Il secondo episodio della serie Victorian Solstice. Scompaiono, uno dietro l'altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c'è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c'è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D'Inghilterra. Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.
Federica Soprani vive a Parma, cercando di coniugare da anni la passione per la scrittura col lavoro e la gestione di una famiglia che ha più zampe che arti. Si è laureata in lettere moderne con una tesi dal titolo La figura del Vampiro nel Teatro tra ‘800 e ‘900. Ha pubblicato racconti in antologie, su riviste e periodici. Insieme a Vittoria Corella ha pubblicato i sei episodi della serie poliziesco-vittoriana Victorian Solstice (www.victoriansolstice.it), il romanzo Steampunk Victorian Vigilante. Le infernali macchine del Dottor Morse (Nero Press) e il romanzo Una segretaria per Milord (Harper Collins Italia). Il suo romanzo Corella, l’ombra del Borgia (www.corella.it) ha vinto il Premio Letterario Mondoscrittura 2013. Nel 2015 ha pubblicato con Delos Book Come tu mi vuoi, collana Storie ardenti, incluso poi nel cartaceo Fantasie piccanti, edito da Mondoscrittura. Nel 2017 ha pubblicato con Edizioni il Vento antico la raccolta di racconti Quello che sulla Terra sapete. Nel 2019 ha pubblicato con Triskell Edizioni Il Cammino del Sapiente, prima volume della trilogia fantasy Cronache di Daederian. Dal 2018 collabora con la casa editrice Letterelettriche e con la rivista digitale Lost Tales. Pubblica racconti in antologie, su riviste e periodici.
Un racconto ipnotizzante, che tiene con il naso incollato alle pagine. Ho ritrovato con piacere i due protagonisti e apprezzato molto il loro lento avvicinarsi, la confidenza che pian piano si sta instaurando tra loro e la tensione sessuale sempre più palpabile. Il titolo della storia, chiaro omaggio al celebre racconto di Doyle, lascia intuire chi saranno le sventurate vittime di questo giallo, un caso che - con i suoi retroscena - farà davvero accapponare la pelle. Ancora una volta Federica Soprani e Vittoria Corella hanno fatto uno splendido lavoro, annegandoci nell'aria grigia e nebbiosa della Londra vittoriana e lasciandoci lì agonizzanti, in attesa del prossimo racconto.
Torna la coppia di investigatori più improbabile e adorabile della Londra vittoriana.
Cerco sempre di giudicare ogni libro come una cosa a sé, senza fare paragoni, ma avendo letto da poco la prima parte è quasi impossibile non notare le differenze, soprattutto in positivo, tra i due racconti.
Tornano Jonas e Jericho, dunque, di nuovo alle prese con un caso misterioso e, soprattutto, di cui non sembra importare niente a nessuno. Nei sobborghi della città spariscono giovani dai capelli rossi, giovani che si assomigliano in maniera impressionante e di cui, alla Yard, sembra non importare niente. Importa al detective Marlowe, che sembra un po' il paladino delle cause perse, che viene, inspiegabilmente, per lui, affiancato di nuovo dal medium Jericho.
Sui due protagonisti mi soffermo dopo.
Vi dicevo delle differenze. Bene.
Innanzitutto la complessità della trama; non che il primo 'caso' non fosse complesso, ma si era svolto in maniera piuttosto lineare e pulita (cosa che mi era comunque piaciuta); stavolta invece, le due autrici spaziano di più, mostrandoci non solo i personaggi principali, ma anche altri coprotagonisti, raccontandoci retroscena della storia che i due detective intuiscono e immaginano, ma che, ovviamente, non potrebbero descrivere con tale dovizia di particolari.
Aumentate anche le scene di sesso, sempre coerenti e ben introdotte, ma più presenti rispetto alla... una e mezzo circa della prima storia.
Anche dal punto di vista investigativo si assiste ad alcuni approfondimenti, là dove, nel primo episodio, era stata data prevalenza all'aspetto deduttivo. E molto gradite dalla sottoscritta maniaca, soprattutto perché, appunto, coerenti alla storia e ben descritte, senza termini troppo gretti o volgari.
Per finire le autrici regalano anche gradite escursioni tra i ricordi e i pensieri dei protagonisti, soprattutto del medium, svelando così, a poco a poco, cosa ha portato alla loro situazione attuale.
Rimangono, per fortuna, tutte le caratteristiche che mi avevano fatto apprezzare il primo lavoro: un racconto dai toni sobri pur parlando di deviazioni e trasgressioni sessuali, un buon racconto giallo senza troppe frivolezze che confondano il lettore, la possibilità di indagare l'animo umano o di leggersi semplicemente una buona storia senza troppi pensieri.
Personaggi: Nonostante il finale del libro introduca un misterioso Valentine che lascia presumere una sua futura presenza, per il momento i protagonisti rimangono due: Jonas Marlowe e Jericho Marmaduke Shelmardine. Il primo è il paladino delle cause perse. All'interno della Yard è quello caduto un po' in disgrazia a cui vengono rifilati tutti i casi peggiori. Al contempo è anche l'unico ad interessarsi davvero a questi casi. Come nel primo libro, rimane un 'puro di cuore', onesto, deciso a scoprire la verità, sostenitore fervente della giustizia uguale per tutti. Mi ha fatta sorridere e il suo idealismo fa talvolta tenerezza, ma non è un personaggio patetico, tutt'altro, è piuttosto forte, non solo fisicamente, e non si fa scrupoli a perseguire il proprio obiettivo. E' concreto e non crede minimamente nel sopranaturale.
Per certi versi a lui si contrappone il medium Jericho e non solo per la sua, molto soprannaturale, capacità di parlare con i morti. Il coprotagonista infatti, ha quelle doti di pazienza e visione alternativa che frenano il compagno dal gettarsi a spada tratta e mosca cieca nelle avventure, riducendolo ogni tanto (ma è raro) a più miti consigli, più spesso intervenendo direttamente per smorzare l'entusiasmo dell'ispettore. Tra i due è quello che viene mostrato di più, soprattutto per il suo passato, e anche quello che sembra ammorbidirsi maggiormente pur di proseguire l'attività assieme a Jonas.
Stile: Le due autrici mantengono il loro tono quieto ed elegante, eccettuate alcune fasi concitate in cui sono bravissime a non cadere nel traculento d'effetto, coinvolgendo il lettore senza cercare immagini d'impatto. Appropriatissimi i dialoghi, che trovo sempre ben curati e molto vittoriani, con un linguaggio consono e in linea con l'uso dell'epoca. Buoni anche i riferimenti geografici, anche se in questo caso vado a memoria (francamente non sono andata a controllare), che aggiungono quell'accuratezza che fa apprezzare un racconto. Il registro è medio tendente all'alto, nel senso che è comprensibile da tutti, ma comunque abbastanza ricercato e appropriato. In alcune scene di sesso sono usati termini più forti, ma non li ho trovati gretti o fastidiosi come in altri romanzi, anzi sottolineavano il momento e lo stato d'animo di chi vi era coinvolto.
Giudizio finale complessivo: L'ho adorato e divorato. Mi è piaciuto più del primo, sia per i miglioramenti oggettivi che ho sottolineato anche nel resto della recensione, sia perché mi è piaciuta proprio di più la storia raccontata. Mero gusto personale quindi. Mi è piaciuto il mistero dei ragazzi scomparsi, mi è piaciuta la trama conseguente, mi è piaciuto l'agire dei vari personaggi. Inoltre il finale della storia introduce un preludio a qualcosa di futuro che mi ha lasciato la giusta curiosità per attendere il terzo episodio. Questo non toglie che il racconto possa essere letto anche da solo, senza il primo e il terzo capitolo.
Altra cosa che adoro è che nonostante la brevità non c'è senso di fretta. L'ho letto in meno di un'ora eppure non ho avuto la sensazione di tirato via o di affrettato. E' un racconto perfetto per le pagine che occupa. E questa è un'abilità non da tutti.
Due racconti decisamente affascinati tra la ragione e la magia. due personaggi con un passato da scoprire incrociano le rispettive strade alla ricerca della verità, insieme perseguono inaspettatamente le tracce improbabili e fantasiose per risolvere il mistero di atroci omicidi. L’ispettore ed il medium un'accoppiata oltremodo improbabile percorrono un cammino ostacolato dal loro passato fino alla verità e all'ossessione umana. La lettura scorre veloce e piacevole, attrae sempre di più mentre gli eventi si susseguono permettendo al lettore di circondarsi delle parole e dei luogo raccontati. Si viene trascinati dolcemente nella storia concedendo la visuale delle vite dei protagonisti in sprazzi di ricordi che permettono di completare il profilo e la vita di ognuno. Una lettura che consiglio riesce ad incuriosire chiedendone di più. I racconti ci permettono di addentrarci nella Londra vittoriana tra le sue strade sporche, l’aria densa e soffocante che risale dalle fogne e la povertà che spargeva la sua miseria nei vicoli accrescendo la criminalità o spingendo fin dalla tenera età fanciulle e fanciulli a vendere il proprio corpo in favore dei vizi dell’alta borghesia. Tre le righe si spiegano i caratteri e le particolarità dei personaggi lasciandosi conoscere lentamente scoprendosi nei ricordi dolorosi del loro passato, possiamo sentire le loro emozioni attraverso i loro stessi pensieri che ci lasciano sulla pelle sensazioni celate dalla parole che scorrono tra le pagine. Jonas Malrowe ispettore fin troppo cinico e legato alla ragione insegue i casi con meticolosità ed ingegno non permette al mondo mostratogli dal Medium di catturarlo ma solo di avvolgerlo per trarne la verità. Una forte personalità ,quasi contrapposta a quella di Jericho, profondamente tormentato da ciò che ha perso e che in realtà non ha mai avuto, da un amore che gli è stato strappato anche se non era realmente suo. L’ispettore non si lascia incantare dalla magia pronto a scoprirne i segreti e svelare le bugie dietro di esse, una figura forte ed imponente che appare sin dall’inizio in tutta la sua importanza eppure si lascia conoscere soltanto molto lentamente durante i racconti. Jericho Marmaduke Shelmardine medium nei bei salotti della nobiltà circondato dal suo fascino e dal mistero, presuntuoso ed eccentrico nasconde dietro la sua figura di baluardo della magia cela un uomo tormentato da un dolore profondo che riesce a farcela amare profondamente. Lui con il suo linguaggio poetico riesce ad incantare in ogni sua sfaccettatura, dai vizi che lo portano nell’inferno del regno di Re Belial alla sua coscienza viva e pulsante che gli permettere di ribellarsi al torpore del laudano e tendersi in soccorso di quell’uomo che comincia a ricordargli una parte importante del suo passato. Gli altri personaggi non sono lasciati al caso anche se non descritti come i protagonisti assumono un’imponente importanza con le loro stoie tratte da frasi o ricordi. Il Mago che spalanca le porte del passato di Jericho, dell’amore tormentato e del dolore. Ognuno ci accompagna nella vita degli altri. Il mago ed il suo potere, il rapporto con Valentina bella e perfida che impazzisce nell’amore combattendo quasi con la sua sensualità per vincere quell’amore che desidera solo per se. Il Re Belian che si staglia nel suo mondo come uno spacciatore di peccati, quasi come un imperatore che guida il suo popolo nei peccati che solo lui può concedere, nelle sue regole che possono portare alla morte per la sua noia... ed ancora Gwen Coventry incantata dalle cose belle e perfette come te, la bambola che sembra vivere in una favole strana e impercepibile. In sintesi un lavoro davvero eccellente che non lascia nulla di incompleto o non sviluppato, racconti coinvolgenti che possiamo sentire come una carezza accennata sulla pelle nella loro sensualità mai volgare od eccessiva e l’equilibrio perfettamente costruito tra i vari generi ci regalano un successo che ha tutte le caratteristiche di opere di qualità da leggere e rileggere. Complimenti!
Eccomi qui a recensire Il secondo episodio della serie Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Colella. Ancora una volta siamo immersi nella bellissima Londra Vittoriana, i nostri due amati personaggi sono alle prese in un nuovo, emozionante intrigante capitolo poliziesco. La coppia Jericho e Jonas, ci porteranno ancora una volta nelle sensuali perversioni, follie della mente umana. Jericho il nostro seducente medium apparirà in questo nuovo capitolo più fragile, ma sempre ironico. Il nostro amato investigatore Jones, si mostrerà invece più forte e sicuro. Insieme indagheranno sulla scomparsa di ragazzi 20enni con i capelli rossi. Gli intrighi, gli inganni, della Londra per bene, i misteri nascosti tra i palazzi delle famiglie nobili fino ad arrivare più su quasi all'apice, quasi a toccare intoccabile. La J&J investigazioni sarà avvolta da sporchi imbrogli, da incredibili scoperte fino al limite della follia. Un finale che fa presagire un ritorno dei nostri amati personaggi a un terzo capitolo. Un'altra volta i nostri protagonisti ci faranno emozionare, trattenere il respiro, appassionare a loro e ai misteri che girano intorno a questa città tanto ricca quanto perversa. Devo dire che anche questo secondo episodio della serie Victorian Solstice, mi ha entusiasmato. Devo fare i complimenti alle due autrici per il loro stile semplice e diretto. Come sempre i dialoghi sono perfetti e adatti all'ambientazione. Ho trovato semplicemente perfetti e di gran aiuto, i link di alcune definizioni che ti mandano diretti alle varie spiegazioni. Questa serie mi entusiasma sempre di più e sono curiosa di leggere cosa succederà in seguito. Per ora vi consiglio di leggere il primo e il secondo episodio non ve ne pentirete.Letto
Si conferma e rafforza il giudizio espresso per il primo volume della serie dei Victorian Solstice: Jericho il Medium e Jonas il detective spaccano! Il caso su cui devono indagare è ancora più complesso e oscuro del precedente, e l'inizio drammatico della storia ti cala fin dalle prime righe in un'atmosfera cupa e permeata di perversione. Uno degli aspetti che preferisco, tuttavia, è il rapporto in crescendo fra i due protagonisti, con i fantasmi del loro passato sempre a incombere su di loro. Non si può fare a meno di amarli. Consigliatissimo!
Una capacità evocativa che rende reali atmosfere e personaggi. Questo è il secondo volume e già posso dire che amare questa serie al punto di rimpiangerla. Perché la terminerò a breve. Jonas e Jericho sono personaggi che ti restano dentro, che lasciano il segno e che dimostrano come anche in Italia esistano persone in grado di creare caratteri e dialoghi magistrali. Soprani e Corella meritano di scalare di classifiche e di vedere trasposti i loro lavori in immagini. Anche se poi nessuno sceneggiatore riuscirebbe a rendere giustizia alla loro scrittura.
La Lega dei Gentiluomini Rossi è il secondo episodio della serie “Victorian Solstice” di Vittoria Corella e Federica Soprani. Può essere letto anche senza conoscere il precedente romanzo breve La società degli spiriti, ma va da sé che per non cadere in giudizi affrettati è meglio iniziare questa affascinante saga vittoriana dalla prima indagine dell’eterogeneo duo “Marlowe e Shelmardine”.
Delizioso. L'atmosfera riesce a rapirti e portarti in questa magica e misteriosa Londra vittoriana. Non puoi non amare i personaggi. Soprattutto, non puoi non amare lo stile di scrittura così elegante e coinvolgente di queste due autrici. Da raccomandare.
In questo secondo episodio, Jericho e Jonas si trovano a indagare su un nuovo mistero. Da giorni, presso la comunità irlandese, scompaiono uno dopo l'altro, giovani bellissimi, tutti simili, e collegati da una particolare caratteristica in comune: i capelli rossi. È un caso, però, che non interessa a nessuno, se non a Jonas, che si mette personalmente alla ricerca di questi giovani, andando a indagare proprio tra gli strati bassi della società, in quei luoghi e tra quelle persone che contano meno di nulla agli occhi dei potenti. Ad accompagnarlo c'è sempre Jericho, che sembra provarci gusto nel passare del tempo con l'investigatore. I due protagonisti seguiranno una strada che li porterà dal basso verso l'alto, giacché uno dei ragazzi scomparsi è il gemello della giovanissima moglie del Lord Cancelliere. Tra ragazzine belle e sensuali, simili a bambole, uomini depravati, scomparse e imprevisti, si snoderà una trama più ricca e avvincente rispetto al primo episodio.
In questo secondo racconto, infatti, riusciamo a scoprire un po' meglio i caratteri dei due protagonisti. Si scopre, lentamente, qualcosa in più su di loro e si sviluppa un rapporto più profondo. Una carica emotiva che pian piano lega i due, anche se ancora è tutto puramente accennato, sospirato. Jonas, qui, acquista uno spessore maggiore rispetto al primo episodio, dove emergeva molto di più Jericho. Notiamo la sua forza, il suo desiderio incrollabile di raggiungere la verità, di aiutare persone fragili che gli stanno a cuore, di fare giustizia. Si dimostra determinato, forte. Ed è perfettamente sostenuto da Jericho, che anche qui mi è piaciuto molto. Non riesco a dare un giudizio netto su di loro, perché so che hanno ancora tanto da raccontare, tanto da dire, e quindi per ora posso unicamente ribadire la loro caratterizzazione davvero perfetta.
L'ho preferito all'altro. Forse perché più ricco. C'è una trama più delineata, più coinvolgente. Se "La Società degli Spiriti" mi è parso un poco un lungo prologo per conoscere meglio il mondo oscuro e sensuale creato dalle autrici, e in parte i personaggi principali, qui conosciamo meglio il tutto e siamo completamente avvinti da ciò che succede. Compaiono altri personaggi, affascinanti o spregevoli. E anche alcuni puramente accennati, che sicuramente ritroveremo nei prossimi libri.
Le scene di sesso aumentano, sono dure, spregevoli, eppure ancora una volta non cadono troppo nel volgare. Lo stile delle autrici è riuscito a non farmi passare oltre, a non farmi storcere troppo il naso. Più che altro ho provato rabbia e desiderio di vedere un po' di giustizia, di colpire duramente quegli esseri perversi e impietosi.
La deliziosa e perfetta descrizione dei luoghi, poi, ci trascina ancora di più in quel mondo: mi è parso di essere avvolta tra i fumi della città, tra gli umori tipici della rivoluzione industriale, e quei mondi depravati in cui personaggi con poco cuore e perversi compiono atti orrendi a discapito di ragazze fragili e pazze.
Anche in questo caso la figura femminile mi ha molto colpita e quel collegamento a un'altra fiaba, quella di Rosaspina, ma anche ad Alice nelle descrizioni della casa dove dimora Jericho.
Il finale, poi, lascia una curiosità immensa. Una volontà di conoscere di più il passato dei due protagonisti, soprattutto di Jericho, di Valentina, di Safire. Una curiosità che spero potrà essere saziata nei prossimi episodi.
La Lega dei Gentiluomini Rossi è il secondo episodio della serie “Victorian Solstice” di Vittoria Corella e Federica Soprani. Può essere letto anche senza conoscere il precedente romanzo breve La società degli spiriti, ma va da sé che per non cadere in giudizi affrettati è meglio iniziare questa affascinante saga vittoriana dalla prima indagine dell’eterogeneo duo “Marlowe e Shelmardine”. Ammetto che La Lega dei Gentiluomini Rossi mi è piaciuto meno rispetto a La società degli spiriti. Non tanto per le ambientazioni, un’avvolgente e oscura Londra vittoriana che vive grazie alla squallidezza morale e fisica delle persone che la compongono, o per i protagonisti, che qui compiono un ulteriore salto di qualità di cui non posso scrivere previa l’anticipazione di parti salienti della trama. Comunque sia, la storia parte subito in quarta con una scena di inseguimento e stupro ai danni di un ragazzino nei quartieri più malfamati della capitale inglese da parte di un misterioso uomo a bordo di una carrozza. Tutta la descrizione è un pugno nello stomaco e fa sicuramente il suo effetto sul lettore. Questo, però, non è altro che uno dei tanti crimini che sta colpendo una metropoli disinteressata. Infatti, sei ragazzi sono scomparsi dai degradati quartieri irlandesi e la polizia non fa nulla per risolvere la situazione. Toccherà così all’ispettore di Scotland Yard Jonas Marlowe e al sensitivo Jericho Marmaduke Shelmardine tornare in azione per venire a capo dell’intrigo e riportare giustizia alle famiglie di quegli sfortunati giovani che avevano in comune i capelli rossi.
Dopo un’attenta analisi posso dire che la cosa che non mi ha convinto proprio è la trama: si capisce subito che le autrici mettono intenzionalmente in primo piano i personaggi e che lo svolgimento, per quanto denso di avvenimenti, non regala colpi di scena degni di nota. Chi è avvezzo ai gialli capirà facilmente chi è il colpevole. Questa è una cosa che ci può stare, cosa che dissi anche per il primo episodio. Stavolta però è l’epilogo, per quanto propedeutico alla terza parte, ad avermi lasciato con l’amaro in bocca. Cercando di non anticipare nulla, posso però dire che le autrici avrebbero potuto usare una soluzione diversa. Invece hanno optato per quella che a mio avviso era la strada più facile da seguire per risolvere la situazione e anticipare i futuri sviluppi dei protagonisti. In conclusione, “La Lega dei Gentiluomini Rossi” è un episodio di passaggio e per questa sua natura può far storcere il naso al lettore. Chi avrà la pazienza di passare sopra ai difetti e deciderà di recuperare il primo romanzo breve e poi di leggere il terzo riuscirà sicuramente ad avere una visione più generale e ad apprezzarne maggiormente i pregi.
In questo secondo episodio della serie Victorian Solstice incontriamo nuovamente Jonas Marlowe e Jericho Shelmardine mentre cercano di risolvere un nuovo caso. Scompaiono uno dopo l'altro alcuni giovani irlandesi: tutti sui 20 anni, tutti rossi di capelli, tutti simili tra loro. Un caso che Scotland Yard neanche prende in considerazione, viste le bassa estrazione sociale degli scomparsi. Jonas, paladino delle cause perse, invece si mette di impegno e, accompagnato dall'ormai inseparabile Jericho, cerca di scoprire cosa sta accadendo. La sua indagine lo porta a collegare questo caso con la scomparsa del ben più blasonato congiunto del Lord Cancelliere, fratello gemello della moglie. E qui la nostra accoppiata si scontra con il muro del potere! La storia si fa sempre più avvincente. Se il primo episodio, La società degli spiriti, ci rivelava molto del passato di Jonas e Jericho, questa seconda puntata ci mostra di più i loro caratteri, che ad un primo sguardo possono sembrare molto diversi, ma che in realtà sono più che latro complementari. Mi è piaciuto molto il mistero che i nostri J & J si trovano ad affrontare questa volta, una storia intrigante e molto sensuale, per niente scontata! Mi piacciono molto le figure femminili che si trovano dietro entrambi i misteri: creature strane, fragili e vicine, se non completamente immerse, nella follia! Il tutto è narrato in maniera impeccabile, con i giusti accenti nei momenti importanti, ma con uno stile comunque fluido e piacevole! Assolutamente promosso anche questo secondo caso! Ovviamente adesso sono in attesa del terzo e quarto (conclusivo) capitolo della serie, per scoprire...bhè, parecchie cose! Come procederà la nuova società J & J? E chi è questo Signor Valentine?
Le sorprese più grandi si nascondono in luoghi impensabili. E sono stati veramente una piacevole rivelazione i primi due capitoli della serie Victorian Solstice, frutto della penna di Federica Soprani e Vittoria Corella e pubblicata con la Lite Editions. Una vera gioia per mente e fantasia: La società degli spiriti e La lega dei gentiluomini rossi si sono rivelati letture ammalianti, avvincenti ed intriganti, grazie anche al filo erotico, gestito abilmente, che riesce ad essere uno dei cardini delle vicende senza però risultare mai eccessivo, inopportuno o fuori luogo.
È piacevole scopire come, in due racconti da meno di 100 pagine, sia contenuto un mondo vasto e ricco di sfumature, dalle ambientazioni amabilmente vittoriane e popolato da antesignani dandy ricchi di fascino e rudi bobby.
È un’improbabile coppia di investigatori a recitare la parte da protagonista, con la quale vivremo investigazioni e delitti irrisolti, anche se la suspanse si muove sul terreno nebuloso dell’esoterismo e dell’ignoto, di una forma di astuzia ben diversa dall’ordinario, quasi un gioco di prestigio eseguito al meglio. Perché non è l’investigazione in sé il cuore di questa serie, ma lo sono i suoi personaggi e il modo in cui interagiscono, svelando i loro segreti. Si conoscono e... http://bit.ly/1qr4HiL
Sotto il titolo Victorian Solstice sono raccolti tre racconti scritti a quattro mani: La società degli spiriti, La lega dei Gentiluomini rossi e I figli del pozzo di carne.
Le storie sono brevi — una sessantina di pagine in media — ma tutte e tre molto scorrevoli. Ambientate nella Londra vittoriana, ricreano il binomio detective-assistente alla Sherlock Holmes e Watson, di cui infatti sono citati alcuni elementi — fra cui gli Irregulars e l'appartamento condiviso con annessa governante. Sebbene il livello raggiunto non sia il medesimo, sono racconti che si leggono volentieri e che sanno incuriosire e rapire. In questo caso è interessante constatare che mentre il detective è realmente un poliziotto, l'assistente è un medium dal passato alquanto burrascoso dal punto di vista legale. Una coppia, quindi, portatrice di valori diametralmente opposti fra loro: la ragione contro la superstizione, cui si accompagnano due stili di vita altrettanto differenti che non tarderanno a produrre situazioni paradossali
Una trama avvincente, fili intricati di una matassa che con desiderio e trepidazione cerchi di districare. Tutto perfettamente credibile, fin troppo. Una Londra vittoriana carica di quegli umori tipici della rivoluzione industriale, descritti con sapienza magistrale. L’aria umida e oleosa di Londra la senti sulla pelle, e in alcuni tratti della storia ti verrebbe quasi da smettere di respirare. Parole come suoni, immagini, umori.
Gli umori dei protagonisti. Te li senti addosso, non ti danno tregua. Come una seconda pelle. Puoi solo scegliere quale indossare: Jericho, Jonas, Re Belial, Valentina, Gwen…
Personaggi carismatici, reali. Pensano, agiscono, soffrono. Amano, odiano, stuprano. Provano piacere, sentono dolore. per leggere tutta la recensione segui il link: http://romancingthereality.wordpress....
Il secondo episodio, oltre ad nuova indagine complicata e irrisolta che accomuna il Medium triste e l'Ispettore in disgrazia, porta anche ad un salto di qualità nel rapporto tra i due, che cominciano ad essere non solo colleghi ma qualcosa di più (anche se per ora nulla è detto, ma tutto - e forse -sospirato). E devo dire che ho trovato particolarmente convincente l'idea di lasciar crescere la tensione erotica tra i personaggi principali, facendo leva solo sugli ammiccamenti, le risposte, i sottintesi, pur senza mai coinvolgerli in nessuna vera scena di passione.
Ulteriore episodio travolgente che mi rende ancor più impaziente di leggere il terzo.
Questo capitolo anzichè gettar luce sul passato dei nostri protagonisti, continua invece a gettare su di loro ombre e misteri rendendoci ansiosi nel desiderio di rischiararle e decifrarli.