"Notte" è un dramma in 4 atti scritto da Gertrud Kolmar a Berlino nel 1938, alla vigilia quindi della IIª guerra mondiale. Ebrea, costretta dalle persecuzioni naziste alla vendita coatta della sua casa, poi, per circa due anni, ai lavori forzati in una fabbrica di materiale bellico, infine eliminata nel 1943 ad Auschwitz, aveva inviato "Notte" alla sorella Ilde maritata Wenzel, rifugiata a Zurigo, nella speranza che volesse conservarlo. Ilde ebbe cura del manoscritto, ma non trovò o forse neppure cercò un editore che volesse pubblicarlo.
Quando l'Essedue Edizioni decise di interessarsene Ilde Wenzel era ormai defunta e della sorte di "Notte" non si avevano più notizie precise. Si ipotizzava che la conservasse sua figlia e unica erede Sabine Wenzel, ma la Essedue non sapeva come nè dove rintracciarla. Le ricerche, che furono lunghe e laboriose, approdarono infine a un piccolo villaggio a nome Paraty sul Tropico del Capricorno lungo la costa atlantica del Brasile. La berlinese Sabine Wenzel, unica superstite con un cugino della strage della sua numerosa famiglia viveva e vive tuttora a Paraty in una piccola casa bianca con le persiane azzurre. L'Essedue ha potuto acquistare il manoscritto che ha pubblicato in tedesco con la traduzione italiana a fronte. Il testo è stato giudicato di alto valore poetico, ha avuto un vasto consenso di lettori e nel febbraio del 2000 è approdato in prima assoluta mondiale allo Schauspielhaus di Düsseldorf uno dei più importanti teatri sperimentali in Germania, restandovi fino a giugno, un vero successo dunque.
"Notte" racconta di Tiberio, il figlio adottivo di Augusto non ancora imperatore che, stanco delle congiure ordite contro di lui da altri aspiranti al potere imperiale, si era rifugiato in volontario esilio nell'isola di Rodi. Qui era stato attratto dai riti di divinità barbariche, comprendenti dei sacrifici umani. La curiosità laica del patrizio romano tentato però da molte domande sul suo destino, l'incontro con una giovane ebrea, povera e innamorata di lui, le pericolose trame di un prete devoto alla dea mesopotamica Ishtar, l'arrivo a Rodi della madre di Tiberio, la potentissima Livia, con le notizie da Roma e la luna splendente sui paurosi strapiombi dell'isola, questi sono lo scenario e i temi su cui si articolano le vicende di "Notte" il cui sottotitolo suona: Drammatica leggenda sulla notte di Tiberio.
Gertrud Käthe Chodziesner, known by the literary pseudonym Gertrud Kolmar, was a German lyric poet and writer. She was born in Berlin and died, after her arrest and deportation as a Jew, in Auschwitz, a victim of the Nazi Final Solution. Though she was a cousin of Walter Benjamin, little is known of her life. She is considered one of the finest poets in the German language.
Post-war critics have accorded Kolmar a very high place in literature. Jacob Picard, in his epilogue to Gertrud Kolmar: Das Lyrische Werk described her both as 'one of the most important woman poets' in the whole of German literature, and 'the greatest lyrical poetess of Jewish descent who has ever lived'.
Michael Hamburger withheld judgement on the latter affirmation on the grounds he was not sufficiently competent to judge, but agreed with Picard's high estimation of her as a master poet in the German lyrical canon.
Patrick Bridgwater, citing the great range of her imagery and verse forms, and the passionate integrity which runs through her work, likewise writes that she was 'one of the great poets of her time, and perhaps the greatest woman poet ever to have written in German.