Come raramente mi capita, ho abbandonato questo saggio poco dopo metà dell’opera. Pensavo fosse un’opera divulgativa, ma l’impressione finale è che il libro sia scritto da uno studioso più per altri studiosi che non per un pubblico di semplici appassionati. Il linguaggio dell’autore, che flirta con la semiologia, non aiuta. Non all’altezza di un testo complesso anche la traduzione italiana, a volte ho avuto l’impressione che i traduttori stessi non abbiano compreso il testo da tradurre. Un esempio?
Nel diciannovesimo secolo, così come nel diciottesimo, l’umorismo illustrato era, prima di tutto, un esercizio di flessibilità per il poliglotta visuale e moderno. Per vocazione, l’umorismo poligrafico è, in linea generale, un generatore prolifico di forme ibride, e quel generatore fu tenuto molto occupato dal successo del romanzo romantico illustrato … e dall’ecologia forsennata della stampa illustrata in generale.
Peccato, perché l’edizione in copertina rigida è molto bella, magnificamente illustrata e in grande formato.