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Se l'acqua ride

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Un libro pieno di grazia, l'avventura al tramonto di un mondo che corre sull'acqua osservato dagli occhi più curiosi che ci siano, quelli di un ragazzino che vuole diventare grande. Sulla corrente dei fiumi nulla cambia mai davvero. Al timone degli affusolati burchi dal fondo piatto, da sempre i barcari trasportano merci lungo la rete di acque che si snoda da Cremona a Trieste, da Ferrara a Treviso. Quando Ganbeto sale come mozzo sulla Teresina del nonno Caronte si sente invincibile. Gli attracchi, le osterie, le burrasche, il mare e la laguna, le campane di piazza San Marco, i coloriti modi di dire di Caronte e i suoi cappelli estrosi, le ragazze che s'incontrano lungo le rotte. Presto, però, non potrà più far finta di niente, lui che ha un piede nel vecchio e uno nel nuovo dovrà imparare la lezione più dolorosa di tutte: per crescere bisogna sempre lasciare indietro qualcosa.

197 pages, Paperback

First published June 9, 2020

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Paolo Malaguti

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Displaying 1 - 30 of 38 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
June 29, 2020
Questa è la storia di Ganbeto, un adolescente veneto che, negli anni sessanta, frequenta le scuole medie. Ganbeto è il suo soprannome. E non ama andare a scuola. Nel giugno del 1965 per grazia ricevuta riesce ad essere ammesso alla classe terza e nel giugno di un anno dopo si diploma.
Il nonno di Ganbeto è un barcaro, si chiama Caronte ed è alla guida della Teresina.
Il nonno prende sotto la sua ala il nipote e gli insegna l'arte della navigazione. È la sera dei Santi Pietro e Paolo, proprio come oggi: “Caronte appoggia il vaso a prua, vicino alla lanterna. La luce della fiamma anima l’acqua al di là del vetro, la fa brillare riproducendo, in piccolo, i giochi che all’alba il sole fa sul fiume. Il colpo che incrina il guscio è secco, dato su uno dei mancoleti cui sono legate le gomene delle ancore. L’albume precipita con un tonfo sordo nell’acqua del vaso, Ganbeto lo vede scendere lento, adagiarsi sul fondo, donare al liquido, un attimo prima puro, una magica opacità cangiante e lattiginosa.”

E quella notte accade qualcosa di magico e l'albume si trasforma in barca, dopo che Caronte ha pronunciato l'antica preghiera in cui invoca i Santi Pietro e Paolo: “Finito tutto, Ganbeto se ne torna a dormire, ma vorrebbe che fosse già l’alba, quando potrà correre a vedere la magia. Le forze della notte avranno lavorato sull’albume come i mastri vetrai di Murano, modellando il globo informe, cesellandolo di minuscole bolle d’aria, tirandone invisibili estremità a foggia di alberature, sartiame, vele sfilacciate.”

E così il lettore sale a bordo della Teresina, insieme a Ganbeto e Caronte e gli occhi si aprono allo stupore. E man mano che le pagine scorrono, con uno sguardo amorevole si seguono le vicende di questo adolescente che in qualche modo si ritaglia un suo posto nel cuore del lettore.

E arrivano i primi innamoramenti e si seguono con trepidazione le sue prime esperienze e ci si intenerisce. Al fianco di Ganbeto c'è sempre Caronte, dai modi un po' sbrigativi e dalle parole piene di saggezza: “– Ricorda una cosa: le robe serie nella vita si fanno quando che si è uomini –. Altra pausa di silenzio, Caronte lo squadra con attenzione, Ganbeto si scopre a disagio perché, a quel che ricorda, suo nonno non lo ha mai fissato cosí. – E su un burcio l’uomo l’è uomo quando che riesce a fare il saluto al Re col fero a quatro pate.
Caronte, nel chiudere la frase, accenna col mento alla grande ancora a quattro marre, pesante piú di un quintale, che quell’estate hanno manovrato sempre assieme, e che prima era affidata alle cure di suo padre.”

Le ragazze si avvicendano, l'esperienza cresce e con questa anche Ganbeto. E alla fine degli anni sessanta arriva Maria. Iniziano i progetti di vita. Ma chissà se Ganbeto sarà in grado di alzare quell'ancora, così come gli aveva detto il nonno Caronte. L'alluvione del 1966 si era portato via tutto, ma non aveva cancellato le parole del nonno. Ganbeto le ricorda bene e farà di tutto per portare a termine quella promessa che aveva in sé il germe della sfida.

Qual è il messaggio di questo libro? Quello racchiuso nella natura dell'acqua.
“Forse sta lí il segreto: è vero che tutto cambia, come l’acqua dei fiumi, che un giorno ride chiara e trasparente, l’altro ringhia nera e vorticosa. Ma è anche vero che le cose, per altra via, resistono e sono dure a morire, di nuovo come l’acqua, che resta sempre lei, e fa sempre lo stesso giro.”

P.S. C’è un unico limite nell’apprezzare questo bel libro: ci sono tantissime espressioni venete. Se non conoscete il veneto, farete un po’ di fatica. Alla fine del libro c’è un glossario. Usatelo. Perché altrimenti vi perdete una “gran bella cosa”.
Profile Image for Silvia.
72 reviews1 follower
June 13, 2020
La sensazione straniante che mi ha dato leggere in un'opera di fiction a tiratura nazionale la storia recente del piccolo borgo veneto in cui sono cresciuta e sentire le storie, seppur romanzate, che ho sentito fin dalla più tenera età mi ha regalato una sensazione dolceamara, ancorpiú perché anche io - con la mia opera di guida turistica - ho l'onore e l'onere di tramandare ai posteri questa tradizione ai più sconosciuta e che spero che grazie a quest'opera arrivi a molte altre persone.
Profile Image for Luigi Dal Zio.
46 reviews7 followers
July 8, 2020
È un libro Veneto... No.. Non è un libro per i veneti.
È un libro che racconta una parte storica del Veneto tramite l'animo di un ragazzo.
Racconta una terra. Racconta le persone di quella terra, di quel periodo.
E racconta un ragazzo che diventa uomo sollevando un"ancora; è un modo anche questo.
Profile Image for Francyy.
679 reviews72 followers
July 28, 2023
Gambeto ha praticamente 10 anni più di me, ciò vuol dire che io ero nata quando questa storia si svolge, questo è quello che mi ha colpita. Una storia che sembra lontana ma che coincide con i miei primi anni. Forse un po’ pesante la terminologia della navigazione, ma tanta poesia in questo adolescente brevetto che di affaccia al mondo dei grandi ancorato ancor al suo essere bambino. Bella figura quella del nonno Caronte, un Uomo ero, rude e affettuoso all modo che solo i barcari sanno essere.
Profile Image for Giorgia.
59 reviews15 followers
January 5, 2023
Questo libro mi ha fatto scoprire una parte di storia del Veneto che non conoscevo e mi ha fatto imparare molte parole nuove, sia Venete, sia del linguaggio marinaro. Bella la storia e molto curati i caratteri dei personaggi. Un libro duro e delicato insieme.
3 reviews1 follower
February 9, 2025
Questa volta, Malaguti, si cimenta nella descrizione di un lavoro antico, come quello del barcaro, che fino agli anni 60 svolgeva l'attività di trasporto merci lungo le vie dei canali nel Veneto. Con una dovizia di dettagli e termini dialettali, l'autore, ci catapulta in paesaggi ricchi di poesia, che scorrono lenti sotto gli occhi di un ragazzo, che avrebbe voluto fare quel mestiere ma che si rende conto che il progresso non si può fermare.
Profile Image for Marianna.
174 reviews16 followers
July 4, 2021
Se tutti i fiumi fusse come ‘l Po!

“Quando che senti l’acqua che ride, che gorgoglia, vuol dire che lì c’è una pietra, o il fondo basso, e bisogna starci alla larga. Se l’acqua ride, il burcio piange!”

Ganbeto è il ragazzo protagonista del romanzo, per tutta la durata della vicenda non scopriremo mai il suo nome di battesimo. Non è importante saperlo: in un mondo semplice, di lavoratori, in buona parte quasi analfabeti, di barcari che lavorano notte e giorno sul burcio, cioè il barcòn, l’imbarcazione adibita alla navigazione, per riconoscersi basta usare i soprannomi. Così il nonno di Ganbeto si chiama Caronte, lo chiamano tutti così dalle rotte padovane a Trieste; e lo stesso nome, Ganbeto, come l’autore ci spiega nel “glossario minimo dei barcari” significa “ferro ricurvo a U, dotato di perno di chiusura, utilizzato per unire due anelli, o la catena all’ancora”.

Terminata la terza media “per grazia ricevuta”, con tanto di cero acceso davanti a San Giacomo, nell’estate del 1965, Ganbeto comincia a dedicarsi all’arte del barcaro e il nonno Caronte lo assume come “morè” sul suo burcio.
Siamo in pieno boom economico italiano e Malaguti ricostruisce l’ambientazione tipica di quegli anni: l’avvento della televisione nelle case, pagata con le cambiali, gli appuntamenti del Carosello con le sue canzoni e le réclames, la voce di Mina che Ganbeto tanto apprezza, la vespa 50L, la diffusione dei bagni privati e l’utilizzo più volte improprio del bidet:

“Cossa che serve? -aveva sussurrato, indicando il recipiente basso e oblungo di porcellana bianca, con due rubinetti, vicino al vate. Scaia aveva alzato le spalle, confessando che suo papà si era vergognato di mostrarsi ignorante coi murari e col dràulico, e così non aveva chiesto niente. Alla fine avevano dedotto che era per lavarsi i piedi, e così facevano. Ogni tanto sua mamma ci lasciava i fagioli secchi a riprendersi”.

Spassosa anche la parentesi scolastica col professore di italiano, un certo, “Gatti Benito Detto Libero, per tutti semplicemente Oio” che faceva pagare 20 lire ogni errore di ortografia “Non possono più essere accettati ‘cedimenti vituperevoli’ al codice dell’ignoranza”. Ho riso di cuore quando Ganbeto ha recitato alla madre alcune strofe del Cinque Maggio del Manzoni e nè lui nè la madre conoscevano il significato di alcune parole altisonanti.

La lingua ha molti termini veneti che non sono illustrati nel glossario a fine libro, ma da napoletana non ho avuto il benchè minimo problema a comprenderne i significati o le sfumature. È indubbio che avrei avuto piacere di conoscere meglio l’etimologia di altri termini come “bocia”, “calumarsi dietro una tosa” e tanti altri, il cui significato si intuisce bene.
Nel libro sono presenti tante interessanti tematiche: lo sfondo dell’Italia anni ‘60, il mestiere dei barcari e dei cariolanti, le loro rotte, il ruolo della donna, depositaria delle conoscenze religiose e tramite coi Santi e la Madonna, le prime esperienze amorose di Ganbeto, il rapporto con il padre, la figura orgogliosa e autoritaria del nonno Caronte, che proprio non vuole rinunciare al suo vecchio burcio, la Teresina, che funziona meccanicamente coi remi, per comprare una nuova imbarcazione a motore, come se ne vedono lungo il Po.

Una prosa lineare con rarissimi guizzi lirici che rendono indimenticabile la narrazione:
“Sarebbe stato un lavoro di ricostruzione certosino, stupendo e doloroso. Stupendo perchè ogni volta che tornava a varcare col pensiero la soglia del negozio, sentiva in tutto il corpo qualcosa che non aveva mai provato, e di cui pareva non potersi mai stancare.
Doloroso, perché, se ne sarebbe reso conto poco per volta, con il passare delle settimane la sua mente avrebbe operato sul ricordo della ragazza come la corrente del fiume sui sassi, che sembra accarezzarli e invece li smussa, li leviga, li modifica (…) perdendo per sempre, la pura bellezza dell’istante”.

Una bella lettura. Il libro è nella cinquina finalista del Premio Campiello. Vincerà?
Staremo a vedere.
Profile Image for Luigina.
43 reviews1 follower
January 11, 2021
https://zapgina.wordpress.com/2021/01...

Il canale di Battaglia Terme è stato uno dei luoghi della navigazione fluviale durata fino alla metà del secolo scorso, quando c’era chi continuava a partire sui burci. Come i protagonisti del romanzo: un popolo di barcari. E un ragazzo, attraverso il cui sguardo tutto accade, ne fa parte e lo racconta. Ganbeto, si chiama. È un soprannome che gli ha dato il nonno: ”L’è magro secco che pare un pellagroso. E non tiene neanche la schiena drita. Magro e curvo, come un ganbeto”.

Il suo sogno di diventare barcaro e seguire il nono sul burcio diventa realtà per il breve tempo di un’estate, dopo gli esami di terza media.

Il nono Caronte, barcaro da sempre e per sempre, mostra a Ganbeto la bellezza di quella vita, gli insegna a conoscere l’acqua: “Quando senti l’acqua che ride, che gorgoglia, vuol dire che lì c’è una pietra, o il fondo basso, e bisogna starci alla larga. Se l’acqua ride, il burcio piange”. Caronte è un personaggio come non se ne trovano più, fa parte della categoria dei grandi veci.

Percorrono un labirinto d’acque, con tante di quelle diramazioni che sono impossibili da seguire sulle cartine moderne. Con una prospettiva inusuale dagli argini bassi oppure senza vedere granché oltre gli argini alti. In un viaggio lungo giorni, settimane, notti da trascorrere sul burcio, fermandosi nelle osterie vicino agli approdi.

Ma "Il mondo cambia …" e “i cambiamenti bisogna seguirli. Non solo seguirli, bisogna dominarli, possederli. Altrimenti anche tu vieni macinato via, assieme alle cose vecchie e ai quattro coglioni che si ostinano a difenderle”.

“Forse sta lì il segreto: è vero che tutto cambia, come l’acqua dei fiumi, che un giorno ride chiara e trasparente, l’altro ringhia nera e vorticosa. Ma è anche vero che le cose, per altra via, resistono e sono dure a morire, di nuovo come l’acqua, che resta sempre lei, e fa sempre lo stesso giro”



«Il mondo cambia …»
Profile Image for Davide Calì.
110 reviews2 followers
March 25, 2022
C'è qualcosa di intimo nel modo di Malaguti di raccontare questa storia, la storia di Ganbeto e di come finisce a lavorare sul burcio con nonno Caronte, la storia di come finisce a fare il barcaro e si innamora di una vita mai sulla terra ferma, tra l'incertezza del domani e la certezza di avere l'acqua sotto i piedi.
E l'intimità che ho sentito leggendo questo libro sono sicuro derivi dalla profonda conoscenza di Malaguti della sua terra e delle tradizioni del suo popolo. Io di commercio su acqua in Veneto non ne sapevo quasi nulla, questo libro ha saputo farmi immergere in un mondo così lontano e vicino al tempo stesso (gli anni 60 non sono poi così lontani). "Se l'acqua ride" è il classico romanzo di formazione con una location insolita, seguiamo la storia di Ganbeto dagli anni della scuola al passaggio all'età del lavoro che a quei tempi significava portare avanti l'attività di famiglia. C'è un entusiasmo in Ganbeto, nella scoperta dell'adolescenza, degli amori, delle cose da grandi, che è ben esplicato da una scena fantastica, quella del suo approdo a Venezia, che ha qualcosa di magico.
Malaguti si becca un bel 5/5.
Profile Image for Piera Rivera.
669 reviews12 followers
May 29, 2021
Libro intenso... racconta del passaggio dall'infanzia alla vita adulta di Ganbeto, attraverso tutte le novità dell'epoca (anni 60/70) come il "bagno in casa", la TV in bianco e nero con Carosello, l'affermarsi del trasporto su strada e delle prime automobili. Ganbeto si adegua al "progresso", cosa che non fa il nonno Caronte, che maestro di antica saggezza, comprende l'evolversi dei tempi, ma per un motivo o per l'altro non si conforma ai cambiamenti. Le numerose parole in veneto rendono un po' lenta la comprensione del romanzo, ma dopo un po' ci si abitua. Interessantissimo il racconto della navigazione fluviale sui barconi (burci) ancora attiva negli anni sessanta del secolo scorso.
Profile Image for Adele.
102 reviews1 follower
July 10, 2021
Un libro che racconta l'adolescenza di Gambeto e le due estati trascorse sulla barca del nonno che fa trasporto merci da Padova a Venezia al Po. In un mondo, siamo nel 1965/66 che è sospeso fra modernità e tradizione, fra dialetto e italiano. Si sorride alle stoerpiature della lingua italiana, ci si commuove di fronte ai sentimenti del burbero nonno, ci si emoziona di fronte alla bellezza di alcuni paesaggi, ci si sorprende con Gambeto di fronte allo splendore di Venezia. Un libro davvero bello, uno scrittore che non conoscevo ma del quale sicuramente leggerò altri libri.
Consigliato!
36 reviews3 followers
August 5, 2021
Un libro sul filo dei ricordi di un mondo d'acqua che non c'è più. La piacevolezza di questo romanzo è la capacità di mischiare il ricordo di un modo di vivere e lavorare antico con l'arrivo della modernità nell'Italia degli anni Sessanta nella provincia di Padova.
Profile Image for Liana Cavallet.
154 reviews1 follower
May 10, 2023
Nel giro di due anni ne passa di acqua sotto si ponti per Ganbeto e la sua famiglia! L'acqua è metafora del cambiamento e della tradizione, di ciò che passa e di ciò che ritorna e Malaguti lo racconta con poesia ma senza inutile retorica.
Profile Image for Chiara Carnio.
438 reviews14 followers
July 15, 2020
Molto carino, delicato e si sorride. Poi ci sono zone che conosco, espressioni dialettali che sentivo ripetere spesso dai miei nonni... un po’ come essere a casa
Profile Image for Andrea Muraro.
756 reviews8 followers
October 21, 2021
“Forse sta lì il segreto: è vero che tutto cambia, come l’acqua dei fiumi, che un giorno ride chiara e trasparente, l’altro ringhia nera e vorticosa. Ma è anche vero che le cose, per altra via, resistono e sono dure a morire, di nuovo come l’acqua, che resta sempre lei, e fa sempre lo stesso giro”.

L'acqua è l'elemento più semplice che ci circonda: essa ci nutre, ci forma, permette la vita. Su di essa si innestano storie che risalgono alla notte dei tempi e per questo è elemento narrativo fondamentale. "Se l'acqua ride" cattura in pieno questo carattere: è un romanzo di formazione in cui l'acqua compare come sostrato delle avventure che caratterizzano un'estate di Ganbeto, adolescente di Battaglia Terme, che scopre se stesso e le sue ambizioni grazie al nonno barcaiolo e al suo burcio, che solca i canali della bassa padovana, del basso Veneto e la laguna veneziana.
E quanto bello è questo angolo d'Italia in quegli anni Sessanta di grandi cambiamenti, in cui convivono l'industrializzazione e gli antichi lavori, la tv e le fòle, la vacanza al mare e le scottature del lavoro sulla barca? In questa Italia degli anni Sessanta un giovane ragazzo può diventare uomo anche senza vivere quelle avventure mirabolanti che sembrano caratterizzare l'evo moderno, senza bisogno di sballo o nottate passate con gli amici attaccati ad uno stereo o alla bottiglia, per comprendere quale strada percorrere per diventare uomini e riuscire a compiere gesti adulti e a gestire rapporti profondi.
Paolo Malaguti intesse una storia che sa di Verismo, con quella mistura di italiano e dialetto padovano e con quelle piccole storie quotidiane di contesto provinciale. E si inserisce pienamente in quel filone narrativo che tanto sta impazzando nel romanzo italiano contemporaneo (mi vengono in mente su tutti la saga dei Florio di Stefania Auci e quella della famiglia Casadio di Daniela Raimondi).
Profile Image for Agnese.
Author 3 books9 followers
January 28, 2025
L’acqua, ambiente di vita del barcaro, che tanto può dare, tanto può togliere. Dà la libertà, prima di tutto, lascia guardare lontano e costruire visioni, ma esige di essere capita e assecondata. È scuola di vita e, in un paio di estati, rende uomo Ganbeto, il protagonista.

L’acqua scorre, portando via con sé, e tutto cambia, sia che la si guardi dall’argine sia che ci si abbandoni alla sua corrente. Ma in realtà, è sempre la stessa, va e torna, immutabile, perché ciò che è autentico è immutabile, resta, solido e intatto, mentre tutto il resto passa.

Un racconto delicato, intenso, emozionante, con alcuni aneddoti divertentissimi, come il grido di guerra epico di Scaia, l’amico di Ganbeto, durante una battaglia tra bande rivali, la sua strategia per realizzare il sogno di diventare giostraio, i discorsi sull’etimologia del sesto comandamento.

È anche il racconto del mondo che cambia dopo la seconda guerra mondiale sotto la spinta dell’industrializzazione, trasformando la campagna e, così, lo stile e il ritmo di vita dei suoi abitanti. Inutile e senza senso opporvi resistenza, e anche in questo caso, l’acqua insegna: si adatta a ogni ostacolo, si modella e prosegue verso la sua meta, pur restando incorruttibile nella sua essenza.
Profile Image for Roberta Sapino.
46 reviews1 follower
February 9, 2025
Era da tempo che volevo leggere un libro di Malaguti e complice uno dei gruppi di lettura che seguo, è stato proposto come lettura del mese questo titolo. Non è stato scelto ma io l ho voluto leggere. Subito catturata dalle pagine in cui ho ritrovato parole dilettali che ben conosco. Ritrovarle mi ha portato in tempi felici. Nessun legame con il mondo raccontato ma il linguaggio mi ha cullato come il burcio di Caronte che a volte cullava Gambeto, il ragazzino che durante un’estate trascorsa sul fiume traghetta la sua età da bambino a uomo. Caronte è il nonno, burbero ed esperto “barcaro”, che trasporta lungo il fiume grano e merci varie seguendo le correnti, le secche e i gorghi del fiume. Per Gambeto sono mesi di formazione in cui non solo impara a conoscere il fiume e tutte le storie che si porta dietro ma soprattutto vive un mondo che sta cambiando. Siamo negli anni sessanta e questa estate diventa lo spartiacque tra il vecchio e il nuovo. La società sta cambiando, i lavori “antichi” lasciano posto a nuovi miti : il lavoro in fabbrica, sicuro e più remunerativo e con questo, la possibilità di una vita più “comoda” e agiata. Non è facile seguire la strada del progresso, anche se per Gambeto ha l’immagine di una sognata Vespa, che rappresenta la libertà e l’emancipazione. Difficile è lasciarsi indietro il burcio del nonno, l’odore di “ freschin “ del fiume, le notti stellate, i sabionanti e i molinari, le ragazze incontrate durante gli attracchi del viaggio. Ma tutto cambia e si evolve “ come l’acqua dei fiumi, che un giorno ride chiare a e trasparente, l’altro ringhia nera e vorticosa.Ma è anche vero che le cose, per altra via, resistono e sono dure a morire, di nuovo come l’acqua, che resta sempre lei, e fa sempre lo stesso giro.” Questo è stato il “mio” primo libro di Malaguti ma non sarà di certo l’ultimo.
Profile Image for Michela nonostante.
185 reviews4 followers
July 10, 2021
Continua la mia maratona per i finalisti al Campiello con Se l'acqua ride di Paolo Malaguti.
Avrei probabilmente potuto giudicarlo meglio se solo conoscessi il dialetto veneto, e ho sentito una forte mancanza delle note tradotte in tutti quei dialoghi poco comprensibili. Però, una volta entrati nella rassegnazione, conosciamo Ganbeto, adolescente degli anni 60 che dopo la terza media sale con il nonno a bordo della Teresina, per imparare il mestiere. Un po' romanzo di formazione, un po' ostregheta.
17 reviews
July 18, 2022
Sarà perché sono una veneta emigrata all’estero più di vent’anni fa, sarà perché il basso padovano sempre mi ha affascinato, terra di sacrifici, acqua, sole, nebbia, chiesa, ma, soprattutto, tanto tanto lavoro, sarà perché ancora ricordo i racconti di mio padre, militare all’epoca dell’alluvione, ma questo libro a me è sembrato una piccola gemma.
È la storia di una mentalità con la quale sono cresciuta, e che ancora mi accompagna tutti i giorni: prima di tutto il dovere, sotto il sol leone o in mezzo alla nebbia. Ne consiglio vivamente la lettura!
Profile Image for violacea.
114 reviews15 followers
November 15, 2020
È un romanzo molto bello e ben scritto, racconta la piccola storia che si incrocia con i grandi avvenimenti attraverso gli occhi puri di un ragazzo che sta crescendo. Non conoscevo la realtà dei barcari e il romanzo è riuscito nel suo intento “didattico” a farmela scorrere sotto gli occhi, mi ha portata lì, tra i canali, nella laguna. Però il finale sinceramente mi ha lasciata un po’ insoddisfatta,io una cinquantina di pagine in più per chiudere qualche parentesi l’avrei usata...
6 reviews1 follower
November 21, 2022
Splendido racconto di un mondo spazzato via dalla modernità, i barcari veneti, che sui fiumi trasportavano verso il mare le materie prime dell’interno, fossero i masegni di trachite o il grano, e insieme romanzo di formazione, il racconto di due anni della vita di Ganbeto, che diventa uomo rinunciando al passato
Profile Image for Stefano.
243 reviews18 followers
July 30, 2020
Bellissimo! Complimenti a Paolo Malaguti. Ho ritrovato storie che narravano i miei nonni (nel loro paese sul Po, poco distante dai luoghi citati nel libro). E ricordi di me bambino d'estate dai nonni negli stessi anni del libro. Commovente e molto umano.
Profile Image for Antonella Colangiuli.
20 reviews1 follower
January 17, 2022
“Forse sta lì il segreto: è vero che tutto cambia, come l’acqua dei fiumi, che un giorno ride chiara e trasparente, l’altro ringhia nera e vorticosa. Ma è anche vero che le cose, per altra via, resistono e sono dure a morire, di nuovo come l’acqua, che resta sempre lei, e fa sempre lo stesso giro.”
Profile Image for Sofia.
7 reviews1 follower
January 10, 2026
Un libro liminale, che racconta con grazia il mondo della pianura e laguna veneta degli anni '60. Si intuisce che sono anni cruciali per tutti, specialmente per il mondo dei barcari, anni in cui il giovane protagonista si ritrova a cavallo tra un vecchio e un nuovo mondo e dovrà fare una scelta.
Displaying 1 - 30 of 38 reviews

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