In una fredda notte di novembre, al fioco chiarore di lampade a carburo, cinque amici partono per andare a caccia sulle vette dolomitiche del Borgà. Oltre agli zaini e ai fucili, portano con sé una ghirba piena di vino, affidata all'astuto e solitario Celio...
Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.
Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.
Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia.
Ma davvero chi ha scritto queste tre pagine è un autore di fama? No, davvero, e dovrebbe convincermi a prendere il libro intero? Non metto in dubbio la maestria dell’autore, ma se devo basarmi su questo estratto per farmene un’idea direi che la Mondadori ha toppato alla grande. Se questo l’han scelto come bandiera non oso immaginare il resto.
"Questione di spazio" è un racconto breve di una raccolta di racconti che uscirà fra non molto. O forse è già uscita, ma non ho voglia di informarmi e quindi confido nella botta di culo mentre scrivo. Beh, dai, non è facile caratterizzare così bene i personaggi usando poche e precise pennellate: i cinque ubriaconi, colti da deliri di onnipotenza misti a solitudine per i fallimenti delle proprie vite, si accaniscono sulle lepri di montagna scaricando quintali di piombo. Mauro Corona, il quale si cambia le mutande ogni quindici giorni (parole sue pronunciate all'Arena di Giletti, talk show che vi consiglio di vedere), rincara la dose e specifica che tali carneficine non fossero, comunque, indispensabili per procacciarsi il quantitativo minimo di cibo. Insomma, squallore galoppante. E l'autore, soddisfatto del suo temino di terza media, chiude il virtuosismo con una freddura così agghiacciante da essersi meritato immantinente la fucilazione in pubblica piazza.
È un brevissimo racconto che si trova gratis su Amazon e, da come ho capito, fa parte di una più grande raccolta; sempre se ho capito bene, viene distribuito gratuitamente per pubblicizzare Venti racconti allegri e uno triste. Non mi è piaciuto granché, il finale è simpatico ma considerando lo scopo per cui questo racconto viene smerciato, appunto quello di convincere all'acquisto dell'intero volume, direi che non ci siamo, perché non sono assolutamente curiosa di leggere il. resto. Peccato.
Tutto qui? Il racconto è brevissimo (16 pagine), si trova l'ebook gratis, perché dovrebbe incentivare all'acquisto della raccolta "Venti racconti allegri e uno triste". Per me non ha funzionato...
Un racconto essenziale che riporta alle usanze di un passato non troppo lontano eppure perso nel tempo. Mauro Corona ha una scrittura essenziale che trasmette la durezza di una vita dove ogni cosa richiede sacrificio e non arriva per caso. Non esiste romanticismo eppure riesce a infondere la poesia dei ricordi, la forza della logica e la scaltrezza della sopravvivenza. C'è un suo libro che mi incuriosisce molto, l'ultimo pubblicato, e ho letto questo racconto per capire se mi piace il suo stile. Ora posso dire di sì.
«Avevano trovato la preda. Dopo un po' si sentirono gli spari. La prima caccia era in corso, alcune lepri avevano incrociato i cacciatori ricevendo le scariche nella pancia. Più che battute alla lepre, a quei tempi erano stragi. Quella gente non si contentava di un capo o due, ne voleva dieci, venti e quanti più poteva. Andavano a caccia per mangiare, sostenere la famiglia, vendere la selvaggina. Insomma, sparavano per campare, ma anche per riscattarsi dai loro fallimenti. Così era lassù a quei tempi.».
Più che battute alla lepre, a quei tempi erano stragi. Quella gente non si contentava di un capo o due [...] sparavano per campare, ma anche per riscattarsi dei loro fallimenti. Questione di spazio, M. Corona
Non mi piace Corona, intendo lui, proprio lui: a pelle, mi irrita. Perciò, quando lo leggo, lo filtro attraverso la mia cattiva disposizione nei suoi riguardi. Forse è per questo che ho letto solo un suo libro ( https://www.goodreads.com/review/show... ) e una paio di suoi racconti, oltre a questo. Ammetto, però, che, per mio gusto, nei racconti, è efficace. Questa storia, breve, brevissima, è una preparazione alla propria fine, è una "questione di spazio", quindi essenziale, e, chi si aspetta di trovare un otre pieno, rimarrà con un sorriso e l'amarezza nella bocca vuota. In una manciata di pagine, l'autore scolpisce, con pochi colpi secchi, più vite e un mondo intero. Corona, come autore, ritengo debba piacere: il genere, lo stile... Perciò non ve lo consiglierò; tuttavia, il racconto è liberamente scaricabile, è un respiro leggerlo e, nella peggiore delle ipotesi, ne uscirete come ci siete entrati. :)
Piacevole racconto che ha come scenario il Vajont (le montagne, non la tristemente nota diga) e come protagonisti un gruppo di amici ed un'otre di vino. Bello ma corto. Troppo corto. Poi leggo che questo ebook è un "estratto gratuito" da una raccolta dell'autore, e così mi spiego la brevità. Ed, in effetti, l'assaggio funziona, perché sicuramente più avanti leggerò qualcosa di Mauro Corona, dato che mi è piaciuto. Allora perché mi sento un pochino raggirato? Forse do un po' troppo valore alla parola "gratis", temo...
Lessi un libro di Corona anni fa, avevo forse 16/17 e mi piacque tantissimo. Poi, non saprei bene il motivo, mi convinsi che quella lettura non era così fantastica come la ricordavo ma che doveva trattarsi di uno di quei romanzi un po’ scarsi che si leggono da giovincelli. A distanza di anni, devo dire che il mio intuito aveva ragione: Mauro Corona è, almeno per me, uno dei grandi della letteratura contemporanea. Che dire se non che questo breve racconto è riuscito con grande successo nel suo scopo ovvero quello di incuriosire a leggere il romanzo intero, e lo farò.
Un assaggio niente male del libro di racconti dal quale è tratto. Davvero evocative le descrizioni dei luoghi e i richiami alla montagna. Mi fa venire voglia di essere lassù sulle vette a godermi tutta quella magia unica della natura.
Non avevo mai letto niente di Corona, dopo questa micro-esperienza credo che proverò dell’altro.
Una storia di montagna. Forse c'è qualcosa che non mi convince nell'immagine che viene data dai cacciatori. Forse è il mio primo assaggio di Corona, chissà...
Breve racconto che mi ricorda li stile della Munro, fotografia di un fatto e di un momento che ti lascia con l'interrogativo "embeh?" Alcuni amici vanno a caccia di lepri...con momento di turbamento relativo al vino portato...
"Questione di spazio" è un racconto che poco più tardi è stato unito a una serie di racconti intitolata "Venti racconti allegri e uno triste". Di per sè il racconto non è male; di Mauro Corona apprezzo soprattutto la capacità di descrivere le persone e i paesaggi in modo molto dettagliato ma senza appesantire la lettura. Questo piccolo racconto di poche pagine è carino ma da solo non lo posso ritenere un libro vero e proprio. L'ho trovato gratuito nello store di Kobo e l'ho installato.
Free download from Amazon. The cover is really cool and it is what made me curious to try the book. I am not sure what rating I could give: the short story has a comical ending twist that made me smile but I didn't very much enjoyed the rest of it. The writing wasn't bad at all but it failed to catch my attention. But still it made me curious to read the rest of the stories (I believe this is just one story from a bigger anthology).
Sebbene sia un racconto tratto, da quanto ho capito, da una raccolta, non l'ho trovato sufficiente come 'assaggio'. Non si regge in piedi in autonomia, è proprio monco. Se tutti quelli della raccolta sono così, per me non valgono il libro, se è stato scelto come gratuito solo perché era il peggiore più breve, forse sarebbe stato meglio avere meno "braccino corto" e optare per qualcosa di più rappresentativo.
Racconto brevissimo (gratuito a scopo promozionale) ma probabilmente indicativo dello stile e dei temi cari a Mauro Corona: la montagna, gli usi di un tempo, la rudezza tra montanari. Non male, ma deve piacere il genere.