"Non ditemi quali monumenti ci sono vicino a casa vostra ma quali alberi." Così spesso si presenta Tiziano Fratus che è riuscito nella mirabile impresa di rendere la propria passione di cercatore d'alberi un vero e proprio seppur bizzarro - lavoro. Come scrive nella prefazione: "Non sono poche le persone che affermano di parlare con gli alberi, di ascoltare gli alberi, di amare gli alberi. Ed è una buona notizia...". In ogni città ci sono associazioni animate da veri e propri feticisti della natura che si studiano le geometrie delle cortecce e organizzano passeggiate, proiezioni di film e documentari, rassegne letterarie, giornate vivaistiche, mostre fotografiche. Ascoltare gli alberi vuol dire capire, vuol dire conoscere, vuol dire approfondire, abbellire e arricchirsi, espandere la capacità di sentirsi una creatura di Dio - o della Natura - nel mezzo di un pianeta che vive e pulsa e respira, ad ogni suo battito. È utile e doveroso addomesticare la mole di informazioni botaniche a disposizione imparando a identificare un frassino da un platano, una magnolia da un larice. La conoscenza è il primo passo per amare ciò che siamo nel nostro mondo, ma anche nei mondi che temporaneamente ci troviamo ad attraversare, a centimetrare, durante i viaggi che facciamo, per lavoro o per svago". Un libro per imparare, un viaggio nella natura sempre con il naso all'insù.
L'argomento trattato mi è molto caro, e ho sicuramente apprezzato il lavoro di studio e ricerca che ha portato alla stesura del libro. Trovo tuttavia inadeguato il prodotto finale: nel testo ho trovato vari refusi, frasi con errori di sintassi, frasi non concluse o con parti mancanti, periodi lunghissimi senza la proposizione principale, uso della punteggiatura molto discutibile, ecc.. Non penso proprio che si tratti di scelte stilistiche volute: si tratta pur sempre di un manuale, lo dichiara il titolo e l'impostazione stessa, che abbonda di elenchi puntati e valutazioni quantitative. Più che di scelte stilistiche ardite, la percezione che si ha è che non sia stato neppure riletto da un editor o un correttore di bozze. La cosa che mi rammarica di più è che il libro fa parte di una collana editoriale che apprezzo molto, che ho sempre valutato "di prestigio" e in cui sono pubblicati molti dei miei autori preferiti, per cui mi aspettavo una cura decisamente maggiore.
Adoro i boschi e quindi gli alberi ed é per questo che sono rimasta piacevolmente stupita nello scoprire questo "amante degli alberi." La sua passione e conoscenza sono talmente coinvolgenti che aprono una porta su un mondo secondo me sottovalutato. Molti sono in questi ultimi tempi gli amanti dei fiori, delle piante e dei giardini, (e spero per loro che non si tratti di una moda ma di un autentico sentire), ma per avere una perfetta armonia c'é bisogno anche dei piccoli e grandi alberi. Questo libro aiuta e auspico che raggiunga molte persone.
Libro molto interessante, non un vero e proprio manuale (mancano immagini e fotografie), ma un elenco di informazioni, note e curiosità per chi già mastica alberografia, riconoscimento piante e ecologia.
Ho trovato molto curiosi i capitoli sugli alberi da Guinnes dei primati e il capitolo sui parchi russi.
Che sia un manuale lo si legge già nel titolo, per cui non mi aspettavo un testo scorrevole. Tuttavia, mentre nella prima parte la lettura si mantiene gradevole e ricca di curiosità, la seconda parte si limita ad essere un elenco di elenchi, molto ripetitivo. Nel complesso è interessante, ma lo è certamente di più per chi mastica la materia, e non per un neofita.
Un piccolo libro un po' sconclusionato consigliato da una cara amica amante come me della montagna. In realtà il manuale è più una lista di liste di alberi cd. monumentali, ossia dotati di dimensioni o età ragguardevoli, presenti in Italia e nel resto del mondo.
Nel corso dell'intera lettura rieccheggia in testa la (poco elegante) frase "Ci è o ci fa?" rivolta all'autore; se ci crede veramente è un simpatico mattacchione che ci racconta dei suoi toast al prosciutto mangiati mentre accarezza gli alberi; se invece ci fa, forse calca un po' troppo la mano..
A tratti comunque il libro mi ha incuriosita e stimolata ad approfondire un legame che da sempre avverto con gli alberi e i boschi; in ogni casa in cui mi sono trasferita da adulta, ho sempre cercato la vista almeno di un albero, che mi diventa subito caro e che ogni giorno amo ritrovare con lo sguardo; nelle ascese in montagna sono i miei compagni di cammino e percorrendo in macchina le strade che portano ai soliti monti, gli alberi mi segnano il passaggio ai luoghi che più amo. Nonostante questo, o proprio per questo, non condivido l'entusiasmo dell'autore per gli alberi "monumentali"; per me tutti gli alberi sono belli, non solo quelli centenari o con il tronco enorme, e credo che il "cercatore d'alberi" sia più semplicemente, e modestamente, un cittadino che li ama nonostante la vita urbana.