📖 "ora
in quest'ora innocente
io e colei che fui ci sediamo
sulla soglia del mio sguardo"
✒️ Vorrei partire facendo un'aspra critica ad un commento trovato su Goodread di questo libro:
E. G. scrive:
"Profonda, intimista, ma poesia molto pesante. Poi ho letto la bio. Ma perché le poetesse più influenti si tolgono la vita? Cosa manca? No, non lo rileggerei."
Sarò cattiva, ma non poteva esserci recensione peggiore.
Alejandra ha una scrittura profonda, ogni sentimento è scrostato e reso quanto più possibile puro e limpido.
La poesia sgorga necessaria, talmente forte che sembra annegare il lettore nella consapevolezza.
Una poesia che diventa innocente, semplice come solo la verità può essere e mi rammarico delle parole di quella lettrice che non ha saputo cogliere la bellezza che questa poetessa ci ha fatto dono. Mi indispettisco molto non per la scarsa comprensione - e forse sensibilità - verso questa scrittrice, ma per il giudizio del libro non scaturito dal suo contenuto ma dalla vita - e un gesto soprattutto - dell'autrice.
Non voglio giustificare il suicidio, ma non mi stupisce nemmeno perché purtroppo le persone che riescono a scrivere di temi così profondi come la vita e la morte sono anche quelle che toccano il dolore, ci sprofondano dentro sentendolo nelle ossa.
E questo lo analizza Claudio Cinti nel capitolo conclusivo del libro, un piccolo saggio molto elaborato in cui tra i vari concetti critica la diffidenza di alcuni di fronte ad una poetessa maledetta come Alejandra proprio per il gesto da lei compiuto di togliersi la vita.
Credo sia una recensione ingiusta, soprattutto immatura e spero di fare giustizia a questa autrice per me nuova, Alejandra mi ha stupito e affascinato tanto da rientrare sicuramente tra i miei poeti e poetesse preferite.
Spero tanto che vengano tradotti altri suoi scritti e non dubito di comprare altri suoi libri in futuro.
Questa poetessa vale tanto e dovrebbe essere conosciuta maggiormente.