Completo. Ecco cosa mi viene da pensare. In 300 pagine racconta nei minimi dettagli necessari - politici, economici, sociali, strutturali, amministrativi - l'operato di quella "Piovra" che fu il Ministero della Sicurezza (Stasi) della Germania dell'Est. A un certo punto, si ha la bizzarra impressione di essere finiti in una fittizia spy story che tanto fittizia non è. E' tutto vero.
Dalla nascita della Stasi, nel 1950, fino alla sua dissoluzione. Lo spionaggio dell'HVA, il controspionaggio, le rivolte popolari, la rivoluzione, i metodi di "decomposizione", la psicologia della paranoia, le ingiustizie, le strutture organizzative e amministrative. E, poi, tanti esempi di perseguitati e persecutori, come il calciatore Lutz Eigendorf, o il famoso consigliere di partito tedesco-occidentale Günter Guillaume. Una costellazione di esempi per spiegare la paranoia di un sistema assurdo, invadente e, spesso, disumano, ritenuto il continuatore della Gestapo nazista agli ordini di un partito che del nazismo aveva ereditato tante misure ideologicamente repressive e indottrinanti.
Ciò che stona, tuttavia, è lo stile giornalistico che sfocia spesso nello stupefacente, nei colpi di scena, nella spettacolarità. Ma è un piccolo difettuccio.