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La fabbricante di vedove

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Titulo The Widowmaker

272 pages, Paperback

First published January 1, 1966

24 people want to read

About the author

Maria Fagyas

8 books6 followers
Maria Fagyas (1905 - 1985) was a Hungarian-American playwright and author.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews145 followers
May 5, 2013
Questo romanzo si ispira ad un fatto realmente accaduto negli anni Venti: nel Tiszazug, remota e arretrata regione dell'Ungheria, circa cinquanta persone, in maggioranza uomini, furono avvelenate dalle loro mogli, figlie o altri parenti di sesso femminile. Delle donne accusate, venti vennero ritenute colpevoli. Sei di queste vennero condannate a morte e le rimanenti a pene detentive. Nei casi in cui erano trascorsi troppi anni dal delitto, la colpevolezza non poté essere provata e molte responsabili sfuggirono al castigo.
La vita delle contadine non doveva essere facile a quel tempo. Gli uomini erano gli indiscussi padroni in famiglia e, una volta svolti quei lavori ritenuti troppo pesanti per le donne -non dovevano essere molti perché il sesso femminile era robusto-, andavano a passare le serate in osteria dove, oltre a giocare a carte, si ubriacavano e diventavano ulteriormente brutali e maneschi.

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http://www.lastambergadeilettori.com/...
Profile Image for Valeria De Luca.
Author 45 books30 followers
December 27, 2018
'Perché credi che la chiamino "la fabbricante di vedove"?
La sua casa è come una fabbrica con una di quelle nuove
catene di montaggio. Entra una donna sposata dalla porta anteriore
ed esce una vedova da quello posteriore'

Siamo alla fine della prima guerra mondiale, anche gli uomini di Ladany, tornano a casa.
Ci troviamo in un piccolo paese agricolo della remota regione ungherese del Tiszazung.
Le donne hanno continuato la loro vita senza i mariti che si trovavano al fronte Russo.
Si sono rimboccate le maniche e hanno lavorato duramente; qualcuna ha avuto anche un amante russo.
I loro mariti tornando a casa hanno frantumato la loro libertà. Hanno ricominciato a dare ordini; a fare i padroni di casa. Alle donne questo non sta bene.
Fu così che cominciarono a morire questi uomini.
C'era una donna in paese: Amalia. Tutte le donne si rivolgevano a lei per gli aborti, per dei medicinali e a quanto pare... anche per l'arsenico, ma questo lo stabilirà la legge, perché nessuno ha prove che sia lei, la donna, che fabbrica vedove.
Questo libro parte molto lento, ma nel mezzo si accende come un fuoco.
Il periodo dei veleni, secondo il mio parere, è da considerarlo un altro periodo di Inquisizione.
Difficile stare dalla parte di queste donne, ma una parte di me l'ha comprese; ha compreso quel gesto ostile.
Quando una persona capisce cosa voglia dire la libertà e poi gli viene tolta bruscamente; le reazioni possono essere diverse. Forse queste donne contadine hanno compiuto un gesto estremo... ma a quanto pare... in quel periodo, l'arsenico andava di moda.

Dal Blog: Libri in Bottiglia
Profile Image for Francesca Ronzullo.
7 reviews3 followers
June 15, 2025
Basato su fatti realmente accaduti, il romanzo è ambientato durante la fine della prima guerra mondiale,in Ungheria. In questo piccolo villaggio cominciano a ritornare gli uomini che avevano prestato servizio durante la guerra. Nei tanti anni della guerra però, il villaggio è cambiato e le donne in particolare, lavorando per tanto tempo da sole, hanno acquisito sicurezza, autonomia ed emancipazione.
A poco a poco, questi uomini di ritorno dal fronte russo, iniziano a morire, inizialmente pare tutti per cause naturali. Per queste morti, nessuna vedova pare tormentarsi più di tanto. Il tenente Rudi Mikay, incuriosito da ciò che sta accadendo nella sua cittadina, inizierà ad indagare, per scoprire per quale motivo stiano morendo così tanti uomini, in così poco tempo.

Personalmente, il romanzo non mi ha colpito. La storia è interessante ed è la trama che mi ha spinto ad acquistare il titolo, ma non è scattata la scintilla. Ad un certo punto, nella seconda parte del racconto, mi sembrava di star leggendo tutto e contemporaneamente il nulla, era un ripresentarsi di scene che avevo già letto in precedenza e questo mi ha un po' annoiato. Lo stile di scrittura è deciso, senza troppi fronzoli, non si perde in descrizioni minuziose (che a volte ritengo un po' inutili) e questo l'ho apprezzato, ma probabilmente non mi ha fatto "entrare" all'interno della storia, non mi ha catturato e trasportato lì. I personaggi sono molto enigmatici e una cosa che mi è piaciuta è che tutti costantemente si ritrovavano su quella linea sottile fra ragione o torto (in merito alle vicende) e presentavano quell'aurea misteriosa, che lascia fino all'ultimo il dubbio che siano sinceri o meno.
Ad ogni modo, trama interessante, ma per me, mancava assolutamente qualcosa.
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