Bello perché completo, scritto in modo imparziale ma con tanta ironia. Però va letto a piccole dosi, se no ti vien voglia di scaraventar una lastra di marmo in testa a qualcuno :)
D'improvviso l'italiano si rendeva conto impietosamente che il politico medio, della sua posizione, si approfitta volentieri. Cioè si rende conto leggendolo nero su bianco che il politico medio italiano è in linea con l'italiano medio tout court: ossia, prima di ogni cosa, individualista.
Se può, arraffa e sistema la famiglia (in linea generale).
Non era questo però che doveva focalizzare la nostra attenzione, e per questo la pur lodevole inziativa di Rizzo & Stella - ovvero lo scoperchiamento dei vizi e dei privilegi insopportabili della casta politica, una delle tante caste che attanagliano immobilizzandolo questo paese a dire il vero - ha sviato l'attenzione di noi tutti dalla vera, irredimibile, ingiustificabile tara dei nostri politici.
Non è che solo l'italico politico approfitti della propria situazione di potere: lo fanno tutti, in tutti i paesi del mondo. La cosa che distingue la nostra classe politica è l'impreparazione. L'ignoranza. Il pressapochismo. L'incapacità di fare il mestiere del politico.
Questo è il dramma. Abbiamo avuto la peggior classe militare del mondo sviluppato (e si sono visti i risultati nelle varie guerricciole in cui l'Italia si è cimentata) e, al pari, abbiamo una delle peggiori classi politiche occidentali. Forse anni fa era meglio e i politici avevano spessore maggiore; la casta militare è invece sempre stata coerente nella sua meschina mediocrità e autoreferenzialità.
Il quadro odierno è però spaventoso. Negli ultimi 20 anni abbiamo visto all'opera legioni di pagliacci di ogni colore.
Non ho chissà quale stima degli italiani in generale, ma non credo ci meritassimo questo sfacelo.
Come Kavafis, aspettiamo i barbari. Non i migranti, beninteso, con tutta la pietà umana del mondo di loro non abbiamo nessunissimo bisogno. Gli unni, i visigoti, i longobardi, gli avari e i magiari. Loro aspettiamo, che nel caos tutto si rigeneri.
Deprimente, in modo totale. Perchè le cose riportate nel libro sono già state scritte dai due autori (e dagli altri giornalisti citati) da almeno 5 anni. E non è successo nulla. Nessuna inchiesta, nessun provvedimento. La Casta, con il nostro cieco disinteressa, ha continuato a mungere e ad ingrassare. Esce il libro, tutti lo comprano, tutti si adontano (Ladri, schifosi, etc.) e non cambia nulla. A parte la citazione sociale, il libro è ben scritto e circostanziato, e mi piacciono da matti i piccolissimi incisi che Stella si concede citando qua e là libri, opere, fatti di costume.
Ho letto LA CASTA con 7 anni di ritardo, ma l'attualità del libro è impressionante: anzi, le cose sono perfino peggiorate... Bravissimi gli autori, sarcastici e sintetici: la lettura, nonostante gli argomenti pesanti, è davvero scorrevole. Voto: 9,5/10.
Cosa dire su questo libro che non sia già stato detto? Forse che alimenta il senso di impotenza e la voglia di ribellione, ma con la triste, amara consapevolezza che "tanto la casta non si tocca..."
Una lettura che ogni Italiano dovrebbe farsi. Ma probabilmente è vero che tanto i politici sono lo specchio di una nazione e che quindi non cambierebbe molto
Lasciato a metà tra noia e schifo, ripreso e terminato tra schifo e rassegnazione. Resta la convinzione che 'amministrare' è un'altra cosa e che la 'politica' non c'entra ormai nulla, resta il rammarico di aver permesso alla feccia tra noi di prendere le redini del sistema, e di lasciare che lo conduca alla fine quasi senza resistenza. Per pigrizia, distrazione, ingenuità, codardia.
Sicuramente ho sbagliato ad aspettare così tanto tempo prima di decidermi a leggere questo libro: il titolo avrebbe dovuto essere consumato subito, a caldo; certo i nomi e gli avvenimenti che vengono citati non sono così remoti da essere incomprensibili, ma con pari certezza la memoria dei fatti non è così fresca e molti riferimenti mi sono risultati un po' meno chiari di quanto probabilmente non sarebbe stato a suo tempo. Il tono e l'impianto sono quelli del reportage, che gli autori hanno corredato di dati precisissimi. Questo è al contempo un pregio (per l'accuratezza e l'affidabilità) e un difetto (per quanto concerne la pesantezza della lettura). Ammetto di aver avuto la tentazione di saltare parecchi paragrafi nei quali, in fondo, non si faceva che accumulare informazioni su informazioni che andavano nella stessa identica direzione. La tendenza all'accumulo dei casi esemplari dei malcostumi della politica è senz'altro stato uno dei punti di forza dell'opera e, di nuovo, capisco che il senso ultimo del lavoro fosse quello di documentare, cosa che fa più che bene. Su questo altare viene però sacrificato il gusto della lettura in sé, che forse avrebbe potuto essere comunque salvato.
No surprise that "casta" (caste) has been voted as the Word of 2007 in Italy according to many polls.
In fact public opinion has debated this book a lot during the last year. Turning on the radio, switching on the tv, opening a newspaper or a magazine "la casta" was everywhere. A kind of mediatic indigestion which could have positive effects suggesting the demolition from its basement of a corrupted reality.
Unfortunately, as it always happens here, Italians decided to turn their attention to other fundamental arguments. Carla Bruni's liasion with Nicholas Sarkozy, for example. Gossip is the new pornography, quoting "Manhattan".
Indeed, Gian Antonio Stella's book tells nothing new to an Italian audience: do you want to have a very good earn and a brilliant career? Throw away your bachelor degree or your pHD, leave your job, give up your honesty and your morality. Become a politician! Once you'll be elected in Parliament or even in the smallest town council your future is done. The rule is pretty simple: in Italy every single politician is another Pope: he will stand in his/her place, enjoing his/her privileges until death comes. He/She will never have to work again, sweating for a wage.
"La Casta" shows in which way politics has polluted Italian everyday's life sucking blood to the nation instead of doing the opposite thing as it should do. And yet, having interviewed Stella years ago for my radio and appreciating most of his articles I'm sure he could do a better and more accurate work.
Leggere 'La casta' ad anni di distanza dalla sua uscita fa uno strano effetto perché oggi viviamo i risultati dell'ondata di antipolitica che prese origine da questo libro. Leggendolo l'indignazione c'è tutta, ma anche l'amaro in bocca di come la lotta a questi sprechi abbia preso una piega semplicemente populista e soprattutto come abbia sostituito in toto la soluzione a tutti gli altri problemi, ben più gravi, che affliggono il paese. L'esempio lampante è la riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari come unica questione da sistemare di una costituzione che viene considerata 'la più bella del mondo', una costituzione che c'ha regalato 50 governi in 50 anni di prima repubblica, tanto per dirne una. Benaltrismo a parte, quello che andrebbe risolto non sono semplicemente gli sprechi ma la cultura stessa che sta alla base degli sprechi: uno stato sempre più onnipresente nell'economia e nella vita civile del paese, poltrone e strapuntini per tutti, sussidi e bonus. Tutte politiche che non vengono minimamente toccate dall'antipolitica inquisitoria e moralizzante che è nata ed è stata sostenuta dall'enorme successo avuto da questo libro quando uscì. In Italia anche le cose buone prendono una piega sbagliata.
Taluni presi di mira da questo libro, hanno provato a ignorarlo, o a coprirlo di rumore bianco; � tardi. Altri dicono che non � l'inchiesta migliore n� la prima, e forse � vero, ma il successo ha bisogno anche di un pubblico, e oggi evidentemente per il pubblico � l'ora. Non contiene nulla di particolare anzi - per un nobiluomo qual sono - � roba di tutti i giorni. Intendo del come e qualmente la servit� - emissaria del maggiordomo fedifrago e del fattore malversatore, si stia mangiando le provviste, vendendo l'argenteria, nasconda e carpisca i frutti della terra e continuando a piangere miseria, pretenda pure di comandare per fare andar meglio le cose... Il trisnonno, il Principe avrebbe fatto impiccare i capi e trasferire - venduti come schiavi - nelle colonie oltremare i gregari, io posso solo adocchiare che non mettano pure le mani nella pinacoteca e in biblioteca. Non credo che avranno il coraggio: sono talmente bruti, che se li scorgessi sarebbe una accusa implicita. In una pinacoteca possono fare solo la parte del ladro. Link al Corriere: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Ed... (il libro fu letto fresco d'edizione, ricompare ora per sostituire una scheda doppia che anobii canceller�)
Ogni considerazione tacciata di qualunquismo si riempie così di contenuto. Amaramente documentato. I "tanto sono tutti uguali" e "loro vivono come re mentre noi non si giunge a fine mese"...appaiono tangibili tristi verità. Stella conduce una inchiesta giornalistica interessante ma dolorosa. La narrazione è fluida ma non puo' esserlo la lettura. Si sfoglia l'ultima pagina come interrompedo, finalmente, un sottile dolore durato troppo a lungo. Ci si ritrova un po' più consapevoli e molto più arrabbiati. E non per quanto letto..no...certe cose le si sapeva già..anche se senza numeri alla mano. Più incazzati perchè se solo questo libro ha visto diciotto ristampe..e dunque migliaia di italiani lo hanno letto...Come puo' essere che tutti restino inermi e in rassegnato silenzio?
Leggendo questo libro mi sono saltate all'occhio due ovvie considerazioni: 1) l'Italia può sperare di salvarsi dal baratro solo in caso di annessione da parte di Francia, Svizzera, Austria o Vaticano, sempre che i rispettivi governi abbiano voglia di farsi carico del debito; 2) quando il Belpaese sarà stato prosciugato una volta per tutte dalla casta, andranno finalmente in rovina anche questi maledetti parassiti.
Francamente mi apsettavo di più: più sistematicità (invece mi sembra che gli autori saltabecchino di argomento in argomento), più dati e soprattutto meno compiacimento nell'esposizione, sembra tutto scritto all'insegna del sensazionalismo (ma va detto che le storture descritte sono in effetti sensazionali...).
La politica italiana, quella vera, sporca. Analisi dura e cruda della politica italiana e dei suoi politicanti. Stella e Rizzo non salvano (quasi) nessuno e mettono a nudo il sistema che dovrebbe reggere l'Italia ma che in realtà regge solo se stesso. Non proprio scorrevole, a volte per addetti al settore, ma molto interessante.
molto bravi ad impressionare il lettore superficiale inanellando numeri. Purtroppo, appeno ho cominciato e verificare, mi sono accorto che hanno il vizio di sommare capre con cavoli... Categoria: 'numerologia'.
Quello piu particolare di questo libro e che gia 8 anni della sua publicazione niente di quello che e scritto e migliorato o riparato! Viene voglia di mandargli una copia a ogni politico perche ormai non e solo in Italia dove i politici sono corroti
Rizzo scrive come se avesse individuato tutti i meli del sistema politico Italiano, spesso però senza spiegarne l'esistenza, anche di ciò che di male non è. Ha tutta l'aria di essere un classico libro da consigliare ad elettori del M5S.