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Coloni dell'Universo
Da sempre uno dei temi più appassionanti della science fiction riguarda la colonizzazione di altri mondi e l'espansione dell'Uomo nel cosmo, alla ricerca di nuove frontiere da scoprire e assoggettare al dominio umano, che necessita di nuovi spazi e di vivere il piacere della scoperta. Dopo tanti romanzi e antologie di autori internazionali, ecco un volume interamente dedicato alle proposte degli scrittori italiani di fantascienza, che hanno dato la loro personale interpretazione di questo argomento divenuto quanto mai attuale, vista la sovrappopolazione, i problemi innescati dai cambiamenti climatici e la desertificazione che incombe sul nostro pianeta. Dove riuscirà a spingersi, l'Uomo, quando abbandonerà la Terra?
543 pages, Kindle Edition
Published July 5, 2023
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Community Reviews
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
August 1, 2023
Anche questo Millemondi tutto italiano mi è piaciuto.
Il tema non mi ispirava granché, suona un po' vecchiotto soprattutto per la sensibilità odierna. Non mi stupisce che alcune/i autrici/tori non abbiano voluto partecipare. Chi ha partecipato ha comunque fatto un ottimo lavoro dimostrando una sensibilità al tema sicuramente coerente coi nostri tempi.
Franco Forte ha fatto delle ottime scelte anche se ho trovato ai limiti dell'esasperazione la premessa iniziale. Capisco tutti i discorsi sulle autrici e sul femminile ma ad una certa diventano ridondanti. Li abbiamo già affrontati e penso che volendo si possa far meglio del solito "se lo sono meritato, le scegliamo perché sono brave". Ci mancherebbe altro, non vedo comunque perché una questione di genere non possa essere affrontata per quello che è o, dal momento che Urania sta facendo grandi passi da questo punto di vista e ne ha già abbondantemente parlato, possa anche lasciar parlare le numerose autrici con le loro storie. :)
Ma andiamo avanti con i racconti:
Manuel Soto Ortega, colono di Marte di Paolo Aresi
La trama mi piace molto, è decisamente attuale anche se traslata nel futuro e ho gradito parecchio lo spirito rivoluzionario per me ha risentito un po' del fatto che è un racconto e quindi non ho fatto in tempo ad immergermi che era già finito.
6,5
Tutti gli infiniti mondi, Davide Camparsi
mi è piaciuto parecchio per l'idea dei viaggi spaziali che sfruttano l'entaglement quantistisco. Il racconto è diviso in quattro parti, una per ogni protagonista che è anche un "astronauta", se così si può definire, incaricato di trovare un esopianeta simile alla Terra ormai alle strette per il cambiamento climatico. Le ultime due parti, dedicate ad Andrea e Susanna le ho trovate particolarmente interessanti e più complesse anche per quanto riguarda la psicologia dei personaggi e i misteri del cosmo. 7
Su Chora di Francesca Cavallero mi trovo pienamente d'accordo con il Biblio. E' un racconto più che godibile sia per chi non conosce Morjegrad sia per chi è già avvezzo all'universo narrativo. Francesca scrive veramente bene ed è un piacere seguire il ritmo serrato che alterna Nebra e Stella. Conosciamo i retroscena della nascita delle città di Chora e del pianeta stesso, in un certo senso, e nonostante si faccia luce sul passato, riesce a fare emergere altrettanta curiosità su questo mondo.
8 anche per me!
Colonikon Evangelion di Franci Conforti
Coinvolgente, ben scritto, mi piace molto la versione spaziale della grande evangelizzazione "che lo si voglia o no", con metodi non proprio ortodossi. Il tema non è certo nuovo ma è particolare il punto di vista di Poeta, gestore di un pub nel bel mezzo dell'universo e poco intenzionato a lasciarsi colonizzare...
Adesso apprezzo anche le immagini create da Franci, anche se confesso che hanno influenzato il modo in cui mi sono immaginata i personaggi :) 7,5
Altri soli, altri animali, altri alberi. Un altro mondo di Lorenzo Iacobellis
Veramente interessato, ho avuto l'impressione di star guardando un dipinto dell'Arcimboldo ma con le creature strane che si trovano del Codex Seraphinianus. Un racconto particolare di un gigantesco ecosistema alieno. 7,5
La musa inquietante, Alessandro Montoro
Similmente al racconto di Iacobellis anche questo è parecchio immersivo e richiama atmosfere... Pittoriche. E del resto non ne fa nemmeno un segreto dato che tutto il racconto è ricco di riferimenti alla Metafisica e a Giorgio de Chirico. Devo dire che è il motivo per cui mi è piaciuto meno, paradossalmente: davvero troppo citazionismo, tra pittura, rock progressivo e... Urania! Forse avrei preferito una ispirazione meno spiattellata in faccia e più tra le righe. La tematica invece incontra i miei gusti, dove gli esseri umani hanno a che fare con misteriose specie indigene dotate di una coscienza collettiva. 6
Mimes, Maico Morellini
Il racconto è breve ma ho trovato un qualcosa di poetico nelle descrizioni relative al pianeta Mimes. Questo pianeta davvero speciale è come un grandissimo essere senziente che assorbe le specie che si posano su di esso. Come una sorta di sperimentatore genetico lavora sul DNA degli ospiti creando le migliori condizioni per lo sviluppo della vita sul pianeta. Ma siamo sicuri di essere soli e soprattutto di essere i migliori nell'universo? 6.5 ma leggerei volentieri un'espansione dell'universo di questo racconto
La fattoria perduta, Daniela Piegai
Anche qua abbiamo un racconto che ha a che fare con la pittura, anche se la protagonista è proprio una (futura? Passata?) undicenne e curiosa Artemisia Gentileschi. E come in un Truman Show si scopre che la Roma in cui abitava, in cui ha vissuto la sua vita non è altro che una fattoria dove si produce arte in un ciclo infinito e velocizzato, dove tutta la sua vita è già scritta. La scoperta casuale del "mondo di fuori" per Artemisia sarà una rivelazione e forse riuscirà ad interrompere questo ciclo automatizzato e forse anche abbandonato a sé stesso. Che dire, wow! Veramente particolare, 8
L'altro confine della notte, Franco Ricciardiello
Si sente molto il solarpunk, mi piace l'idea di questo pianeta in cui lo spazio vivibile è poco e tutto in verticale, in alberi mineralizzati da polvere vulcanica, dove l'ecosistema globale è guidato da una sorta di intelligenza artificiale collettiva. La storia però non mi ha entusiasmata particolarmente, insomma era chiamata dalla prima pagina. 6,5
Avery, Laura Silvestri
Inizialmente mi ha ricordato molto "Aurora Sogna" dei Subsonica. "sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale", anche se Lilia, l'umana trasferita in un corpo cybernetico di emozioni sembra averne anche troppe. Questo racconto parla degli esiti di una colonizzazione di pianeti extraterrestri cercando di ricostruire la società tramite "backup" della personalità degli esseri umani. Mi è piaciuto molto come ha inserito l'elemento delle apparenze nella società, e di come vengono sfruttate le insicurezze per ricavarne profitto potenzialmente illimitato. È un argomento che può risultare o estremamente banale o interessante, penso che Laura Silvestri abbia fatto un buon lavoro. Nel finale mi sono sciolta, ho il cuore sensibile per queste cose!!! L'unica cosa è la prosa che non rientra tantissimo nelle mie corde, mi sembra troppo densa. 7,5
Le nuvole hanno occhi, Giampietro Stocco
L'idea è intrigante però probabilmente è un limite mio ma proprio non mi ha presa, l'ho letto a fatica. 5
Collo di bottiglia, Silvia Treves
Questo racconto l'ho trovato molto "classico", c'è una colonia distopica in un pianeta alieno che non accetta i Difformi. A questa colonia ad anelli si contrappone un Fuori, un insediamento di ribelli che ricorda la vera storia del pianeta. Mi è piaciuta la figura della protagonista, una Difforme con disabilità visiva e il suo innesto con una AI, creando un vero e proprio simbionte e anche il fatto che il Fuori venga esplicitamente detto che non è il giardino dell'Eden ma all'interno continuano nonostante tutto dei conflitti. 6
Il silenzio del cielo, Alessandro Vietti
Anche qua parliamo di nuvole. Questo racconto però è molto più introspettivo e presta una grande attenzione alla psicologia del narratore, che racconta in prima persona la sua avventura di colono, involontaria in un certo senso perché gestita da delle intelligenze artificiali, Loro, che come tutte le intelligenze artificiali che si rispettino hanno i loro criteri più o meno oscuri di decisione. C'è quindi tutto il viaggio con altri compagni e compagne, un viaggio lungo che alterna l'emozione e la paranoia, l'atterraggio e la presa di confidenza con il nuovo pianeta. Arrivati su Prime, tra l'altro, Loro sembrano spengersi, lasciando gli esseri umani soli, costretti a ricominciare la loro storia. 7
Il tema non mi ispirava granché, suona un po' vecchiotto soprattutto per la sensibilità odierna. Non mi stupisce che alcune/i autrici/tori non abbiano voluto partecipare. Chi ha partecipato ha comunque fatto un ottimo lavoro dimostrando una sensibilità al tema sicuramente coerente coi nostri tempi.
Franco Forte ha fatto delle ottime scelte anche se ho trovato ai limiti dell'esasperazione la premessa iniziale. Capisco tutti i discorsi sulle autrici e sul femminile ma ad una certa diventano ridondanti. Li abbiamo già affrontati e penso che volendo si possa far meglio del solito "se lo sono meritato, le scegliamo perché sono brave". Ci mancherebbe altro, non vedo comunque perché una questione di genere non possa essere affrontata per quello che è o, dal momento che Urania sta facendo grandi passi da questo punto di vista e ne ha già abbondantemente parlato, possa anche lasciar parlare le numerose autrici con le loro storie. :)
Ma andiamo avanti con i racconti:
Manuel Soto Ortega, colono di Marte di Paolo Aresi
La trama mi piace molto, è decisamente attuale anche se traslata nel futuro e ho gradito parecchio lo spirito rivoluzionario per me ha risentito un po' del fatto che è un racconto e quindi non ho fatto in tempo ad immergermi che era già finito.
6,5
Tutti gli infiniti mondi, Davide Camparsi
mi è piaciuto parecchio per l'idea dei viaggi spaziali che sfruttano l'entaglement quantistisco. Il racconto è diviso in quattro parti, una per ogni protagonista che è anche un "astronauta", se così si può definire, incaricato di trovare un esopianeta simile alla Terra ormai alle strette per il cambiamento climatico. Le ultime due parti, dedicate ad Andrea e Susanna le ho trovate particolarmente interessanti e più complesse anche per quanto riguarda la psicologia dei personaggi e i misteri del cosmo. 7
Su Chora di Francesca Cavallero mi trovo pienamente d'accordo con il Biblio. E' un racconto più che godibile sia per chi non conosce Morjegrad sia per chi è già avvezzo all'universo narrativo. Francesca scrive veramente bene ed è un piacere seguire il ritmo serrato che alterna Nebra e Stella. Conosciamo i retroscena della nascita delle città di Chora e del pianeta stesso, in un certo senso, e nonostante si faccia luce sul passato, riesce a fare emergere altrettanta curiosità su questo mondo.
8 anche per me!
Colonikon Evangelion di Franci Conforti
Coinvolgente, ben scritto, mi piace molto la versione spaziale della grande evangelizzazione "che lo si voglia o no", con metodi non proprio ortodossi. Il tema non è certo nuovo ma è particolare il punto di vista di Poeta, gestore di un pub nel bel mezzo dell'universo e poco intenzionato a lasciarsi colonizzare...
Adesso apprezzo anche le immagini create da Franci, anche se confesso che hanno influenzato il modo in cui mi sono immaginata i personaggi :) 7,5
Altri soli, altri animali, altri alberi. Un altro mondo di Lorenzo Iacobellis
Veramente interessato, ho avuto l'impressione di star guardando un dipinto dell'Arcimboldo ma con le creature strane che si trovano del Codex Seraphinianus. Un racconto particolare di un gigantesco ecosistema alieno. 7,5
La musa inquietante, Alessandro Montoro
Similmente al racconto di Iacobellis anche questo è parecchio immersivo e richiama atmosfere... Pittoriche. E del resto non ne fa nemmeno un segreto dato che tutto il racconto è ricco di riferimenti alla Metafisica e a Giorgio de Chirico. Devo dire che è il motivo per cui mi è piaciuto meno, paradossalmente: davvero troppo citazionismo, tra pittura, rock progressivo e... Urania! Forse avrei preferito una ispirazione meno spiattellata in faccia e più tra le righe. La tematica invece incontra i miei gusti, dove gli esseri umani hanno a che fare con misteriose specie indigene dotate di una coscienza collettiva. 6
Mimes, Maico Morellini
Il racconto è breve ma ho trovato un qualcosa di poetico nelle descrizioni relative al pianeta Mimes. Questo pianeta davvero speciale è come un grandissimo essere senziente che assorbe le specie che si posano su di esso. Come una sorta di sperimentatore genetico lavora sul DNA degli ospiti creando le migliori condizioni per lo sviluppo della vita sul pianeta. Ma siamo sicuri di essere soli e soprattutto di essere i migliori nell'universo? 6.5 ma leggerei volentieri un'espansione dell'universo di questo racconto
La fattoria perduta, Daniela Piegai
Anche qua abbiamo un racconto che ha a che fare con la pittura, anche se la protagonista è proprio una (futura? Passata?) undicenne e curiosa Artemisia Gentileschi. E come in un Truman Show si scopre che la Roma in cui abitava, in cui ha vissuto la sua vita non è altro che una fattoria dove si produce arte in un ciclo infinito e velocizzato, dove tutta la sua vita è già scritta. La scoperta casuale del "mondo di fuori" per Artemisia sarà una rivelazione e forse riuscirà ad interrompere questo ciclo automatizzato e forse anche abbandonato a sé stesso. Che dire, wow! Veramente particolare, 8
L'altro confine della notte, Franco Ricciardiello
Si sente molto il solarpunk, mi piace l'idea di questo pianeta in cui lo spazio vivibile è poco e tutto in verticale, in alberi mineralizzati da polvere vulcanica, dove l'ecosistema globale è guidato da una sorta di intelligenza artificiale collettiva. La storia però non mi ha entusiasmata particolarmente, insomma era chiamata dalla prima pagina. 6,5
Avery, Laura Silvestri
Inizialmente mi ha ricordato molto "Aurora Sogna" dei Subsonica. "sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale", anche se Lilia, l'umana trasferita in un corpo cybernetico di emozioni sembra averne anche troppe. Questo racconto parla degli esiti di una colonizzazione di pianeti extraterrestri cercando di ricostruire la società tramite "backup" della personalità degli esseri umani. Mi è piaciuto molto come ha inserito l'elemento delle apparenze nella società, e di come vengono sfruttate le insicurezze per ricavarne profitto potenzialmente illimitato. È un argomento che può risultare o estremamente banale o interessante, penso che Laura Silvestri abbia fatto un buon lavoro. Nel finale mi sono sciolta, ho il cuore sensibile per queste cose!!! L'unica cosa è la prosa che non rientra tantissimo nelle mie corde, mi sembra troppo densa. 7,5
Le nuvole hanno occhi, Giampietro Stocco
L'idea è intrigante però probabilmente è un limite mio ma proprio non mi ha presa, l'ho letto a fatica. 5
Collo di bottiglia, Silvia Treves
Questo racconto l'ho trovato molto "classico", c'è una colonia distopica in un pianeta alieno che non accetta i Difformi. A questa colonia ad anelli si contrappone un Fuori, un insediamento di ribelli che ricorda la vera storia del pianeta. Mi è piaciuta la figura della protagonista, una Difforme con disabilità visiva e il suo innesto con una AI, creando un vero e proprio simbionte e anche il fatto che il Fuori venga esplicitamente detto che non è il giardino dell'Eden ma all'interno continuano nonostante tutto dei conflitti. 6
Il silenzio del cielo, Alessandro Vietti
Anche qua parliamo di nuvole. Questo racconto però è molto più introspettivo e presta una grande attenzione alla psicologia del narratore, che racconta in prima persona la sua avventura di colono, involontaria in un certo senso perché gestita da delle intelligenze artificiali, Loro, che come tutte le intelligenze artificiali che si rispettino hanno i loro criteri più o meno oscuri di decisione. C'è quindi tutto il viaggio con altri compagni e compagne, un viaggio lungo che alterna l'emozione e la paranoia, l'atterraggio e la presa di confidenza con il nuovo pianeta. Arrivati su Prime, tra l'altro, Loro sembrano spengersi, lasciando gli esseri umani soli, costretti a ricominciare la loro storia. 7
July 29, 2023
AAVV, COLONI DELL'UNIVERSO, Mondadori (Urania)
"Chi legge, a 70 anni avrà vissuto 5000 anni..." diceva Umebrto Eco. Aggiungo: avrà viaggiato per migliaia di chilometri, visto luoghi impensabili, conosciuto esseri straordinari. Io, che di anni ne ho 43, ho viaggiato per centinaia di anni luce, grazie a questo libro. Adesso, senza gridare al capolavoro per tutti i testi presenti nella raccolta, posso dire che sono tutti racconti di grande qualità, con trovate (questo sì, posso urlarlo) spesso geniali.
Sono stato prima di tutto sulla Terra del futuro, ma bramando Marte, chimera di sogni per uomini diperati, costretti a rimanere nella loro miseria e disperazione come schiavi (MANUEL SOTO ORTEGA, COLONO DI MARTE, Paolo Aresi).
Sono stato su una spiaggia di Verona a cercare alri mondi abitabili (lo so, sono troppo vecchio per farlo), cavalcando un oceano di speranze deluse e piccoli egoismi, pronto a tenermi stretto l'unico altro posto abitabile dell'universo come un'adolescente capricciosa (TRA TUTTI GLI FININITI MONDI, Davide Camparsi).
Non sono stato su Chora, ma tra le rovine di città deserte a cercare di capire come si può vivere da superstiti qui, su una Terra inabitabile, anche se è difficile da accettare (CHORA, Francesca Cavallero).
Sono stato al Nebraska, un cosmopub che non chiude mai, a farmi una birra con i Pionieri, prima che i Coloni arrivassero con le loro tutine odiose e i loro discorsi pomposi per cercare di arruolarmi. Ce l'avevano quasi fatta, maledetti! (COLONIKON EVANGELION, Franci Conforti).
Ho seguito i precorsi immutabili (così dicevano) dei Mercurial su Cornucopia, vivendo in simbiosi con quegli esseri giganteschi, che poi erano gli unici spazi abitabili su un pianeta che diversamente è invivibile (ALTRI SOLI, ALTRI ANIMALI, ALTRI ALBERI. UN ALTRO MONDO, Lorenzo Iacobellis).
Sono stato, ma non ci tornerò, su Urania, in una disperata operazione di salvataggio: un viaggio allucinato, a metà fra le piazze deserte di De Chirico e la selva dei suicidi di Dante (LA MUSA INQUIETANTE, Alessandro Montoro).
Ho conosciuto un pianeta che vive, muta si adatta. Che può cambiare la sua conformazione per permettere a una specie di prosperare. Ma se arrivasse la specie sbagliata, quall'essere vivente che è il pianeta avrebbe una coscienza adatta a riconoscerla? Forse dovremmo prestargliela noi umani... (MIMES, Maico Morellini).
Ho ripercorso i sentieri del tempo in una fattoria abbandonata, dove i giorni sono anni e ognuno recita a turno una parte costante, immutabile fino a quando Artemisia decide che è ora di smetterla (LA FATTORIA PERDUTA, Daniela Piegai).
Ho visto l'arrivo di nuovi coloni su Terranova, li ho accolti sul kyklop, e in pochi giorni quelli hanno provato a portare qui la stessa distruzione che aveva investito la Terra centinaia di anni fa. Fortunatamente è stato il pianeta a metterli al loro posto (L'ALTRO CONFINE DELLA NOTTE, Franco Ricciardiello).
Ho lasciato affiorare i miei ricordi da umana nella luce obliqua di Proxima b, inseguendo la chimera di una perfezione che è pura illusione, schiavitù di un retaggio che invece dovrebbe morire per un mondo migliore (AVERY 2..., di Laura Silvestri, titolo incompleto perché impiegherei una vita a inserire i caratteri speciali).
Ho calpestato il suolo brullo di Epsilon C, osservando con orrore il sorgere di Tinia, terribile gigante gassoso che sembra osservarci: ci odia (LE NUVOLE HANNO OCCHI, Giampietro Stocco).
Senza vista, sono stato a tentoni nel Fuori, alla ricerca di Concordia, per trovare un'altra vita, lontana dalle imposizione degli Emeriti (COLLO DI BOTTIGLIA, Silvia Treves).
Quasi senza pensarci, con l'incoscienza dell'età, me ne sono andato della Terra per un nuovo mondo Tau Ceti J, dove ho fondato una nuova comunità senza di Loro. Ongi tanto guardo i Nuboidi in cielo e mi prende la malinconia (IL SILENZIO DEL CIELO, Alessandro Vietti).
Questa raccolta curata da Franco Forte dimostra l'ottimo stato di salute della fantascienza italiana con racconti (in alcuni casi romanzi brevi) pieni di potenza immaginifica e carichi di profonde e non scontate riflessioni sull'uomo, sul capitalismo, sulle politiche ambientali, ma anche sulla nostra natura, sulla forza dei sentimenti, sugli scontri generazionali. Gli amanti del genere non restino indietro, i lettori avidi lo mettano in lista!
"Chi legge, a 70 anni avrà vissuto 5000 anni..." diceva Umebrto Eco. Aggiungo: avrà viaggiato per migliaia di chilometri, visto luoghi impensabili, conosciuto esseri straordinari. Io, che di anni ne ho 43, ho viaggiato per centinaia di anni luce, grazie a questo libro. Adesso, senza gridare al capolavoro per tutti i testi presenti nella raccolta, posso dire che sono tutti racconti di grande qualità, con trovate (questo sì, posso urlarlo) spesso geniali.
Sono stato prima di tutto sulla Terra del futuro, ma bramando Marte, chimera di sogni per uomini diperati, costretti a rimanere nella loro miseria e disperazione come schiavi (MANUEL SOTO ORTEGA, COLONO DI MARTE, Paolo Aresi).
Sono stato su una spiaggia di Verona a cercare alri mondi abitabili (lo so, sono troppo vecchio per farlo), cavalcando un oceano di speranze deluse e piccoli egoismi, pronto a tenermi stretto l'unico altro posto abitabile dell'universo come un'adolescente capricciosa (TRA TUTTI GLI FININITI MONDI, Davide Camparsi).
Non sono stato su Chora, ma tra le rovine di città deserte a cercare di capire come si può vivere da superstiti qui, su una Terra inabitabile, anche se è difficile da accettare (CHORA, Francesca Cavallero).
Sono stato al Nebraska, un cosmopub che non chiude mai, a farmi una birra con i Pionieri, prima che i Coloni arrivassero con le loro tutine odiose e i loro discorsi pomposi per cercare di arruolarmi. Ce l'avevano quasi fatta, maledetti! (COLONIKON EVANGELION, Franci Conforti).
Ho seguito i precorsi immutabili (così dicevano) dei Mercurial su Cornucopia, vivendo in simbiosi con quegli esseri giganteschi, che poi erano gli unici spazi abitabili su un pianeta che diversamente è invivibile (ALTRI SOLI, ALTRI ANIMALI, ALTRI ALBERI. UN ALTRO MONDO, Lorenzo Iacobellis).
Sono stato, ma non ci tornerò, su Urania, in una disperata operazione di salvataggio: un viaggio allucinato, a metà fra le piazze deserte di De Chirico e la selva dei suicidi di Dante (LA MUSA INQUIETANTE, Alessandro Montoro).
Ho conosciuto un pianeta che vive, muta si adatta. Che può cambiare la sua conformazione per permettere a una specie di prosperare. Ma se arrivasse la specie sbagliata, quall'essere vivente che è il pianeta avrebbe una coscienza adatta a riconoscerla? Forse dovremmo prestargliela noi umani... (MIMES, Maico Morellini).
Ho ripercorso i sentieri del tempo in una fattoria abbandonata, dove i giorni sono anni e ognuno recita a turno una parte costante, immutabile fino a quando Artemisia decide che è ora di smetterla (LA FATTORIA PERDUTA, Daniela Piegai).
Ho visto l'arrivo di nuovi coloni su Terranova, li ho accolti sul kyklop, e in pochi giorni quelli hanno provato a portare qui la stessa distruzione che aveva investito la Terra centinaia di anni fa. Fortunatamente è stato il pianeta a metterli al loro posto (L'ALTRO CONFINE DELLA NOTTE, Franco Ricciardiello).
Ho lasciato affiorare i miei ricordi da umana nella luce obliqua di Proxima b, inseguendo la chimera di una perfezione che è pura illusione, schiavitù di un retaggio che invece dovrebbe morire per un mondo migliore (AVERY 2..., di Laura Silvestri, titolo incompleto perché impiegherei una vita a inserire i caratteri speciali).
Ho calpestato il suolo brullo di Epsilon C, osservando con orrore il sorgere di Tinia, terribile gigante gassoso che sembra osservarci: ci odia (LE NUVOLE HANNO OCCHI, Giampietro Stocco).
Senza vista, sono stato a tentoni nel Fuori, alla ricerca di Concordia, per trovare un'altra vita, lontana dalle imposizione degli Emeriti (COLLO DI BOTTIGLIA, Silvia Treves).
Quasi senza pensarci, con l'incoscienza dell'età, me ne sono andato della Terra per un nuovo mondo Tau Ceti J, dove ho fondato una nuova comunità senza di Loro. Ongi tanto guardo i Nuboidi in cielo e mi prende la malinconia (IL SILENZIO DEL CIELO, Alessandro Vietti).
Questa raccolta curata da Franco Forte dimostra l'ottimo stato di salute della fantascienza italiana con racconti (in alcuni casi romanzi brevi) pieni di potenza immaginifica e carichi di profonde e non scontate riflessioni sull'uomo, sul capitalismo, sulle politiche ambientali, ma anche sulla nostra natura, sulla forza dei sentimenti, sugli scontri generazionali. Gli amanti del genere non restino indietro, i lettori avidi lo mettano in lista!
July 26, 2023
Una godevole antologia di soli autori italiani. Tutti i racconti sono di buon livello, due dei quali decisamente ottimi.
July 14, 2023
doctor who che incontra black mirror
Displaying 1 - 4 of 4 reviews




