Cos'è esattamente il Kamut? Perché è meglio non mangiare troppo tonno? Le patate al selenio fanno bene alla salute? La mortadella 100 per cento naturale esiste davvero? Dopo il successo di "Pane e bugie" (Chiarelettere 2010), il libro sulla disinformazione in campo alimentare, Dario Bressanini ci accompagna tra gli scaffali di un supermercato immaginario e ci aiuta a capire cosa raccontano, e cosa nascondono, le etichette dei prodotti che acquistiamo. Scopriremo, tra l'altro, che l'equazione "naturale = buono" è uno dei pregiudizi più radicati e più usati dalla pubblicità, che un prodotto che l'etichetta descrive come a "chimica zero" i conservanti li contiene, che il prezzo di una bottiglia di vino ne influenza l'apprezzamento e che il tonno più buono non si taglia con un grissino.
Dario Bressanini, nato a Saronno nel 1963, è docente di chimica presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università degli Studi dell’Insubria a Como, dove svolge anche attività didattica e di ricerca. Ha un canale su YouTube seguito da oltre 500.000 persone, dove pubblica video inerenti al cibo. In qualità di divulgatore scientifico collabora con numerose testate giornalistiche, radiofoniche e televisive. Tiene sulla rivista “Le Scienze” la rubrica mensile “Pentole e provette” ed è autore del popolare blog “Scienza in cucina”. In concomitanza con EXPO 2015, Bressanini è stato il curatore di “FOOD, la scienza dai semi al piatto”: una mostra dedicata alla scienza del cibo presso il Museo di Storia Naturale di Milano. Per Gribaudo ha pubblicato La Scienza della Pasticceria (2014), La Scienza della Carne (2016) e La Scienza delle Verdure (2019).
un libro davvero interessante scritto in maniera semplice ed esaustiva. ridimensiona moltissimo alcune idee che inevitabilmente ci facciamo, a causa del continuo bombardamento di informazioni... tra l'altro, con mio sommo gaudio, smentisce anche una delle affermazioni che sul web ho letto più spesso e che mi ha, sempre,lasciata basita..l'affermazione che "da adulti non si deve bere il latte",tesi avvalorata dalla seguente considerazione: tutti gli altri mammiferi in natura non bevono più latte dopo lo svezzamento, il cucciolo d'uomo è l'unico che lo fa e non dovrebbe, è innaturale..o_O.. Bressanini dice,cito testualmente:"La prima risposta che mi viene in mente è che gli animali adulti non fanno tante altre cose che invece l’uomo fa, per esempio indossare abiti pesanti quando fa freddo o cuocere il cibo. "
poi dà una spiegazione chiarissima sull'argomento, sulla lattasi etc..insomma mi posso godere la mia tazza di latte al mattino con serenità:)
leggerò sicuramente anche il precedente "Pane e Bugie"
Ho imparato più cose leggendo questo libretto che da tante altre fonti. Per interesse e necessità sono diventata bravissima a leggere le etichette degli alimentari, ma quest'uomo è decisamente a un livello superiore. Quindi no, già non compravo il kamut prima, ma ora che so che si tratta di un marchio e non di una qualità di farina, come vorrebbero che credessimo, lo eviterò ancora di più. E niente burro italiano: possiamo anche ammettere che non siamo poi bravi a fare proprio tutto, quando si tratta di alimenti. L'autore ci porta in giro per un supermercato, lista della spesa in una mano e utili indicazioni per non abboccare all'amo del marketing nell'altra. Inoltre tocca un tasto che mi interessa molto: oggi va di moda tutto quello che è "naturale", in contrapposizione con il "chimico". Peccato che le due cose non siano separabili come si crede. Dalla patata al selenio alla mortadella senza conservanti chimici, sulle confezioni dei prodotti si legge oggi di tutto. Basta ricordare che chi scrive è la stessa azienda che vuole farvi aprire il portafogli. Caveat emptor.
...ma, questa volta, non necessariamente eticamente.
L'aspetto che più mi ha colpito di questo scorrevole testo, suddiviso in 14 articoletti relativi ad altrettanti prodotti alimentari, è il punto di vista pragmatico (dichiaratamente "da chimico") con cui l'autore affronta le questioni - alcune anche "sensibili", come nel capitolo dedicato alla carne di animali clonati o all'allevamento delle uova. La discriminante per un prodotto accettabile, secondo Dario Bressanini, è nella maggior parte dei casi la valutazione data degli organismi europei e non relativamente alla sicurezza alimentare e ai valori nutritivi. Non troverete perciò qui altre questioni etiche, solo molti dati atti a sfatare un bel po' di fregnacce parascientifiche sfruttate dal marketing, ottime documentazioni bibliografiche nelle note, nonché l'assunto che "naturale=buono è uno dei pregiudizi più radicati e usati dalla pubblicità", e dai consumatori. E forse il punto di forza del libro, oltre al numero di spunti di approfondimento che offre, è proprio questo: si presta a sgonfiare tanto la retorica biologico-sacrale su cui fanno leva le aziende per attrarre un certo pubblico "salutista", quanto certe bolle sensazional-cospirazionistiche da condivisione su Facebook tanto care gli attivisti etici di varie provenienze. Particolarmente indicato se siete adoratori/nemici giurati di: Kamut, patate arricchite di selenio, pomodori Pachino IGP, biodinamica, mortadelle "zero chimica", mozzarella di bufala DOP, coloranti per caramelle, vini chic costosi, uova di allevamento a terra, consumo di latte da specie non umana, burro "leggero", tonno in scatola e non, carne clonata, grani "antichi".
Chi segue il canale YouTube del noto chimico, oltre ai suoi articoli per riviste quali Le Scienze, già conosce le mille e più perle che Bressanini elargisce usando la chimica, base di (quasi) tutto. Scegliendo ciò che mangiamo occorre essere consapevoli e Bressanini è un ottimo punto di partenza.
Un saggio agevole e ben scritto sul marketing in ambito alimentare. Dario Bressanini ci guida tra le corsie del supermercato per raccontarci dettagli interessanti sugli alimenti di più largo consumo.
Il lavoro di smantellamento di claim acchiappa-consumatori fatto in questo libro è interessante, però per la mia sensibilità personale lo sguardo specista e antropocentrico dell’autore è un po’ agghiacciante. Questo slegare la scienza dall’etica mi fa sempre un po’ paura, da quando avere dei principi è una cosa negativa? E chi sostiene fieramente di giudicare solo col metro della scienza è davvero scevro da ogni tipo di influenza culturale e ideologica? Mah.
Sulle onde del testo precedente, l'autore continua nel compito di rivelare e a tratti sbugiardare le leggende o voci parascientifiche in riferimento all'alimentazione e all'industria alimentare. È un seguito meno mordente in senso positivo: c'è meno sarcasmo ma la scientificità degli argomenti è la stessa. Quindi mi pare un libro più maturo e forse anche più chiaro del precedente. Resta il dubbio se l'autore non assolva in certi casi troppo facilmente le industrie alimentari e l'applicazione della chimica ai cibi... sicuramente esistono tutele ma a volte la scienza non si autolimita. In ogni caso resta prezioso il lavoro di analisi delle varie bufale di cui pare nutrirsi un certo marketing, e l'educazione civica allo spirito critico. Proprio quest'ultimo deve portare chiunque a farsi un'idea dell'indiscussa utilità della scienza anche in campo alimentare ma senza chiudere gli occhi sulle possibili fregature da qualunque parte arrivino (come esempio potrei portare la promozione dissennata dell'allattamento artificiale in contesti "deboli").
Si affronta, con questo libro, un viaggio immaginario tra gli scaffali del supermercato alla ricerca di luoghi comuni da sfatare, di nozioni da imparare e di statistiche da analizzare. L’autore, già famoso per altri libri sulla disinformazione in campo alimentare, ci guida in questo viaggio con molti riferimenti a ricerche e test per sfatare miti, non tanto per convincerci che è una cosa sia meglio di un’altra, quanto per ribadire che essere informati è la cosa migliore che uno possa fare per la propria salute. Quindi scopriamo, ad esempio, che il Kamut è un marchio registrato, che bere latte in età adulta non fa così male come qualcuno dice o che la mortadella a volte ci prende un po’ in giro. E la pizza con la mozzarella di bufala? A volte è proprio una “bufala”… Un libro scritto in modo semplice su argomenti che ci circondano e che ogni giorno sperimentiamo sulla nostra pelle, una lettura davvero interessante che consiglio a tutti e, come dice l’autore leggiamo sempre le etichette per sapere cosa mangiamo!
Se seguite Dario Bressanini, che sia sul blog o il canale youtube o facebook, avrete già sentito buona parte degli argomenti trattati, ma l'esposizione e i dettagli bibliografici rendono comunque interessante il libro. Per sfatare convinzioni create dal marketing o dalla propaganda, spiegando il perché di certe scelte e l'origine di prodotti o tradizioni. Di facile comprensione anche per chi non è ddel mestiere e divertente da leggere.
Normale prosecuzione del precedente. Ma se Pane e bugie aveva il pregio della novità, lo stesso non si può dire di questo. Ho iniziato a leggerlo sapendo già cosa mi aspettava: non sono rimasto deluso, ma non mi ha entusiasmato. Andrebbe letto da tutti, soprattutto da coloro che si attardano a comprare prodotti biologici, naturali, a km zero, scordando che a km zero, storicamente, ci sono state solo le carestie. Dubito comunque che chi apprezza il kamut apprezzi anche queste letture.
Bressanini è un grande ricercatore. Questo non lo dico solo perché si percepisce la sua enorme conoscenza e competenza nel suo campo, la chimica, ma perché dia suoi racconti trasuda un interesse e curiosità interdisciplinare, che ha sicuramente motivato approfondimento di altri campi e lo rendono un divulgatore a tutto tondo.
Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fatto che parlando di uova e carne bovina ha citato dati zootecnici accurati e aggiornati, informazioni che esulano dai suoi studi e che dimostrano la sua passione per il cibo.
É un apprezzatore di etichette e io, da consumatrice e curiosa, apprezzo che lui faccia queste indagini per noi, con un bagaglio culturale che consente di carpire molte più informazioni di quelle che riesco e riuscirei a estrapolare io. Ogni aiuto per diventare consumator* più consapevoli é gradito.
Il testo racchiude dei fun facts e chicche su una dozzina di prodotti di uso comune, alcuni non troppo ricercati, altri di maggior interesse (assolutamente soggettivo). Ogni capitolo si occupa di un diverso alimento e tra di loro non sono collegati. Purtroppo alcuni resoconti non mi erano nuovi e nonostante capisca il bisogno di richiamare un pubblico ampio piuttosto di uno già erudito in materia, questo ha ridotto la godibilità del testo. 3 stelle e mezzo e una scusa al simpatico chimico di quartiere.
In generale apprezzo Bressanini per la sua dedicazione alla divulgazione e la sua positività, ora anche perché ho scoperto che scoraggia il consumo di tonno e mi ha spiegato perché mia madre fa bene a comprare il burro bavarese.
Ho trovato interessante la lettura di questo saggio, risulta scorrevole. Anche se non mi trovo (sempre) d'accordo con le conclusioni dello scrittore, le argomentazioni sono sorrette da numerosi studi.
Portatevi sempre dietro gli occhiali - e soprattutto se non siete più tanto giovani - quando andate a fare spesa. Imparate e leggere le etichette e a chiedervi perché per certi prodotti esse riportano così poche informazioni. Per esempio il burro. Il burro migliore a parità di qualità del latte, si ottiene con il processo della centrifugazione ma solo una minima parte del burro italiano viene prodotto così. Per oltre due terzi infatti esso viene prodotto utilizzando un sottoprodotto della lavorazione del Grano Padano e del Parmigiano Reggiano che si serve di latte parzialmente scremato per affioramento della crema. E' appunto questa crema che viene usata per fare il burro ma essa non è di alta qualità e di conseguenza anche il burro che ne deriva. Nel burro l'etichetta non dice mai come esso è stato prodotto. Il consumatore però per garantirsi un buon prodotto, dovrebbe sempre scegliere quello dove l'etichetta dice che deriva da un processo di centrifuga.
Tutto ciò che conosco di chimica, alimentazione e affini risale alle scuole superiori, quindi direi che posso tranquillamente fregiarmi del titolo di ignorante in materia. Fatta questa doverosa premessa, ho adorato il libro. L'autore, pur scrivendo un'opera divulgativa, è chiaramente un autore serio: alla fine di ogni capitolo si trova la bibliografia, che non rimanda a siti internet di dubbia attendibilità, ma a veri articoli scientifici. Poi ovviamente le fonti sono anche altre (normative, testi, interviste...) ma questi dettagli che dettagli non sono mostrano che la ricerca dietro allo scritto è stata seria e precisa. Un punto a favore è lo stile: divulgativo ma non sciatto, decisamente divertente. Da ignorante qual sono, ho capito tutto ciò che l'autore ha spiegato e mi sono pure fatta qualche risatina. Promosso a pieni voti!
seguito di "pane e bugie" in cui bressanini approfondisce alcuni temi già trattati nel libro precedente. il tema è lo stesso (la disinformazione e la cattiva divulgazione in campo alimentare), ma qui- sulla base delle metodologie già trattate- l'autore esamina alcuni casi specifici: il kamut, la mortadella, il tonno, il latte, lo zucchero etc etc, smascherando *le bugie* contenute in un carrello della spesa medio. anche questo libro è chiaro e interessante, per chi ha voglia di approfondire l'argomento o fa attenzione a ciò che mangia.
Un libro veramente da leggere se siete appassionati di cibo e volete uscire dai soliti luoghi comuni. L' unica pecca del libro e' che molti argomenti trattati erano già apparsi sul blog dell'autore togliendo un po' di gusto alla lettura. Comunque, ogni argomento e' sempre ben presentato e supportato da un numero adeguato di referenze.
Sempre molto interessante, se volete avere un'idea di quanto possa aver senso pagare in più per comprare alcuni cibi, che di fatto sono identici a quelli più economici, o se siete interessati a fare una spesa più consapevole e "scientifica", allora questo libro è quello che fa per voi.
Lettura godibile, mantiene l'interesse fino alla fine e fornisce un sacco informazioni interessanti, oltre che trasmettere un certo metodo/forma mentis su come approcciarsi alle notizie su cibo e nutrizione
Κρίμα που τα βιβλία του χημικού της γειτονιάς μας δεν έχουν μεταφραστεί σε άλλες γλώσσες. Φαντάζομαι κι ελπίζω να υπάρχουν κι άλλοι επιστήμονες εκεί έξω που να γράφουν και να εξηγούν τη διαφορά μεταξύ μιας πατάτας με εμπλουτισμένο σελήνιο και μιας χωρίς, ενός βιολογικού κι ενός βιοδυναμικού προϊόντος και να έχουν την υπομονή να εξηγήσουν τί τελικά είναι ένα γενετικά τροποποιημένο φυτό και πόσο κακό (ή καλό) μπορεί να κάνει. Είναι ένα βιβλίο με βασικές κατά την άποψη μου γνώσεις ώστε να μπορούμε να διαλέγουμε και να γεμίζουμε το καροτσάκι του σουπερμάρκετ χωρίς να χρυσοπληρώνουμε για ανύπαρκτες ιδιότητες κάποιας μάρκας ή να πιστεύουμε σε ό,τι fake news μας πασάρουν στην καθημερινή μας "ενημέρωση".
Un immaginario viaggio tra gli scaffali di un supermercato, alla scoperta di tutte le bufale e le verità, raccontate in questi anni e tutt'ora, riguardo l'alimentazione. Un'attenta analisi di quello che è il mondo degli OGM e dell'agricoltura biologica, ponendo l'accento su quanto quest'ultima forse non è sempre la scelta più etica. Un ottimo libro che, come indica l'autore alla fine, vuole essere un aiuto, non tanto per i singoli fatti narrati, quanto per risvegliare nel lettore/consumatore un senso critico che porti a porsi delle domande, su tutto quello che è l'alimentazione. Consigliatissimo.
Un po' meno coinvolgente di Pane e bugie, ma solo perchè li ho ascoltati uno di seguito all'altro e dato che alcuni argomenti erano già stati trattati nel primo libro mi è risultato un po' meno interessante.
Ottimo lavoro divulgativo, molto informato.
Al contrario di Pane e bugie questo non era "letto" da Bressanini e confermo che preferisco quando a leggere un libro sono narratori professionisti, (anche se in questo caso ascoltando spesso i reel e le storie del Chimico di quartiere mi ha fatto strano).
Ascoltato in un intenso pomeriggio di giardinaggio.
Dario sa essere coinvolgente, fluido nella scrittura ma specifico quanto basta. Pochi numeri, poche date, una trattazione continua perfetta per poter essere ascoltata senza dover rinunciare a ricordare qualcosa. Unica pecca, se si vuole trovarne una, è la voce: penso gli audiolibri debbano sempre essere letti dagli autori almeno in lingua originale.
Testo diviso in capitoli, ognuno dei quali affronta un cibo e una tematica diversa. Tanti aneddoti e statistiche interessanti, ma nel complesso un ascolto non così stimolante come mi aspettavo.
Una lettura piacevole e incredibilmente interessante! Sapevo già di alcuni argomenti menzionati, seguendo Bressanini anche sui social, ma su altri mi ha stupito in positivo, specialmente la questione sulla mozzarella di bufala e sul burro. Super consigliato!