Provaci ancora, Acrasia!
Pickwick rappresenta nella carriera di Dickens la massa di luce che precede alla creazione del sole, o della luna. È la sostanza splendida e informe di cui sono fatte essenzialmente le sue stelle. Pickwick si divide in infiniti romanzi, come quella luce primordiale può essere divisa in infiniti sistemi solari. Il circolo Pickwick rappresenta in primo luogo e principalmente una specie di promessa folle, una visione pre-natale di tutti i figli di Dickens. Lo scrittore non aveva ancora preso quell’abitudine sana dei suoi colleghi di scegliere una trama e dei personaggi, di seguire una cosa per volta, di scrivere un romanzo distaccato dagli altri e sensato, e inviarlo ai suoi editori. Egli viveva assorbito nel turbinio giovanile del tipo di mondo che voleva creare. Non aveva ancora deciso che storia scrivere, ma aveva chiaro il tipo di storia che voleva scrivere. Dickens cerca di raccontarci dieci storie in una sola volta, riversando nel calderone tutte le fantasie caotiche e le esperienze dure della sua giovinezza. Non si vergogna di infilarci racconti brevi irrilevanti, come in un album. Adotta certi schemi per poi abbandonarli, inizia episodi che poi lascia incompiuti. Ma dalla prima all’ultima pagina, si respira un’estasi anonima ed elementare – l’estasi dell’uomo che sta facendo quello che sa fare. Dickens, come qualsiasi scrittore valido e onesto, arriva infine a un certo livello di riguardo e di moderazione. Impara a farsi assistere dalla sua dramatis personae nella sua arte drammatica. Impara a scrivere delle storie che, per quanto piene di incoerenza e di devianze, sono pur sempre delle storie. Ma prima di scrivere la sua prima storia vera, ha avuto una specie di visione. Una visione del mondo dickensiano – un dedalo di strade bianche, una mappa piena di paesi fantastici, di carrozze assordanti, di mercati chiassosi, di taverne affollate, e di personaggi particolari e spavaldi. E quella visione era Pickwick.
(dalla Prefazione di G.K. Chesterton a Il circolo Pickwick)
Acrasia, non ti è ancora venuta voglia di precipitarti a tirar giù il libro dallo scaffale per dargli una spolveratina e una seconda chance? :)