Metti un raptus improvviso per cui una vecchia fascinazione giovanile sfocia nella bramosia bulimica d'immergersi in un mondo narrativo sconosciuto e, di sbieco, pure in un episodio di folle collezionismo bibliofilo: ecco perché sto leggendo Daredevil.
La prima volta che ho incontrato questo personaggio devo aver avuto tra i dieci e i dodici anni, quando venne trasmesso per la prima volta in TV - azzardo su Italia 1, che è il canale con cui sono cresciuto. Siccome ero già un malessere cupo, 'sto fatto dell'eroe disabile, cupo e miserabile, che si traveste da diavolo per portare la giustizia dove questa non arriva a suon di arti marziali e ranganellate, ovviamente mi aveva stregato. Vogliamo poi aggiungerci anche Bring me to life degli Evanescence come colonna sonora? E come tacere, soprattutto, Elektra *fucking* Natchios, ovvero un interesse amoroso/antagonista grigissima, sfaccettata e potente? Quei cazzo di sai, la fine tremenda che fa nel film (nota geek: la pugnalata presa direttamente dai panel del fumetto!!). MYGOD. Qualcuno potrebbe dire che quel film è stata la mia bi awakening - ma in verità non si è svegliato niente, visto quanto sono morto dentro.
[Che poi con la freddezza della posterità sono abbastanza sicuro che il film faccia cagare, anche se non lo riguardo da anni. Però allo stesso tempo ricordo una certa cupezza affascinante - sempre perché io bimbo gioioso - che ho ritrovato moltissimo in questo volume].
Insomma, stringendo, ho speso la mia tredicesima in volumi omnibus di Daredevil. Considerato che vorrei comprare casa e che dovrei risparmiare il più possibile, non esattamente la mossa con cui verrò ricordato per la mia scaltrezza.
Questa è la mia prima vera esperienza con la serialità a fumetti occidentale, che è una frase quasi paradossale da scrivere. Però è vera. Io, da ragazzino, ho letto solo manga.
Sarà che ho approcciato solo opere molto più recenti, sarà che i giapponesi hanno una cultura diversa a riguardo, non lo so, ma quanto mi ha stranito trovare in ogni numero un riassunto di chi è Devil e come è diventato un vigilante. Come se il lettore non fosse sveglio abbastanza da ricordarsi le basi del personaggio di cui aveva comprato il fumetto. Probabilmente lo scopo era lasciare sempre un punto di accesso a nuovi lettori, cosa possibile anche perché lo sviluppo narrativo è orizzontale solo in modo molto blando e cresce solo verso la fine di questa prima parte della run di Miller, preferendo imperniarsi su un susseguirsi di "casi della settimana".
Nel complesso, il tomo parte un po' in sordina. Un po' perché i primi numeri vedono Miller solo come disegnatore, un po' perché quando assume anche il ruolo di sceneggiatore si percepisce una certa scomodità negli abiti di Matt Murdock.
Recupera egregiamente.
Quando finalmente si accantona un po' la struttura verticale, legando più capitoli con la stessa trama, arrivano anche i momenti epici: la morte di Elektra, la sua rinascita, il confronto di Devil con Bullseye. Ho apprezzato moltissimo il tono farsi sempre più scuro, senza timore d'affrontare i rimestamenti neri dei personaggi. Poche scelte narrative, anche minuscole, tratteggiano Devil in modo straordinario.
Certo, su alcuni aspetti non è invecchiato benissimo e immagino conti molto il fatto d'essere stato scritto negli anni Ottanta. Però, tutto sommato, meno peggio di quanto avevo prospettato - un po' di maschilismo, alcune frasi sulla disabilità di Matt non proprio felicissime, ecc.
Ovviamente disegnato benissimo, con soluzioni grafiche intelligenti e sbalorditive.
Quanto sono un bimbo felice? Tantissimo.
(Quanto sono povero? Eh.)