"Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po' se la racconta. Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione... La realtà, a vederla bene, è dura, non sempre giusta, ma io la prendo come una sfida e dico sempre: andiamo a vedere fino in fondo. Questo è ciò che ci fa essere uomini, andare avanti nonostante tutto, anche se intorno la realtà ti fa schifo. Mio padre era socialista e non essere schierato in quegli anni con i comunisti o i preti non pagava a Zocca. Nella comune teatrale di Bologna ho scoperto Bakunin e gli anarchici. Non quelli che mettono le bombe, ma uomini migliori, liberi, talmente responsabili che non c'è più bisogno di uno Stato che ti detti le regole. Non sono mica Vasco Rossi io. Sono una persona, sono un uomo, mica un eroe invulnerabile come Achille. Dove mi colpisci io sanguino, Vasco Rossi no, lui non sente niente."
Composto da brevi riflessioni sulla vita, gli affetti, il lavoro che la famosa rockstar ha rilasciato negli anni della sue carriera, probabilmente, in interviste. Quella che dà la chiave di lettura è: Sono un'espressione, non una guida. Tutto qua. Quelli che si riconoscono nelle mie canzoni sono già così, non lo diventano. Ed è proprio questa l'onestà intellettuale dell'autore che si racconta, che consiste nella capacità di riconoscere la propria fragilità e contraddizioni, perché si fa voler bene da stadi pieni fino a scoppiare, a prescindere dal riconoscersi nelle sue canzoni. Chapeau!
Letto a ridosso del concerto del 22 Giugno 2013 a Bologna. Non so se rientro nella categoria di quelli che sono già come lui, ma dei testi delle sue canzoni mi piace la profondità detta con le parole di un bambino. Questo lo fa grande. Eh!
Sicuramente è un libro per fan, ma per quanto fan non mi ha totalmente appassionata. Non va etichettato come “il libro di Vasco”, infatti è un insieme di citazioni, dichiarazioni, pensieri e post fatti da Vasco negli anni (fino al 2011). Peccato che delle volte sembri un copia-incolla stile tesina di terza media.
Avrei preferito più parti riguardanti le canzoni e le storie che ci sono dietro, invece ci si concentra più su pensieri e ideologie.
Tra queste pagine, che si leggono piuttosto velocemente, emergono tutta la sincerità, la schiettezza e l'ironia del grande Vasco Rossi. Senza peli sulla lingua racconta la quotidianità e si racconta, in modo colloquiale, come una chiacchierata fra amici. Bellissime le sue parole su chi lo ascolta, che lui non definisce "fan" perché sarebbe una etichetta riduttiva, come pure sulle emozioni che riceve - e che regala! - ai suoi entusiasmanti concerti.
"Quando canto una canzone sul palco... io la vivo! Sento che l’emozione viene trasmessa, vedo gli occhi di quelli davanti... e quest’emozione poi mi ritorna come un’ondata enorme..."
me lo dio mi padre para que me lo leyera ya que habla de su cantante favorito y me sorprendió bastante, se lee super rápido y es muy interesante. Si te gusta el cantante obviamente te va a interesar más el libro, pero si no te gusta o no lo conoces yo creo que igual es un libro que da gusto leer
Non smetterei mai di ascoltare il Vasco-pensiero, sotto qualunque forma: musicale, intervista, libro. Mentre lo leggevo pensavo che si sarebbe senz’altro meritato tre stelle e lo avrei conservato per rileggerlo. E non ho potuto fare a meno di riascoltare certi suoi brani citati nel testo, perdendomi fra le note. Poi, quando l’ho chiuso, tre stelle mi sembravano poche. Se ne merita almeno una in più. Non so davvero cosa ci sia, in lui, che me lo fa amare tanto. Forse perché mio padre è originario di quella zona e ci ho trascorso tante estati da bambina. Conosco la gente di montagna che descrive, i miei nonni vivevano a un passo da lì. Forse in comune abbiamo il forte senso di libertà. Credo che non ci possa essere giustizia, senza la libertà di vivere scegliendo di essere – o di non essere – ciò che si vuole. Non voglio contestare la definizione preferita di se stesso che gli ha dato un amico ormai scomparso, ovvero che lui sia un “incantatore di serpenti”. Però, per me, certo non è un poeta (parola che gli fa un po’ paura). Forse perché il suo linguaggio è così semplice. Forse perché è diretto e non ha mai fatto tanti giri di parole. Per me nessuno può imitare Vasco, ed è un vero peccato, perché avrebbe tanto da dire al resto del mondo, un po’ come Zucchero. Ma Vasco non lo puoi imitare, perché non è un personaggio. Vasco è Vasco e basta. È uno di noi. Ecco, forse lo definirei di più come un poeta dell’anima. Lui si “apre”, tu la condividi, e il gioco è fatto.
Rilettura. Adoro Vasco. Nell’estate del 79 avevo 13 anni e vivevo di solitudine e radio. E c’era lui. Con “Non siamo mica gli americani”. L’ho seguito in tutti questi anni senza mai andare a un concerto, ma cd ne ho comprati diversi e mi piace ascoltarlo, sia in musica che in interviste. Questo libriccino per me è fenomenale. Il vasco-pensiero l’ho sempre sentito mio. Sarà che mio padre è originario della zona di Zocca (non proprio, un paese vicinissimo però: in linea d’aria sono 17 chilometri). Sarà che Vasco è il nome dell’ultimo maschio della mia famiglia (una volta era il cosiddetto “erede”), quindi un nome che ho “masticato” sin da bambina. Sarà che capisco bene quando parla di montagna e di come si viveva e ancora si vive lassù… Poi condivido le sue idee sull’arte, la politica, la vita, l’amicizia, la morte, la famiglia… insomma, lui è come me. E come centinaia di me. Fortunato chi si trova sulla sua lunghezza d’onda. Rivaluto le sue parole e assegno punteggio massimo.
"Come scrivo le canzoni? Estraggo le parole dai sogni, come si cattura una farfalla mentre vola, prendendola dolcemente per le ali."
"La rete è giusto che sia libera. Quello che mi ha sconvolto è che credevo che tutti mi volessero bene ed è stato un bagno di umiltà ricordarsi che c'è anche gente a cui Vasco Rossi sta antipatico, che non lo sopporta, quindi ha ragione a dire quello che vuole."
"Me ne fotto da sempre di tutto e di tutti... soprattutto quando scrivo canzoni. Il mio principio è stato e sarà sempre chi mi ama mi segua. Altrimenti senza rancore, ognuno per la sua strada. Non faccio, non ho mai fatto e non farò mai compromessi su questo!"