Abbiamo appena scoperto che Filippo ha ucciso Giulia Cecchetin e l’ha buttata in un lago nei pressi di Pordenone e io ho concluso questo libro proprio in questa pessima giornata; praticamente il 101esimo orrendo capitolo di questo libro.
Il saggio é una palese denuncia allo Stato italiano, che nel 90% dei casi non ha fatto assolutamente niente, nonostante le ripetute denunce di queste donne abusate, violentate fisicamente e psicologicamente, umiliate, annientate da mezzi uomini, figli di un patriarcato, che fa passare per normale la loro volontà di prevaricare sulle donne, continuando a chiamarci “sesso debole”, volendoci controllare e dire come ci dobbiamo vestire, comportare, essere; le forze dell’ordine e lo Stato italiano non hanno agito in prevenzione a questi omicidi, perché sono stati preannunciati a gran voce.
Una nota: si vede che il libro è stato scritto da un uomo, poiché i capitoli sono intitolati con nome e cognome delle vittime; io avrei intitolato tali capitolo con nome e cognome (e anni di reclusione possibilmente) del CARNEFICE. Mi è sembrato un po’ come quando leggo titoli giornalistici come: “ragazza viene stuprata da ragazzo”, usando SEMPRE una forma passiva e facendo scendere al secondo posto l’atto perpetrato dal carnefice ai danni della vittima, vittimizzando ancor di più la ragazza, quando la forma più corretta ed attiva della frase dovrebbe essere:”ragazzo stupra ragazza” e via dicendo. Ma forse sono troppo precisina io.
Altra cosa che non mi è piaciuta molto: sono stati aggiunti alcuni casi, in cui il marito/figlio ha ucciso la moglie, perché questa affetta da malattie degenerative (osteoporosi gravissima, Alzheimer, ecc…) e ho trovato questi casi di una tristezza sconfinata, in quanto mi chiedo se sia giusto, non avendo una legge sull’eutanasia, accusare di omicidio una persona che uccide motivata da un infinito amore e un’infinita pena nei confronti della vittima.
3 stelle.