Non potevo lasciarmi scappare questo volume. Ha tutte le carte per attrarre chiunque abbia a cuore la storia di Artù e della sua (e nostra)infinita ricerca del Sacro Graal.
Come nelle migliori trame di film d'azione e d'avventura, attraverso lo studio di alcuni frammenti di un romanzo perduto e poi ritrovato, sulle gesta dell'ultimo cavaliere della tavola rotonda, E. Arioli ritrova le parti del medesimo sparse in tutta Europa, in una ricerca durata dieci anni, e le ricompone in un unico volume a fumetti, disegnati dal talentuoso E. Tanzillo.
Egli stesso ci rivela che, purtroppo, alcune parti della storia sono andate perdute, o non è riuscito a trovarle nonostante la totale dedizione. (Sulla cartina, io, personalmente, ho qualche dubbio nel collocare Camelot così entroterra, l'ho sempre immaginata abbarbicata su qualche fumoso promontorio non lontana dalle terre del sovrano Ban di Benoic, nella baia di Caerfyrddin, di cui comunque non vi è certa collocazione, sono mie congetture personali).
Ho apprezzato molto il protagonista, Sivar (e l'autore ci spiega la scelta di questo nome), il predestinato cavaliere del drago che troverà il Graal, porrà fine alle mire di Morgana e ricaccerà il popolo mitologico dei Tuata dé Danann nel Sidh, sigillandone completamente l'entrata (grazie alla coppa che contiene il sangue della stessa Dea del popolo fatato), assieme a due compagni d'eccezione.
Una nuova avventura, un nuovo cavaliere della Tavola Rotonda... questi bardi medievali avevano una fantasia smisurata!
Ovvio che, di nuovo, la fantasia galoppi verso quel passato lontano e magico, oscuro e colmo di creature fantastiche, continuando a chiederci dove diamine sia finita la coppa sacra, se mai passeggiando in certi luoghi nebbiosi potremmo trovare un varco verso luoghi incantati.
Io continuo a sognare.