Dal carcere di Rovigo, il 3 gennaio 1982, un commando di Prima Linea fa evadere tre pericolose terroriste. Dieci anni dopo, nei gorghi di Trecenta, due studenti ritrovano un barile con un corpo umano all’interno. Ai giorni nostri, Marco Pavan, ex poliziotto e investigatore privato senza arte né parte, diviso tra i problemi familiari con l’ex moglie e la figlia Martina, si trova a indagare sul misterioso passato di un collega con il quale ha un debito morale. Ad aiutarlo, il poliziotto Manfron e Caterina, un’abile hacker dalla doppia vita. Queste tre storie apparentemente lontane e slegate tra loro, si avviluppano in un noir incisivo e temerario, che attraversa gli anni di Piombo con personaggi potenti e indimenticabili, legati a filo doppio alla vera storia d’Italia, quella che non si insegna nelle scuole. Scavando e riportando alla luce segreti dimenticati, Pavan dovrà fare i conti con l’odio antico e implacabile di un nuovo il vasaio. In un finale pirotecnico, pieno di colpi di scena, ancora una volta l’investigatore dovrà mettere in gioco tutto, compresa la sua vita.
Buongiorno lettori, oggi finalmente riesco a parlarvi di “Quella cosa chiamata amore” di Antani e Mascetti, due autori che già avevo letto e che ancora una volta mi hanno regalato una lettura non solo coinvolgente, ma davvero molto entusiasmante.
Questi due autori hanno uno stile unico, le loro storie sono vere e proprie corse a ostacoli, ogni colpo di scena, dubbio o sospetto ti spinge a divorare le parole e a girare le pagine con brama e curiosità crescenti.
“In una frazione di secondo la realtà attorno a loro era completamente mutata. Forse non era neanche più corretto definirla realtà, ma l’eco confuso di un’allucinazione.”
Tante sono le vicende narrate, così come tanti sono stati i personaggi incontrati, ma i due autori hanno saputo gestire con estrema maestria ogni più piccolo tassello. Passato e presente si danno spesso il cambio, questo però non provoca confusione o distrazione anzi, per me è stato come prendere appunti, mi sono vista accanto a Pavan e Caterina mentre cercavano di mettere insieme i pezzi nello studio di lei. Ho sentito l’adrenalina di Manfron, quando per la prima volta corre incontro al pericolo da solo.
“Nella paura c’è l’essenza di una persona” amava ripetere. Peccato che negli anni buoni nessuno avesse mai compreso fino in fondo la sua vena artistica e poetica.
Ogni vicenda ha preso vita intorno a me durante l’intera lettura, grazie anche alle descrizioni dettagliate e a quella fantastica illusione di vedere e sentire tutto attraverso i protagonisti, mi sono sentita parte di ogni cosa.
Gli autori hanno preso uno spaccato di storia del nostro paese e hanno fatto un lavoro eccellente nel riproporcelo a loro modo; attraverso personaggi interessanti, ricchi di personalità e soprattutto veri, credibili, in cui ognuno di noi ci si può rispecchiare e immedesimare.
“L’amore è come na medicina. Se sbagliate la dose fate solo del male. Se ne date troppo poco, l’altra persona lo cercherà per tutta la vita, se ne date troppo diventa soffocante, gli togliete l’aria e l’amato se ne vole annà…”
Una storia lunga, ben intrecciata e articolata in cui amore e amicizia sono state parte integrante dell’intera storia, una lettura appassionante che consiglio davvero a tutti.
In questo secondo romanzo gli scrittori Antani e Mascetti si sono superati! Un vero thriller nel quale ritroviamo tutte le caratteristiche tipiche del genere. Una concatenazione di storie, un intreccio che porta il lettore a risolvere un caso veramente insidioso. Diviso su due piani temporali, la storia degli anni di Piombo vissuti in una piccola cittadina come Rovigo, ai giorni nostri, dove la storia ritorna a farsi sentire. I protagonisti ben dettagliati e sapientemente portati in scena. Ritroviamo Pavan, l'ispettore privato che avevamo conosciuto nel primo libro; si osserva la crescita della persona, sia dal punto di vista umano che professionale, anche nel rapporto con la figlia Martina. L'ambientazione è l'alto Polesine; ritroviamo anche qualche gergo dialettale ma meno presente rispetto al primo libro, per cui il tutto risulta molto più fruibile. Scrittura veloce, capitoli brevi. Invita alla lettura in un crescendo di emozioni e adrenalina. Antani e Mascetti hanno maturato nella loro scrittura, strutturando una storia nella storia che non è facile da ideare e meno da realizzare; invece loro ci sono riusciti alla perfezione. Hanno tutte le carte per diventare scrittori di Noir al 100%. Complimenti ragazzi! Consigliato a tutti!