Un romanzo egocentrico, disordinato, eclettico, rabbioso. Rep è una specie di eroe perseguitato dal destino, in fuga dalla realtà immobile di Cartagena. Vuole cominciare una nuova vita, non importa quale, ma intanto vuole dimenticare la ragazza che lo ha lasciato (e qui si innesta l'evocazione della love story di una celebre coppia dell'olimpo del rock, Sid Vicious e Nancy). Scappa per inconcludenti soggiorni nella metropoli (Bogotà), zigzagando fra le bombe degli attentati politici, le risse notturne, le sbornie e la noia. Come Kurt Cobain, Rep si sente intrappolato in qualcosa che ovviamente non è il successo che portò la rockstar alla morte ma che comunque ha a che fare con il vivere in prima linea, sempre a due passi dal vuoto, sempre a due passi dal senso di una vita deliberatamente caotica. D'altro canto Rep ha una disperata vitalità che si esprime in performance erotiche, in passionali rapporti di amicizia, in maestosi accessi di ira e di gioia. Non c'è il buio in fondo alla sua strada ma un'ansia di liberazione che, beffardamente, si traduce anche in una sonora presa in giro del realismo magico sudamericano (le pene d'amore avrebbero a che fare con una carota surgelata carica di malefici…). Cannibale, ma più autentico, vorticoso ma sapientemente strutturato, sboccato ma mai gratuito, questo romanzo è l'opera rock su una generazione che non si lascia etichettare.
Es un escritor autor de las novelas Seis informes, Erase una vez el amor pero tuve que matarlo publicada por Editorial Babilonia en el año 2002, Sexualidad de la Pantera Rosa, Técnicas de masturbación entre Batman y Robin, la colección de poemas Pistoleros/Putas y Dementes (Greatest Hits) y el libro de relatos Cinema árbol.
Sus libros han sido traducidos a varios idiomas. Medina Reyes ha incursionado en el cine escribiendo y dirigiendo las películas "Tres horas mirando un chimpancé" y "Eso no me infla la banana". En su faceta de periodista colabora con revistas como Soho, Trip de Brasil e Internazionale de Italia. Ha sido bajista y autor de todas las canciones de 7 Torpes y con esta banda está próximo a lanzar en Italia lo que el llama un "álbum de Grandes Fracasos" titulado La forma del vacío.
“C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo" è un romanzo che ha fatto scandalo perché Efraim non fa giri di parole ma spara a zero su tutto e tutti. Il protagonista è Rep , un ragazzo che scappa dal fantasma della sua ex e che corre per raggiungere i suoi sogni. Rep, dal cuore acuminato come schegge di un'esplosione, tormentato e arrabbiato per la fine della storia con l'ex ragazza , scappa da Cartagine e si fà inseguire dai ricordi nella movimentata Bogotà. Si rifugia nell'alcool, avventure di strada e di letto, improbabili riprese di film scritti da lui stesso , amicizie tragicomiche. Dal dinamismo più sfrenato si passa alla staticità dei ricordi, ai momenti passati insieme a lei , alle cause che hanno spinto una certa ragazza a lasciarlo. Il libro non segue un ordine cronologico preciso ; ad accompagnare i vari capitoli sul tormentato viaggio di Rep ci sono vari riferimenti sulla storia d'amore malato tra Syd Vicious (membro dei sex pistols) e la fidanzata Nancy insieme a un breve ma significativo excursus su Kurt Cobain che analizza l'infanzia e i motivi che hanno portato il chitarrista dei Nirvana al più tragico dei finali dopo l'enorme successo riscontrato. Rep condivide lo stile di vita dei personaggi citati e si immedesima nel caos di una vita vissuta sul filo di un rasoio. A chi ama le storie fuori dagli schemi !
Rep uno stronzo disilluso dall'amore. Cinismo, volgarità, spregiudicatezza, nessuna trama precisa. Racconti nel racconto per raccontare l'amore, quello malato, quello che porta all'annientamento di uno dei due, che sia fisico o metaforico il risultato non cambia. Ci viene raccontata la storia di Sid e Nancy, Kurt Cobain e Courtney Love. Come sempre il sottofondo musicale è uno dei migliori. Come dicevo ascoltiamo i Nirvana, i Sex pistols, Miles Davis, Jimi Hendrix, Pearl Jam, Alice in Chains e poi droghe, sesso, ironia e tanta inquietudine dovuta all'amore, quello che non passa anche dopo che è finito. Perché l'amore può aumentare o diminuire fino a sfumare del tutto ma non si può imporre. Non saremo mai in grado di capire del tutto qualcuno, tanto meno chi più amiamo, ma possiamo comunque amarlo senza riserve.
☆☆☆,5 perché non mi ha convinta del tutto, però non saprei dirvi il motivo, è così, un dato di fatto!
Scrivere è un limite, un dolore, un difetto in più. Dopo averlo fatto stai malissimo. Niente è cambiato, tutto rimane al suo posto (tranne i tuoi fottuti capelli)
Uno si mette a scrivere perché non sa tirare di boxe e non ha fegato, perché ha i denti storti e non può sorridere come vorrebbe, perché per gli impotenti di ogni sorta non c’è altra strada, perché tutti i brutti sono scrittori o assassini e lui non è capace di far del male a una mosca, perché scrivere lo fa sentire importante, perché per essere chiamati scrittori non c'è bisogno di scrivere bene e per essere chiamati figli di puttana fa lo stesso se si ha una madre che è una santa, perché ha paura di andare alla deriva senza far nulla, perché non può bere ogni sera perché rimane impantanato tra un’intenzione e l’altra, perché c’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo
Ho letto questo libro in un periodo disordinato e rabbioso , sarà per quello che mi è piaciuto? :D (ho un'amnesia!) In quel periodo avrei davvero voluto sapere quanto ci impiegano le termiti a distruggere il bosco...(?!!) ( mi sentivo simile a REP...tranne che per il sesso :) )
Consigliato a giovani cuori acuminati come le schegge di un'esplosione
Quel che ricordo è il luccichio dei suoi occhi e poi le tracce della sua voce nella stretta oscurita'.I baci colavano sulla superficie spaventata come orologi di Dalì e cadevano nei vuoti senza folletti e poi sentii il suo odore acre dentro di me e mangiai il suo odore e il cuore del suo odore... non so se è stato bello so solo che è stato arduo e unico .Gli altri particolari sono stati inghiottiti dall'ansia.
Non ho ancora capito se mi piace. E' una storia che proprio non mi convince. Credo che Reyes volesse lasciare qualcosa di significativo, scatenare delle grandi riflessioni nella mente dei lettori, provandoci parola dopo parola in un tentativo palpabilmente disperato. Ogni pagina trasuda una volontà di deragliare dai binari e un costante tentativo di spaccare in maniera alternativa tali da darmi la nausea. Ammetto che vi ho trovato dentro un ritmo e una nitidezza talmente lodevoli da spingermi a proseguire in maniera vorace, ma il risultato non è stato quello che mi ero aspettata. E' molto probabile che io non abbia compreso quello che lo scrittore - con il suo Rep in primo piano - voleva trasmettere, ed è ancora più probabile che sia un mio limite e che invece sia riuscito a comunicare qualcosa di strepitoso e che sia parso ai più davvero alternativo, davvero deragliante e davvero riflessivo. In più l'ho trovato permeato di eccessive volgarità e approssimazione: due elementi che io, in un romanzo, esecro ed evito come la peste. Nonostante tutto non mi sento di criticarlo in toto, considerato che le intuizioni non mancano e che in qualche passo l'ho trovato estremamente divertente e in qualche altro molto romantico. Darò tre stelline a questo libro e una gliela regalo perché, dopo averlo atteso tanto, quasi mi spiace accendere due misere stelle.
Y hasta aquí me trajiste, gloriosa racha, producto de la recomendación de mi tutor de taller de escritura creativa y de la atractiva promesa de una parte del título de esta obra que hace referencia a una de las bandas de Rock que más me ha gustado en toda mi vida, terminé cayendo en las garras literarias de un autor que plasmó mucha de su ambición intelectual en este trabajo de poco menos de 180 páginas. ¿El resultado? Una de las experiencias de lectura más “incómodas” del año. Y eso que venía de un montón de aciertos en cuanto a selección de libros que me tenían comiendo uvas y carne especiada en el Parnaso (con todo y orgías incluidas) al lado de mis escritores ídolos favoritos y sus musas… pero al parecer el 2020 odia a todo ser que demuestra algún tipo de felicidad y, no contento con aplicarme una providencial zancadilla con ese infeliz accidente llamado “Pirro: el águila de Epiro” (pedazo de mierda, pero no tan pura como yo pensaba), también me lanza el dardo cargado de veneno que significa “Érase una vez el amor pero tuve que matarlo” y preciso atina entre gónada y gónada, como para que sienta que aquí el concepto de felicidad es efímero y para nada seguro. Varios aspectos de este trabajo hacen que reconozca a este tipo de libros como los que más detesto, si es que uno pudiera tener la soberbia de poder reunir en un solo saco a cierta literatura que reúne cierto tipo de cualidades. Sin embargo me tomo la libertad de hacerlo porque precisamente esa es una de las palabras que para mí describen este tipo de libros: Soberbia. Me explico: detesto una novela con un discurrimiento caótico que esconden su falta de substancia detrás del telón oscuro de la subjetividad y del color de la poesía. Lo digo porque cuando uno lee este libro, después de pasar por varios capítulos con mucha inconexión, con muchas incongruencias entre sí (de tiempo, de espacio, de personajes, etc.), uno queda arrinconado al temible pensamiento que lo atormenta de principio a fin: hijo de puta, no entiendo del todo. Y la respuesta viene del mismo autor… es más, viene del mismo protagonista (que uno siente, inevitablemente, que es una parte importante del pensamiento del autor) y te grita a la cara: “lo que pasa es que eres un idiota que no tiene el suficiente nivel intelectual para entender este bello trozo de poesía sobre pulpa vegetal”. Para ello yo tengo una respuesta sacada del mismo libro: “Hoy en día a cualquier trozo de mierda le llaman arte”, ¡así que relájate y disfruta! Que aquí vino el vengador de Vargas Llosa y Gabriel García Márquez. Porque este personaje, señoras y señores, el personaje de “Rep”, el protagonista (oh si, como lo lees, así se llama) este pedazo de bollo (en el sentido paisa, no en el costeño) pseudointelectual, insufrible, cruel, morboso y misógino… es el protagonista más increíblemente odioso que he leído en mi vida. No tengo idea si el señor Medina Reyes tenía la intención de hacer que su personaje central fuera tan poco empático con el lector y hacer que uno lo odiara con ganas. Si es así, entonces: Buen trabajo señor Medina Reyes, lo logró con creces. Rep es un hombre joven amante del Rock (muy buen Rock, de hecho) que piensa que el mundo merece la mierda que le lanza en primera porque Rep es un egocéntrico narcisista que piensa que la gente que lo rodea es intelectualmente inferior a él sólo por no coincidir en sus particulares gustos en cuanto a consumo de tendencias sociales, tales como la música, la escritura o en cosas tan básicas como sus particulares gustos sexuales. Rep idolatra a artistas depresivos como Sid Vicious y Kurt Cobain y justifica su comportamiento con el análisis de apartados de la vida de estos cantantes haciendo hincapié que, en el fondo, se trata de corazones peligrosamente “expuestos” ante los horrores de esa sociedad cruenta que solo busca un explotación económica y que los arrincona a comportamientos autodestructivos que ellos no tuvieron oportunidad de elegir y... ¡Y una mierda, Rep! Tu comportamiento no tiene ningún tipo de justificación, básicamente porque en todo el puñetero libro no vi un solo acto de sensibilidad genuina hacia otra persona que no fuera otra que contigo mismo: pura auto condescendencia, y esto me parte los huevos en trocitos porque no dejaba de pensar en las decenas de personas que he conocido en la vida real que se justifican a sí mismos para pasar por encima de los sentimientos ajenos sin misericordia. Así es tu personaje, señor Medina Reyes, una mierda que uno odia con todas sus tripas. Me encantaba (sarcasmo) cuando este personaje mierdero afirmaba, por ejemplo que el colegio era un juego de niños porque tanto maestros como estudiantes tenían el nivel intelectual de un Mandril y que en la universidad se aburrió de Medicina porque era peor que el colegio y que lo que enseñaban ahí se podía estudiar más fácilmente en un mercado público. No miento, así de soberbio es. O algo que me dolió particularmente fue cuando a Vargas Llosa lo llamó cagatintas y a Gabriel García Márquez como “mamarracho” a la hora de escribir (independiente de los premios y que algo como el realismo mágico no existiera en el planeta, antes de ellos), o que le encantaba el futbol y que cuando perdió el interés en este deporte, el planeta entero se perdió del mejor jugador de la historia, o de una vez que una mujer con sobrepeso se sentó a su lado en algún sitio que no tiene importancia (como casi todo en este libro) y quería conversar y éste pedazo de mierda hiciera comentarios sarcásticos hirientes camuflados en indirectas por el solo hecho que odiaba a las mujeres feas u otras tantas y tantas joyas que 180 páginas salidas del pandemónium nos pudiera retratar de manera absolutamente dolorosa. ¿La justificación? “alguna vez amé a cierta chica que me hizo daño con su partida y por la cual mi corazón palpita como un preso que quiere escapar de la prisión de su pecho y…” JAJAJAJAJAJAJAJA. Puñetera razón (patética, así como sacada de una intervención de Helga Pataki, en la serie noventera de Hey, Arnold!) que desencadena toda clase de insultos y comportamientos destructivos bastante focalizados en la figura femenina. Sé que se trata de ficción y que no debería detenerme en profundizar algo que a la final no tiene importancia, pero estoy muy acostumbrado a leer para vivir otras realidades, y por lo general de personas que me encantaría encarnar, no de memes que sirven de receptáculo de lo que creo que está muy mal en este mundo y que no dudaría en recomendarles la misma solución que el mismo Cobain aceptó en alivio a su malestar. Obvio, solo desde el hipotético mundo de la ficción No sé. He visto comentarios por ahí tanto en Goodreads como en Youtube de personas prácticamente masturbándose con esta mierda que lo deja a uno pensando ¿será que la misoginia y la estupidez aportan algo? Personalmente no lo veo así. Lo único que tengo para resaltar de este trabajo es el hecho que Medina Reyes tiene una prosa libre y fluida, eso sí, llena de palabras de alto calibre que sazonan con una que otra risa el momento de la lectura. Por lo demás, no le recomendaría este libro ni siquiera a algún amor que me haya dejado y del cual deseara matar ese sentimiento (ya van muchas “ciertas chicas” que lo han hecho y no me pongo a llorar como una maricota histérica ni a comportarme como un bohemio y rencoroso ser vengador de la noche citadina). En síntesis: en la historia no pasa nada, no tiene ni principio ni fin, es lenta, incoherente, terriblemente grosera con nuestra cultura colombiana y sobre todo con las mujeres. Es una historia patética, con un personaje simple y sin desarrollo y otros personajes que están ahí solo para hacer de árboles en el fondo, inmóviles y muertos. No hay desarrollo, no hay entorno realista visible, la cronología es un puto desastre y como si fuera poco la filosofía (si es que existe tal cosa ahí) es de poquísimo valor. ¿Tiene apartados buenos? Más o menos, cuando a nuestro “amado” protagonista le da por ser una persona de verdad y habla de sus sentimientos para sí mismo (como Helga, así de caricaturesco) pero yo lo definiría como una fresa en medio de una plasta de estiércol que tienes que comerte para poder llegar a saborearla. ¡Buen apetito!
Non penso meriti 5 stelle, credo sia onestamente un libro carino, non certo questo capolavoro, però ha dentro gli anni 80/90, Sid e Nancy, Kurt Cobain, Jimmy Hendrix e quel cazzone di Rep che nonostante il suo cinismo, la sua misoginia, la sua sfacciataggine e voglia di non far niente , bè nonostante tutte le cose negative che lo caratterizzano, mi è rimasto troppo simpatico e mi ha fatto tanta tenerezza.
La storia di un duro dal cuore spezzato.
Originale, divertente, sarcastico, romantico. Mi è piaciuto tanto.
Ho smesso di dire bugie perché ho perduto l'immaginazione ma non c'è nulla di affidabile nelle mie verità.
L'amore non è una fregatura, Toba. L'amore è un limite e ci misura.
Per un po' ci ho provato, ma sai bene che quando l'amore si spegne è più freddo della morte. Il problema è che le due parti in causa non si spengono contemporaneamente e quando sei la parte ancora accesa preferiresti essere morto.
Ci sono tre regole: 1) C'è sempre una vittima; 2) Cerca di non essere tu; 3) Non ti scordare la seconda regola
Chi fa arte può essere un opportunista, chi fa cinema deve esserlo. Se potessi vivere solo di quello che considero arte sarei già morto, per fortuna sono capace di mangiare merda come qualsiasi altro abitante del pianeta, solo che io non ho bisogno di travestirla da caviale. È questo che mi distingue dal resto dell'umanità: gli altri mangiano merda tutto il tempo come se fosse caviale così quando hanno nel piatto del vero caviale non se ne accorgono. Accorgermi delle differenze è ciò che mi rende superiore.
È stupido pensare che non possiamo abbandonare ogni cosa, siamo fatti di questa rinuncia.
Visto che non ho nessuno da odiare odio lui, visto che non c'è colpevole do a lui la colpa, visto che non c'è nemico faccio di lui il mio nemico. Il mio è un amore soprannaturale, un peccato senza Dio, una telenovela senza fine, la pubblicità di una nuova marca di margarina. Visto che chi dovrei uccidere sono io, uccido l'amore. Visto che sono l'incendiario, l'innominabile, nomino lui. Visto che non ho potuto dire a lei quanto la amo, lo dico al mondo.
Ognuno conosce l'odore del proprio corpo e lo accetta, il difficile è accettare odori altrui. L'amore è un patto tra odori.
Che pensa una persona quando legge questo titolo? Questo libro deve essere geniale. Poi lo inizia, prima pagina, autointroduzione del protagonista, fantastica, non c'è niente da dire. Poi procede, inizia a segnarsi le frasi, ogni pagina ne ha almeno una.. l'entusiasmo raggiunge livelli che da tempo erano ignoti, sale, sempre più in alto sale e poi non ci capisce più nulla. La persona in questione sono io ed ammetto di essere stata esaltata fino a pagina tredici, poi Sid e Nancy hanno fatto la loro parte (mai sopportati), poi Rep, il protagonista, si mette con le sue avventure sconclusionate di cui, sinceramente, non me ne poteva fregare alcunché e tutta la gioia nata dall'illusione di aver trovato un libro bello bello in modo assurdo muore.
In breve: Non lo so. L'ho letto meno di un mese fa, ma l'ho già rimosso. Si parla delle notti del protagonista, delle sue scopate, della tipa che l'ha lasciato e che lui non riesce a dimenticare; ci sono alcuni capitoli dedicati a Sid e Nancy ed a Cobain (avessi avuto ancora dodici anni le parti su Kurt le avrei apprezzate maggiormente); la parte centrale è un'ipotetica sceneggiatura che Rep scrive, mette in atto, dirige, one man band. Ho scordato pure il finale: dimentica la ragazza? O ne rimane impantanato per l'eternità? Alla fine ci si riduce ad una quantità non indifferente di citazioni, canzoni e parole che forse una persona appena uscita da un amore disperato comprenderebbe, ma non è il mio caso, questo.
Per me Reyes apre e chiude con questo libro, ho l'impressione che gli altri siano anche più insensati di questo. In compenso, grazie ai vari insulti a Marquez presenti nel libro, mi ha ricordato di leggere qualcosa del suo connazionale. Anche questo è servito a qualcosa dunque.
No sé qué decir, no porque sea complejo describir de qué va la historia, sino por el sentimiento que causa ver mi realidad bajo esta lupa contracultural. Es una novela para reírse, para pensar, para verse en ella como un ser ridículo que no dimensiona la sociedad en la que convive. Le viene muy bien, además, las canciones que menciona y hace que sea de esos libros con su propia banda sonora. Quizá en algún momento pueda escribir algo que de verdad le de algo de honor al texto.
Algunos apartes La filosofía escruta la existencia pero no nos ayuda a existir. La religión nos enseña a despreciarnos. El arte es una buena coartada pero lejos de casa se vuelve innecesario.
En mi opinión, amar a una persona quizá sea más fácil que entenderla pero mucho más peligroso porque el amor siempre duele. Uno puede tratar de entender a alguien pero no puede tratar de amarlo. El amor surge involuntario. El amor puede aumentar o bajar hasta diluirse pero no puede imponerse. A veces nos gustaría amar a determinada persona, incluso podemos comprobar que la persona tiene todos los atributos para que la amemos y no ocurre. Uno se acostumbra a cualquiera con mayor o menor trabajo pero acostumbrarse no es amar. No sé si pienso lo correcto o mis ideas son absurdas pero tiendo a creer que el amor existe, que es una invención del hombre y que ahora está fuera de control. El amor más estúpido y delirante es el de una madre por el hijo pero al menos tiene un piso biológico. Pero pensar que te encuentras a una desconocida y al poco tiempo darías la vida por ella me parece inexplicable.
A veces hay mujeres, las mujeres son lindas por un rato. Cuando estoy enamorado de una mujer, trato de verla lo menos posible; no me enamoro con facilidad, así que cuando pasa procuro que dure. Quisiera amar otra vez, darle lo mejor de mí a una chica. Lo malo es que no sé qué es lo mejor de mí, no estoy seguro que haya algo mejor en mí.
4.7 Un libro que fue un gran descubrimiento, la verdad me gustó la escritura de Efraim Medina, un tanto brusco y crudo. En algunas partes no estaba a su favor pero tenia argumentos y me dejó dudando; aunque es una obra un poco "loca" porque en un punto viene y va y te pierdes en la cronología de los acontecimientos, termina por conquistarte. Una mezcla de historias tristes y de una realidad fuerte. No pensé que me haría poner nostálgica pero lo hizo (no tiene ese propósito pero te metes en la historia que terminas así).
“Y un día todo acaba, ella dice jamás y es en serio. Te enloqueces tratando de abrir la puerta que abriste mil veces. Eres para ella menos que un mojón en la carretera.”
Una historia cruda, llena de momentos misóginos y que no lleva a ninguna parte; pero pese a ello me ha encantado. Quizá se deba a la forma de narrar del autor y a que los capítulos son cortos y por ello la lectura no se hace pesada.
estos dos primeros capítulos Me gustaron Agradezco al docente Ramiro Guevara mi profesor de español por ponerme a leer este libro de tan grande y famoso escritor Infrain Medina para mí es un libro con un lenguaje a la vez romántico pero vulgar desde que leí Este título Érase una vez el amor pero tuve que matarlo me interesó me lleno de curiosidad y comencé a leerlo ..En apariencia, se trata de una serie de historias que se entrelazan a lo largo de la obra. Las aventuras de Rep y sus amigos (Toba, Ciro, Ray), ..
A lo largo del primer capítulo uno de los personajes comienza a describir un poco de su físico de manera Chistosa y cuenta Lo que siente por aquella chica a la cual perdió por ponerse a expresar el amor de manera chocante. También en este capítulo se expresa como era el amor de sid y nancy donde el papel de la mujer se manifiesta como objeto sexual, se presenta la violencia hacia ellas, se presenta el maltrato fisico los golpes y los insultos entre la pareja, donde dicen amarsen pero describe que a Nancy le gusta leer filosofía y a sid le molestaba porque no le gustaba que Nancy estuviera feliz con algo .Sid siempre trataba de arruinarle , MATARLE la gran felicidad que solia tener Nancy pero el solamente era feliz viéndola sufrir , ademas siempre la tenía Al rojo vivo porque la celaba con el baterista Bod.. y por consiguiente A lo largo del segundo capítulo Ya nos habla de que la banda quizo intentar con el cine el teatro y un resto de cosas más decidieron montar una empresa la cual llamo producciones fracaso porque todo para ellos era un fracaso ,lta.Ciro fue el único que toma el proyecto y sigue en sus ultimos capitulos contanta que monto una obra llamada la muerte de Sócrates que el el tercer capitulo ya la describen...
“Érase una vez el amor pero tuve que matarlo –Música de Nirvana y Sex Pistols incluida-” narra la historia de Rep, su pasión por el rock y cierta chica. Alternando sus vivencias entre Bogotá y Cartagena (Ciudad Inmóvil), junto con Sid Vicious y Nancy Spungen en Londres, y Kurt Cobain en Seattle. Historias que se unifican bajo la mirada de Rep. El título alude a haber conocido el amor y enfrentarse a la soledad y el vacío de la pérdida del mismo.
Así como ocurre con Fernando Vallejo, existe una ficcionalización del yo del autor, la construcción de un alter ego que da la impresión que quien narra es él mismo “la relación entre la literatura y mi vida personal es total, no hay diferencia”.
Este libro me hizo descubrir en su momento que la literatura no era solo canónica, las cosas cotidianas como mirar el techo mientras escuchaba música y los pensamientos volaban, emborracharse en un parque con amigos del alma y hacer esa llamada en la madrugada que no debía hacerse, las calles nocturnas de Bogotá que yo caminaba se encontraban allí, junto con el rock, el punk, la cinefilia –siguiendo la estela de Andrés Caicedo- y la desazón de la adolescencia.
“Tenías una forma peculiar de iluminarme, un silencio con leves resonancias de estaciones llovidas, de hoteles a mitad del desierto…”
Escuché hablar de Efraim Medina Reyes hace como 10 años, alrededor de la época cuando salió esta novela, y quería leerlo pero solo hasta ahora lo hago. Algo de esta novela me recuerda a ese milieu literario que arma Bolaño en Detectives Salvajes con sus real visceralistas y toda esa taxonomía absurda de poetas mexicanos - claro, en Medina Reyes no tan bien hecho. Ese gesto despectivo ante García Márquez, Mutis, et. al. no se si llamarlo de McOndiano, o simplemente perezoso e inmaduro. Su protagonista critica el conservadurismo social de Colombia, de Bogotá, de su Ciudad Inmóvil (¿Cartagena creo?) pero a la misma vez, es igual de conservador (machista, moderno en su rechazo de la tradición, etc.), pero el libro termina casi macondianamente también, con un pedazo de hielo negro que salió de una zanahoria congelada (o algo así) y nadie sabe la razón de ser del hielo, o de la zanahoria, o de nada. Quizás hay cosas que rescatar precisamente por la ambigüedad que me produce.
Hay mucha nostalgia y cariño por Kurt Cobain en esta novela: me quedo con Elliott Smith.
Me gustó esa atmósfera de decadencia y depresión que se presenta, creo que se parece bastante al espíritu de nuestra época y también creo que hay allí una carga de lo que tristemente en la práctica fue y es alguna faceta del punk. Lo que no me gustaron fueron los personajes, ninguno me llamó particularmente la atención ni me generó simpatía ni intriga. No me gustan los momentos en que la depresión y la decadencia son romantizadas, pero eso tal vez pase por una percepción netamente personal, ya que les encuentro lo suficiente de complejas y casi artísticas por su propia esencia como para adherirles tintes de belleza hegemónica y seducción. La narrativa no tiene absolutamente nada de remarcable, la historia tampoco; pero asumo que no tiene por qué ser siempre así. Me gustan las menciones a Sid y Nancy, aunque en un punto tal vez hubiera sido interesante que el personaje dejara de querer jugar a ser Sid y se desarrollara un poco más a sí mismo. Ni lo recomiendo, ni dejo de recomendarlo.
Por momentos interesante, con algunas historias, dentro de la historia, bastante entretenidas que te pueden llegar a sacar una que otra carcajada, y ciertos monólogos que logran, por momentos, tocarte alguna fibra sensible, pero que, a mi parecer no logra un todo absoluto satisfactorio. "Erase una vez el amor pero tuve que matarlo" es uno de esos libros que tienden a mostrarse con un aire pseudo-intelectual (y el primero que veo que enmarca a sus personajes dentro de la misma característica) ubicado en esa Bogotá noventera que parece el sueño melancólico de un roquero vicioso que recorría las calles de Chapinero o del centro buscando algún bar alternativo de trago barato mientras se ufana de haber leído a Bukowski. Por momentos me divierte pensar que su personaje principal, llamado Rep y quien es un pseudo-artísta (pseudo es una palabra que evoco constantemente cuando pienso en este libro) con intenciones cineastas y el sueño frustrado de no haber nacido en el extranjero, es una representación de la misma Bogotá: una ciudad fría (diferente al tropical clima de las demás ciudades colombianas) con ínfula de grandeza y pretensiones de ser la "Atenas sudamericana", y que al final del día se quedó grande de manejar (y no me malinterpreten, soy bogotana y me gusta vivir aquí... peeero, las cosas como son). También es muy enriquecedor el cambio constante de lenguajes, el narrar muchas historias con diferentes formas pero que apuntan a un mismo fin, eso le permite al lector descansar del hastío de la historia principal y de sus personajes prepotentes y vacíos... a este punto puedo afirmar que lo que menos me gustó fueron sus personajes, especialmente Rep, lo odié con cada fibra de mi ser. Pero no solo lo odié por ser un horrible hombre sexista que se autocompadece porque una mujer no lo ama después de haberla destruido (quiero creer que el autor busca representar la realidad del machista colombiano que se cree intelectual de una forma cruda y no un deber ser), lo odié por creer que tiene una superioridad moral ante sus acciones y las de los demás, lo odié porque había momentos en que decía cosas tan certeras que quedaban en la nada ante sus actos que lo desbarataban todo, y es que al final aunque el cree que tenia amor y tuvo que matarlo, la verdad es que es un pobre idiota que nunca supo que era el amor y por ende jamás lo mató, porque ni siquiera era capaz de saber que es lo que era eso que él llamaba amor. Pero considero que el haber odiado tanto a un personaje refleja que es una obra interesante, que genera sentimientos y sensaciones, que vale la pena tomar así sea una sola vez en la vida para comprender que tan vacías pueden llegar a ser las percepciones de alguien como para hacerle creer que todos están mal menos él y llevarlo a una espiral de auto-convalecencia y destrucción tanto de sí mismo como de todo aquel que lo rodea. Finalmente, es una obra interesante pero que recae en el mal de sus personajes al pretender ser más de lo que es, especialmente cuando los monólogos se hacen extensos pero no dicen nada al final, no aportan y solo susurran entre líneas: "Ey, puedo hablarte en poesía y decir guarradas encantadoras sobre un horrible amor tóxico". Aun así, quedé con las ganas de continuar leyendo alguna otra obra del autor porque, a diferencia de otros libros que se pueden encasillar como similares a este, Medina sí logra crear personajes con personalidades propias que se diferencian entre sí y que representan puntos diferentes dentro de la historia (independientemente de que sean horribles personas). Algo que si recomiendo totalmente: leerse las dos partes del libreto de la película que escribe Rep, la cual bautiza como "La muerte de Sócrates", el final es para morir de risa.
Este escrito es una mezcla de varias historias, de Sid vicious y Nancy, Toba y Betty y Rep el protagonista. Contando la historia de Sid con Nancy, donde el ampr llega ha un limete de locura, es una amor que no quiere ser feliz sino que encuentra placer en el dolor de la otra persona. Tambien esta la historia de Toba y Betty, donde el amor no es confiable ni pleno por esa persona que quieren. Red era gordo con ojos negros y hundidos, con acne en la cara, él tiene varios amigos uno de ellos es llamado Sid un hombre que esta enamorado de una chica, pero él no queria que ella fuese feliz, la gente feliz para él no le era confiable y él queria confiar en ellla, por eso se golpeaba en lad paredes esta sacarse sangre y eso lo satisfacia. Sid adiaba la filosofia, trataba a las mujeres como si fueran objeto de manipular y hablaba de ellas de una forma muy burgar. Sid era muy celoso y queria tener a Nancy y a sus amantes en una bandeja de plata, el seria capaz de matar a Nancy con tal de que no estubiese con ningun otro hombre. Nancy y Sid trataban de hacer lo mejor posible para romper los duros bordes de la realidad y para eso tiraron con soña, se atrancaron con drogas, desquitaban su rabia en hoteles y hicieron valer su liberdad en el mundo, vicieron como angeles infernales y cayeron como perros callejeros. Otro amigo de Red, que es llamado Toba conocio a una bella chica llamada Betty, en bogota, en ese entonses usaba el cabello largo, tenia una chaqueta de cazador de alces y unas botas de alpinista, pero su aspecto era duro, y Betty se volvio loka por él, ella estudiaba astropologia, era una negra alta y sensual, él trabajaba como D.J en un var de la zona, a las pocas semanas Betty se mudo a vivir con Toba. Entonces, yn fin de semana, Toba llego a ciudad inmovil. Aqui se le conocia como un muchacho callado. La madre de Toba casi muerta al verlo, hubo varias discusiones. Toba acepto cuardar las botas y rasurarse pero en cuanto a cortarse el pelo no, todo hiba bien para Toba hasta que una noche mientras dormia, su madre le corto el cabello. Toba sobrevivio a la rapada, solo quedo un Toba triste y desplumado, al dia siguiente regreso a bogota. Betty esta en el aeropuerto, alla ve a un judio acabado de salir de un campo. Toba le cuenta la triste historia y ella lo manda a volar. Toba busca a los amigos pero ellos no quieren verlo. El dueño del var dise que ya no encaja y lo despide, Toba queda triste y abandonado en las calles de bogota...
Un'opera forte, quasi brutale. Il protagonista "Rep" sembra aver perso ogni voglia di vivere. Possiede forti ambizioni newyorkesi per evadere dalla sua "Città Immobile" (Cartagena, Colombia), fornitrice permanente di false speranze. Il suo amore non c'è più ed è in constante conflitto con il genere femminile. Interessante il suo punto di vista sulle donne, alquanto "ballerino". A volte le chiama "serve", altre volte pensa che siano stupende procacciatrici di appetiti sessuali (dopo che "una certa ragazza" lo ha lasciato riesce a fare solo sesso, non amore"). Il suo senso di smarrimento è accompagnato da racconti di vite celebri che non sono riusciti a trovare un posto su questa Terra. Sid Vicious e Kurt Cobain (interessante la storia della sua "chitarra invisibile"). Gli eventi sono sparsi a casaccio nel libro e questo rende ancora più l'dea della confusione mentale del protagonista. La sua forza non è nella apparente banalità della storia (un uomo viene lasciato e perde la testa), ma nella forza dell'animo umano. Un libro che fa riflettere sugli spiacevoli fatti della vita e su come una persona, per andare avanti, abbia dovuto "ammazzare" il suo amore.
erano secoli che non leggevo un libro così. la trama in realtà non ha niente di così strabiliante, anzi qualcosa di piuttosto banale come un uomo lasciato che non riesce a superare il ricordo dell'amata. ma efraim medina reyes ha una scrittura affilata, sincera, a tratti brutale, ma sempre molto sobria, rabbiosa ma non incontrollata. anzi tutto nella storia sembra attentamente studiato, dal titolo dei capitoli alle canzoni messe in sottofondo, alle parole che ricoprono il racconto come i tasselli di un puzzle. le immagini di una Bogotà violenta e arrabbiata, con personaggi ancora più arrabbiati: chi è stato lasciato, chi non crede nell'amore, chi è ingannato. da cornice bar, alcool e ovviamente l'amore ammazzato, che deve essere ammazzato perchè quando finisce da una parte, se ci stai ancora dietro fa male.
l'ho adorato. l'ho adorato come non adoravo un libro da molto tempo. eccezionale.
metterei almeno 10 stelle. particolarmente consigliato a chi ama bukowski e la beat generation.
Brutal, genial. Es un bicho herido y resentido, pero su poética es de lo mejor. Dejos de Bukowski, él mismo declara su afinidad con el viejo poeta ebrio del norte. A veces me recordaba a Salinger, pero sólo al principio. Una de las muchas frases dolorosas que abundan en sus páginas: “Hay muchas mujeres lindas (…) pero muy pocas tienen alma y melodía. El ritmo abunda pero sólo a los macacos les importa el ritmo.” Aquí una reseña de internet: Censurada, temida y odiada, Erase una vez el amor pero tuve que matarlo ha corrido la misma suerte de su autor pero como él, ha sobrevivido a la estupidez y las balas. Efraim Medina Reyes es el más brillante, peligroso y sagaz escritor de la actual narrativa colombiana, y en esta novela da muestras de eficacia, sensibilidad sin límites (entendida como capacidad de moverse entre lo sublime y lo vulgar) y coraje.
Merecido aplauso por romper la tradición del boom latinoamericano y de regresar a los 80 y 90 desde la música, lo "grunge", la toxicidad, la dependencia emocional y la libertad de los jóvenes en sus casas familiares.
Conozco muchísimos Rep esparcidos en los cafés literarios, con un cigarrillo y una mujer engañada al lado. Me hubiera gustado no recordarlos, no tenerlos presente en las líneas de Efraim Medina Reyes. Qué dolor pensar que esto sigue vigente.
Pedazos memorables: Kurt y cierta chica. Los dos tienen un rincón especial en mi universo literario.
Posdata: menos mal lo leí después de pasar el descontrol de los primeros semestres universitarios, estoy segura de que me hubiera destrozado por completo.
"C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo" racconta in prima persona la favola nera di un uomo sconclusionato e disilluso dall'amore che prova per una certa ragazza. Una storia brutale e dolceamara che si contraddistingue per l'asprezza dei termini e delle situazioni esposte; una strana combinazione di rozze scurrilità e riflessioni sulla visione del mondo. Godibile e scorrevole, ho sottolineato un sacco di frasi che mi resteranno nel cuore.
Voto complessivo: 3,5 su 5.
Dal libro: Il sesso non ha bisogno dell'amore ma se c’è non guasta, l’amore ha bisogno di tutto il possibile e anche di qualche impossibile.
3 días y 180 páginas después. El tercer libro que leo del autor, pero con el que menos he conectado, y eso que tenía muchas ganas de este (y un par de años sin leerlo).
Con esta historia de Rep (¿Nuevamente?) cuenta un poco de qué es el amor, de que no es, y de cientos de fantasías. De los límites, de los ejemplos, y del desamor. De estar en un lugar, y no estar. De estar inmóvil, de estar frío (Cartagena y Bogotá). Siempre con muchísimas frases "Instagrameables". Frases que perduran, que se quedan en tu cabeza, y que deseas expresar a los cuatro vientos. Porque también quieres asesinar al amor (alguna vez) y volverlo a matar.
No habrá reseña, pero leeré todo lo que pueda de él.
Vulgar. Racista. Sexista. Y aunque el protagonista es un tremendo imbécil y va en contra de todo lo que creo como persona… el libro me encanto.
Frases
“La filosofía escruta la existencia pero no nos ayuda a existir.”
“Los pescadores la miran como si fuera una estrella, ellos no pueden cortar flores tan suaves, ellos comen hierba como los burros. Si tuvieran flores así las destrozarían porque la ansiedad los quema, en cambio tú no tienes prisa. ¿Para qué? Ella es tuya para siempre.”
“P.M.: ¿Qué le resulta insoportable? Yo: La gente, más que nada la gente quejumbrosa. Ninguna persona en el mundo tiene suficiente mierda como merece así que no debería haber quejas en ningún caso.”
“A veces me cuesta separar a la mujer de lo sexual y darle un sentido único. Me crispa su capacidad para sufrir, su vocación de víctima. Cierto que hay resplandor en el a pero nada puede ser más despreciable. Sé que el hombre es mejor, no el algo específico sino en la dignidad última. Ellas me gustan pero pensarlas me pasma.”
“Jamás caminaré tres kilómetros de ardiente sol para salvar los delfines rosados, los delfines deben cuidar su propio trasero. Sin embargo podría cruzar el desierto por nada, por pura y física incapacidad de frenar la caminata. Si hay algo que odio es una cosa hecha con propósito.”
“P.M.: (la chica) ¿Le interesa la filosofía antigua? Yo: ¿Qué demonios tiene que ver Sócrates con eso? Era sólo un tipo afable que enseñaba a los chicos de su barrio cosas como el valor y la dignidad y por eso lo jodieron. Su padre fue cantero y su mujer lavaba ropa por días. Las últimas palabras que pronunció fueron para recordar una deuda. Tipos como él no abundan.”
“P.M.: ¿Qué opina de los homosexuales? Yo: ¿Qué demonios puedo opinar? Si quieres entrar un tractor por la puerta trasera de tu casa es asunto tuyo. Si alguien odia a los tractores está en su derecho. Capote no es importante por comer pepino sino por escribir.”
“Los gatos son criaturas sobrias que en lo posible procuran ocultar la mierda. Nosotros en cambio abrimos librerías, museos, cinemas y todo tipo de lugares para mostrarla.”
““P.M.: ¿Cuál es el secreto de su éxito? Yo: Es simple, hijo: lo que debes hacer es justo lo que esperan que digas si quieres agradar y decir lo contrario si deseas armar lío. Si yo digo que es una lástima el fin de las dictaduras en nuestros países, todos esos hijoputas librepensadores querrán sacarme los ojos. Sin embargo, el os mismos como vacas sagradas del arte y el poder encarnan una infame dictadura y se complacen en ello. Si yo digo que detesto a los judíos, negros y maricas, miles de librepensadores y amas de casa querrán llevarme a la cámara de gas pero nadie protesta porque los niños arrancan las alas a las libélulas o atrapan murciélagos para hacerlos volar al medio día. También puedes hablar de forma ambigua o permanecer callado por años. Hay muchas formas de convertirse en mito o celebridad.”
“Es estúpido pensar que no podemos dejarlo todo. Estamos hechos de esa renuncia.”
“Los profesores son la cosa más boba e indiferente que hay, es fácil engañarlos porque no les interesa un pito si a ti te parten el alma, sólo quieren que llegue el fin de mes para agarrar su miserable paga”
“No le gustaba la gente y creo que tenía razón, le gustaban la música y el silencio y creo que la perdió entre hoteles y gritos. Sí, perdió la música y no pudo aguantar más. No merecía acabar así”
“Uno quisiera que las personas fueran como uno imagina que son, uno se empeña en hacer de las personas lo que uno quiere que sean. Es lo que me emputa de la literatura literaria, en ésta los personajes son rígidos y deambulan por la trama como tarritos de conservas por los rieles de una fábrica: si se portan bien lo hacen de una manera cuadrada. Si son malos actúan perfectamente mal.”
“Una mujer soporta todo del hombre que ama menos que le hable todo el tiempo de un amor inolvidable. El lío es que cuando tienes un fantasma lo único que deseas es hablar de ello a todas las mujeres que seduces. ¿Por qué? No lo sé. Es una cosa maligna, una manera de herir y seguir siendo abandonado.”
“Sarah Weber tiene noventa y siete años, sabe que va a morir y lo único que le pide a Dios es que le permita aguantar hasta agosto para ver por última vez a las ballenas.”
“La inteligencia y el amor no hacen liga. El amor es tonto. El amor sólo es inteligente en abstracto. Si un hombre quiere ser elegante y lúcido al amar a una mujer debe hacerlo en abstracto.”
“Nadie siente el calor, sueño o fatiga de otro. Dos jamás harán uno: eso sólo sirve para vender tarjetas el día de San Valentín y punto.”
“Es fácil decir que uno no es nadie cuando se piensa lo contrario.”
“En mi opinión, amar a una persona quizá sea más fácil que entenderla pero mucho más peligroso porque el amor siempre duele. Uno puede tratar de entender a alguien pero no puede tratar de amarlo. ”
“Es obvio que nuestra pequeña vida gira en torno a alguien que nos ha hecho felices idiotas o resentidos sabios”
“Odio a la gente que entiende, nada es más sucio y abyecto, entender es el peor insulto, una patraña envuelta en papel dorado.”
“Estaba húmedo y cada extremo de mi humanidad latía como mil miedos en el corazón de un pájaro. No quería pensar, no quería la sombra de una idea, no quería saber, quería permanecer ausente como el lado oculto de un sueño.”
“¿No sabes que no existe el diablo? Sólo es Dios cuando está borracho”
“El amor es bueno mientras dura pero a veces dura demasiado.”
Me pareció muy novedoso, asociar diversas canciones a diferentes capítulos del libro, además de contar un poco de la historia de los personajes de diversas bandas de rock, el personaje principal está LOCO, sin embargo disfrute mucho del libro, y me gustó mucho la propuesta de Reyes, aunque discuerdo con muchas de las opiniones de Rep! Recomendadísimo!
Se siente como una larga conversación con Red, con una borrachera encima y a media noche, pasando de tema a tema sin hilo conductor, hablando de amores, de música, de la rata que pasó por la calle, de cine, del frío tan violento que hace en Bogotá, del dolor que te inunda, de la cuenta por pagar.
La storia di Rep, un metro e 85 di sex-appleal e sfrontatezza. Donne, sbrornie, amori vacui e amici perditempo. Un po' trito ma regala anche belle perle.