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Le indagini dell'ispettore Santoni #1
Il suicidio perfetto
Marzio Santoni, ispettore di polizia a Valdiluce, ha un grande fiuto. È affascinante ma schivo, uno sciatore provetto che preferisce passare il tempo in mezzo ai boschi piuttosto che al caldo dei rifugi. Lupo bianco, così lo chiamano tutti per via di un olfatto fuori dal comune, ha un passato di indagini da prima pagina, ma da quando è tornato in provincia, si trova a occuparsi di insignificanti inchieste locali e casi di poco conto. La stagione invernale a Valdiluce è ricca di distrazioni, con quel continuo andirivieni di sciatori e famiglie in tuta e scarponi. È così che incontra Elisabetta, attraente ed enigmatica, in vacanza con tre amiche per una settimana di sci e svago. Tra i due l'intesa è immediata e desiderio, eros e un'insaziabile attrazione rendono quei pochi giorni una vertigine sospesa. Lei sposata e con un menage complicato, lui scapolo solitario abituato a relazioni a termine, stanno cercando il coraggio per dirsi addio, quando un evento terribile sconvolge l'intera vallata. Elisabetta e le sue amiche vengono ritrovate nella camera d'albergo, senza vita. Quattro cadaveri e nessun indizio, quattro donne morte senza un apparente motivo. Ed è proprio Lupo bianco che dovrà sovrintendere le indagini all'interno di quella piccola comunità di provincia chiusa e reticente e scoprire la verità.
251 pages, Hardcover
First published February 7, 2013
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Community Reviews
Displaying 1 - 21 of 21 reviews
February 19, 2019
Bio-detective: colui che si affida alla natura, ai sensi e alle classiche ricerche su territorio - piuttosto che alle moderne analisi scientifiche - per risolvere un caso.
Questa non l’avevo mai sentita... ma è così che si definisce Marzio Santoni, alias Lupo bianco, che - tra l’altro - non poteva sottrarsi agli astri bizzarri che regolavano la vita nel paese.
Il paese: Valdiluce. Immaginavo un posto di fantasia e fra le Alpi ed invece esiste veramente e si trova sull’Abetone, in Toscana (luogo di nascita dell’autore, guarda caso).
L’ambientazione quindi merita, le descrizioni sono meticolose e molto suggestive. I personaggi sono piuttosto particolari, con caratteri scontrosi e reticenti, non li ho trovati molto empatizzanti, anche se alcuni suscitano pena.
La storia merita un po’ meno...
«Un suicidio perfetto! Avevamo il più bel suicidio del mondo, ogni cosa al suo posto, limpido come l'oro, lucidato a chiare lettere. [...] Che dovevi decidere, tu? Il grande investigatore del c...o? Trovare l'assassino. Chi è l'assassino?»
Ecco, forse questa storia è leggermente scontata e il responsabile facilmente intuibile.
Anche la scrittura è discontinua, non riesce a mantenersi a lungo sugli stessi toni: a volte si traduce in espressioni molto poetiche, a volte invece si presenta “secca”, cadenzata da una punteggiatura molto ravvicinata che spezza le frasi, pur offrendo immagini ben precise; riprende poi la strada della normalità cadendo nel banale.
Nell’insieme si avvicina alla sufficienza, ma le tre stelle piene proprio no.
Forse con il prossimo romanzo, chissà...
________________________________________
🎰 RC 2019 ~ Randomly 1/10
🤔 RC 2019 ~ Esimio sconosciuto
📚 RC 2019 ~ Lo scaffale traboccante
📚 RC 2019 ~ Abbatti la TBR -> 38
Questa non l’avevo mai sentita... ma è così che si definisce Marzio Santoni, alias Lupo bianco, che - tra l’altro - non poteva sottrarsi agli astri bizzarri che regolavano la vita nel paese.
Il paese: Valdiluce. Immaginavo un posto di fantasia e fra le Alpi ed invece esiste veramente e si trova sull’Abetone, in Toscana (luogo di nascita dell’autore, guarda caso).
L’ambientazione quindi merita, le descrizioni sono meticolose e molto suggestive. I personaggi sono piuttosto particolari, con caratteri scontrosi e reticenti, non li ho trovati molto empatizzanti, anche se alcuni suscitano pena.
La storia merita un po’ meno...
«Un suicidio perfetto! Avevamo il più bel suicidio del mondo, ogni cosa al suo posto, limpido come l'oro, lucidato a chiare lettere. [...] Che dovevi decidere, tu? Il grande investigatore del c...o? Trovare l'assassino. Chi è l'assassino?»
Ecco, forse questa storia è leggermente scontata e il responsabile facilmente intuibile.
Anche la scrittura è discontinua, non riesce a mantenersi a lungo sugli stessi toni: a volte si traduce in espressioni molto poetiche, a volte invece si presenta “secca”, cadenzata da una punteggiatura molto ravvicinata che spezza le frasi, pur offrendo immagini ben precise; riprende poi la strada della normalità cadendo nel banale.
Nell’insieme si avvicina alla sufficienza, ma le tre stelle piene proprio no.
Forse con il prossimo romanzo, chissà...
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🎰 RC 2019 ~ Randomly 1/10
🤔 RC 2019 ~ Esimio sconosciuto
📚 RC 2019 ~ Lo scaffale traboccante
📚 RC 2019 ~ Abbatti la TBR -> 38
April 21, 2024
“Il suicidio perfetto” di Franco Matteucci pag. 251
Primo libro della serie dedicata all’ispettore Santoni, di cui per caso avevo letto il terzo e di cui ho deciddi recuperare i precedenti volumi.
Il protagonista, Marzio Santoni, conosciuto da tutti come Lupo Bianco per il suo sviluppatissimo olfatto e per un episodio particolare della sua infanzia, si definisce “un bio-detective” per il legame che ha con la natura a cui si affida per schiarirsi la mente durante le indagini e perché se sue indagini si svolgono, principalmente, basandosi su odori, tracce e orme. Per questi motivi ha deciso di abbandonare la città e la brillante carriera di ispettore per farsi trasferire nel suo paesello di montagna, Valdiluce.
Un uomo forte, atletico, sciatore esperto che ama passare il suo tempo nei boschi e gira in paese con la sua fidata Vespa.
Quattro giovani turiste vengono ritrovate morte nel residence dove alloggiavano, asfissiate dal gas metano fuoriuscito probabilmente dai fornelli della cucina. Non ci sono tracce di manomissione o di perdite nell’impianto, apparentemente si tratta di un suicidio collettivo consumato proprio l’ultima notte del loro soggiorno e dopo una cena nel locale del paese in cui l’alcool l’ha fatta da padrone e in cui una di loro aveva dichiarato che “piuttosto che rientrare si sarebbero uccise”.
La situazione è complicata dal fatto che una di loro, Elisabetta, ha avuto una relazione extraconiugale proprio con Lupo Bianco, il quale è convinto che non si tratti affatto di suicidio, diversi piccoli particolari non tornano, in primis i lividi sui polsi di Elisabetta.
Da qui partono le indagini di Lupo Bianco che non possono fare a meno di coinvolgere il paese e i suoi abitanti, un paese apparentemente perfetto, dove si conoscono tutti, dove il trascorrere delle giornate è semplice, dove si svolge una vita concentrata sul turismo. Ma cosa si cela sotto questa tranquillità apparente? Quanti “scheletri nell’armadio” nascondono gli abitanti di Valdiluce?
Uno stile di scrittura particolare, non facile, che, soprattutto nei primi capitoli potrebbe portare ad abbandonare la lettura, ma che una volta ingranato ha un forte potere evocativo, una scrittura fatta di profumi, di odori, di sensazioni che ti crea la montagna, il bosco e la natura in generale.
E’ un romanzo che prende piano piano, e poi coinvolge con i misteri, con gli intrighi e non molla fino alla fine.
Primo libro della serie dedicata all’ispettore Santoni, di cui per caso avevo letto il terzo e di cui ho deciddi recuperare i precedenti volumi.
Il protagonista, Marzio Santoni, conosciuto da tutti come Lupo Bianco per il suo sviluppatissimo olfatto e per un episodio particolare della sua infanzia, si definisce “un bio-detective” per il legame che ha con la natura a cui si affida per schiarirsi la mente durante le indagini e perché se sue indagini si svolgono, principalmente, basandosi su odori, tracce e orme. Per questi motivi ha deciso di abbandonare la città e la brillante carriera di ispettore per farsi trasferire nel suo paesello di montagna, Valdiluce.
Un uomo forte, atletico, sciatore esperto che ama passare il suo tempo nei boschi e gira in paese con la sua fidata Vespa.
Quattro giovani turiste vengono ritrovate morte nel residence dove alloggiavano, asfissiate dal gas metano fuoriuscito probabilmente dai fornelli della cucina. Non ci sono tracce di manomissione o di perdite nell’impianto, apparentemente si tratta di un suicidio collettivo consumato proprio l’ultima notte del loro soggiorno e dopo una cena nel locale del paese in cui l’alcool l’ha fatta da padrone e in cui una di loro aveva dichiarato che “piuttosto che rientrare si sarebbero uccise”.
La situazione è complicata dal fatto che una di loro, Elisabetta, ha avuto una relazione extraconiugale proprio con Lupo Bianco, il quale è convinto che non si tratti affatto di suicidio, diversi piccoli particolari non tornano, in primis i lividi sui polsi di Elisabetta.
Da qui partono le indagini di Lupo Bianco che non possono fare a meno di coinvolgere il paese e i suoi abitanti, un paese apparentemente perfetto, dove si conoscono tutti, dove il trascorrere delle giornate è semplice, dove si svolge una vita concentrata sul turismo. Ma cosa si cela sotto questa tranquillità apparente? Quanti “scheletri nell’armadio” nascondono gli abitanti di Valdiluce?
Uno stile di scrittura particolare, non facile, che, soprattutto nei primi capitoli potrebbe portare ad abbandonare la lettura, ma che una volta ingranato ha un forte potere evocativo, una scrittura fatta di profumi, di odori, di sensazioni che ti crea la montagna, il bosco e la natura in generale.
E’ un romanzo che prende piano piano, e poi coinvolge con i misteri, con gli intrighi e non molla fino alla fine.
April 30, 2015
Quando ho comprato e letto “La mossa del cartomante” non sapevo che Matteucci avesse scritto prima “Un suicidio perfetto”, libro primo delle avventure di Lupo Bianco, alias Marzio Santoni. La mia impressione comunque fu positiva: il libro è godibilissimo anche senza avere letto il primo. Non ci sono particolari rimandi. Nonostante questo, anche se di solito non si va a ritroso, decisi di comprare anche questo. Giusto per il gusto di leggere un altro giallo mondano e vedere come l’autore introduce per la prima volta a noi lettori il suo personaggio.
Valdiluce. È un inverno anomalo, non nevica, anzi fa caldo. Lupo Bianco quasi non riconosce quelle montagne, sulle quali ha trascorso gran parte della giovinezza e sulle quali è voluto tornare a trent’anni perché la città gli andava stretta. Lupo Bianco è un uomo di montagna, nato e cresciuto con la neve sotto i piedi, le camice di flanella e l’aria fresca; ha un odorato sviluppatissimo, che gli consente di riconoscere moltissimi odori diversi. Da qui il suo soprannome. Una stupenda carriera, però, non ha potuto nulla contro il richiamo delle montagne. Marzio Santoni da pochi mesi si è fatto riassegnare al suo paese, come ispettore responsabile di Pubblica Sicurezza, ridicolo, considerando le quattro anime e mezza di Valdiluce, dove il peggior crimine possibile sembra essere l’ubriachezza (e nemmeno molesta) da Ginpin. Ma mentre passa attraverso il piccolo paesino sulla sua Vespa non sa che la morte può annidarsi anche su un paesino arroccato sulle montagne, noto solo per le sue piste da sci. Alla stazione degli autobus aspetta di vedere e salutare Elisabetta, la donna con la quale ha trascorso un’indimenticabile settimana; lei e le sue amiche torneranno dai loro mariti a Vissone sul mare, dopo aver passato una settimana bianca a Valdiluce. Delle ragazze però non c’è traccia. Pochi minuti dopo Agostino Uberti, custode del Residence Bucaneve chiama Lupo Bianco. Al suo arrivo la presenza del falco Trogolo che volava basso con la sua catena legata alla zampa la diceva lunga: portava male, era presagio infausto, era una storia di paese, ma quasi sempre le storie di paese ci prendono. Un forte odore di gas esce dall’appartamento delle ragazze: Angela, Stefania, Flaminia ed Elisabetta sono morte. Tre sono adagiate sui loro letti, come se non si fossero nemmeno accorte, solo Elisabetta sembra avere opposto resistenza a qualcosa… ma a cosa? Marzio è costretto a mettere da parte le sue emozioni, che lo coinvolgono decisamente troppo, rimettersi la divisa e chiamare le autorità. Con l’aiuto del giovane, inesperto e spaventatissimo collega Kristal, intanto, isola la scena… del crimine. Tutto farebbe pensare ad un suicidio, ma la posa e l’espressione di Elisabetta, indicano che quantomeno lei non avesse nessuna voglia di morire. Le istruzioni del supercapo Antonello Soprani sono abbastanza esplicite: Valdiluce è un luogo di villeggiatura, il caso va archiviato al più presto, che si tratti di incidente, oppure di suicidio collettivo. La patata sta diventando bollente, le indagini dovevano essere scrupolose, ma bisogna muoversi rapidamente e senza sollevare troppa polvere; come se questo non fosse abbastanza, mezza Valdiluce ha flirtato con le ragazze e l’altra metà lo sa. Marzio non vuole nemmeno pensare ad un omicidio… più per emozione che per altro. Quando Giordano, il proprietario del ristorante Pino Rosso, gli mostra le riprese della sera prima, Santoni non crede alle sue orecchie quando sente Angela dire: “piuttosto che tornare a casa ci suicidiamo, tutte e quattro assieme”. Chiaro, limpido, ribadito più volte. Erano sbronze, si, ma sembravano serie. Uno a zero per Soprani. Palla al centro.
Convocati mariti, convocati gli amanti (che si sono auto convocati per paura), i risultati dell’autopsia rivelano che le ragazze avevano un tasso alcolico elevatissimo e che sono morte per asfissia. Eppure qualcosa non torna. Marzio non riesce ad accettare l’idea che Elisabetta possa essersi uccisa (e nemmeno le altre); ha notato troppe incongruenze tra l’ultima giornata trascorsa con lei e quello che ha visto nell’appartamento, ne ha notate altre vedendo il video. Qualcuno deve averle uccise, ma chi? Nemmeno l’amante (ex amante) di Elisabetta, il Cuoco Franz Binetti, sembra poter essere collegato all’omicidio. Soprani spinge la chiusura delle indagini: Valdiluce è già stata additata dai turisti come meta poco sicura, bisogna recuperare i buon nome del paese oppure il paese morirà abbandonato a se stesso. Santoni brancola nel buio, arrivando per fino a dar retta ad Olimpia, la sensitiva del paese. Ma come si fa a credere a queste cose? Un caso non si risolve con il paranormale! Ma lei insiste: ha visto l’assassino, ha una tuta viola. Grazie, come circa tutti e 50 i maestri di sci di Valdiluce, visto che la loro divisa ha quel colore. Come se già tutto questo trambusto non fosse abbastanza, al rifugio Sassone si smarriscono Piero e Paolo, due bambini, i figli gemelli del sindaco Tonioli. Lupo Bianco, che li sta cercando viene brutalmente aggredito e scaraventato in un burrone…
Meravigliosi i personaggi di questo romanzo. Santoni è il protagonista principale, ma sono gli altri, i compaesani i veri protagonisti: il benzinaio Paride, il Dogana, chiamato così perché chiunque passi “deve avere qualcosa da dichiarare”, il prete, l’imponente barbuto Don Sergio, che di santo non ha nemmeno lo stinco. Olimpia, la sensitiva. Osvaldo, il noleggiatore di sci, che insieme alla moglie Morena ed al cane Dik formano un piccolo microcosmo sociale. E poi ancora Agostino, il mattarello del paese, che non fa del male a nessuno e che tutti proteggono e accettano, Giordano, il ristoratore, etc..
Si potrebbe andare avanti così, perché la vera ricchezza di questo romanzo è l’ambientazione. Matteucci vuole si raccontarci un giallo, ma in realtà quello che vuole realmente mettere in scena è la vita di paese per quello che è. Chiunque abbia vissuto in un paese (prima che ci fosse il fuggi fuggi dalle città verso i paesi) sa cosa significhi conoscersi tutti, sapere che tutti sanno tutto, che è come trovarsi in un grande telefono senza fili.. qualcuno dice di avere trovato un gattino abbandonato, alla fine del giro di telefonate c’è una tigre che gira in paese ed ha già ucciso tre persone. Si conoscono abitudini, vizi, la gente parla alle a spalle e sorride davanti, ognuno ha i propri segreti da tutelare e quindi sputa in giro quelli degli altri…
Valdiluce. È un inverno anomalo, non nevica, anzi fa caldo. Lupo Bianco quasi non riconosce quelle montagne, sulle quali ha trascorso gran parte della giovinezza e sulle quali è voluto tornare a trent’anni perché la città gli andava stretta. Lupo Bianco è un uomo di montagna, nato e cresciuto con la neve sotto i piedi, le camice di flanella e l’aria fresca; ha un odorato sviluppatissimo, che gli consente di riconoscere moltissimi odori diversi. Da qui il suo soprannome. Una stupenda carriera, però, non ha potuto nulla contro il richiamo delle montagne. Marzio Santoni da pochi mesi si è fatto riassegnare al suo paese, come ispettore responsabile di Pubblica Sicurezza, ridicolo, considerando le quattro anime e mezza di Valdiluce, dove il peggior crimine possibile sembra essere l’ubriachezza (e nemmeno molesta) da Ginpin. Ma mentre passa attraverso il piccolo paesino sulla sua Vespa non sa che la morte può annidarsi anche su un paesino arroccato sulle montagne, noto solo per le sue piste da sci. Alla stazione degli autobus aspetta di vedere e salutare Elisabetta, la donna con la quale ha trascorso un’indimenticabile settimana; lei e le sue amiche torneranno dai loro mariti a Vissone sul mare, dopo aver passato una settimana bianca a Valdiluce. Delle ragazze però non c’è traccia. Pochi minuti dopo Agostino Uberti, custode del Residence Bucaneve chiama Lupo Bianco. Al suo arrivo la presenza del falco Trogolo che volava basso con la sua catena legata alla zampa la diceva lunga: portava male, era presagio infausto, era una storia di paese, ma quasi sempre le storie di paese ci prendono. Un forte odore di gas esce dall’appartamento delle ragazze: Angela, Stefania, Flaminia ed Elisabetta sono morte. Tre sono adagiate sui loro letti, come se non si fossero nemmeno accorte, solo Elisabetta sembra avere opposto resistenza a qualcosa… ma a cosa? Marzio è costretto a mettere da parte le sue emozioni, che lo coinvolgono decisamente troppo, rimettersi la divisa e chiamare le autorità. Con l’aiuto del giovane, inesperto e spaventatissimo collega Kristal, intanto, isola la scena… del crimine. Tutto farebbe pensare ad un suicidio, ma la posa e l’espressione di Elisabetta, indicano che quantomeno lei non avesse nessuna voglia di morire. Le istruzioni del supercapo Antonello Soprani sono abbastanza esplicite: Valdiluce è un luogo di villeggiatura, il caso va archiviato al più presto, che si tratti di incidente, oppure di suicidio collettivo. La patata sta diventando bollente, le indagini dovevano essere scrupolose, ma bisogna muoversi rapidamente e senza sollevare troppa polvere; come se questo non fosse abbastanza, mezza Valdiluce ha flirtato con le ragazze e l’altra metà lo sa. Marzio non vuole nemmeno pensare ad un omicidio… più per emozione che per altro. Quando Giordano, il proprietario del ristorante Pino Rosso, gli mostra le riprese della sera prima, Santoni non crede alle sue orecchie quando sente Angela dire: “piuttosto che tornare a casa ci suicidiamo, tutte e quattro assieme”. Chiaro, limpido, ribadito più volte. Erano sbronze, si, ma sembravano serie. Uno a zero per Soprani. Palla al centro.
Convocati mariti, convocati gli amanti (che si sono auto convocati per paura), i risultati dell’autopsia rivelano che le ragazze avevano un tasso alcolico elevatissimo e che sono morte per asfissia. Eppure qualcosa non torna. Marzio non riesce ad accettare l’idea che Elisabetta possa essersi uccisa (e nemmeno le altre); ha notato troppe incongruenze tra l’ultima giornata trascorsa con lei e quello che ha visto nell’appartamento, ne ha notate altre vedendo il video. Qualcuno deve averle uccise, ma chi? Nemmeno l’amante (ex amante) di Elisabetta, il Cuoco Franz Binetti, sembra poter essere collegato all’omicidio. Soprani spinge la chiusura delle indagini: Valdiluce è già stata additata dai turisti come meta poco sicura, bisogna recuperare i buon nome del paese oppure il paese morirà abbandonato a se stesso. Santoni brancola nel buio, arrivando per fino a dar retta ad Olimpia, la sensitiva del paese. Ma come si fa a credere a queste cose? Un caso non si risolve con il paranormale! Ma lei insiste: ha visto l’assassino, ha una tuta viola. Grazie, come circa tutti e 50 i maestri di sci di Valdiluce, visto che la loro divisa ha quel colore. Come se già tutto questo trambusto non fosse abbastanza, al rifugio Sassone si smarriscono Piero e Paolo, due bambini, i figli gemelli del sindaco Tonioli. Lupo Bianco, che li sta cercando viene brutalmente aggredito e scaraventato in un burrone…
Meravigliosi i personaggi di questo romanzo. Santoni è il protagonista principale, ma sono gli altri, i compaesani i veri protagonisti: il benzinaio Paride, il Dogana, chiamato così perché chiunque passi “deve avere qualcosa da dichiarare”, il prete, l’imponente barbuto Don Sergio, che di santo non ha nemmeno lo stinco. Olimpia, la sensitiva. Osvaldo, il noleggiatore di sci, che insieme alla moglie Morena ed al cane Dik formano un piccolo microcosmo sociale. E poi ancora Agostino, il mattarello del paese, che non fa del male a nessuno e che tutti proteggono e accettano, Giordano, il ristoratore, etc..
Si potrebbe andare avanti così, perché la vera ricchezza di questo romanzo è l’ambientazione. Matteucci vuole si raccontarci un giallo, ma in realtà quello che vuole realmente mettere in scena è la vita di paese per quello che è. Chiunque abbia vissuto in un paese (prima che ci fosse il fuggi fuggi dalle città verso i paesi) sa cosa significhi conoscersi tutti, sapere che tutti sanno tutto, che è come trovarsi in un grande telefono senza fili.. qualcuno dice di avere trovato un gattino abbandonato, alla fine del giro di telefonate c’è una tigre che gira in paese ed ha già ucciso tre persone. Si conoscono abitudini, vizi, la gente parla alle a spalle e sorride davanti, ognuno ha i propri segreti da tutelare e quindi sputa in giro quelli degli altri…
February 7, 2021
Un ispettore un po' particolare con un forte senso dell'olfatto che si definisce bio-detective. Le descrizioni di Val di Luce sono molto azzeccate e suggestive. Mi è piaciuta anche l'analisi psicologica del protagonista che decide di farsi trasferire nella sua valle natia come ispettore di polizia. Un uomo di montagna, non un intellettuale, ma un uomo robusto e sportivo, in comunione con i boschi e gli animali.
Tutti in paese hanno un segreto da nascondere, compreso il parroco, noto donnaiolo (qui non mi è piaciuto molto. Possibile che tutti gli scrittori descrivano i preti pedofili e donnaioli?)
Quattro donne, turiste, si suicidano con il gas dei fornelli e a Lupo Bianco, il nostro protagonista, questa soluzione sembra assurda. Elisabetta, la sua nuova fidanzata e vittima del suicidio, è una donna vivace, intelligente e piena di passione. Non si sarebbe mai uccisa. Dal quel momento partono le indagini per scoprire il colpevole.
Tutti in paese hanno un segreto da nascondere, compreso il parroco, noto donnaiolo (qui non mi è piaciuto molto. Possibile che tutti gli scrittori descrivano i preti pedofili e donnaioli?)
Quattro donne, turiste, si suicidano con il gas dei fornelli e a Lupo Bianco, il nostro protagonista, questa soluzione sembra assurda. Elisabetta, la sua nuova fidanzata e vittima del suicidio, è una donna vivace, intelligente e piena di passione. Non si sarebbe mai uccisa. Dal quel momento partono le indagini per scoprire il colpevole.
January 7, 2019
La cosa migliore di questo romanzo è la forma, il linguaggio: profondo, poetico, ad analizzare l’animo complesso del personaggio principale, il commissario Santoni, metà commissario e metà Lupo Bianco, uomo delle nevi e della montagna, in profonda comunione e simbiosi con il suo ambiente, con gli elementi e la natura – un bio-detective, come lo definisce il suo autore. E in qualità di detective si trova a dover risolvere il mistero, non troppo celato, del presunto suicidio di quattro turiste, una delle quali sua amante. Nessuno vuole indagare oltre le apparenze tranne lui che, a cavallo della sua Vespa, scendendo i crinali innevati sui suoi sci, rischiando in prima persona e parlando con le persone del villaggio di Valdiluce, riesce finalmente a trovare le prove e dimostrare il delitto. La serie promette bene, non fosse altro che per l’elevata qualità stilistica
April 16, 2019
In un paese muoiono 4 donne a causa di gas. Tutto suggerisce che si tratta di un suicidio. Nonostante la polizia incluso il bio-detective Marzio - anche conosciuto come Lupo Bianco - sta iniziando con delle estese indagini che includono anche il DNA test per tutti i abitanti!?! E come reagiscono i abitanti di questo paese? Nessuno sta protestando contro quel DNA test. Al contrario, tutti vogliono fare un DNA test personale per chiarire che i loro figli sono davvero i loro figli e un laboratorio privato apre un ufficio direttamente vicino al laboratorio mobile della medicina legale!?!? Questo sono solo alcuni esempi come ridicolo questa storia è.
August 24, 2019
Già il fatto che il protagonista si definisca il ‘bio-detective’ dovrebbe allertare il lettore che non stiamo parlando di più di un gialletto da spiaggia. In fatti, poi con il proseguo della semplice trama, l’autore si lancia in un uso dell’italiano tutto suo, molto affettato e arzigogolato solo per il gusto di trovare (e di non riuscire) frasi ad effetto; tipo: mi si è messo si gomma e me lo sono masticato...mamma mia che roba
August 29, 2017
Il finale è un po' scontato, ma la narrazione è fluida e piacevole. Una bel giallo tutto sommato.
January 7, 2021
Il libro ha un'ambientazione affascinante ed è ben scritto, solo che il colpevole si capisce praticamente subito, la sua rivelazione è inutilmente tirata in lungo e (diciamolo) è il più ovvio e banale a cui pensare, quindi non mi sento di dargli più di 3 stelle.
August 23, 2017
Una piacevole lettura, ma nulla di speciale
3 stelline
3 stelline
September 21, 2016
La storia è ambientata a Valdiluce, piccola località sciistica tra gli Appennini tosco emiliani, dove le voci corrono facilmente. In questa tranquilla ed ordinaria cittadina accadde l’inimmaginabile: quattro giovani turiste vengono ritrovate morte nel residence dove alloggiavano, asfissiate probabilmente dal gas metano fuoriuscito dai fornelli della cucina. Non vi è alcuna manomissione o tracce di perdite nell’impianto, si tratta di un apparente -ma poco credibile- suicidio collettivo dopo una cenetta fuori dal comune in cui l’alcool è stato il padrone indiscusso della serata. Ad occuparsi delle indagini l’ispettore della polizia Marzio Santoni, detto Lupo Bianco per il suo incredibile fiuto. A rendere complicato il quadro la relazione “clandestina” del nostro ispettore con una delle defunte, Elisabetta. Da come la ricorda Santoni, tramite sapori ed emozioni, la loro relazione è più di una semplice avventura di una notte. Ciò che non appare ancora chiaro è come sia possibile che qualche ora prima la stessa donna fosse in estasi con il suo amante e qualche ora più tardi diventi un suo caso. Da qui iniziano le indagini dell’ispettore, il quale sembra più convinto che si tratti di omicidio, avendo trovato dei lividi sul polso di Elisabetta. La sua ricerca porterà alla luce veri nodi, scomode verità e il passato che bussa alla porta di Santoni. Riuscirà a districarsi dalle insidie che il fato sembra aver intrecciato ad opera d’arte?
Continua a leggere: http://stambergadinchiostro.altervist...
Continua a leggere: http://stambergadinchiostro.altervist...
April 21, 2017
http://labibliotecadellibraio.blogspo...
qui trovate la mia opinione
Nel paese di montagna Valdiluce, la tranquilla vita quotidiana viene scossa da un “suicidio”. Quattro belle donne in vacanza nella piccola comunità montana vengono trovate senza vita. L’ispettore del luogo “Lupo bianco” però non crede alla tesi del suicidio, né a quella dell’incidente, qualcosa in quel ritrovamento non quadra. Contro le pressioni del capo della polizia, l’ispettore segue il suo istinto investigativo, aiutato dal fatto di conoscere tutti nel piccolo paese, di sapere i “segreti” e i “peccati” di tutti, ma soprattutto aiutato dal suo olfatto da segugio.
Questo è il primo appuntamento con l’ispettore Santoni, iniziamo a conoscere la comunità montana nella quale torna ad operare il detective della polizia che si era distinto per le sue doti nella città, ma al quale mancava la sua montagna.
Il romanzo è scritto in terza persona, il nostro ispettore è il centro nella narrazione. Seguiamo le sue deduzioni e le sue tecniche investigative. Afferriamo i suoi dubbi, anche personali quasi intimi, e riusciamo a seguire le sue connessioni per arrivare alla soluzione del caso, che siamo in grado di risolvere esattamente come lui, perché l’autore descrive bene il processo investigativo, pone l’attenzione sui dettagli e sui vari indizi. Sembra di essere nel cervello di Lupo bianco.
Mi piace questo autore, ma credo che aver letto prima i successivi e poi questo primo episodio un po’ mi abbia penalizzato. Non so se riuscirò a farmi capire, ma ci provo. Ho iniziato a leggere la serie dal numero quattro “Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco” e avevo trovato lo stile dell’autore molto piacevole e anche completo. Quindi uno stile maturo, corposo. Questo primo appuntamento l’ho avvertito “più semplice”, più lineare. Le indagini, anche se si intrecciano con la vita del protagonista sono più semplici. I pochi flashback vengono posti per capire le motivazioni e la spinta emozionale dell’ispettore e fungono proprio da piccolo inciso. Mi aspettavo lo stesso “corpo” dei successivi episodi, mentre in questo primo capitolo è più “acerbo”. Questo però credo sia solo una sensazione dovuta al fatto di aver cominciato dal fondo. Quindi il mio consiglio per chi vuole leggere questa serie è proprio quella di iniziare da qui. Perché l’autore scrive in modo molto scorrevole, piacevole e coinvolgente. Segui bene la storia e provi a fare le tue deduzioni. Apprezzo molto il suo stile logico e consequenziale, scevro da grovigli inutili.
È un buon inizio di serie, una porta di ingresso piacevole, agevole. Io penso che se partiamo a leggere la serie da qui, apprezziamo maggiormente la “crescita” narrativa dell’autore. Davvero un buono start-up di quelle che saranno le indagini poliziesche dell’ispettore Santoni detto Lupo Bianco.
Una buona lettura per far lavorare il nostro cervello alla ricerca del colpevole.
qui trovate la mia opinione
Nel paese di montagna Valdiluce, la tranquilla vita quotidiana viene scossa da un “suicidio”. Quattro belle donne in vacanza nella piccola comunità montana vengono trovate senza vita. L’ispettore del luogo “Lupo bianco” però non crede alla tesi del suicidio, né a quella dell’incidente, qualcosa in quel ritrovamento non quadra. Contro le pressioni del capo della polizia, l’ispettore segue il suo istinto investigativo, aiutato dal fatto di conoscere tutti nel piccolo paese, di sapere i “segreti” e i “peccati” di tutti, ma soprattutto aiutato dal suo olfatto da segugio.
Questo è il primo appuntamento con l’ispettore Santoni, iniziamo a conoscere la comunità montana nella quale torna ad operare il detective della polizia che si era distinto per le sue doti nella città, ma al quale mancava la sua montagna.
Il romanzo è scritto in terza persona, il nostro ispettore è il centro nella narrazione. Seguiamo le sue deduzioni e le sue tecniche investigative. Afferriamo i suoi dubbi, anche personali quasi intimi, e riusciamo a seguire le sue connessioni per arrivare alla soluzione del caso, che siamo in grado di risolvere esattamente come lui, perché l’autore descrive bene il processo investigativo, pone l’attenzione sui dettagli e sui vari indizi. Sembra di essere nel cervello di Lupo bianco.
Mi piace questo autore, ma credo che aver letto prima i successivi e poi questo primo episodio un po’ mi abbia penalizzato. Non so se riuscirò a farmi capire, ma ci provo. Ho iniziato a leggere la serie dal numero quattro “Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco” e avevo trovato lo stile dell’autore molto piacevole e anche completo. Quindi uno stile maturo, corposo. Questo primo appuntamento l’ho avvertito “più semplice”, più lineare. Le indagini, anche se si intrecciano con la vita del protagonista sono più semplici. I pochi flashback vengono posti per capire le motivazioni e la spinta emozionale dell’ispettore e fungono proprio da piccolo inciso. Mi aspettavo lo stesso “corpo” dei successivi episodi, mentre in questo primo capitolo è più “acerbo”. Questo però credo sia solo una sensazione dovuta al fatto di aver cominciato dal fondo. Quindi il mio consiglio per chi vuole leggere questa serie è proprio quella di iniziare da qui. Perché l’autore scrive in modo molto scorrevole, piacevole e coinvolgente. Segui bene la storia e provi a fare le tue deduzioni. Apprezzo molto il suo stile logico e consequenziale, scevro da grovigli inutili.
È un buon inizio di serie, una porta di ingresso piacevole, agevole. Io penso che se partiamo a leggere la serie da qui, apprezziamo maggiormente la “crescita” narrativa dell’autore. Davvero un buono start-up di quelle che saranno le indagini poliziesche dell’ispettore Santoni detto Lupo Bianco.
Una buona lettura per far lavorare il nostro cervello alla ricerca del colpevole.
February 21, 2017
Diciamo che non mi ha entusiasmata...
May 27, 2015
Questo romanzo poliziesco è sopra la media. Franco Matteucci ha uno stile singolare ed evoca con abilità el paesaggio, l’atmosfera del piccolo villaggio di Valdiluce e i caratteri degli abitanti e dell’ispettore Santoni, anche chiamato “Lupo Bianco”.
Quattro donne, turisti della città, sono morte nella sua stanza dell’albergo . Suicidio collettivo ? Un incidente ? Un omicidio ? Ognuno vuole che gli indagini finiscano il più presto posibile e che la sentenzia sia “Incidente” perché ognuno ha un segreto, ha commesso una trasgressione. Inoltre vivono del turismo e hanno paura che l’immagine del paese soffra e i turisti non vengano più.
L’unica persona che vuole scoprire la verità è Lupo Bianco, perché Elisabetta, una delle donne morte, era la sua amante.
Matteucci scrive : “C’era qualcosa di oscuro che stava accadendo nel paese. Non era più il mal di neve, si stava diffondendo un presagio di sventura, tutti i segni portavano all’Apocalisse.”
Quattro donne, turisti della città, sono morte nella sua stanza dell’albergo . Suicidio collettivo ? Un incidente ? Un omicidio ? Ognuno vuole che gli indagini finiscano il più presto posibile e che la sentenzia sia “Incidente” perché ognuno ha un segreto, ha commesso una trasgressione. Inoltre vivono del turismo e hanno paura che l’immagine del paese soffra e i turisti non vengano più.
L’unica persona che vuole scoprire la verità è Lupo Bianco, perché Elisabetta, una delle donne morte, era la sua amante.
Matteucci scrive : “C’era qualcosa di oscuro che stava accadendo nel paese. Non era più il mal di neve, si stava diffondendo un presagio di sventura, tutti i segni portavano all’Apocalisse.”
January 3, 2014
Più che un romanzo un racconto lungo. Thriller poliziesco noir di suggestiva ambientazione montanara (invernale) mi aveva attratto, da appassionato sciatore, proprio per la location (una stazione sciistica realmente esistente, ubicata sull'appennino tosco-emiliano)e per l'attesa di una storia avvincente e devo dire che, senza essere un capolavoro del genere, non delude le aspettative.
Il personaggio dell'ispettore Marzio Santoni ricorda un pò quello del playboy di provincia Graziano de Ti prendo e ti porto via, anche se risulta umanamente più simpatico ed eroico.
Anche i pruriti da valle dell'eden possono stimolare nel lettore qualche deja vu, ma sono funzionali al racconto, ne sostengono il ritmo e la trama e ci ricordano come spesso la bucolica provincia (italiana ma non solo) non sia un paese per santi.
Da leggersi in settimana bianca. ;-)
Il personaggio dell'ispettore Marzio Santoni ricorda un pò quello del playboy di provincia Graziano de Ti prendo e ti porto via, anche se risulta umanamente più simpatico ed eroico.
Anche i pruriti da valle dell'eden possono stimolare nel lettore qualche deja vu, ma sono funzionali al racconto, ne sostengono il ritmo e la trama e ci ricordano come spesso la bucolica provincia (italiana ma non solo) non sia un paese per santi.
Da leggersi in settimana bianca. ;-)
June 30, 2013
Interesting detective story, with some quite funny observations of Italian society (though the book is in no way humorous), and a plot with a few captivating turns.
Readable, nothing extraordinary. Fun read for idle times.
Readable, nothing extraordinary. Fun read for idle times.
August 29, 2014
Non sono pienamente soddisfatta, giallo scontato e prevedibile. Mi aspettavo di meglio.
Read
March 15, 2016Ben scritto e storia tutto sommato convincente. Chi è il colpevole lo si capisce quasi subito.
November 13, 2016
Non è un giallo molto avvincente.
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