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New Babel

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Terra, un imprecisato futuro qualche secolo dopo la nostra epoca, nella quale Internet ha acquisito vita e consapevolezza di sé, divenendo un’entità senziente, il Dace. Sono state chiuse le colonne d’Ercole per prosciugare il mare, allo scopo di aumentare lo spazio vitale della razza umana, e una immensa torre di Babele è stata creata nel bacino Mediterraneo, dove ormai vivono piu’ di duecento milioni di persone. Il sovraffollamento globale è un problema complesso e virtualmente irrisolvibile. In un punto qualsiasi di un qualsiasi livello della megalopoli, si muove Irene ‘Lem’ Nakamura, giovane biologa frustrata e compressa in un lavoro senza prospettive. La sua ricerca di un posto al sole, nell’atmosfera soffocante di New Babel, perderà le caratteristiche di semplice ‘ricerca di un lavoro migliore’, diventando lotta spietata per la sopravvivenza, una sopravvivenza che potrebbe non riguardare soltanto lei come individuo, ma l’intera specie cui appartiene… C’è chi ritiene che sia in corso una selezione in cui non c’è più spazio per i sapiens. La specie sembra aver raggiunto la fine della sua linea evolutiva, e una nuova umanità inizia lentamente a prenderne il posto. Probabilmente è davvero così, e la concretezza dell’ipotesi non rende più semplice la forzata coabitazione di ben quattro specie senzienti su una Terra sempre più stretta, sempre più contesa. In fondo, se paragonato al Dace, ai Drod e ai dualis, nati dall’ibridazione tra sapiens e Drod, dotati di facoltà ESP e della preziosa capacità di sconnettersi dalla Rete a piacimento, cosa può fare un semplice essere umano?

353 pages, ebook

First published December 12, 2011

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Laura Lem

1 book

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
2 reviews
June 16, 2022
Ho avuto il privilegio di leggere questo romanzo anni fa su efp. All'epoca mi rimase impresso, tanto che ho continuato a pensarci e adesso finalmente ho avuto l'idea di cercare se fosse stato pubblicato e l'ho riletto tutto in un pomeriggio. La cosa che mi piace più di tutte è il worldbuilding: la costruzione di questa società del futuro, l'attenzione ai dettagli, al nuovo linguaggio e ai costumi è straordinaria, ti fa immergere completamente. Ammetto che la storia d'amore non mi fa impazzire, ma forse il romanzo è interessante proprio per questo: perché non ci sono 'scelte giuste', 'buoni' o 'cattivi'. La complessità del mondo nella storia equivale alla complessità del nostro, e proprio per questo è affascinante. Kudos.
Profile Image for Werehare.
783 reviews29 followers
March 8, 2015
6,5/10

Il voto "neutro" è il risultato di un alcuni elementi molto positivi e altri che invece ho trovato molto fastidiosi; nel complesso un libro piacevole da leggere, ma IMO con dei pregi e dei difetti molto distinti.
Il pregio principale è sicuramente l'ambientazione: se anche l'idea di una metropoli sterminata non è la più originale del mondo, la differenza la fanno alcuni dettagli brillanti (il Mediterraneo prosciugato, ad esempio) e in generale il modo organico e curato con cui questa ambientazione è stata sviluppata fino ai dettagli della vita quotidiana, un'attenzione che aiuta molto l'immedesimazione. La trama in sé unisce il mistero all'avventura in un mix azzeccato, che mantiene il lettore sulla corda fino alla fine nonostante qualche passaggio ovvio e qualche scivolone nel banale. Lo stile è in generale (molto) buono, trasparente e incisivo quanto serve, sempre comunque al servizio della storia.
Quello che non mi è piaciuto per niente è la sensazione costante che questa storia senta l'urgenza di dimostrare qualcosa al lettore. La protagonista, a partire dal nome, pare costruita come un alter ego dell'autrice nella storia, e per questo motivo si avverte una certa indulgenza nei suoi confronti: Lem è, per decreto dell'autrice, estremamente intelligente e "speciale" rispetto alla maggioranza degli altri esseri umani, anche agli occhi dei dualis (gli elfhy dell'ambientazione, a partire dalla bellezza assurda). Ne consegue che le opinioni di Lem su tutti i temi controversi che l'autrice inserisce - l'aborto, l'integrazione tra razze, il darwinismo sociale - vengono percepite dal lettore come quelle corrette, o comunque le più intelligenti che è possibile avere dato il suo livello di informazione al momento; e dato lo spazio che l'autrice dedica allo sviluppo di queste tema, a tratti sembra che la storia serva come trampolino per esporre le idee di Lem (e per illuminare di conseguenza i lettori con la loro intelligenza) piuttosto che viceversa. Sempre a questo proposito, una nota di demerito va alla parte del romanzo ambientata nei bassifondi, nella quale la Schirru critica fuori dai denti tutta quell'umanità meschina e superficiale - rappresentata qui a livelli caricaturali, con episodi che paiono quegli aneddoti di vita vera che si raccontano agli amici del bar - colpevole di non essere al livello intellettuale della nostra eroina, e che quindi pare inserita col solo scopo di far risaltare maggiormente le sue doti.
Profile Image for Prisca Turazzi.
Author 8 books17 followers
May 22, 2013
P.S.: questa è un'opinione personale, non una vera critica.

Ancora una volta la punta di diamante riguarda l’ambientazione, che si mostra già dalle prime pagine ottima. Anche le costruzioni ideologiche erano molto attraenti e promettenti, peccato che si risolva tutto in una bolla di sapone.
La protagonista Lem ha solo un grave problema: oltre al primo exploit narrativo… non fa nulla. In realtà, a mente fredda, si può anche dire che la maggior parte dei personaggi servano poco o niente. Primo appunto: non è la protagonista a essere intelligente, ma sono gli altri personaggi che si comportano da idioti.
La soluzione della trama è talmente banale che scredita tutto il resto. Il che è un davvero un peccato, visto che tutto il resto è assolutamente intrigante. Di norma, un thriller presenta all’inizio l’aggancio e nel finale il maggior plotwist; in New Babel è il contrario: prima il plotwist migliore (l’attacco terroristico) e alla fine l’aggancio (il fottuto back-up). Devo ammettere, insomma, che perde gradualmente di slancio. Secondo appunto: strutturazione della trama mal gestita.
Un vero difetto della stesura è la presenza di fastidiose intrusioni a posteriori. Per esempio, una scena durante l’attacco terroristico viene interrotta da una prolessi che introduce argomentazioni (il rifiuto di Lem della psicoterapia) già presenti poche pagine più avanti (dopo la convalescenza Lem rifiuta la psicoterapia); oltre che fastidioso, è persino inutile. Di tanto in tanto, spuntano affermazioni possibili solo in una narrazione a posteriori. Terzo appunto: mancato – ma raro - rispetto del narratore e della focalizzazione scelti.
Tutto ciò, però, si può solo rilevare raggiungendo la parola "fine": durante, la lettura è molto appassionante.
Profile Image for Taksya.
1,054 reviews13 followers
March 3, 2014
Nutro sempre forti preconcetti nei confronti degli autori italiani, che siano giovani, vecchi, famosi o al primo romanzo... perché, nel tempo, ho trovato sempre pochi libri che mi lasciassero soddisfatta a fine lettura. Ma, nonostate tutto (masochismo?) continuo a leggerne e, ogni tanto, qualcosa di buono si trova, come in questo caso.
L'ambientazione futuristica è sia originale che piena di riferimenti e rimandi ad una visione del futuro ormai classica, con megalopoli alla Blade Runner e una popolazione ammassata in pochi spazi vitali, così come il rapporto tra umani e esseri artificiali. Il nuovo stile di vita, i contrasti tra i significati dei termini e delle abitudini del futuro immaginato e della nostra realtà sono riuscitissimi e l'idea della rete senziente è un concetto non nuovo, ma trattato con arguzia. Pur essendoci situazioni o colpi di scena prevedibili, la storia tiene alta l'attenzione e i personaggi sono tutti ben descritti e "in parte". Se piace la fantascienza, è una lettura che vale la pena fare.
Il solo lato negativo, per quanto mi riguarda, è il carattere usato per l'ebook...
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