Falco e compagnia bella sono ancora nell'algida Albione, essendosi spostati a Londinium per far visita alla zia di Elena, il cui marito, Ilare, è il procuratore delle finanze della Britannia. Qui si imbattono nel cadavere di Verovolcus, che avevamo già incontrato nel caso precedente e che era un personaggio caro al re Togidubnus degli Atrebati, un amico e alleato di Vespasiano. È proprio Togidubnus a chiedere a Falco di indagare sulla morte di Verovulcus e di scoprire che fine abbia fatto la preziosissima torque che lui gli aveva donato. Nel frattempo, la convivenza di Maia con Petronio Longo, che ha accompagnato i figli della donna in Britannia, si fa sempre più conflittuale, tanto che a un certo punto Petronio scompare. Ma, in realtà, Petronio sta indagando per conto dei vigiles, visto che la criminalità organizzata romana sembra volersi estendere a Londinium. Intanto, i due aggressori che una testimone oculare ha visto spingere Verovulcus nel pozzo in cui è annegato, vengono ritrovati e imprigionati, ma uno dei due viene avvelenato mentre è in carcere e l'altro evade per evitare la stessa sorte. Dopo che Elena salva una ragazzina selvaggia che vive abbandonata per strada, Falco cerca di educarla riportandola dove l'ha trovata, ma la quattordicenne viene rapita da un'organizzazione che sfrutta le prostitute bambine. Per fortuna la ragazzina viene salvato da un gruppo di gladiatrici, a capo delle quali c'è Amazonia, sotto le cui mentite spoglie si cela una esuberante ex fidanzata di Falco, Chloria. Le indagini procedono con continui colpi di scena e cambi di rotta, mentre Falco e Petronio uniscono le forze per incriminare una vecchia conoscenza, diventata purtroppo molto influente da quelle parti.