Jump to ratings and reviews
Rate this book

Morphium

Rate this book
Friedrich Glauser (1896-1938), autore “maledetto”, succube della morfina, è vissuto tra un ricovero in cliniche psichiatriche e carcere, tra una disintossicazione e l’altra. Bisogna partire da qui se si vuole apprezzare questo libro. Ciò che racconta sono i capitoli di un viaggio. Il percorso di una vita disperata. Glauser è alla ricerca di sé. Non trovandosi si offre alla droga. Senza rimpianti, né autocommiserazione. Il suo è un viaggio di cui conosce le tappe. Sono una ventina i frammenti della sua vita illustrati in queste pagine. Sono scritti come se ne fosse testimone e non protagonista. Un film a episodi commentato da uno spettatore. Non c’è un ordine cronologico. Si va dal rapporto con le droghe al liceo, frequentato al Collège de Genève e da cui fu espulso, oltre che per i pessimi voti, per aver scritto un articolo che massacrava le velleità letterarie di un professore; dalla clinica psichiatrica di Burghölzli, a Zurigo, in cui fu a lungo ricoverato, al periodo vissuto nella Legione straniera, sino al soggiorno a Nervi, in Liguria, dove muore il giorno prima delle sue nozze.

251 pages, Paperback

First published January 1, 1980

5 people are currently reading
19 people want to read

About the author

Friedrich Glauser

236 books28 followers
Friedrich Glauser (1896 - 1938) was a German-language Swiss writer. He was a morphine and opium addict for most of his life. In his first novel Gourrama, written between 1928 and 1930, he treated his own experiences at the French Foreign Legion. The evening before his wedding day, he suffered a stroke caused by cerebral infarction, and died two days later.

Five of the author's books have recently been translated into English by Mike Mitchell:
•Thumbprint (first published 1936; translated 2004)
•In Matto's Realm (first published 1937; translated 2005)
•Fever (first published 1938; translated 2006)
•The Chinaman(first published 1939; translated 2007)
•The Spoke (first published 1941; translated 2008)

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
5 (17%)
4 stars
12 (41%)
3 stars
10 (34%)
2 stars
2 (6%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Vittorio Ducoli.
580 reviews83 followers
March 22, 2014
Alla scoperta del padre di Studer

Morfina appartiene a quella parte della produzione letteraria di Friedrich Glauser che non è incentrata sulla figura del Sergente Studer, l'investigatore grazie al quale gode di una certa notorietà di nicchia.
Si tratta in particolare di un volume che raccoglie brevi testi e racconti che ci permettono di capire la visione del mondo di Glauser e di addentrarci nella sua breve vita, fatta di emarginazione, di droga, di un disperato distacco dalla società e dai suoi conformismi.
Molti dei pezzi raccolti nel libro sono di carattere autobiografico, e ci raccontano momenti della vita dell'autore, come il periodo passato rinchiuso in un manicomio, il suo rapporto con la morfina (da cui il titolo), la vita nella Legione straniera, i suoi lavori precari.
Altri contengono considerazioni di carattere sociale e politico, magari ispirati da una ricorrenza o da fatti di cronaca. Altri, infine, sono veri e propri racconti, sempre ispirati alla descrizione della società piccolo borghese e proletaria della Svizzera dei primi decenni del secolo XX.
Il libro si apre quasi programmaticamente con il racconto autobiografico Scrivere..., nel quale Glauser ci descrive il primo conflitto che, al tempo del ginnasio, si aprì tra lui, l'intellettuale – autore di un articolo di critica ad un'opera scritta da un suo professore – e la società costituita. Glauser ci dice che per lui scrivere porta inevitabilmente all'emarginazione, allo scontro con i conformismi.
Molto bello e toccante è il brevissimo Asilo notturno, nel quale Glauser ci immerge nell'atmosfera tragica ma piena di umanità dei clochard parigini.
Segue un altro piccolo saggio importante per capire come Glauser la pensasse rispetto alla società e all'autorità costituita: si tratta di Perturbatori dell'ordine pubblico, dove viene analizzato e criticato duramente il sistema della giustizia svizzera. E' un saggio importante perché si riaggancia direttamente alla poetica che sottende le opere del Sergente Studer, e ci permette di capire come per Glauser il delitto, la deviazione debbano essere analizzati e compresi nel contesto sociale e culturale in cui avvengono.
Un racconto secondo me centrale nel libro è Musica, nel quale Glauser esprime in tinte che ricordano Grosz tutto il suo disgusto per il rapporto commerciale e funzionale che esiste tra la gretta società borghese e certa produzione culturale, prefigurando con molta lucidità le degenerazioni dell'industria culturale dei nostri tempi.
Morfina è una sorta di crudele autoanalisi del rapporto tra l'autore e la droga, nei suoi aspetti positivi e negativi.
Ci sono nel libro anche racconti più lievi, come La strada e Un incidente d'auto, che costituiscono delle piccole pause di relax gradite dal lettore.
Se le tematiche trattate dal libro sono spesso dure e disperate, non si può non notare come vengano comunque esposte con uno stile piano e distaccato, fatto di frasi brevi e di accenti quasi cronachistici anche quando riguardano direttamente le convinzioni più profonde dell'autore. E' anche questo che contribuisce a dare un fascino particolare al libro, dopo la cui lettura si conoscerà forse meglio questo autore che, seppure ancora poco noto, merita senza dubbio un posto accanto ad altre più celebrate scoperte degli ultimi decenni.
Displaying 1 - 2 of 2 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.