A surreal crime-thriller from an Italian master. This original full-length graphic novel by Italian comics superstar Francesca ("The Wipeout," "Pastil," "Pop. 666" in Zero Zero ) Ghermandi combines her trademark surreal graphics (executed in stunningly subtle pencil tones this time) with a hardboiled Kiss-Me-Deadly style paranoid thriller. Fleeing his previous life as a factory worker, buffeted by his miserable job, his cruel co-workers, and his overbearing girlfriend, our hapless protagonist, George Henderson, has just arrived in a new city to start Grenuord. But Grenuord, rocked by terrorist attacks and therefore in full police-state alert mode, does nothing to assuage George's paranoia—especially as strange occurrences begin to accumulate, including a sinister man who, under the guise of checking George's stove, discovers (and absconds with) a toxic glow-in-the-dark substance from his basement, an abusive neighbor, and a beautiful but elusive hitchhiker with a mysterious past—oh, and did we mention that George is actually dead from page one? Twists and turns abound in this stunningly unique graphic novel.
Lo stile, il tratto e la capacità compositiva di Francesca Ghermandi, pur essendo magistrali, non riescono a supportare una storia di questo tipo. È un fumetto stravagante e confusionario in cui è difficile entrare nella vicenda. George, il protagonista e “l’uomo morte”, il personaggio che più di tutti dovrebbe rappresentare il lettore, non mi ha convinto pienamente. Anche lui come tutti partecipa all’illogicità di ogni situazione che rende Grenuord la città corrotta che è. Ghermandi vuole rappresentare tematiche e aspetti di vita non banali come l’alienazione dell’uomo, le sue speranze futili, i cicli infiniti della nostra esistenza, la routine quotidiana che è vista come una condanna eppure non riesce nel suo intento a pieno. La sufficienza per me la ottiene comunque ma a fatica, un vero peccato.
Non sono riuscita a cavare alcun senso da questa storia, come già accaduto con l'altro lavoro di Francesca Ghermandi che ho appena concluso, Cronache dalla palude. Mi è dispiaciuto, perchè il torvo tratto di matita caratteristico di questa autrice non è affatto sgradevole. Ricordo che anche per le illustrazioni più giocose del Libro delle torte che lessi qualche anno fa mi era apparso ben indovinato.