"Quando il Diavolo perse il cappello" è un fantasy ambientato a Novamenia, un paesino nella Romagna di inizio '900 ed è un libro che consiglio sia agli amanti del genere che non. Il fantastico infatti è presente e fondamentale ai fini della trama, ma la magia di questo mondo non è "classica" quanto più basata sulle tradizioni e sul folklore di quei territori. Un tipo di fantasy che mi ha ricordato "Il maestro e Margherita" per certi versi.
All'inizio pensavo sarebbe stato un libro dal tono leggero, ci vengono presentati i personaggi, ci vengono descritte le loro attività quotidiane come i lavori nei campi, con gli animali, le feste di paese coi loro balli e canti tipici. Andando avanti si inizia a capire che i risvolti sono più sinistri fino ad arrivare all'inizio della guerra e l'atmosfera cambia completamente.
Ho amato che i personaggi parlassero in dialetto e che per le parole, detti e frasi più strette ci fosse la traduzione a fondo pagina. Li ha resi secondo me ancora più vividi e veri, caratterizzandoli alla perfezione. Mi sono rimasti tutti bene impressi, anche quelli secondari, nonostante fossero tanti ed è stato impossibile non affezionarsi.
La storia è intrigante e mai scontata e questo, insieme allo stile di scrittura, fa scorrere la lettura che è una bellezza.
È stato super interessante perché ho scoperto tanti usi, modi e superstizioni che non conoscevo. È stato straziante leggere della guerra in quanto vengono riportati alcuni fatti e stragi realmente accaduti ma sempre descritti con un profondo rispetto, trattando il tema nel modo giusto.
Sono state tante le piccole cose che mi hanno colpito il cuore. É stata davvero una bellissima avventura!