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Piccoli gorghi

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«Maria era in quell'epoca, come la rivedo nei miei ricordi e come la ritrovo nelle fotografie dell'album di famiglia, una giovane donna minuta con un visino pallido dai grandi occhi luminosi incorniciata da una massa di fini capelli castani. Quella fragilità celava una forza d'animo non comune, che le aveva permesso di denunciare, lei signorina di buona famiglia che avrebbe dovuto addirittura ignorare certe vergogne, quello che si celava dietro le facciate di case rispettabili, in cui la donna era tenuta in uno stato di soggezione prossimo alla schiavitù». Così Maria Messina nel ricordo della nipote Annie. Pubblicata tra il 1909 e il 1928 da editori come Sandron e Treves, ammirata da Verga, recensita da Borgese con attenzione partecipe al suo travaglio creativo, la Messina era scivolata in seguito in una sorta di limbo: non più ristampata, assente dalle storie letterarie del Novecento. Riscoperte da Leonardo Sciascia all'inizio degli anni '80 e ripubblicate con continuità da questa casa editrice, le opere di Maria Messina hanno attraversato una nuova stagione di popolarità, e sono state tradotte nelle principali lingue europee. Riconoscendo come il significato dei suoi personaggi «cui manca perfin la forza di gemere» viva oltre il periodo storico in cui la Messina scrisse, la critica le riconosce oggi il suo posto tra i classici del nostro Novecento. La raccolta Piccoli gorghi fu pubblicata per la prima volta nel 1911.

268 pages, Paperback

First published January 1, 1911

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About the author

Maria Messina

65 books25 followers
Librarian Note: There is more than one author by this name in the Goodreads database.

Maria Messina (Palermo, 14 marzo 1887 – Pistoia, 19 gennaio 1944) è stata una scrittrice italiana.

Nacque a Palermo, secondo alcune fonti a Alimena, in provincia di Palermo, da Gaetano, ispettore scolastico, e Gaetana Valenza Traina, discendente di una famiglia baronale di Prizzi. Cresciuta a Messina, trascorse un'infanzia isolata, con i genitori ed i fratelli. Durante l'adolescenza, viaggiò molto, per via dei continui spostamenti del padre, finché, nel 1911, la sua famiglia si stabilì a Napoli.

All'età di ventidue anni, iniziò una fitta corrispondenza con Giovanni Verga, e tra il 1909 e il 1921, pubblicò una serie di racconti. Grazie all'appoggio di Verga, inoltre, una sua novella uscì sull'importante rivista letteraria, "La Nuova Antologia"; un'altra, La Mèrica, uscita su "Donna", vinse il premio Medaglia D'oro.

Fatta esclusione per i fratelli, la corrispondenza con Verga rappresentò l'unico contatto amichevole e l'unico legame con il mondo letterario. In totale, questa scrittrice produsse diversi volumi di racconti brevi, cinque romanzi e una selezione di letture per bambini, che le diedero una modesta fama. Nel 1928, uscì il suo ultimo romanzo, L'amore negato, mentre la sclerosi multipla, che le era stata diagnosticata a vent'anni, si stava complicando. Maria Messina morì, a Pistoia, nel 1944, a causa di questo male. È la zia di Annie Messina (figlia del fratello di Maria, Salvatore).

Visse molti anni a Mistretta, città in provincia di Messina, nel cuore dei monti Nebrodi, dove ambientò molti suoi racconti. Le sue spoglie mortali, assieme a quelle della madre, sono state traslate, il 24 aprile 2009, proprio a Mistretta, considerata come una sua seconda patria. Maria Messina è divenuta "cittadina onoraria" dell'antica "capitale" dei Nebrodi Inizialmente non era molto conosciuta come autrice, soltanto successivamente venne riscoperta da Giovanni Verga che ripubblicò numerose opere di Maria Messina in case editrici molto conosciute.

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Profile Image for Daria.
137 reviews
August 22, 2022
Mi sono addentrata nella lettura di questo libro ma in punta di piedi. La storia di Maria Messina, l'autrice, è una di quelle che intimorisce per il rispetto che merita.

Piccoli gorghi è una raccolta di storie di donne, più o meno oppresse come chi le ha raccontate. Pieno stile verista, leggendolo è impossibile non pensare a Verga. Ma non è mai imitazione, anzi: la raccolta si pone un ampliamento di quell'universo narrativo (che poi è reale, non solo finzione) e getta lo sguardo su una categoria di “vinti” che persino adesso ha poca giustizia: le donne, madri, mogli, figlie e vedove.

Maria Messina è un'autrice che andrebbe studiata a scuola, e questo libro potrebbe essere un ottimo punto di partenza.
Profile Image for Manuela Rotasperti.
586 reviews19 followers
May 27, 2025
È una raccolta di racconti pubblicata nel 1911 ed evidente risulta il linguaggio d'altri tempi, con l'utilizzo di termini ricercati, a volte dialettali, che non sempre facilitano la comprensione, vista anche l'assenza di un glossario e la difficoltà di reperimento degli stessi online. Ciò che caratterizza le storie raccontate da Maria Messina è l'ambientazione popolare, con personaggi e vicende quotidiane nella cerchia ristretta del paese. Balzano all'occhio le condizioni, gli stili di vita ed i valori del tempo, tra amori segreti, dichiarati ancora in forma cartacea, miseria e speranza di trovare un forestiero danaroso per migliorare la propria vita, il desiderio di emigrare in America in cerca di fortuna e la conseguente disperazione delle donne rimaste sole alla partenza del marito. Emerge la condizione di una donna sottomessa, inferiore all'uomo e spesso sovraccaricata di responsabilità legate alla famiglia, con sacrifici, rassegnazioni e rinuncia ai propri desideri e sogni. L'autrice è molto brava ad investigare l'aspetto interiore di contadini, tessitrici, ricamatrici, pecorai, pastori, calzolai, falegnami, al punto che sembra di sentirne i sospiri di infelicità. E non mancano i giudizi e le derisioni di un paese che mormora, lasciando pochissimo spazio alla vita privata di ognuno. Quello che purtroppo si respira è un sentimento di negatività, come dimostrano tutti gli epiloghi tragici e drammatici. Sicuramente un buon spaccato della vita del tempo, ma in una forma che non risulta così scorrevole ed immediata.
Profile Image for Valerio Pastore.
533 reviews2 followers
May 8, 2025
Quando volete parlare di donne, quando volete parlare di cosa significa essere le ultime tra gli ultimi, quando volete parlare dei vinti dalla vita ineluttabile, leggete Maria Messina, scoprite cos'era il mondo femminile.
L'autrice non ha bisogno di propagandare un messaggio politico, non ha bisogno di mettersi su un podio. Sono sufficienti le descrizioni, gli odori, la fatica, la rassegnazione. Il mondo dei poveri, nel cuore del Mezzogiorno, era qualcosa che schiacciava gli animi, selezionava i più cattivi e mangiava l'anima degli altri. Non è un mondo di furbizie, è un mondo in cui la speranza c'è la solo chi coi soldi ci nasce.
O chi si sa accontentare di una briciola che scalda il cuore.
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