Nella scuola media di una quieta cittadina sovietica di provincia scoppia uno scandalo: una studentessa della decima classe (la nostra terza liceo), una giovane comunista, figlia di un funzionario locale del partito, crede in Dio. Poche settimane più tardi si scopre che anche il professore di matematica e fisica è un credente. Questa notizia sconvolge studenti ed insegnanti e costringe i direttore della scuola, che conduce in prima persona il racconto, a un severo esame di coscienza. Vengono messi in discussione i criteri d'insegnamento e, più un là, i principi che regolano la vita sociale: i dirigenti locali del partito seguono con apprensione gli sviluppi della vicenda. Intanto il professore è costretto a lasciare l'insegnamento: la ragazza invece, fatta segno all'ostilità dei compagni, attraversa una crisi profonda che finirà per soffocare in lei ogni slancio spirituale. In questo romanzo, che non mancherà di stupire il lettore italiano, rivelandogli in aspetto inedito della realtà sovietica Vladimir Tendrjakov affronta il problema della democrazia e dell'educazione alla vita democratica in una società che voglia essere autenticamente socialista. Estremamente significative sono le pagine che illustrano le elezioni organizzate nella scuola, dove i due partiti in lizza sono quello dei "fisici" e quello dei "lirici", cioè i rappresentanti della cultura tecnicistica e della cultura umanistica. Ed è interessante che l'opposizione alla religione in Straordinario non sia condotta secondo la linea ufficiale sovietica di un facile e volgare scientismo, ma da un punto di vista storico-sociale che faticosamente ma chiaramente emerge.
Владимир Тендряков Tendryakov as a writer was a foremost ethicist, and most of his works revolve around the problems of moral choice. He was born at Makarovskaya near Vologda in 1923. His father was a judge and prosecutor; after WW2 he became a school teacher. In 1946 Tendryakov enrolled into the State Institute of Cinematography, but later transferred to Maxim Gorky Literature Institute in Moscow and started writing in the late 1940s. He graduated with a degree in literature in 1951 and became a professional writer in 1955, during the first wave of Nikita Khrushchev's destalinization. His novel Assassinating Mirages (Pokushenie na mirazhi) (written 1979-1982), which was critical of the Soviet state, remained unpublished until 1987, when censorship was eased during Perestroika.