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New Thing

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Brooklyn, primavera 1967. Dopo le morti violente di alcuni musicisti dell'avanguardia jazz, la vox populi afroamericana diffonde la leggenda (o la storia vera?) dell'assassino noto con il nomignolo di "Figlio di Whiteman". Esiste davvero? E se si, è un agente dell'FBI o di qualche altro settore dell'establishment? Quasi quarant'anni dopo, una pletora di personaggi, intervistati non si sa bene da chi, racconta tra mille divagazioni la storia del "Figlio di Whiteman", di una giovane cronista scomparsa nel nulla, del Black Power, nonché del nuovo jazz di Ayler, Shepp e del loro nume tutelare, John Coltrane. Roberto Bui (Wu Ming 1) fa parte fin dall'inizio del collettivo Luther Blisset e poi di Wu Ming. Questo è il suo primo romanzo "solista".

218 pages, ebook

First published January 1, 2004

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About the author

Wu Ming 1

46 books77 followers
Real name: Roberto Bui. Member of the Wu Ming collective.

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Displaying 1 - 30 of 30 reviews
Profile Image for GloriaGloom.
185 reviews1 follower
November 18, 2010
Il rischio nell’affrontare la lettura di un libro di Wu Ming( collettivo o singoli ) è ormai quello dell’acriticità, dell’imparzialità o ancora peggio della banalizzazione, o si è con i beati costruttori di storie oppure beccatevi Baricco. E’ difficile, e forse anche improprio, isolare il prodotto finito da tutti i riferimenti extraletterari che il mondo Wu Ming comporta, ma è proprio qui che il meccanismo si fa perverso, nella ricerca della preminenza del testo si genera la mitologia dell’autore. Verrebbe da parlarne male, invece “New Thing” di WM1 è davvero un bel libro, quasi(e il mio quasi lo spiego dopo) perfetto.
NT ha molto a che fare con la musica, dal titolo, all’ambientazione, ai continui rimandi, ad alcune delle voci narranti, e in particolare con quell’oggetto misterioso che è stato etichettato come “free jazz”. Non si spaventi l’eventuale lettore a digiuno del genere, WM1 è bravissimo nel non appesantire il testo con rimandi specialistici ed esoterici, anzi riesce anche a spiegare in modo molto semplice, tra le righe, nascita, evoluzione e morte dello stesso.
Ma visto che è un testo in cui la musica conta, ho tentato una seconda lettura trasversale e musicale del libro(una lettura sicuramente impropria), che mi ha lasciato soddisfatto a metà( a tre quarti, diciamo).
NT è un testo fortemente strutturato, la sua potenza letteraria è proprio lì, nella struttura. Come il free jazz d’altronde(checché ne pensino ancora gli zombie etnocentrici e un po’ razzisti che appaltano alla musica tonale questa peculiarità). E’ l’esplorazione di un spazio sonoro dove non conta dove si va ma come lo si attraversa: i cambi di registro, la dinamica, la sovrapposizione dei tempi e delle linee melodiche, l’uso totale dello strumento, è il momento estetico(ed estatico) più alto in cui una una comunità rapporta la propria memoria(culturale e musicale) con il presente.
Nel FJ il tema non conta, non ha alcuna importanza, è un frammento sonoro come tanti all’interno di un’esecuzione. Ci sono molte voci che vanno e vengono, nessuna prende il sopravvento. Così in NT ci sono molte voci che si sovrappongono(non parlerei di coralità), a volte si perdono nel particolare, altre volte ricercano il filo della storia, lo attraversano, scattano in avanti, tornano indietro, utilizzano registri alti e gravi. E in questo WM1, in modo voluto o meno(ma per questa mia lettura non ha importanza) è un grande improvvisatore, è un piacere starlo a sentire; ma all'improvviso, verso la fine del libro(chi lo ha letto capisce dove, agli altri non posso dirlo per non rovinare la lettura) una di queste storie prende il sopravvento, esce dalla struttura e si fa narrazione, anzi narrativa. Avviene una sorta di normalizzazione del testo. Di più, alcune voci agiscono insieme, c’è un unsisono( e qui direi che c’è uno scivolone boppistico) e i fantasmi, le memorie, le voci, diventano personaggi letterari, la Storia diventa storia, il tema, che il free jazz aveva dissezionato, denudato e mandato in pensione ritorna a invadere lo spazio sonoro. Potrebbe essere simbolico , ma in questo caso il mandante( e non sto ovviamente a dire chi è) appare spuntato, inoffensivo.
Altra linea di attraversamento musicale è il monologo registrato di Coltrane, dei suoi ultimi giorni di vita. E’ duro, è preciso , è bello. Narrativamente. A una lettura musicale appare invece lirico, caldo, con un timbro perfettamente portato. Troppo.
Ma ripeto, il libro è bello, e questa mia lettura è solo una speculazione, una spigolatura magari impropria. Mi sento come Peter Kolosimo quando sfancula Darwin e vuole farci nascere da una copula aliena.
Profile Image for Corinna.
200 reviews
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May 11, 2020
All That Jazz

Venerdì sera a New York è saette di luce da un locale all'altro, traiettorie abituali, musiche si accalcano, artisti contendono l’attenzione, i musical di Broadway, pop, jazz, folk, R&B, latin, taxi pieni e taxi vuoti, persone spinte in mezzo all'agorà da nuove ondate, o cacciate nelle nicchie da rinculi del tempo. Venerdì sera a New York è affrontare la metro tirati e profumati, è l’unico immenso marciapiede su cui camminare diretti verso i cinema, i teatri, la cena di mezzanotte o una pizza, un hot-dog, un qualcosa prima dei quattro salti. New York, meta di pellegrinaggio laico di tutta l’East Coast, nuova Santiago de Compostela, Lourdes della chiesa dell’elettricità.
Profile Image for ferrigno.
554 reviews111 followers
September 27, 2012
Ideologico

La tecnica narrativa è interessante, il narratore è (ma più che altro sembra) completamente assente e la storia è raccontata attraverso i personaggi, che sembra rispondano a domande di un intervistatore.
Il mondo raccontato è molto suggestivo e la storia è una di quelle che *va* raccontata.
Però, se è vero che il narratore è *formalmente* assente, non lo è di fatto. Il suo credo politico dell'autore fa capolino in tutti i personaggi, con esiti assurdi e ridicoli. Il cialtrone che commette gli omicidi è l'apice assoluto di paradosso, l'effetto è uguale a quello che farebbe un Malavoglia che infilzando un'aragosta dicesse "t'ho ucciso, sporca comunista!"
Profile Image for Alessandro.
6 reviews2 followers
March 31, 2014
Da: http://sax-appeal.blogspot.it/2014/03...

Ho letto "New Thing" animato da vaghi pregiudizi (tipo "Sarà una palla allucinante"). Sono stato felicemente smentito. "New thing" è un giallo grazioso il cui impianto idelologico è giustificato dall'ambientazione (la New York degli anni '60). Anche se non riesco a perdonare a quel personaggio che parla sprezzantemente di Stan Getz (cosa che credo nessun sassofonista abbia mai fatto, e pour cause), anche la parte del libro che riguarda la musica è informata (anche troppo, come dirò). Lo stile è debitore del New Journalism, con una spruzzata di gonzo e (IMHO) James Ellroy. Il tutto funziona piuttosto bene, nonostante un ricorrente tick accademico che emerge occasionalmente sotto forma di pedanti quasi-note-a-piè-di-pagina (come la digressione sul signifyin' nel bel mezzo di un supposto articolo giornalistico su un omicidio a Brooklyn).

La storia si sviluppa in maniera appassionante, nonostante alcuni appesantimenti (ad esempio, una trenodia recitata in prima persona dal morente John Coltrane che io ho trovato posticcia) e altre inspiegabili omissioni (ad esempio, ci si aspetta ad ogni momento che compaiano la figura tragica Albert Ayler: e invece no). Ci si dimentica persino che, insomma, il fatto che tutta questa blackness che neanche Amiri Baraka, esca da una penna bolognese, è credibile fino a Martedì.

E si continua così fin quasi alle - dolenti - note finali.

Raccontare storie (thriller o no) è un po' come volare: se atterri male, rovini tutto il volo. (Anche nel jazz è così: se suoni bene l'inizio e la fine, in mezzo puoi fare cosa vuoi - o quasi). Sono quasi sicuro che per l'autore di "New Thing", "ideologico" è un complimento e non una critica. Ma l'ideologia è una di quelle spezie da usare col bilancino, esageri un po' e ti ritrovi sbalestrato nei fittizi atti di un convegno pubblicati degli Editori Riuniti nel 1973 ("Cibernetica, una scienza borghese").

Così capita a questa storia, dove l'impianto ideologico e l'accademismo latente cristallizzano improvvisamente in un denouement quasi farsesco, dove si ha l'impressione di incontrare un Goldfinger fascista che abbia studiato troppa musicologia: "Si chiederà come abbia fatto a scoprirla, Bond. Sono state le settime diminuite della sua versione di 'Black Bottom Stomp' a farmi sospettare di lei." "Ingegnoso, Goldfinger, l'avevo sottovalutata. Ma non erano settime diminuite, erano settime napoletane" "Dannato figlio della perfida albione! Ma non riderà tanto fra due ore..." etc.

Un po' è anche colpa del fatto che, avendo messo tanta carne al fuoco in poche pagine, l'autore pare attanagliato dalla fretta di chiudere e anche questo non aiuto. Peccato, perché così "New Thing" prende 6+ e poteva essere un 8.
Profile Image for Luciano Zorzetto.
51 reviews1 follower
July 29, 2011
A series of homicides strikes the New York city of the late John Coltrane, Black Power, racial conspiracy theories.
It's a book full of free jazz atmospheres and written sometimes like a jazz solo, sometimes like a journalist-detective's notepad. The facts are seen through fragments of interviews of musicians, friends of the victims, other journalists.
Short and lively, capable of turning a couple of 3-hour train trips into an intense immersion into the restless America of the late 60s.
It's in Italian, but it almost seems written with an English translation in mind, so many are the slang words and very... American images evoked in it.
36 reviews
June 13, 2013
Absolutely fantastic. Or at least my kind of book - great story that keeps you reading; full of suspense and interesting, believable characters; thoughtful and provocative without being pedantic. The Wu Ming gang (who also wrote the amazing Q under the name of Luther Blissett) deal with important issues, in this case racism, and really help us question the world we live in but in a really enjoyable way.

I read it in Italian, so don't know what the English translation is like, but it's definitely worth a try. If you want to try before you buy (or even read without buying) I think this and their other books are available for download www.wumingfoundation.com
Profile Image for Mario Incandenza.
93 reviews7 followers
March 27, 2014
Libro scritto solo da Wu Ming 1, liro che narra le vicende chre ruotano attorno al mondo del Jazz americano anni pre 68, vicende che vedono la scomparsa di Sonia Langmut. Anni carichi di razzismo in cui muoinono misteriosamente svariati jazzisti afroamericani.

Non mi �� piaciuto, il primo buco nell' acqua dell'arte Wu Ming. Non decolla mai, la storia rimane confusionaria mi �� sembrato che l'autore volesse pi�� mettere in mostra la su cultura jazz la sua passione per Coltrane, piuttosto che costruire una storia avvincente e/o di denuncia al diffuso razzismo americano dell'epoca.

Profile Image for Elena.
46 reviews2 followers
March 30, 2022
Peccato averlo trovato molto confusionario. Una rilettura futura senz'altro lo renderà più lineare :)
Profile Image for Laura Testoni.
77 reviews18 followers
Read
July 15, 2013

"Le Pantere ascoltano la nostra musica. Siamo tutti una cosa sola. La Cosa nuova" (p. 17)

Un oggetto narrativo piuttosto intrigante New Thing, libro di uno degli autori del collettivo letterario Wu Ming, cioè Wu Ming 1, alias Gianni Bui.

Intriga nella forma: non c'è un "io" narrante ma piuttosto un coro di interventi, di prese di parola, ritagli di giornale, dove ognuno racconta un pezzo di storia, con i suoi stilemi linguistici (o il suo flusso di coscienza).

L'ambiente: siamo nella Brooklin degli anni 60, e il libro racconta due storie: l'affermarsi della New thing, la "nuova cosa", il free jazz nero degli anni 60, "selvaggio e anarchico" di John Coltrane, non orecchiabile e canticchiabile come il jazz cool "bianco", o come lo swing di Goodman.

L'altra storia è l'affermarsi del Black power, il movimento politicizzato per i diritti civili delle comunità nere americane capace di dare dignità ma soprattutto identità culturale, orgoglio e consapevolezza ai neri americani delle grandi metropoli (la "Diaspora africana").

Il plot invece, che ha il compito di mettere in fila queste suggestioni, stenta un po a decollare: è la storia di un assassino seriale di musicisti neri e di una giovane giornalista di sinistra d'assalto, Sonia Lagmut, che segue le tracce del misterioso assassino armata di un registratore (espediente narrativo: alcune parti del libro sono la sbobinatura dei nastri).

Ma e' proprio quando Sonia Lagmut trova l'assassino che si accende una delle parti piu'appassionanti del libro: un dibattito serrato, del tutto inconsueto (e anche un po improbabile), dove l'armonia perfetta e la bellezza comprensibile della musica di Duke Ellington, "vitalista e fascista" viene ideologicamente ed artisticamente contrapposta al free jazz anarchico e selvaggio. In realtà New Thing è un romanzo a tesi, un pretesto per scrivere di musica.

Altre parti interessanti, che valgono la lettura del libro:
- La descrizione del sistema solidaristico del BPP (un vero welfare parallelo), in cui tutte le famiglie nere povere ottengono un sostegno auto-organizzato, capillare dignitoso e incredibilmente efficiente (Barack Obama eredita qualcosa da quel modello...?)
- L'inchiesta "antropologica" di Sonia Lagmut sui "dozens" cioe' le filastrocche dei ragazzini neri di strada, gli scambi rituali di insulti che fanno parte di gare di abilita'verbale che consistono nell'inventare forbite scurrilità sulla madre dell'avversario. L'autore non lo dice, ma queste pagine non possono non evocare la genesi del Rap.

Insomma per chi come me sa poco di musica nera e free jazz questo è un libro colto, una buona introduzione, che mette voglia di leggere libri sul BPP, ma soprattutto di ascoltare i dischi di Coltrane, e molto altro.

Chi invece cerca "la storia", la geometrica potenza del plot (come in Q, ad esempio), rimarra' senz'altro deluso.

Infine, un bel po di chiavi del romanzo (dal punto di vista del metodo, ad esempio) sono raccontate nei "titoli di coda" (una specie di postfazione). Esse non riguardano la trama, quindi si possono leggere all'inizio del libro, anzi, sono un ottimo viatico per iniziare la lettura.

Da leggere con la graphic novel Coltrane, di Paolo Parisi:
http://www.anobii.com/books/Coltrane/...
e, ovviamente, ascoltando un buon po' di free jazz (una edizione di questo libro e' corredata di cd-rom, in ossequio alle metodiche transmediali proprie dei Wu Ming)
Profile Image for Irene.
146 reviews36 followers
October 13, 2012
Tre stelle e mezzo, ma arrotondate a tre perché, dopotutto, qualcosa nel finale della vicenda non mi è andata proprio a genio.

L'autore ha scritto in un modo brillante... Leggendo altre recensioni mi sono trovata d'accordo sul fatto che WM1 ha scritto il romanzo come un jazz: ci sono più punti di vista che si rincorrono, si associano, si dividono, discordano proprio come la musica di Coltrane e Davis e Ellington, per citare i più conosciuti - che poi sono quelli che ascolto di più.
Come sempre, il lavoro che c'è dietro questo romanzo è abissale e vale da solo cinque stelle, ma proprio alla conclusione della vicenda ho sentito una stonatura, un qualcosa che davvero non c'entrava nulla, una forzatura, una stecca... Qualcosa - che non spoilero - che mi ha lasciato insoddisfatta, come se fosse una cosa troppo semplice, nella sua astrusità, come se alla fine tutto si basasse su una dicotomia netta (per quanto io sia convinta che quelli là siano sempre troppo idioti con le loro idee di perfezione e ordine e blablabla), anche se poi il finale in realtà viene lasciato più aperto che chiuso.

Apprezzato più per lo stile e per le parentesi di storia sui movimenti neri, adorato per la visione del jazz che offre, ma la conclusione non mi ha entusiasmato.
Profile Image for H.d..
91 reviews15 followers
February 16, 2013
Ficção polifônica, onde uma série de assassinatos de jovens músicos negros de Free Jazz são o plot, com toda tensão política, riqueza cultura e vertigem social dos anos 1960 nos EUA. Livro pra ler de uma sentada só :)
A escrita do Wu Ming 1 é toda baseada em copy & paste de varias fontes, referencias, ideias, diálogos, o coletivo por si só como representante da literatura contemporânea, do Copyleft e do reconhecimento do envelhecimento das práticas de copyright, já é motivo fundamental para ser conhecido, gente que não teme escrever que é contra o copyright que sistematicamente barra o acesso à informações realmente relevantes para construção do conhecimento libertador às multidões.
De quebra tudo isso e o livro é um romance policial de primeira.
Profile Image for Pepe.
94 reviews3 followers
September 30, 2014
Il voto è gonfiato leggermente, un mezzo punto in più. Infatti ho trovato interessante la costruzione del libro, a più voci (polifonico) ciascuna delle quali porta avanti la propria storia (e in tal senso politematico), mai tuttavia confuso, anche se così a una lettura superficiale e distratta potrebbe sembrare - come ben si addice a uno scritto che tratti della new things e delle lotte degli afroamericani negli anni '60. Un po' meno convincente la Storia che pian piano emerge dalle voci e attorno a cui ruotano le singole storie. Forse un po' troppa fretta di finire.
Profile Image for Samanta T.
2 reviews
November 16, 2014
I have to admit it: I love the subject, I love jazz and I'm much too interested in 20th century U.S. history not to love this book. But even if you are not like me, you'll love the book. The vibrant, choral telling of the story immerses you in the atmosphere of the Brooklyn avant-garde jazz scene and of the black protest in the Sixties, while you gradually pick up the clues that will lead you to a possible solution of the murders committed by the so-called "Whiteman's son". And don't hold it against the author if you'll have to flip back through the pages and try to pick up some loose ends...
Profile Image for SurferRosa.
110 reviews33 followers
March 25, 2016
Bellissimo. Il lavoro di limatura di Wu Ming 1 sulla lingua e il ritmo è in questo caso perfetto. Le tante "voci" che si intrecciano nel romanzo formano una struttura ed un amalgama che è come quella del free jazz, con una base ritmica, le variazioni, gli assoli, le improvvisazioni. Questa è la grande forza del libro.
Profile Image for Old Man Aries.
575 reviews34 followers
ebooks-queue
December 28, 2014
Marco, stanco della "civiltà", si reca sull'Appennino e va a vivere in una grotta. Peccato che, per vivere il proprio sogno troglodita, abbia scelto il posto sbagliato. Ben presto, si ritroverà coinvolto in una complicata storia di crimine organizzato, combattimenti tra cani e incredibili scontri tra "ecoterroristi" e bracconieri.
Profile Image for Giorgio Comel.
222 reviews1 follower
June 17, 2025
"Bisogna che i tuoi occhi si rendano simili all'oggetto da vedere, e gli siano pari, perché solo così potranno fermarsi a contemplarlo. Mai un occhio vedrà il Sole senza essere divenuto simile al Sole, né un'anima contemplerà la bellezza senza essere divenuta bella. Che ciascun essere divenga simile a Dio e bello, se vuol contemplare Dio e la bellezza".

Plotino
24 reviews
August 17, 2013
Nota bene: il mio giudizio è limitato.
Ho abbandonato la lettura dopo poche pagine, stufo dello stile narrativo troppo spezzettato tra varie voci. Non riuscivo a prendere il ritmo.
Quindi confermo che non mi è piaciuto, ma sottolineo che il giudizio non è sostenuto da una lettura completa.
Profile Image for pierpaolo.
134 reviews
January 28, 2014
I romanzi di Wu Ming sono mille volte meglio di un libro di storia (ammesso e non concesso che si studino queste vicende a scuola). Bello lo stile dall'inizio fino ai titoli di coda.
Profile Image for Biel.
33 reviews11 followers
July 15, 2015
Crec que s'ha convertit en un dels meus llibre favorits.
Profile Image for Irene.
112 reviews9 followers
August 17, 2019
Un romanzo scritto come un jazz, che parla di jazz e di misteri, di omicidi e assassini, ma anche di New York e di musica. Mi ha aperto gli occhi su un mondo che non conoscevo, anche se non è stata una lettura super scorrevole; è un libro da leggere con la testa, non solo con il cuore.

Sicuramente mi ha messo voglia di leggere altri Wu Ming (singoli o collettivi), in più la moltitudine di lingue e dialetti che si incrociavano è sempre un plus per me.
Profile Image for Franco Vite.
218 reviews17 followers
April 23, 2019
Splendido libro per chi ama la musica, in generale; per chi ama il jazz, in particolare, ed è magari curioso verso quel fenomeno eccezionale, rivoluzionario, tellurico, che venne chiamato "New Thing", cioè il Free Jazz
Profile Image for Mariasilvia Santi.
126 reviews
February 9, 2025
Alla base c'è quell'agilità affabulatoria che mi conquista sempre dei Wu Ming (collettivo o singoli), ma stavolta ho sofferto il tono un po' da giornalismo gonzo e qualche paragrafo irrigidito dal didascalismo.
Profile Image for ocrameliti.
2 reviews
July 7, 2022
Noi eravamo la «cosa nuova», tuttavia non eravamo il futuro ma la volontà di non perdere il presente.
Profile Image for Gizmopapi.
3 reviews
May 6, 2024
Increible, de principio a fin. Una brisa fresca a la narrativa comun y una historia simple pero cautivante, infusionada de jazz, movimientos sociales y política.
Profile Image for Luca Speciotti.
Author 3 books5 followers
December 15, 2016
Sono bolognese ma i Wu Ming ahimè non mi convincono del tutto. I loro romanzi sono frutto di un’accurata documentazione, supportata da un sostegno ideologico e con una trama e dei personaggi che sono una conseguenza a tali premesse. Questo romanzo è diverso. E' scritto meglio e alcune pagine sono toccanti, tipo quelle dedicate a un Coltrane malato e onnipresente, come se stesse soprassedendo agli eventi. La materia è di mio interesse, non per niente si intitola “New Thing”, cioè il nome con cui fu battezzato il free jazz, una musica sperimentale nata negli Usa negli anni sessanta, a conseguenza delle rivendicazioni razziali. Il romanzo si svolge in un clima di ribellione e di violenza, ma più che un romanzo è un omaggio a un'epoca e a New York, forte di un’ambientazione appassionata che si avvale di personaggi iconici come Malcom X, Martin Luther King, Stokely Carmichael, Albert Ayler e il sopracitato Coltrane. La narrazione è sospinta da monologhi di personaggi veri o inventati, ma compressa da troppi riferimenti e dispersa su più fronti, non scorre e la lettura si fa ripetitiva. Nel finale i nodi sembrano sciogliersi, ma il libro è già finito. La storia è ispirata alla scomparsa di Albert Ayler, alfiere del free jazz, trovato cadavere nel fiume Hudson in circostanze misteriose. Purtroppo senza una storia definita non c'è un vero e proprio sviluppo e il romanzo non decolla, se non appunto nel finale. Peccato perché a differenza di altri romanzi dei Wu Ming, l’asticella mi sembrava fosse posta a livelli più alti e uno narrazione più chiara avrebbe potuto produrre dei risultati eccellenti. Il livello artistico e poetico di certe pagine è però notevole.
Profile Image for Marta Martirios.
4 reviews
August 18, 2023
De New thing puede que sea el mejor libro que he leído en lo que llevamos de año. Este no es un thriller cualquiera, puesto que Wu Ming 1 consigue desafiar los límites y los estándares establecidos en torno a este género literario.
A través de entrevistas, artículos de periódico, grabaciones de audio, memorias, cartas y las voces que se superponen en esta narrativa colectiva, el autor consigue envolvernos conforme vamos avanzando a través de su lectura.
Las luchas por los derechos civiles de los años 60, junto con el nacimiento del Free Jazz y su estrecha e indisoluble vinculación al campo social y político, se convertirán en el escenario perfecto para los crímenes del protagonista.
Bajo esta trama detectivesca con perspectiva de clase en la que se desarrolla esta enigmática y cautivadora historia, Wu Ming 1 rinde homenaje a la esencia característica del Free Jazz. Deleitándonos con un extenso conocimiento sobre la música afroamericana e impregnando su narrativa de analogías que recuerdan a aquello que Coleman trató de hacer con su música, dejar a un lado la armonía y la técnica para poner en el centro lo que realmente importaba: el sentimiento y la autenticidad de expresión.
Profile Image for Peus de Moix.
13 reviews5 followers
January 9, 2021
Feia temps que em cridava la literatura dels Wu Ming, però no sabia per quina de les seves moltes obres decantar-me. Finalment, va ser una llibretera la que em va recomenar aquesta història on Nova York, el Jazz i el Black Power es converteixen en uns ingredients del tot interessants. Un recorregut pels baixos fons de la Nova York del 67, el panorama jazzístic i la comunitat negra afroamericana amb els extranys assassinats d'alguns dels músics més influents del moment com a fil conductor de l'obra. "New Thing" és un experiment literari en forma de barricada, camuflada a mode de novel·la detectivesca, on es posen sobre la taula temes tan capitals com la lluita antiracista i antifeixista o la mobilització de la societat civil com a eines socials transformadores, capaces de posar en alerta des del White Power més reaccionari fins a l'establishment polític nord-americà. Tot embolicat amb una narrativa fresca i lleugera, que enganxa i que t'atrapa des de les primeres pàgines fins el final.
Profile Image for Nonethousand Oberrhein.
733 reviews32 followers
June 20, 2018
Musica libera per uomini liberi
Che cos'è questo libro? Un pezzo di storia moderna, romanzata come un giallo, strutturato come un’intervista multipla? Una jam-session dove gli strumenti musicali sono sostituiti da strumenti narrativi? Un altro capitolo “wuminghiano” sulla storia universale delle battaglie perse per la libertà e i diritti umani? La risposta è sì. A tutte le ipotesi. La narrazione investigativa, volutamente frammentata e dinamica, diventa vettore per una storia del free jazz associato alla storia dei movimenti per i diritti civili degli afroamericani, riuscendo ad offrire, nel limitato numero di pagine del libro, uno spaccato interessante e non banale del periodo. Da leggere con lo stereo acceso.
Profile Image for Usagi.
260 reviews7 followers
October 17, 2017
Mi relación con los Wu Ming ha tenido sus altibajos. Me conquistaron con "Q", cuando aún se llamaban Luther Blisset, pero con "54" y "Esta revolución no tiene nombre" se enfriaron mis expectativas lo suficiente como para pensar que la pasión se había perdido entre nosotros. Mi amigo Guillermo, que es muy sabio, se encargó de darme una colleja y me regaló un par (este New thing y otro que aún aguarda su turno) que creía que me gustarían.
No se equivocaba.
New thing es la historia oral de la investigación extrapolicial de unos asesinatos en serie en medio de los albores del poder negro en Estados Unidos a ritmo de free jazz.
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