Jump to ratings and reviews
Rate this book

Mortalità, immortalità e altre strategie di vita

Rate this book
Bauman esplora in questo saggio come la cultura contemporanea si atteggi davanti al tabù della morte, come la consapevolezza del morire porti a elaborare determinate strategie di vita. Una prima strategia individuata dall'autore consiste nella "decostruzione della morte", ossia nello spostare l'attenzione dalla morte alle sue cause (malattie, incidenti), che sono sempre contingenti, evitabili, razionalmente aggredibili. In un certo senso, nella società contemporanea non si muore, si è uccisi da qualcosa. Una seconda strategia consiste viceversa nella "decostruzione dell'immortalità", ossia nell'annullamento dell'idea di eternità in un presente fatto di momenti, dove transitorio e duraturo si confondono, dove prima e dopo, storia ed eterno non contano più.

277 pages, Paperback

First published October 1, 1992

19 people are currently reading
334 people want to read

About the author

Zygmunt Bauman

292 books2,403 followers
Zygmunt Bauman was a world-renowned Polish sociologist and philosopher, and Emeritus Professor of Sociology at the University of Leeds. He was one of the world's most eminent social theorists, writing on issues as diverse as modernity and the Holocaust, postmodern consumerism and liquid modernity and one of the creators of the concept of “postmodernism”.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
30 (32%)
4 stars
40 (43%)
3 stars
19 (20%)
2 stars
2 (2%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for James.
2 reviews
April 30, 2015
Thought provoking read. If you enjoy reading about death, a subject that has smitten poets and philosophers for centuries, you are very likely to enjoy this book. Not an easy read, but then again, not an easy topic. A gem from the Bauman archive: "Love is transcendence's last shelter".
Profile Image for Gerardo.
489 reviews34 followers
October 13, 2017
Ci sono alcune strutture sociali che esistono perché siamo esseri destinati a morire. Bauman cerca di analizzare questi processi, condizionati dal nostro essere mortali. Non è un saggio sulla morte, non è un saggio sulle ritualità legate alla morte, ma un saggio sulla società dei mortali.

Bauman analizza due visioni del mondo: quella moderna e quella postmoderna. Sulla visione premoderna non si dilunga molto: la morte era una cosa accettata, subita, domestica: non c'era nulla di anormale, nulla di scandaloso, nulla di eccessivo. Si sa che si muore, allora non ce se ne preoccupa. La morte del caro è dolorosa, ma è qualcosa che non viene rigettato al di fuori della dimensione quotidiana.

Il mondo moderno, invece, attraverso il suo sapere specialistico, inizia a studiare tutte le possibili cause di morte. Non si muore più perché si deve morire, ma si muore per il troppo colesterolo, per il diabete, per aver fatto eccesso di quello o di quell'altro. La vita diventa una strategia raffinata di fuga dalle possibili cause di morte, come se la morte potesse essere sconfitta. Si assiste a una ospidalizzazione della morte, la quale viene confinata all'interno di strutture ben precise quasi come se si dovesse impedire ai vivi di entrare in contatto con essa. La morte diviene tabù. Addirittura, il morto è anche colpevole di morire: viste tutte le conoscenze mediche contemporanee, sembra quasi che la morte debba sopraggiungere sempre per una svista colpevole: troppo cibo, troppo poco sport, fumo, alcool, disattenzione, ecc.

Il postmoderno, invece, accetta l'impossibilità dell'immortalità, quindi cerca di vivere l'istante in maniera euforica: bisogna aspirare al successo, qui, subito, ancora in vita, essere immortali almeno dal punto di vista simbolico. Il postmoderno rinuncia a qualsiasi progettualità futura per consumarsi nella luce dell'immediato, il quale deve essere vissuto come attimo che immortala la propria esistenza. Un attimo e si guadagna l'immortalità, indipendentemente da cosa la vita futura ci prospetti. La società dello spettacolo, infatti, vive di questi personaggi immensamente famosi che, con il tempo, perdono tutto il loro potere: allora li si resuscita in operazioni nostalgia, in questo continuo tentativo di far riapparire lo scomparso. Infatti, non è più questione di vita e di morte, ma di comparsa e scomparsa. Il non essere più in vista è il vero dilemma dell'uomo contemporaneo, non la sua morte fisica.

Alcune strutture nascono per combattere la caducità della vita: la patria, la scuola, le istituzioni. L'identità culturale diviene uno strumento da parte della classe egemone di conquistare l'eternità, facendo sì che restino in vita i propri valori. Purtroppo, tali strutture molto spesso sono come dei vampiri: esistono rubando il sangue alle classi dominate, che sono costrette a vestire i panni (i "costumi") della classe al potere, addirittura credendo che questo sia una loro scelta, il loro modo più autentico di essere.

Il testo termina con un saggio breve, ma intenso, che ci parla dell'etica: Bauman contrappone l'etica dell'eroe a quella dell'umano. Il primo vuole che si muoia per l'ideale, il secondo si sacrifica per permettere all'Altro amato di continuare a vivere. Il primo, purtroppo, non prende su di sé la responsabilità del sacrificio, ma la impone come obiettivo da seguire all'Altro, per mantenere in vita l'Ideale. Il secondo, al contrario, prende su di sé la responsabilità di tale impegno, nonostante si limiti a difendere una persona particolare: eppure, questa prossimità acquista maggiore peso rispetto alla generalità dell'Idea, effimera e, a volte, totalitaria.
Profile Image for Toni.
10 reviews
April 30, 2025
3,5/5
w wielu miejscach błyskotliwa i niezwykle ciekawa jednak ciągnęła się niemiłosiernie. Odnoszę wrażenie że wiele tematów było nadmiernie wręcz zintelektualizowanych. Coś czemu można by było poświęcić jeden akapit ciągnęło się przez 15 stron, a długość nie dodawała do tego żadnej wartości poza dodatkiem 10 nazwisk które potwierdzały tezę, która od samego początku była dość oczywista.
43 reviews2 followers
September 18, 2018
Önce ölüme gözümüzü kapadık, sonra ölümsüzlüğü de öldürdük- Pek kolay bir okuma değil, kitabı bırakmaktansa üstünden hızlıca geçerek okuduğum oldu. Bir sosyolog gözünden ölüme yaklaşımın görünüşlerini okumak isterseniz, o kitap bu kitaptır.
2 reviews
September 10, 2025
FINALLy finished this one. It made me anxious but inspired. It felt like dying a bit (i think) (in an academic way).
Now i have to read the tibetan book of the dead.

If u read the whole thing you will be rewarded with a little comment on love in the end
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.