto che solo per le prime 20 pagine mi ha tenuto incollata poi è diventato solo una croce. Lettura sconsigliata, non so se approfondirò l'autore.
October 7, 2019
Tre stelle perché se hai attraversato le acque limacciose e infide della depressione, i cui eccessi d'angoscia sono sinistramente vicini alle crisi di panico che Frascella fotografa in modo così nitido, un tuffo nel passato è sempre istruttivo. Dilaniante, angosciante ma istruttivo.
Personalmente quel che mi è piaciuto di meno è un certo eccesso non nelle descrizioni, che ahinoi rispondono al vero, ma nei toni, come l'uso di certi espressioni un po' gergali che mi hanno infastidita un po'.
Anche la trama non è poi così elaborata, ma d'altronde quanto spazio resta alla vita da vivere quando gli attacchi prendono il sopravvento su tutto, e anche gli intermezzi di lucidità si vivono nell'ansia divorante del momnto incui ritorneranno?
Consigliato per palati forti.
Personalmente quel che mi è piaciuto di meno è un certo eccesso non nelle descrizioni, che ahinoi rispondono al vero, ma nei toni, come l'uso di certi espressioni un po' gergali che mi hanno infastidita un po'.
Anche la trama non è poi così elaborata, ma d'altronde quanto spazio resta alla vita da vivere quando gli attacchi prendono il sopravvento su tutto, e anche gli intermezzi di lucidità si vivono nell'ansia divorante del momnto incui ritorneranno?
Consigliato per palati forti.
May 29, 2013
Bello davvero questo libro. Solo chi ha o ha avuto attacchi di panico apprezzerà fino in fondo il linguaggio e la storia cruda e vera raccontata qui. Mi ci sono ritrovata in pieno, per fortuna senza essere arrivata al livello esagerato di psicofarmaci e crisi così forti. E, purtroppo, confermo il fatto che i medici, pur di liberarsi del paziente lo caricano di medicinali senza andare a fondo, a ricercare i motivi di queste crisi. Per esperienza personale approvo in pieno l'approccio psicoterapeuta, parlare con qualcuno che riesce a tirar fuori episodi seppelliti da anni può aiutare moltissimo, se non a uscirne perlomeno a superare e convivere con le crisi di panico.
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