Delphi è la prescelta, poiché sul suo corpo è inciso il futuro degli uomini. Gavri'el è il prescelto, poiché è destinato a trovare il Bastone di Adamo. Sargon è il prescelto perché è l'erede del regno di Akkad, Matunde è il prescelto perché è il gigante nero dell'impero nubiano. Babu non è un prescelto, è solo un nano impertinente e pavido. Lei invece è la Sfinge, altera e bellissima. La creatura più preziosa dell'universo. Sullo sfondo di un mondo antico e misterioso, oltre le porte del tempo, un viaggio e la lotta contro un male che affonda le proprie radici nella Genesi. Un viaggio che ha come meta la salvezza dei Figli dell'Uomo.
Tutto inizia con Delphi. Era solo una bambina quando una forza potententissima ha inciso sul suo corpo i simboli degli Dei. Da quel momento la ragazzina è diventata la Stele dei Sogni: sul suo corpo è possibile leggere il futuro degli uomini. Costretta alla prigionia, un giorno conosce Sargon, un valoroso guerriero che si innamora di lei e che l'aiuta finalmente a fuggire. Insieme i due raggiungono Giza durante i festeggiamenti dedicati alla Sfinge, la potente dea che difende la città. Proprio qui il destino di Delphi e Sargon si incrocia a quello di un'altra coppia, Gavri'el e Tary, appartenenenti a due caste molto diverse ma segretamente innamorati l'uno dell'altro. Sarà solo l'inizio di un'incredibile avventura che vi terrà pagina dopo pagina col fiato sospeso! Appena ho terminato di leggere questo libro c'è stato un solo pensiero che ha attraversato la mia mente 'Ma com'è possibile che un libro dannatamente figo come questo non sia famoso in tutto il mondo e magari anche su qualche altro pianeta?' Non ho ancora trovato una risposta, ma nel frattempo l'unica cosa che posso fare è parlarvene e consigliarvelo con tutto il cuore. Sì perchè questo libro, a discapito delle apparenze, non è il solito fantasy americano. Lo scrittore è italianissimo e il libro è stato pubblicato da una piccola casa editrice indipendente che da una quindicina di anni si occupa principalmente di fantasy. La copertina, assolutamente magnifica, incanta fin dal primo sguardo e sicuramente non sfigurerebbe in libreria accanto ai titoli delle case editrici più famose. Ma passiamo al contenuto! Sebbene la trama sia incredibilmente complessa, ricca di eventi, di personaggi e di punti di vista diversi le pagine scivolano via veloci e senza un attimo di noia. La storia prende forma piano piano, crescendo nell'intensità e nelle emozioni, come un ruscello che si trasforma infine in una cascata. I personaggi sono molti, ma se all'inizio è difficile ricordarli tutti e seguire i loro punti di vista e le loro avventure, basta poco tempo per creare con loro un legame perchè sono ben costruiti e caratterizzati, sono personaggi a tutto tondo. Bastano poche pagine a far sì che non siano più solo una moltitudine di nomi, ma amici. Il mio personaggio preferito è definitivamente Delphi, una ragazza così giovane ma già così coraggiosa e saggia. Il suo destino non è quello di sposarsi e diventare mamma, come tante altre donne, il suo è un destino tragico, legato in modo indissolubile a quello della salvezza del mondo. Il suo nome vi dice niente? L'oracolo di Delphi (o Delfi) era l'oracolo più importante dell'antica Grecia! Un altro bel personaggio è Sargon. All'inizio sappiamo pochissimo di lui: è il classico guerriero errante, cupo e tenebroso con un passato oscuro avvolto nel mistero, coraggioso, pronto a tutto pur di proteggere la sua innamorata, ma per quanto possa fuggire sarà il suo passato alla fine a trovarlo. La verità sulle sue origini viene svelata in una parentesi in cui viene raccontata la sua storia e devo dire che è stato uno dei miei momenti preferiti. Delphi e Sargon però non sono gli unici paladini dell'amore impossibile di cui facciamo la conoscenza, ci sono anche Gavri'el e Tary: il primo è solo un umile contadino,o almeno pensa di esserlo all'inizio, mentre la seconda è una principessa. Nonostante questo si amano profondamente, tanto da aver paura di ammetterlo. Sono molto teneri in realtà, mostrano all'altro solo quello che vogliono mostrare, ma noi abbiamo la possibilità di seguire il punto di vista di entrambi e di scoprire i loro veri sentimenti. Finiamo così per fare il tifo per loro: due giovani belli ed innamorati divisi da una diversa casta sociale, un clichè che ricorre in moltissime storie d'amore e che non sempre porta ad un lieto fine. Il loro amore non nasce certo sotto una buona stella, tanto che vengono divisi anche da un destino avverso che li porta lontani uno dall'altro, ma nonostante questo sono la prova che l'amore è la forza più grande di tutte. Per amore si è pronti ad affrontare ogni pericolo, a sopportare ogni tortura, a sconfiggere il nemico più potente. Non dimentichiamo infine la potente Sfinge. Lo ammetto, lei non è certo un personaggio che attira la nostra simpatia, almeno all'inizio. E' arrogante e presuntuosa, vanitosa e irrascibile, ma è anche incredibilmente potente e nessuno osa contraddirla. Dietro a questo suo carattere difficile si nasconde però una donna coraggiosa e allo stesso tempo fragile, che ha avuto una vita difficile e un passato molto oscuro, che ha dovuto fuggire dal padre e allontanarsi dalla famiglia. Pagina dopo pagina la Sfinge diventa sempre più umana, altruista e generosa, a volte perfino simpatica. Il suo è un percorso di cambiamento molto radicale, di presa di coscenza di sè e della sua umanità, durante il quale impara a mettere se stessa in seconda piano e a sacrificarsi per gli altri. Sono ancora molti i personaggi che appaiono, ma non vi dico altro, per non rovinarvi la sorpresa. Come in ogni storia però c'è un cattivo, e che storia ambientata nell'antico Egitto sarebbe senza Anubi? E' proprio lui l'antagonista con cui i nostri eroi devono avere a che fare. Il dio, che nasconde il viso sfigurato dietro ad una maschera, si rivela fin da subito un personaggio crudele, assetato di potere e di vendetta, privo di pietà e di qualsiasi buon sentimento. E' il cattivo perfetto, ma i nostri protagonisti ancora non sanno che non è lui il loro unico avversario. La trama è costruita in modo magistrale e alla fine completa un grande puzzle in cui ogni pezzo si incastra perfettamente. Non manca nulla: ci sono battaglie incredibili, armi antiche e letali, magia, trasformazioni, profezie, trappole, viaggi in terre lontane, terribili e antiche creature. In tutto questo riuscirà a ritagliarsi uno spazio anche l'amore dando quel tocco di romanticismo che non può mancare. L'autore è stato capace di trasmettere moltissime emozioni e perfino di commuovere, tirando i fili dei suoi peronaggi fino a che ognuno di loro non si è trovato al posto giusto. Il libro si conclude lasciandoci in parte soddisfatti, con un finale che risolve buona parte dei nostri dubbi, ma senza dimenticare una buona dose di suspance: la storia non è finita. Mi sono innamorata di questo libro e dei suoi personaggi e non vedo l'ora di leggerne il seguito! Ve lo consiglio di cuore. Non importa quali siano i vostri generi preferiti, questo libro vi piacerà, senza se e senza ma, fidatevi di me!
Da http://leggerefantastico.blogspot.com Eccomi qui finalmente a parlarvi, con molto piacere, di un altro libro scritto da un autore italiano di cui sentiremo (spero davvero) parlare molto presto. Il suo Aegyptiaca è stata una lettura molto sofferta perchè purtoppo non ho avuto tempo di intraprenderla per parecchi mesi, ma poi quando l' ho iniziata..beh il viaggio è stato semplicemente emozionante. Ma procediamo per gradi. Innanzitutto partiamo dai protagonisti, un bel complesso di figure ottimamente caratterizzate, con un bagaglio ben strutturato e un compito ben preciso per ognuno di questi.
Sargon, il guerriero coraggioso. Gavri'el il Prescelto dagli Dei, L' Araldo. Delphi, la Stele dei Sogni. Babu, un nano simpatico e dispettoso. Matunde, la Guardia della Sfinge. Merenhor, un antico e saggio Re ora trasformato da Anubi ed Helel in una creatura della morte chiamata al-ghul. Tary, la principessa hyksos. E la Sfinge, una dea dalla bellezza celestiale e ammirata e venerata dal popolo egiziano.
Ebbene, dalla moltitudine di questi personaggi prende vita un romanzo fresco, intenso e coinvolgente. Aegyptiaca intreccia la storia di questi protagonisti unendoli ad un obbiettivo comune: contrastare il Dio Helel e sbrogliare l' umanità dalle catene della sua sudditanza dando inizio, per l' uomo, ad una nuova era, libera dal dominio incontrastato di queste crudeli divinità. Per far si che questo accada, il destino di tutti questi personaggi si unirà nella più temeraria delle avventure. Armati solo del proprio coraggio, cinque di loro, affronteranno la sabbia e l' aridità del deserto, spiriti assetati di sangue, l' ira degli dei, la ceca rabbia del Dio Anubi, battaglie e perdite, per preservare l' incolumità della razza umana e svolgere le trame di un destino scritto. Affiancati da una dea sensuale e bellissima quanto spietata ed orgogliosa, Sargon, Delphi, Gavri'el, Merenhor e Babu dovranno affrontare un cammino periglioso, denso di morte e speranza, per liberare l' Egitto e Giza dal dominio di Helel. Ed è proprio Helel, unito alla presenza del dio Anubi e dello schieramento degli al-ghul, che costiruirà la squadra nemica con la quale la Sfinge e i nostri coraggiosi eroi dovranno combattere. Parlare di Aegyptiaca raccontando solo questo sarebbe piuttosto limitativo. Dean Lucas ha saputo creare un romanzo complesso, esplosivo, colmo di personaggi interessanti e ambientazioni da capogiro. Essendo io un' amante dell' antico Egitto e quindi della storia delle antiche divinità egiziane, sono riuscita nuovamente ad immergermi in luoghi e atmosfere magiche. Tuffarsi in quelle meraviglie che rappresentano la storia e affondare nelle pieghe della religione egiziana mi ha portato a percorrere un viaggio entusiasmante ed incredibile. Aegyptiaca. I Prescelti degli Dei non poteva avere titolo migliore. In questo titolo si denota l' impronta su cui Dean Lucas ha impostato il cammino dei nostri eroi. Sono tutti prescelti dagli dei, detentori di un destino glorioso e determinante. Nelle loro mani c'è il futuro di un popolo, c'è in gioco la libertà. Scorrendo tra le pagine del libro, Dean Lucas ci prende per mano e ci conduce attraverso amori, gelosie, tradimenti, guerre e speranza. Proprio la speranza di un futuro possibile e luminoso per Giza, spingerà una dea vanitosa, bella ed invincibile a schierarsi dalla parte degli umani e combattere contro la sua stessa, ignobile e spietata famiglia. Il percorso attraverso cui inizieremo a conoscere la Sfinge non sarà sempre semplice. Conoscerla e comprenderla sarà faticoso. Sarà quasi un' impresa rendercela familiare e umana. Ma alla fine di tutto, quando il destino sarà compiuto, anche una dea altera e rigida come lei potrà scaldare e addolcire il nostro animo di lettore. Di tutti i personaggi, personalmente parlando, ho apprezzato maggiormente la coppia formata da Sargon e Delphi, e quella da Gavri'el e Tary. Entrambe le coppie hanno un qualcosa che li accomuna e un qualcosa di totalmente diverso che li contraddistingue. Amanti, innamorati e uniti nel cuore e nell' anima, i nostri quattro amici affronteranno con coraggio il volere degli dei ed alcuni di loro otterranno il riscatto per sè stessi e per il loro drammatico passato. Difetti? Pochissimi. In verità il romanzo è piuttosto lungo ma non per questo noioso. No, Aegyptiaca non scade mai nella monotonia o in punti morti, ma avvince e convince sino alla fine. Un appunto, in realtà, all' autore lo devo fare per quanto riguarda il finale e per quanto riguarda la sorte di uno dei personaggi a me caro, ma di questo ne parlerò con lui privatamente per non rovinarvi la sorpresa. Attenzione. Come ho scritto all' inizio, questo libro è un' opera puramente italiana e questo vorrei evidenziarlo davvero tanto. E' importante, per non dire fondamentale per me, mettere in evidenza questi romanzi probabilmente poco pubblicizzati e troppo in ombra, che in realtà andrebbero fatti conoscere al pubblico che ama e legge fantasy. Dean Lucas ha un potenziale davvero alto, è un autore dallo stile fluido e accattivante. E' un autore che sa come catturare l' attenzione del lettore ed intrattenerlo piacevolmente nelle pagine del suo romanzo. Aegyptiaca è un concentrato di personaggi speciali, fantastici e racchiude al suo interno un' avventura coinvolgente ed intensa. Il ritmo è costantemente serrato, la narrazione popolata spesso da cambi di fronte, colpi di scena ed elementi fondamentali per la buona riuscita di un libro. Assolutamente consigliato, in più è italiano perciò doppiamente consigliato.
Con un inizio piuttosto criptico, Aegyptiaca non si pone certo tra i libri di più facile lettura nelle prime pagine. Fortunatamente è stata un'impressione veramente fugace, in breve tempo il romanzo si arricchisce di particolari, intrecci e personaggi, fino a formare una vera e propria epopea, che, per certi versi, mi ha ricordato la celebre opera di Waltari. Non voglio creare parallelismi che potrebbero trarre in inganno. Vi anticipo solo che, come in Sinhue l'egiziano, anche i protagonisti di Lucas viaggeranno per buona parte del Mediterraneo.
Otterremo quindi uno spaccato sorprendentemente gustoso e ben articolato dei più bei posti in cui sia possibile ambientare un romanzo: Egitto, Grecia, Mesopotamia... Che faranno da sfondo ad un'azione serrata ed incalzante, un vero e proprio viaggio volto non solo a creare un esercito per sconfiggere Anubi, ma anche alla scoperta della vera identità celata sotto le sembianze più comuni dei personaggi.
"La visione ti ha mostrato le piramidi sulla piana di Giza. Conosco bene il delta del Nilo, e le vicine coste della Cirenaica a occidente, e della Cilicia ad oriente. Si racconta che la signora di quelle terre sia una potente dea (...) La Sfinge è in grado di leggere le parole sul tuo corpo e di svelarne il significato. E' lì che troveremo la nostra salvezza" "Oppure il nostro destino"
Eh sì, perché Dean Lucas, con molta fantasia, mischia per bene le carte e propone un racconto basato sulla sovrapposizione di Genesi, racconti mitologici, pantheon egizio, greco e quant'altro. Spesso troverete questi accenni sparsi ad arte, qui e là nella storia, in modo tale che ne derivi comunque una trama, sì fantastica, ma logica e ben strutturata. I personaggi non sono da meno e vengono assortiti come ci si aspetterebbe in una Compagnia di cercatori. Abbiamo la Dea in sembianze animali e umane (anche se, a volte, la sua indole capricciosa decide di cambiale un po'), il guerriero, l'oracolo (che racchiude in sé virtù magiche), il ragazzo convinto delle sue umili origini (ma il futuro nasconderà qualche sorpresa), il nano ("cuscinetto" che smorza i toni e fa sorridere).
Dean Lucas crea una miscela del meglio del romanzo epico. Amori, risentimenti, separazioni, guerre e ribellioni, il tutto circondato dallo sfarzo delle grandi civiltà passate. Questo è il primo volume di una trilogia, purtroppo non ho ancora scoperto molto sul seguito. Quindi vi prometto da subito che rimedierò con un'intervista all'autore, in modo da potervi dire di più in proposito. Per il momento non posso fare altro che consigliarvi la lettura di questo libro sorprendente, soprattutto considerando che si tratta del primo vero e proprio romanzo di Lucas.
Una saga epica, in cui si scontrano, ovviamente all'ultimo sangue, umani e semidei ed in cui le divinità intervengono in extremis, per ribaltare gli equilibri creatisi fino a quel momento. Un libro adattissimo a chi piacciono i racconti epici ambientati nelle terre delle grandi civiltà mediterranee e le storie fantasy in cui si racconta l'eterna lotta tra bene e male.
L’idea di questo libro è nata in Dean durante un soggiorno a Las Vegas in un hotel a tema prettamente egizio e dobbiamo ringraziare tale soggiorno perché quella che ne è scaturita è una storia complessa e con personaggi particolari e dotati di mille sfaccettature capace di stupire e catturare. La bravura dell’autore è stata quella di legare tra di loro le diverse religioni del bacino del Mediterraneo, egizia, ellenica, persiana, ebraica, in modo tale da arrivare all’affermazione che le divinità in realtà sono sempre le stesse, ma che semplicemente ognuno le chiama e le onora in un diverso modo. Ed ecco che Adamo ed Eva, Seth e Anubi, Venere e Ishtar acquisiscono nomi diversi, diverse forme, diversi aspetti ma alla fine ognuna di loro è sempre la stessa essenza che agisce per il bene o il male. Un libro veramente difficile da scrivere per i suoi tanti punti di vista e per le storie che si intrecciano con i suoi diversi protagonisti. Anche il lettore all’inizio rimane spiazzato dal continuo introdurre nuovi personaggi e nuove storie all’interno del racconto principale però ad un tratto i continui cambi di scena risultano fluidi ed essenziali al proseguimento della storia e tutto trova un proprio posto e un proprio perchè. Capiterà di affezionarsi ad uno dei personaggi e volere sapere esclusivamente quello che gli succede ma la bravura dell’autore sta proprio nel ripresentare la sua storia al momento opportuno.
Questo romanzo è una storia d’amore, ma non solo! Una storia di conquista, ma anche una storia di perdita e di sacrificio! È una storia sull’ineluttabilità del destino, una storia di riscatto e una storia di vendetta. È una storia fatta di tante storie, una più bella dell’altra. Recensione completa qui: http://libridilo.blogspot.it/2013/04/...
Ho fatto un po' di fatica con questo libro, perché seguendo la storia di molti personaggi diversi ogni tanto mi perdevo. Comunque é stato molto interessante: l'autore ha amalgamato insieme molte religioni per creare le Divinità che ha utilizzato (da quella egizia, a quella cristiana/ebrea e in minima parte anche quella greca). Il personaggio che mi ha colpito di più é stata la Sfinge, l'unica Figlia del Cielo, bellissima, potente e unica (anche un po' vanitosa, arrogante e collerica, ma quale divinità non lo é? :P). Ma il personaggio che mi é piaciuto di più é stato Delfi, la Stele dei Sogni, annunciatrice dell'apocalisse, che da la sua vita per salvare tutti.
Molto divertente e ben scritto. Grandi battaglie, azione continua. Deve essere il massimo per il pubblico maschile, dai vecchi estimatori di Tex ai nuovi maniaci di Minecraft.