Dal suo nascondiglio sulle coste del Madagascar, lontano da un'umanità che francamente non lo interessa, il vecchio Long John Silver scrive le memorie di una vita vissuta all'insegna della libertà assoluta, alla quale ha sacrificato senza alcun rimpianto ogni altra cosa. Sa che la fine è vicina, ma l'inscalfibile pirata con una gamba sola, che nell'Isola del tesoro era riuscito a fuggire con parte del ricco bottino, la morte l'ha guardata più volte negli occhi e non ne ha paura. Quello che non si aspetta è che il destino abbia in serbo per lui un'ennesima avventura, quando sulla sua sperduta spiaggia africana compaiono due uomini bianchi in fin di vita, un avido lord inglese e un cencioso marinaio, unici sopravvissuti a un ammutinamento e a un naufragio dopo una rocambolesca spedizione negriera. È ancora una volta Jim Hawkins a ritrovarsi depositario delle leggendarie peripezie di Silver, ricevendo in Inghilterra da mani sconosciute questo racconto che il corsaro, ormai creduto morto, ha scritto di suo pugno. Così, come un inatteso messaggio nella bottiglia, Björn Larsson ci consegna un capitolo inedito della Vera storia del pirata Long John Silver, un episodio che solo ora, a distanza di anni, ha ritrovato nel cassetto. E in cui rivive tutto un mondo, sospeso tra storia e invenzione, di grandi avventure per terra e per mare, di meschini gentiluomini e pirati giustizieri.
Avete presente quando amate tantissimo una serie tv, vi affezionate ai personaggi, ma poi arriva la fine e pregate in un qualsiasi episodio extra o un film o giusto un "per favore voglio vedere ancora Monica e Chandler?". Beh questo è il degno mini-sequel di un libro che ho amato.
Di certo non un'ultima avventura piena di emozioni. Ormai ritirato dalle scene Silver, dovrà mostrare nuovamente il suo carattere che tanto lo ha contraddistinto come pirata, anche se in una versione pittosto soft. È sempre piacevole leggere di John Silver ma in questo caso rimango un po' con l'amaro in bocca.
Piccolo ma delizioso corollario a quel magnifico “La vera storia del pirata Long John Silver” che Bjorn Larsson ci regalò ormai quasi vent’anni fa, riesumando uno tra i più affascinanti personaggi della storia della letteratura creato da quel genio che fu R.L. Stevenson, rispettandone il carattere ambiguo nel quale si confondono il bene e il male, ma reinventandone una vita completa narrata dalla sua vera voce di vecchio pirata “in pensione” , capace di rimuginare sul proprio passato anche per scacciare i fantasmi che lo popolano e che, come un vero scrittore, avverte l’urgenza di metter per iscritto la propria storia, dal suo punto di vista.
Utile o inutile l’aggiunta di questo breve racconto? Probabilmente del tutto superfluo, ma è un problema che non mi pongo. La letteratura non si misura con il metro dell’utilità. Mi è bastato immergermi in queste poche pagine per ritrovare intatto il fascino del personaggio e del clima del grande romanzo precedente. Per goderne nuovamente (anche se in piccola dose). E mi è bastato.
A raccontare questa breve storia è sempre il Jim Hawkins dell “Isola del tesoro” di Stevenson e si ricollega subito alla loro vecchia avventura: Quando Long John Silver nell’anno di grazia 17.. fuggì dall’Hispaniola con uno dei sacchi di monete del tesoro di Flint, io e i miei quattro compagni di bordo – gli unici sopravvissuti dei settantacinque salpati da Bristol – speravamo di non dovere mai più sentir parlare di lui, e ancora meno di doverlo rincontrare in carne e ossa. […] eravamo sollevati di esserci liberati del temibile pirata. Ma un giorno gli arriva una lettera dall’Africa, una lettera firmata “con amicizia, il tuo devoto John Silver”, che gli chiede di mettere per iscritto anche la sua ultima avventura: Annotare i propri ricordi, comincio sempre più a credere e sperare, è forse un modo per sopprimerli. Perché quel che si ricorda in seguito […] non è la vita che si è vissuta ma quella che si è scritta, e quella vita, per quanto ci si illuda di raccontare la verità, è qualcosa di diverso da ciò che si è vissuto. Il racconto è breve: l’incontro del pirata, ritirato in Madagascar, con due uomini bianchi in fin di vita che un giorno arrivano sulla sua isola e gli raccontano la loro storia. Ancora una volta ci troviamo fra ammutinamenti, negrieri senza scrupoli, gentiluomini poco gentiluomini e pirati che si fanno giustizia da sé. Larsson fa rivivere un mondo, il mondo dei racconti della nostra infanzia, fra pirati, marinai e tesori nascosti. Un mondo che, seppur come genere non è fra i miei preferiti, è sempre avvincente e affascinante, con personaggi ormai entrati nell’immaginario fantastico universale come il pirata Long John Silver.
Dai mari freddi del nord a quelli caldi del sud, il collegamento e' lo scrittore scandinavo Larsson che ripropone un'avventura di uno dei piu' temibili pirati della letteratura. Dopo aver scritto la presunta autobiografia (ovviamente intentata e inventata) di Long John Silver, o Barbecue, Larsson propone una breve storia del vecchio pirata dell'Isola del tesoro, ormai ritiratosi in Madagascar. Da temibile pirata, Silver e' ormai diventato un personaggio quasi positivo, tanto da dare una lezione a un trafficante di schiavi al quale ha salvato di fatto la vita. Un breve racconto per gli amanti del genere.
Come non si può essere affascinati dal mondo dei pirati? Conoscevo lo scrittore, i suoi libri ma non avevo mai letto niente di suo. Complice la sua venuta a Cesenatico nei prossimi gironi, ne ho approfittato e ho letto questo breve romanzo dedicato al leggendario pirata Long John Silver. Una piacevole scoperta, ottima scrittura, l'autore riesce a catapultare il lettore in paesi esotici, dominati da pirati, mercenari, schiavi e quant'altro. Consigliatissimo!
Come il precedente libro sulla vita del pirata Long John Silver scritto da Larsson, la narrativa e la scrittura sono piacevoli e precise. Non ho però apprezzato la scelta (non so quanto scelta dell'autore piuttosto che richiesta dell'editore) di pubblicare a parte quello che evidentemente è un'episodio estratto che avrebbe fruttato un paio di capitoli un pò corposi in più nel romanzo sulla vita di Long John Silver.
non regge il confronto con il primo libro, si vede che l'autore voleva continuare a scrivere di Long John, ma quel personaggio ormai aveva esaurito la sua spinta.
Un Long John Silver che pare, a primo acchito, illanguidito, ci narra della sua ultima “avventura” (sebbene sia più che altro l’avventura di un altro a venire narrata). Non è certo lo stesso personaggio che abbiamo imparato ad amare nel romanzo di Stevenson e tantomeno nell’autobiografia redatta da Larsson, ma proprio per questo mi vien da pensare che il lavoro dell’autore svedese sia stato comunque molto interessante: la stanchezza, e lo stringersi del cerchio della morte si fanno sempre più evidenti nelle parole del nostro pirata in (meritata) pensione. Eppure, riuscirà ancora una volta a non smentirsi agli occhi di noi “ammiratori di ventura”. In tutta sincerità, avrei sfruttato la già grande fama del personaggio e del romanzo precedente (parlo delle memorie di Silver, non dell’Isola del tesoro) per fare una disamina più accurata della situazione geopolitica del Madagascar, tra antiche istanze libertarie piratesche e nuove monarchie “meticce”. Ma ovviamente questo era a pura discrezione dell’autore.
L'ultima avventura del pirata Long John Silver" non era come me la sarei aspettata. Immaginavo un'ultima grande avventura al fianco del carismatico pirata che invece ritroviamo più attempato presso un' isola dove pare aver messo radici. Il racconto prende quasi una sfumatura morale dove vediamo Silver prendere le vesti di giudice e giustiziere nei confronti di due suoi ospiti, dalla passato molto interessante, capitati lì per caso. Purtroppo molte di queste poche pagine sono dedicate ad un'approfondimento delle vite di questi due personaggi lasciandoci un po' a bocca asciutta per quanto riguarda il desiderio di saperne di più in merito a Silver. La prosa é sempre molto piacevole, estremamente scorrevole e bilanciata ma, il contenuto potrebbe deludere il lettore, che come me, aspettava un'ultima vera e più coinvolgente avventura per mare come promesso dal titolo.
Questa storia, una volta presente nel romanzo "La vera storia del pirata Long John Silver", era stata inizalmente rimossa dall'autore in fase di editing, e poi pubblicata qui a parte. Viene da se che fa parte di quelle scene "non indispensabili" al personaggio e non particolarmente avvincente, ma trovo che sia stata una buonissima idea pubblicarla. Silver è un personaggio meraviglioso, e questa storia ce lo riporta per poche pagine alle prese con uno schiavista naufragato sulla sua isola. Lo Affronterà come ha affrontato la vita, senza peli sulla lingua e con una nota di sadismo che soddisferà il lettore prima del saluto finale. Ovviamente per questa lettura è indispensabile aver letto prima anche l'opera completa.
Interessante appendice di 72 pagine al più completo e approfondito libro precedente (La vera storia del pirata Long John Silver). Qui troviamo il protagonista ormai avviato verso una vecchiaia tranquilla, in Madagascar, con i suoi schiavi da lui affrancati e ormai liberi a fargli compagnia. La tranquillità di Long John Silver viene minacciata dall’arrivo di due persone. Sono naufraghi? Mercanti? Pirati? Soldati di qualche regno? Vedremo in che modo il protagonista sbroglierà la matassa grazie alla sua astuzia, strategia e verve. Libro bello, da leggere dopo aver letto l’altro. Manca un vero approfondimento, ma se lo intendiamo come un capitolo mancante al primo libro ci può stare. Resta la bella scrittura di Larsson, l’ironia è una leggerezza apprezzabili.
Breve episodio che riprende il protagonista e l'ambientazione della parte conclusiva del romanzo di cui questa storia è l'appendice. Per quanto gradevole, vista anche la brevità, il testo mi ha lasciata abbastanza tiepida, per cui a questa lettura avrei preferito una rilettura di "La vera storia del pirata Long John Silver" che merita davvero.
Storie di mare, pirati e avventurieri: dopo aver letto "L'isola del tesoro" ai tempi della scuola, ero proprio curiosa di sapere che fine avesse fatto il temuto Long John Silver e l'ho ritrovato con la stessa forte personalità (comica a tratti) ma anche più umano. Una lettura veramente divertente.
Più che un libro a sé sembra proprio un capitolo del precedente romanzo, quello conclusivo. Rimane comunque intatta la capacità dell'autore di trasportarmi nel bel mezzo della storia. Un libro che gli appassionati di pirati dovrebbero leggere lasciando perdere le pellicole televisive