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Το στοίχημα της απο-ανάπτυξης

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Ο όρος "απο-ανάπτυξη" ηχεί σαν πρόκληση, έστω κι αν όλοι γνωρίζουμε ότι μια απεριόριστη ανάπτυξη είναι ασυμβίβαστη με τον πεπερασμένο πλανήτη στον οποίο ζούμε.
Το αντικείμενο του έργου αυτού είναι να δείξει ότι αν μια ριζική αλλαγή είναι επιτακτική αναγκαιότητα, η εθελούσια επιλογή μιας κοινωνίας απο-ανάπτυξης είναι ένα στοίχημα που αξίζει τον κόπο να βάλουμε ώστε να αποφύγουμε την οπισθοδρόμηση ή την καταστροφή των κοινωνιών μας.

415 pages, Paperback

First published October 11, 2006

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About the author

Serge Latouche

127 books69 followers
Serge Latouche (born January 12, 1940) is a French emeritus professor of economics at the University of Paris-Sud. He holds a degree in political sciences, in philosophy and in economy.

Latouche is a specialist in North-South economic and cultural relations, and in the epistemology of the social sciences. He has developed a critical theory towards economic orthodoxy. He denounces economism, utilitarianism in social sciences, consumer society and the notion of sustainable development. He particularly criticizes the notions of economic efficiency and economic rationalism. He is one of the thinkers and most renowned partisans of the degrowth theory. Latouche has also published in the Revue du Mauss, a French anti-utilitarian journal.

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
August 29, 2017
Argomenti sacrosanti, ovviamente. Ma espressi con eccesso di catastrofismo (l'umanità finirà di perpetrarsi nel 2060?), polemiche poco utili (la sostenibilità...) e soprattutto un'esposizione spesso confusionaria, con uso fin troppo largo di citazioni (Castoriadis a ogni pagina). Sensibilizzare su questo tema è fondamentale, peccato che così esposto il tutto possa suonare solo come un nuovo utopismo.
Profile Image for Giuseppe.
238 reviews
December 13, 2014
Il famoso saggio che raccoglie le idee di Serge Latouche, padre della "decrescita felice" e nuovo guru economico in questi tempi bui. Se il saggio parte da delle premesse amare ed attualissime (lo sperpero di risorse del pianeta, i limiti della società consumeristica, etc...), l'analisi è piuttosto confusionaria. Latouche salta da un dato all'altro, ora usando il PIL dell'Indonesia da un anno x ad un anno y per dimostrare qualcosa, poi usando la produzione industriale USA di un altro periodo. E' quello che si chiama "cherry picking", cioè prendere in considerazione solo i dati che ci servono. E già qua basterebbe per me per buttare nel cesso il libro. Ma visto che questa decrescita è sulla bocca di molti, anche di persone che si candidano a guidare politicamente il nostro paese, ho continuato la lettura. Peggio che andar di notte. Posto che la teoria di Latouche si basa sull'idea che la crescita economica è il Male per cui dovremmo tornare tutti a zappare la terra così da avere occupazione piena e tempo libero da dedicare a noi stessi e agli altri, Latouche più che prendersela con la crescita stessa, da bravo radicale tenta di smontare le posizioni riformiste. Tenta quindi di smontare le posizioni che tengono in conto le stesse obiezioni che lui pone, cioè il limite delle risorse planetarie, senza rinnegare l'impostazione della società moderna. Attacca quindi i sostenitori dello sviluppo sostenibile ed in generale dello sviluppo e più in generale del progresso tecnologico. Ha senso investire in tecnologia e ricerca per cercare di mantenere un tenore di vita uguale ma meno impattante? No secondo Latouche, perchè tanto quei vantaggi che ne trarremmo sarebbero annullati dall'aumento generico a cui sono sottoposte tutte le cose causa la ricerca ossessiva della crescita. Il lettore più attento si renderà conto che la critica allo sviluppo è in realtà debole e strumentale a l'idea (quello di andare a zappare la terra) che Latouche ci sottopone dopo. Non pago, Latouche va a riprendere anche vecchie teorie banali come quella di Malthus, per cui dobbiamo ridurre il numero di persone sul pianeta perchè non ce la faremo visto che la popolazione cresce in maniera esponenziale. Analisi della società basata principalmente sul sistema agricolo, limiti del modello superfisso, dati scelti a convenienza. Oltre ad una scrittura caotica, un'esposizione sì suggestiva ma poco deterministica ed una soluzione che sembra più un atto di fede che altro.
Il problema è che queste dabbennaggini diventano piuttosto popolari in dei sistemi in crisi, andate a fare questi discorsi ad un cinese od un liberiano, vi farà una pernacchia lungo un minuto. Però diventano popolari, fanno presa, perchè il momento è quello che è. E fa quasi più tenerezza il collettivo Zeitgeist, autori di un famigerato docuweb (là il male sono il debito e la banche), dove la negazione dell'interesse economico viene realizzata da una società tecnocratica. Una visione molto illuminista/positivista che oscurantista di Latouche (checchè gli venga l'ansia di scardinare questo aspetto). Perchè poi alla fine, visto le premesse, alla fine ci arriveremo veramente alla decrescita come intende Latouche solo che sarà felice un par de palle.
Profile Image for Andrea.
1,138 reviews55 followers
April 16, 2019
Crisi > rivoluzione > decrescita > autoproduzione > frugalità > democrazia diretta > umanità > felicità.
Latouche è un accademico portatore di un pensiero chiuso, e la sua trattazione procede per apocalittiche profezie autoavveranti.
Adatto a chi cerca risposte semplici a problemi complessi.
Profile Image for Stefania.
1 review
Currently reading
December 28, 2007
I'm still reading the book. I think it opens new possibilities about which you can think: is it possible to stop globall economic growth and create a better world?
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
February 7, 2018
Il merito di un libro del genere non è dare delle risposte, quanto porre delle domande.
Latouche, che non ritiene di avere la verità in tasca e anche di persona (visto a Festivaletteratura 2008) è molto gradevole, cita dati economici da fonti super partes, snocciola - e critica - teorie sue e di altri teorici della decrescita (Ivan Illich, Castoriadis, Ariès, Fotopoulos in primis) e spesso è il primo a riconoscere l'utopismo insito in certe proposte.
Ma molte idee che nel XVIII o nel XIX erano pura utopia, oggi sono state messe in pratica, quindi mai dire mai, mai dire "è impossibile / non è praticabile /etc".

Volendo, l'unico lato dell'impostazione dell'autore che non mi trova d'accordo, soprattutto alla luce dell'esplosione delle economie di Brasile, Cina, Sudafrica e molti altri paesi di quello che lui accorpa nel Sud del mondo, è la distinzione paradigmatica tra Nord e Sud, che nel 2006 (anno di pubblicazione in Francia dell'opera) forse poteva essere ancora accettabile, ma in seguito è stata smentita dai fatti e di conseguenza non può essere accettata come premessa per ipotesi sulla redistribuzione globale della ricchezza dal ricco e consumista Nord al povero e sfruttato Sud.

Insomma, un'opera, non certo l'unica sull'argomento ecologia / consumismo, da leggere per aprirsi gli occhi sul futuro del mondo, del pianeta, della nostra stessa vita (che a differenza di quelle dei gatti, è una sola).
Profile Image for Matteo Negro.
205 reviews33 followers
August 19, 2017
Saggio di riferimento per il movimento della decrescita. In questo splendido lavoro Serge Latouche getta le basi e i contenuti di questo nuovo approccio all'economia che rappresenta la nostra unica ancora di salvezza per un futuro di pace e di prosperità. La domanda che dobbiamo porci è se un'ulteriore crescita è davvero la sola via d'uscita all'attuale crisi della crescita. Latouche sottolinea tutte le criticità e i controsensi dell'attuale sistema economico che ha portato ha una società del ben-avere piuttosto che ad una società del ben-essere. E' giunto il tempo in cui ognuno di noi è chiamato a riflettere profondamente su questi temi perché una crescita infinita è assolutamente incompatibile con un pianeta finito. Ritrovare il senso del limite e fare una "scelta di semplicità" è necessario. Decrescita non significa tornare indietro, significa opporsi alla dittatura della produzione e della crescita per vivere più semplicemente affinché tutti gli altri possano semplicemente vivere! Il percorso da seguire è lungo e difficile, ma assolutamente necessario! A volte i sostenitori di questo movimento vengono considerati dei sognatori, dei semplici idealisti, dei retrogadi ma è fondamentale ricordarsi che in alcuni casi sono i "retrogadi" che diventano i veri "progressisti" in quanto...."é sempre progressista essere in ritardo sulla cattiva strada!"
Profile Image for Domenico Palermo.
Author 3 books
April 21, 2019
Un libro fondamentale per comprendere la decrescita. Un testo che prova a delineare i concetti con cui costruire il percorso verso la decolonizzazione dell'immaginario collettivo. Il lavoro permette di comprendere i punti di forza ed i punti deboli della teoria. Sicuramente da leggere!
1 review
January 25, 2022
Chiaro, puntuale, ben scritto. Ideale per chi vuole farsi un'idea di cosa si intenda per decrescita senza stare né troppo nel vago né nell'iper specifico
Profile Image for Federica.
25 reviews15 followers
October 21, 2009
We all know that we have treated our planet badly especially since the industrial and economic boom in the 80s. We all feel guilty for not having taken care of the environment and of the sustainability of the industrial processes which went on and on increasing their size and impact on the earth at great speed and we are aware that something has to be done. Looking for a solution to the problem, which has reached an enormous size and it is so eradicated that it is difficult to stem, Latouche explains his idea of a de-growth, which in a few words means “do not look for more, live minal” …this is how I got his message. I particularly liked the metaphor of the snail.
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