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La banda del formaggio

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Ermanno Baistrocchi fa l'editore.
Va in giro a far notare le impercettibili differenze tra i suoi libri e quelli delle altre case editrici.
Paride Spaggiari fa il libraio. Invita Ermanno nella sua libreria e poi gli fa delle telefonate bellissime, tutte piene di zioboja, ma non sono zioboja d'impazienza, sono come il basso che suona l'un due tre di un valzer, i suoi discorsi sono dei valzer, mettono di buon umore.
Poi quando Ermanno ha la possibilità di comprare tre librerie Paride si offre di diventare suo socio, che si trova con una certa liquidità.
E per quindici anni Ermanno, tutto quello che fa, ne ha prima parlato con Paride.
Poi salta fuori il buridone che i soldi per le librerie a Paride venivano dalla banda del formaggio, come se i delinquenti a Parma fossero tutti della gente che non vedeva l'ora di comprarsi una libreria, come se avere una libreria fosse una specie di status symbol per i ladri.
E finisce che Paride si butta giù dal settimo piano, e dicono che sia stato per via dei giornali, per via di quello che avevano scritto sopra i giornali, ma secondo Ermanno non era mica per quello.

La banda del formaggio è la storia di un editore che un giorno sull'autobus prova affetto per il suo cuore che batte, e gli verrebbe da ricominciare.
È la storia di un libraio che il delinquente avrebbe voluto farlo come Raskol'nikov, o come il conte di Montecristo, e che ha lasciato a suo nipote, che ancora non c'è, una filastrocca che Ermanno impara a memoria, per lasciarla anche al suo, di nipote, che chissà se mai ci sarà.

223 pages, Paperback

First published May 23, 2013

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About the author

Paolo Nori

111 books251 followers
Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l'Università di Parma, con una tesi sulla poesia di Velimir Chlebnikov. Ha quindi esercitato per un certo tempo l'attività di traduttore di manuali tecnici dal russo part time. Alla redazione de Il semplice conosce Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Daniele Benati, con i quali collabora per anni, cominciando a pubblicare i suoi scritti fortemente influenzati dalle avanguardie russe ed emiliane. È fondatore e redattore della rivista L'Accalappiacani, edita da DeriveApprodi. Collabora con alcuni quotidiani tra cui Il Manifesto, Libero, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Thais.
478 reviews58 followers
June 18, 2013
Non è che non mi sia piaciuto, eh. E neppure che mi abbia irritato lo stile di Nori, che io quelli che scrivono in un modo che quando finisci il libro ti viene da imitarlo li ammiro eccome. Abbiamo qualche divergenza di opinione sull'uso delle virgole, tutto qui (troppe, Paolo, troppe!).
Il protagonista-narratore mi stava simpatico, la storia era piuttosto ben congegnata anche se con tutti questi salti avanti e indietro nel tempo ho proprio avuto bisogno della cronologia finale per capirci qualcosa, e un paio di cose ancora non mi sono chiare. Quindi il personaggio ok, lo stile ok, la trama quasi-ok... E allora perché solo tre stelline? Per le virgole? Mannò. È che, semplicemente, non è scoccata la scintilla. A me piacciono quelli che scrivono come parlano, li trovo divertenti, ma se continuano per pagine e pagine ad accumulare anacoluti su anacoluti, senza un punto, saltellando da un argomento all'altro, un po' mi viene da pensare ad altro mentre gli occhi scorrono sulle parole. Come quando una persona logorroica attacca discorso e dopo un po' disconnetti il cervello e cominci a pensare ai fatti tuoi. Non è necessariamente colpa dell'altra persona, e non è detto che sia una cosa negativa, il fatto che la gente ti ispiri a pensare, però insomma.
Ecco, insomma, Paolo (posso chiamarti Paolo?), una stretta di mano e amici come prima. Ché il tuo "Si chiama Francesca, questo romanzo" ogni tanto mi viene in mente e prima o poi lo leggerò, perciò senza rancore, eh. Mi sono anche segnata un paio di frasi che ho trovato bellissime, la mia preferita è
"non poteva parlare con nessuno perché era vero che aveva i ricordi, ma non aveva nessuno a cui dire «Ti ricordi?»".
E poi anche
"E che i libri, mi è tornato in mente, quelli belli, e gli scrittori, quelli bravi, fan questo effetto che ti feriscono."
Magari la prossima volta mi ferirai, Paolo. Già ti ci vedo.
Profile Image for Ale.
347 reviews4 followers
January 15, 2026
Libro preso in prestito in biblioteca.
Primo libro, e non ultimo, che leggo di Paolo Nori.
Il narratore di questa storia è Ermanno Baistrocchi, titolare della casa editrice Barbarini (Baistrocchi non è un cognome da casa editrice).
Nel libro, la vicenda attorno a cui dovrebbe ruotare tutta la storia è il su1cid10 di Paride Spaggiari, libraio e socio della casa editrice.
Nel raccontare le motivazioni per cui Spaggiari si toglie la vita, Ermanno ci racconta della sua vita personale, di come abbia dovuto cedere la casa alla figlia per andare ad abitare al piano superiore, delle sue vicende nel mondo dell’editoria, della sua salute.
La storia è raccontata con un linguaggio molto particolare, ma anche con una struttura particolare. I capitoli sono numerati, ogni tanto, senza nessun motivo preciso la numerazione ricomincia da 0; quando ormai avevo smesso di farci attenzione, c’è un punto specifico, dove Baistrocchi dice che la numerazione dei capitoli è fatta solo perché gli editori possano avere qualcosa di cui parlare.
Perché la banda del formaggio? Anche questo è raccontato nel libro, ma sarebbe spoiler per cui…
Nel libro ci sono parecchi riferimenti dialettali, secondo me lì si apprezzano solamente/di più se sentiti dal vivo. Epico scoprire chi è Daguntaj, e no, non è una cantante di musica dance o dell’est asiatico. Tantissimi riferimenti a Parma, l’8 esiste ancora ma, purtroppo, non è più arancione e ha cambiato giro.
Una volta presa confidenza con la voce di Ermanno, la lettura è scorrevole, è divertente, ci sono spunti letterari interessanti, ed è anche commovente. Molto consigliato.
Profile Image for Leka.
363 reviews
October 10, 2018
Io Paolo Nori lo leggo per affetto.

Leggerlo è come ascoltare un amico che ti ricorda com'eri -o come avresti voluto o dovuto essere-quando eri genuina, prima che il tempo passasse e ti contaminasse un po'.

Leggerlo è come entrare in casa sua e nella sua vita, almeno un po'. Ci sono sempre una figlia, una madre che se ne è andata, una manciata di comparse varie -senza dimenticare le mondine e le serate a parlare di Garibaldi fu ferito, che devono essere state, per lui, un evento discriminante-.

E poi ci sono Parma e Bologna (qui anche Casalecchio di Reno).

Leggere Paolo Nori, per me è ricordare la faccia di mia sorella e di Elisa nella stanzetta al piano terra dell'ospedale di Parma, mentre la flebo della chemio scende e non si sa come far passare il tempo più in fretta, così io tolgo dalla borsa Nori e mi diletto a leggerlo ad alta voce, per quel poco tempo che le altre lo reggono. La loro è una faccia tra il meravigliato e l'annoiato e l'imbarazzato -non sanno come dirmi di smettere senza ferirmi-.

Leggo Paolo Nori per affetto. Per me e per lui.

Questa copia l'ho presa in biblioteca.
Nell'ultima pagina c'è la scheda con i timbri di restituzione.
Restituirò questo libro entro il:
2 dicembre 2013
12 dicembre 2013
6 giugno 2014
3 novembre 2018

Leggo Paolo Nori per affetto, per me, per lui e per i suoi libri.
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books47 followers
August 4, 2017
Prima o poi, di Nori, voglio provare un audiolibro. Perché oramai, al suo secondo libro letto, l'ho capito: è uno che concepisce la letteratura, o almeno la sua, come orale, vocale, magari faccia a faccia col lettore. Scrive, ma se potesse verrebbe a casa a leggerci le sue cose di persona.
Quindi: ci si rivede di persona.
79 reviews1 follower
March 28, 2020
UN libro strano, che racconta la storia di un editore e del suo socio secondo una sequenza disarticolata di pensieri che potrebbe essere assimilata a un flusso di coscienza.
Divertente in alcuni passaggi, mortalmente noioso in altri. Sicuramente una lettura non facile, ma comunque densa di significati.
229 reviews2 followers
July 25, 2024
Tante divagazioni, e un andare e indietro nel tempo che destabilizza, quasi come se fosse un flusso di coscienza. È il mio secondo Nori dopo tanto tempo, e anche per quanto non ricordassi il suo stile apprezzo la sua sortile ironia. Molte citazioni libresche dopotutto è la storia di un editore, ed una non tanto velata critica ad un certo modo di fare giornalismo.
Profile Image for DiariodiPensieriPersi.
100 reviews15 followers
April 12, 2014
I romanzi di Paolo Nori come La banda del formaggio risultano sempre un’esperienza entusiasmante. Leggere Nori, secondo me, significa lasciarsi prendere dalla storia, seguire il flusso dei pensieri senza tentare di ingabbiarli in una forma, farsi accompagnare dallo scrittore che li snocciola gradatamente. A un certo punto ci si accorge che le vicende si compiono, si rivelano inaspettatamente in un modo chiaro e preciso. E poi, giunge del tutto a sorpresa che La banda del formaggio sia la narrazione di un vero e proprio intrigo giallo.

Ermanno Baistrocchi è un editore, figlio del fondatore delle Edizioni Barbarini. Secondo suo padre, il cognome ‘Baistrocchi’ non era adatto a un’attività del genere: tutti i grandi marchi finiscono per -ini. Allora aveva rubato quello di un compagno di classe delle elementari del figlio, Barbarini, appunto, un ignorantello che a suo avviso non avrebbe mai preso un libro in mano in vita sua.

L’editore con la e maiuscola, quello che faceva tutto lui, quello che tutti gli andavano a chiedere a lui, quello che senza di lui non si muoveva una foglia, no, no. No, lui voleva essere uno, lì in mezzo. Gli piaceva esser lui a decidere, per forza, l’idea era sua, i soldi eran suoi, ma gli piaceva anche un’idea, non so come dire, democratica, socialista, dell’editoria.

Ermanno vive a Parma e questo non è un dettaglio trascurabile. Parma è lo sfondo indiscusso ed è parte integrante della storia, Parma è una condizione esistenziale, linguistica, affettivo-psicologica. L’autore sembra quasi sussurrare a chi non provenga da quella città di non... http://bit.ly/1iEzemX
Profile Image for Terra.
1,253 reviews12 followers
August 2, 2025
una volta che ci si abitua a nori, e io non sono riucita subito ma ho perseverato grazie ad alcuni amici (tutti della sua zona, circa. sicuramente un caso), leggerlo è un vero piacere. infatti mi sono abituata a trovarlo ogni giorno sul suo blog, anche se le cose che scrive su libero le leggo di malavoglia per una questione di principio. poi andare ad ascoltarlo, ecco questo è importante per sentirlo in sottofondo mentre si legge, e come direbbe un piazzista, parliamo di valore aggiunto. bene, la banda del formaggio mi è piaciuto molto molto. certo, se fossi nei panni della battaglia mi sentirei un po' sotto pressione - le auguro quanto meno che vengano a piacerle gli uomini (non per motivi moralisti) esclusi gli illuministi.
Profile Image for Loscrittorucolo.
220 reviews6 followers
December 11, 2013
Nori, preso in dosi omeopatiche perché è un po' faticoso da leggere, con quel suo scrivere parlato, mi piace tantissimo. Questo romanzo, come gli altri del resto, in realtà non ha una vera trama: succede tutto o quasi dentro la testa del protagonista che, come in ogni romanzo, è poi Nori stesso. Gustosissimo.
Profile Image for Leonardo.
49 reviews1 follower
May 12, 2014
Un libro che spesso ricomincia da zero, poi quando comincia comincia da uno
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